rossiorizzonti

...e navigando con le vele tese io sempre cercherò il mio orizzonte
> Free Tibet

Chi sono

Blogger: Soriana
Nome: Milvia Comastri
Impulsiva, irrazionale, a volte litigo con me stessa. Ma mai, o quasi, con gli altri.

Links

Alberto Carollo
Alberto Masala
Alberto Nigro
Amnesty International: sempre e per sempre contro la pena di morte
Anghelu
Annalisa
AnnoZero
Antonella
Antonio Consoli
Antonio R.
Arterìa
Assunta Altieri
Astro del mattino
Barbara
Beppe Iannozzi
Bloggers per la Birmania
Canale 57
Carla Verbano, mamma di Valerio
Carta e calamaio
Cartacanta
Circolo Pasolini Pavia
Claudio Arzani
Comodoro
Cri
Cristelia
Cristella
cristina bove
Cuocopittore
Da Viserbella
Dario
Declinato al femminile
Eleonora Ruffo Giordani
Elisa
Emergency Pistoia
Emergency: che cura anche i "nemici"
Ettore Masina
Evaluna71
Eventounico
Fabio Geda
Fahrenheit:il meglio del meglio di RadioRai
Fiae
Fiori e fulmini
Francesca
Francesco
Francesco Giubilei
Gaetano
Georgia
Giadanila
Gianpaolo Serino
Gino
giorgio
Giulia
Glo
Glodis
Graziano Spinosi: un grande Artista
I racconti di MariaGiovanna
I Sognatori
il bellissimo sito di Renzo Montagnoli, scrittore e poeta
Il blog di Franca Rame
Il blog di Gea
Il Ghibellino
Il giardino di Cristina
Il mio editore
Il variegato mondo di Rita
Isabella
Isola delle voci
Jacopo Fo
L'armonia delle parole
La matematica come poesia
La porta accanto
laura & lori
Lega blog letterari
lo scrittore inesistente
Lo strillone umanista
Loredana Limone
Lorenzo
Majarie
Marco G.
Maria Serena
Massimo
Massimo Burioni
Massimo Maugeri
Matteo Pugliese
Mente critica
Michela Murgia
Milena Magnani
Monpracem
Morgan
Mulini a vento
nessuno tocchi caino
Nexus
oltre lo sguardo
Orasesta
Paolo Ferrucci
Paolo Zardi
Parola di donna
Passator cortese
Patrizius
Pedjolo
Piada e rose
Polemarco
Rael
Raffaela
Redrage
Remo Bassini: un vero scrittore, uno scrittore vero
Roberta
Roberto Tossani
Rousseau: un blog da seguire
Sabrina Campolongo
Scuola violenta
Simona Vinci
Solo Poesia
Stefania Ferrini
Stefania Lusetti
Stefano Mina
Tanto per parlare
Tardis
Tristantzara
Un sito per la pace
Una prof DOC
Una scrittrice sorprendente:Cinzia Pierangelini
Victoria
Zucca pelata

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 06 marzo 2008

I dieci comandamenti

629Ho riascoltato l’altro giorno questa canzone di Fabrizio De Andrè, tratta dalla sua raccolta “La buona novella” uscita nel 1970.
Mi sembra che il testo, anche se scritto trentotto anni fa, e anche se riporta pensieri che l’autore attribuisce a un personaggio morto da quasi duemila anni, sia quanto mai attuale. 
L’ipocrisia di tanti sommi sacerdoti, e anche la loro cecità, c’era duemila anni fa come c’è adesso. E di questa ipocrisia, di questa mancanza di pietas e di amore ben ne racconta il ladrone Tito, dalla sua croce sul Golgota attraverso la voce del mai troppo rimpianto Fabrizio De Andrè.

ll  testamento di Tito
Fabrizio De André

Non avrai altro Dio, all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse, venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te,
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.

Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano
davvero, lo nominai invano.

Onora il padre. Onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.

Il quinto dice "non devi rubare"
e forse io l'ho rispettato
vuotando in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.

Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami, così sarai uomo di fede:
poi la voglia svanisce ed il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore,
ma non ho creato dolore.

Il settimo dice "non ammazzare"
se del cielo vuoi essere degno.
guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno.
guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.

Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino
e scordano sempre il perdono.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.

Non desiderare la roba degli altri,
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri, già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore.


Il testamento di Tito





postato da: Soriana alle ore 23:34 | link | commenti (3)
categorie: non sono solo canzoni