Nessuno poteva saperlo, ma quel pomeriggio c’era stata l’ultima pioggia dell’inverno. La strada rifletteva il fioco chiarore delle lampade sospese, ferme nell’aria senza più vento. L’unica luce a quel punto della sera proveniva dal locale del barbiere. All’interno, un uomo lucidava l’ottone di uno specchio.
Se dovessi scegliere un solo periodo di questo bel racconto di Renzo Montagnoli ecco cosa evidenzierei:
perché gradevolissima persona è Carlo D’Amicis. E, dopo aver ascoltato a Torino Sergio Rubini leggere alcuni brani del romanzo penso che Carlo sia anche un bravo, anzi bravissimo scrittore. 





















