Ho deciso di aprire un nuovo tag: un altro sguardo, lo voglio chiamare.
Un bisogno essenziale, o meglio esistenziale, di diventare strabica. Di mantenere cioè uno sguardo su quanto di infetto sta avvenendo e avverrà nei giorni futuri in Italia e nel resto del mondo, ma, con uno strabismo voluto, riuscire a cogliere anche episodi positivi, che servano quale antidoto al virus che inesorabilmente invaderà sempre più questo nostro povero Paese.
Un antidoto per neutralizzare la nausea che mi procura chi, reso ancora più forte e sicuro dal recente risultato elettorale, esterna, aggredisce, fa gesti stupidi e volgari. I vari Montezemolo.
Gli inqualificabili criminali che assaltano il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma: ce ne parla Beppe Iannozzi Qui
Il…mimo Berlusconi Silvio, che gioca a fare il killer di una giornalista russa
dimostrando ancora una volta di essere un vero signore, ricco di sensibilità e buon gusto…Forse, poverino, occupato come è stato ad accumulare consensi (e tant’altro ancora…) non è al corrente del fatto che, in Russia, i giornalisti li ammazzano sul serio: Qui
Un antidoto, dunque. Prendendo spunto anche da quanto scritto oggi da Laura e Lory , ma anche guardando e ascoltando altro. Non so se materia per mettere insieme il mio kit antiveleno la troverò nelle istituzioni, ne dubito, così come dubito fortemente che la potrò racimolare nella voce dei politici, anche all’opposizione. Ma nella voce, nei gesti della gente comune forse sì, e, in effetti, mi è già capitato questa mattina. Niente di che, nessuna cosa eclatante. Ma è anche con i piccoli fuscelli che i castori costruiscono dighe (almeno così mi hanno raccontato a scuola…)
Innanzi tutto questa mattina, finalmente, c’è il sole, e non è poco, per risollevare l’umore…
Alle 11 entro nella Feltrinelli di Piazza Ravegnana. E’ il primo appuntamento con il Reader Corner
e io, che amo molto la lettura ad alta voce, non potevo mancare. A inaugurare l’iniziativa la bravissima Margaret Collina (fuori concorso, è ovvio…) che legge un racconto di Dino Buzzati: La goccia, e una poesia (di cui, putroppo, non ricordo né il titolo né l’autore, ma cercherò di informarmi..) sull’importanza della voce, della sua modulazione, per comunicare emozioni.
La lettura ad alta voce, premette Margaret prima di dare avvio alla lettura, sta prendendo sempre più piede, forse si sente proprio la necessità di far rientrare in un momento collettivo un atto che negli ultimi secoli era diventato estremamente privato, da svolgersi in solitudine.
E già questo fenomeno mi pare possa essere rinchiuso nel mio kit, non vi sembra?
Il primo lettore ufficiale legge poi due delle Lettere dalla Kirghisia di Silvano Agosti. Ottima scelta, davvero…
Terminate le letture esco dalla libreria, ed ecco lì il mio pusher…No, che avete capito? Ancora non sono così disperata da ricorrere a droghe…
E’ Mustafa, il mio libraio ambulante che mi rifornisce (a volte mio malgrado) di tutti i libri pubblicati dalle Edizioni dell’Arco, specializzata in letteratura africana. Credo di averli comprati proprio tutti quelli che di volta in volta mi propone il mio amico senegalese…Poi lui è bravo, perché se sto per acquistarne uno che non mi ricordo di avere comprato in precedenza, è lui che mi dice: no, questo lo hai già…Ma io ho poca memoria…E proprio per questa mia mancanza di memoria, oggi non mi ricordo il suo nome. Glielo chiedo, e lui: Mustafa, mi dice, ma come, non te lo ricordi? E io: Sai, ho poca memoria, sono vecchia..
“Lo so, si vede”, mi risponde lui. A questo punto il mio ego precipita nel sottosuolo di Piazza Ravegnana. Ma è solo un attimo. Poi penso che Mustafa mi ha fatto un complimento: perché la gente del suo Paese verso la vecchiaia ha rispetto. Quindi essere vecchia, ai suoi occhi, è indice di considerazione. Ecco la differenza: una frase che sulle labbra di un occidentale parrebbe a dir poco inopportuna, sulle labbra di quest’uomo assume tutta un’altra valenza…E poi, forse, è anche questione di sincerità, di non essere ipocriti…Insomma, alla fine sono grata all’amico Mustafa che mi vede come sono davvero. E, naturalmente, lui mi…rifila gli unici due libri che ancora non ho…
Due passi e…c’è il banchetto di Emergency…Faccio per tirare diritto, ma non posso. Un vecchio amore, Emergency, sempre vivo, però. E allora. Allora compro una maglietta. Perché anche Emergency è un antidoto.
In piazza Maggiore sole, gente, piccioni. Musica. Un trio (due chitarre e un contrabbasso), bravissimi, coinvolgenti. I bambini piccoli ballano saltellando e tenendosi per mano, i genitori sorridono e lasciano cadere qualche euro in un barattolo. Improvvisazioni Jazz, allegria, condivisione.
Una scatolina con dei cd. Servitevi da soli, dice un cartello. Anche fiducia, quindi. Perché mentre suonano i Tolga trio non hanno modo di controllare se gli acquirenti lasciano i quindici euro richiesti…Bella musica, comunque. Infatti la sto ascoltando proprio ora, mentre scrivo…Sì, insomma, l’ho comprato il cd…
Arrivo in via Indipendenza, giusto in tempo per vedere il mio autobus che sta per partire. Corro, e davanti a me corrono pure un uomo e una ragazza. L’autobus attende, l’uomo sale e la ragazza sta per salire ma non so perché cade come un sacco vuoto. Mi chino per aiutarla ma l’uomo che era con lei è già ridisceso e la solleva. Tutto a posto, lei non si è fatta male, sembra un po’ imbarazzata, un po’ confusa, forse ha qualche handicap, non so. Ma quello che mi ha positivamente colpito è che, nell’indifferenza generale, solo una signora extracomunitaria si voleva alzare per cederle il posto e si è preoccupata, chiedendo a me (la coppia era rimasta nella zona anteriore del veicolo) cosa fosse successo.
Proprio una di quelle signore che una certa parte di Italia (e abbiamo visto quanto grande) vorrebbe rimandare al proprio paese, come un…pacco indesiderato.
Bene, poche piccole cose mi sono successe questa mattina. Ma il mio kit non è più vuoto. Spero che non lo sia anche il vostro.
Ma questo mio nuovo strabismo mi porta anche questa sera a guardare...il resto. Guardiamolo insieme, così, tanto per non perdere l'abitudine....
Leggete tutto l’articolo e guardate i video....Purtoppo il secondo, la riproduzione credo integrale della trasmissione televisiva statunitense Wide Angle, con i sottotitoli in italiano, da me si interrompe dopo qualche minuto. Spero che voi abbiate più fortuna…
E ora, augurandovi buona domenica, vi lascio con la musica che mi ha rallegrato la mattina: Lulu Swing