Certo: non può essere definito un capolavoro “Dialogue avec mon jardinier” la pellicola di Jean Becker che è uscito recentemente in Italia con il più banale titolo “Il mio amico giardiniere”. Però lo trovo un piccolo, delizioso film. Di quelli (ben pochi) che ti fanno uscire dalla sala cinematografica con il sorriso sulle labbra. A prescindere dal finale.
Titolo Originale: IT'S A FREE WORLD...
La foto questa volta è mal riuscita: peccato, perché loro, La Compagnia di Arte Dummatica, si meriterebbero molto di più. E quindi mi scuso, con loro e con voi.
L’Ambassador Hotel di Los Angeles è stato abbattuto recentemente, Ben meno recentemente è stata abbattuta, o meglio, battuta quella parte di America che nella notte fra il 5 e il 6 giugno 1968 affollava i saloni di quell’albergo per ascoltare le ultime parole di un giovane senatore, probabile futuro presidente degli Stati Uniti d’America.
(album personale)
Solo questo, in questa sera di metà giugno. Sono stanca e senza parole.
Amo tantissimo andare al cinema. Ma non mi capita poi frequentemente di soddisfare questa passione. Non so perché, ma arrivo a sera che ho ancora tante cose da fare, e così mi lascio sfuggire tutti quei film che mi ero proposta di vedere, e amen, me ne sto a casa. Cosa eccezionale, quindi che negli ultimi dieci giorni ne abbia visti ben tre, di film. “La vita degli altri”, bello, da non perdere, a mio avviso. “Cento chiodi”, da cui mi aspettavo tanto: invece, proprio non mi ha deluso. Mi spiace, Olmi sarà anche un Grande Vecchio, ma a me, il suo, è parso un film dalla sceneggiatura disequilibrata: non mi ha convinto, mi ha annoiato. Per concludere... si può anche perdere.
Ferzan Ozpetek torna a firmare un film corale come Le fate ignoranti. Una 'famiglia allargata' di trenta e quarantenni, amici e amanti, alle prese con le paure, le malinconie e le gioie delle loro esistenze arrivate a metà cammino.