Ultimamente sono molto stanca, una stanchezza che non è solo fisica. Dovrei fare tante cose, ma non concludo nulla, o quasi. Anche seguire il blog mi sembra un impegno troppo gravoso. Di idee ce ne sarebbero, di argomenti da discutere pure…Ma mi manca l’energia…
Vorrei essere immersa nel verde, stare distesa a leggere sotto un albero in una foresta, come quella della foto. Sempre, quando sono stanca, ho questo desiderio, quasi fame e sete di verde. Forse mi piacerebbe essere una pianta. Forse, perché la pianta ha radici.
Spero che questo periodo passi, non mi piaccio per niente, così come sono ora.
Quindi, perché non voglio chiudere il blog, questo no, mi accontento di post facili, di cose pescate qua e là, rubate nella rete, prese in prestito agli amici (che spero siano d’accordo…), di una miscellanea di parole, musiche, colori, movimento.
Come questa sera.
Musica e polvere
Note smorzate,
portate dal vento,
battiti di cuori,
sogni finiti.
E’ una musica lieve,
un suono
che viaggia nel tempo
sulle ali del ricordo.
Di chi un tempo ci fu,
di chi calcò
la nostra stessa terra,
è l’estremo epitaffio,
senz’ombra di tombe,
ignoti come lo siamo
a noi stessi, uomini
illusi d’aver vinto il tempo,
dimentichi di un passato lontano,
affondato nell’irrealtà di ogni giorno.
Ormai quelle ossa son polvere,
impalpabile come il ricordo,
che ci illuderemo di lasciare
ai posteri già nati senza memoria.
(Renzo Montagnoli – Canti celtici Edizioni Il Foglio 2007)
Marisa Sannia :
Ancora un bellissimo post che Giulia dedica alla sua amica scomparsa. Scritto in maniera eccellente e con una meravigliosa colonna sonora,
Ciao, Marisa, amica mia
Un ricordo davvero struggente scritto da Giuba 47. Io non sapevo questa notizia: l'ho appresa questa mattina entrando nel blog di Giulia. E mi sento di concludere questo post di segnalazioni, in genere muto, con questa canzone. Perchè, e lo scrivo senza retorica, se ne è andato per sempre anche un pezzetto della mia giovinezza.
Da Il velino Pechino 2008: sparisce la parola Tibet dai documenti ufficiali
Roma, 9 apr (Velino) - L’associazione mondiale dei comitati olimpici (Anoc) ha cancellato dal rapporto conclusivo sui prossimi Giochi ogni riferimento al Tibet. Lo ha confermato il presidente dell’Anoc, Mario Vazquez Rana. “Ho redatto personalmente il documento - ha spiegato Vasquez Rana -, e nella prima stesura vi era la menzione dela regione autonoma cinese. Successivamente, ci sono arrivati commenti da alcuni dei 700 membri dell’associazione secondo i quali avremmo interferito negli affari interni di un Paese. Così ho deciso di modificare il testo”. Nel rapporto originale, l’organismo internazionale si appellava per “una risoluzione equa e ragionevole al conflitto interno che affligge la regione tibetana”. Invece nel testo definitivo si legge: “Una risoluzione equa e ragionevole al conflitto interno per il beneficio dei Giochi e degli atleti”.
Radio3 in festival
A Cervia, da venerdì a domenica prossima. La radio che si vede...
Nella mia città
Venerdì 11 aprile:
Due appuntamenti con Michela Murgia presentata da Alberto Masala
alle 18 - ModoInfoshop - via Mascarella
alle 21 - Biblioteca Navile, via Gorkij 14
ecco qui una scheda su Michela Murgia
Nel 2006 ho pubblicato per la ISBN edizioni Il Mondo deve sapere, il diario tragicomico di un mese di lavoro alla Kirby. Nel 2007 ho collaborato alla stesura del soggetto e della sceneggiatura cinematografica del film Tutta la vita davanti, ispirato al libro.
Nell'arco degli ultimi due anni ho scritto per Marie Claire, Diario, L'Espresso, il Manifesto, Formiche, PeaceReporter e il magazine on line Emigrati Sardi. Ho una rubrica fissa sulle riviste Epolis e L'Arborense.
Ho partecipato all'antologia sull'identità sarda Cartas de Logu, curata da Giulio Angioni e edita dalla CUEC.
A maggio del 2008 esce per i Tascabili Einaudi Viaggio in Sardegna - undici percorsi nell'isola che non si vede, una guida narrativa per perdersi in Sardegna inserito nella collana Geografie. Sono al lavoro su un nuovo romanzo sempre per Einaudi che uscirà alla fine dell'anno.
Questo post è solo di segnalazioni: ne avevo in mente un altro ancora, ma l'orologio del mio Mac mi sta sussurrando di andarmene a nanna.
Non voglio però lasciarvi senza musica, ed ecco allora: Bob Dylan!!!
Questa è la maglietta che ho indossato oggi. Proprio con i colori delle tonache dei monaci. Poi è anche di Emergency…
Lo so che alla fine, forse, non serve proprio a nulla. Forse il gesto compiuto da tanti, oggi, questo vestirsi di rosso, è una sorta di spinta adolescenziale…Però, a volte, anche una piccola azione, se compiuta da tanti, può servire a cambiare qualcosa. O, per lo meno, serve a dire: siamo con voi. Punto.
Fra tutte le notizie tragiche (il numero imprecisato di morti, di arresti, la possibilità che interi villaggi siano stati distrutti, l’oscuramento di internet)
leggere quello che segue mi ha riacceso una piccola fiamma di speranza. Ma lo so che sono un'eterna illusa... Spaccatura tra il capo della giunta e il suo vice sull'uso della forza
Alcuni soldati hanno deposto le armi e si sono inginocchiati davanti ai monaci e altri si sono anche rifiutati di sparare ad altezza d’uomo.
Avvistamenti:
In : http://piumedifarfalla.leonardo.it/blog Rita dice: Ho messo una sciarpa rossa, come le tuniche dei monaci della Birmania.
Ah, seguitela, questa blogger, nei prossimi giorni. Sta per accaderle qualcosa di bello e importante, e ve lo racconterà senz’altro…
E qualcosa di bello, molto bello, sta per succedere anche a Renzo Montagnoli. La sua prima creatura, il suo primogenito, partirà dalla casa natia e andrà, volerà, e potrà finalmente raggiungere le nostre case (e i nostri cuori). E’ iniziato infatti il conto alla rovescia per i Canti celtici! Il dolce commiato del padre, giustamente orgoglioso, lo potete leggere, naturalmente, in http://armoniadelleparole.splinder.com/
Morgan nel suo ultimo post, si pone una domanda: Il mondo cambia per taluni... e per la chiesa? Andate a leggerne il perché nel suo blog: http://www.acmedelpensiero.blogspot.com/
E ora… qualcosa su di me.
La Sesia, venerdì 28 settembre 2007, pag. 11: con emozione leggo la mia firma…Sul giornale di Vercelli, il suo direttore Remo Bassini (e non occorre che io dica che è pure eccellente scrittore, bella persona, perché tutti lo conosciamo) ha pubblicato l’intervista che feci a Marino Sinibaldi durante la Fiera del Libro di Torino. Un’emozione grande, davvero grande. E ancora una volta: grazie, Remo!
Sabato, cioè oggi, partirò per Roma, e domenica sarò a Salerno per la Serata di Gala dell’undicesimo Concorso Internazionale di Narrativa “STORIE di DONNE” e del quinto Concorso Internazionale di Poesia “POESIE di DONNE” che si svolgerà appunto domenica 30 settembre 2007, con inizio alle ore 18.30, nella Sala Rossa del Casino Sociale (Teatro Verdi).
Avevo già scritto un post, in giugno, per dire di questo premio. Sono passati un po’ di mesi. E’ successa anche una cosa strana. Mi avevano detto che avevo vinto il primo premio (sono sicurissima che mi era stato detto così). Ora sembra invece che abbia vinto il secondo. Questa cosa non l’ho mica capita troppo bene… Quello che mi dispiace è di aver scritto, e detto a qualche amico, una cosa che poi non è risultata vera. Questo mi dispiace.
Per il resto va bene così: mi faccio un viaggetto, mi prendo i miei 400 eurini, e ritorno poi, lunedì, a raccontarvi. Quel "serata di galaa"mi preoccupa un po', però...Io mica sono avvezza alle serate di gala...
Sabato e domenica silenzio stampa.( Lascio a casa il mio ibook).
Per cui buon fine settimana a tutti!!!
Vi lascio, nell’attesa (io spero sempre che siate lì ad aspettarmi con impazienza) questa (che è davvero una poesiola), e anche un omaggio in musica al mese di settembre, che se ne va pure lui (ma che ci mette un anno, a tornare). (Non è 29 settembre, che mi pareva un po’ troppo scontata…)
Ciao! (M’ha preso la mania delle parentesi…)
Sensazioni improvvise
Come un’onda gentile
che improvvisa lambisce un’arida scogliera,
così mi arriva a volte il tuo pensiero
a illuminare il giorno,
e negli anfratti del cuore si insinua lieve,
sciogliendo scorie di dolore e angoscia.
Solo brevi incursioni, toccate e fughe,
rapidi accenni della tua esistenza:
vibranti sensazioni
che rendono la mia vita più leggera.
Morgan, sempre attento ai problemi di chi non ha nulla, se non la disperazione, in www.acmedelpensiero.blogspot.com ci consiglia la lettura di un articolo di Repubblica che tratta di immigrazione.
La prof. sempre ironica, sempre gradevolissima, continua a regalarci ritratti di colleghi e no. Potete sorridere e riflettere andando qui: laprof.splinder.com
In poetaperdere.splinder.com/ non sorridere, ma ridere vi farà la fotografia che ha pubblicato Patrizius...Blog altamente consigliato, sberleffi al potere assicurati ogni giorno...
Qualche indicazione di rotta, un mio breve racconto e una bellissima struggente canzone.
http://arzaniclaudio.splinder.com/
Claudio Arzani, finalmente tornato dalle vacanze montane, ci propone una sua ben stilata recensione de “Il bacio della medusa” di Melania Mazzucco.
E’ di Giovanna Giordani la poesia “Amicizia” che potete leggere sul blog di Cristina Bove: http://cristinabove.splinder.com/
L’amicizia, sì: un sentimento, una emozione che io considero della stessa intensità dell’amore.
Ne La casa dei sognatori si parla ancora una volta di concorsi letterari: un mondo molto variegato e a volte ambiguo. http://casadeisognatori.splinder.com
E se volete conoscere meglio Laura Costantini e Loredana Falcone, in… arte Laura e Lory, approdate nel Caffè Storico di Francesco Giubilei: c’è una bella intervista cui le ha sottoposte il bravo Francesco. http://caffestorico.splinder.com
http://laprof.splinder.com/
Anche questo è un blog intelligente, ed è anche pieno di ironia. Un blog che non delude mai. Fermatevi per rilassarvi, ma non solo. Quella prof ci aiuta anche a pensare.
Qui sotto una canzone bellissima, di quelle che non dovrebbero mai tramontare. Per ricordare un cantante, un uomo, che forse è stato dimenticato da molti. Purtoppo se ne è andato a soli 44 anni. Ecco cosa ho trovato scritto su di lui navigando in questo mare che si chiama Internet:
Colpito da una forma di leucemia fulminante, a soli 44 anni, Herbert Pagani ci ha abbandonato il 16 agosto 1988.
Chiunque non conosca la sua opera (canzoni e non solo) dovrebbe avere il privilegio di poterlo fare, ma purtroppo la reperibilità del materiale è scarsissima. In ogni caso quello che Herbert Pagani ci lascia è un' idea forte e chiara, che attraversa tutto ciò che ha fatto detto e cantato. Un messaggio di umanità, fratellanza, amicizia, mai scontato, sempre sincero. L' amore come unico mezzo, unica arma, per il riscatto, per la lotta, per la sopravvivenza delle idee che, saltando oltre l'abisso dell'inutilità della cattiveria, restituiscono dignità e senso alla vita di ognuno. (http://www.bielle.org/Pages/h_pagani.htm)
E infine ecco il raccontino. So che a qualcuno non piace il “non uso” della punteggiatura, ma io, a questo Mario qui, ci sono affezionata. A prescindere.
Mario
ecco lo sapevo la lampadina è ancora fulminata la puzza di piscio di gatto è più forte che mai poi lui la torcia chissà dove l’ha messa gli dico sempre lascia le cose dove le trovi ma niente è inutile ahi il mio piede lo sapevo che andavo a sbattere con ‘sto buio di merda accidenti a lui accidenti a tutti accidenti alla palma tipico tipico di lui andarsi a schiantare contro quell’albero l’unica palma della città orgoglio del sindaco inserita nel bilancio annuale con tanto di fattura accompagnatoria in allegato col nome del vivaista scritto in verde io lo so io ci lavoro in comune ero lì quando è arrivato Bandini con la faccia tutta bianca e mi fa tuo marito ha avuto un incidente e io mi sono messa a ridere lui ha sempre incidenti gli ho detto anche l’altro giorno te l’ho pur raccontato stavolta è diverso ha detto lui è meglio che vieni con me ecco la torcia strano è lì dove doveva essere magari è un po’ che non scende nel seminterrato ecco perché se no lui sposta tutto perde tutto dimentica tutto adesso si è dimenticato di tornare a casa l’ultima volta c’era Bandini che mi teneva una mano può essere che lui abbia creduto che fra noi ci sia una storia e si sia offeso ma no aveva gli occhi chiusi non ha visto niente certo quel Bandini è strano stasera voleva rimanere qui a tutti i costi ho dovuto spingerlo fuori dalla porta e dalla finestra della cucina l’ho visto che continuava ad aggirarsi nel giardino se ne è andato solo quando ho acceso la luce e ho preso in mano il telefono avrà pensato che chiamassi il 113 invece ho telefonato a mia madre dovevo dirle una cosa importante com’è che adesso non me la ricordo forse non era importante a volte le cose sembrano importanti che non puoi resistere neanche un minuto poi diventano piccole piccole e si sgonfiano come quando lui voleva fare la recinzione di legno intorno al giardino di legno figuriamoci che marcisce al primo sputo di pioggia tutto perché si ricordava una figura di quel libro da ragazzetti Tom Sawyer dove il bambino correndo fa scorrere un bastone sui paletti della staccionata lui dice che gli sembrava di sentire il suono toctoctoctoctoc quando guardava quella figura e che era una musica di libertà ma io ho chiamato il fabbro e gli ho fatto fare un preventivo per una bella recinzione in ferro tutta arrotondata come va adesso e dopo un mese era pronta e quella dura per sempre e lui non ha detto niente guarda che casino tutte le sue carte e la chitarra e i libri e quei quadri che si era messo a fare due anni fa per tre mesi è andato avanti poi ha smesso e non credo perché io gli ho detto che erano brutti c’è proprio un bel casino qui anche domenica gli ho detto Mario c’è da mettere a posto lo scantinato c’è anche la finestrella che non si chiude e entrano i gatti e pisciano dappertutto e lui ho voglia di fare all’amore mi ha risposto proprio quando avevo l’arrosto che cuoceva nel forno e i vetri da lavare alla sera poi non me l’ha più chiesto ma cos’è che cercavo ah è vero il suo maglione azzurro quello slabbrato al collo deve essere là nell’armadio ad angolo un giorno mi fa quando muoio voglio quello addosso e io non è detto che muori prima tu poi alle cose brutte è meglio non pensarci anche quando succedono io la penso così se non ci pensi non è successo e adesso che cazzo sono ‘ste lacrime è un’ora che piango ma dentro no dentro lo aspetto quando si ricorda torna si alza da quel lettino si pulisce il viso dal sangue e torna