(Flavio Soriga al Festival letteratura 2008)
C’è un piccolo paese, vicino a Cagliari, il cui nome ricorda quello di uno degli stati Usa che sta nella zona delle Montagne Rocciose: Uta, si chiama. E forse la maggior parte degli italiani non lo ha mai sentito nominare. Ma a Uta (quello senza acca finale, quello dell’isola nostra), nell’estate 1975, è accaduto in fatto straordinario: è nato un bimbo. Quanti ne saranno nati, direte voi, a Uta e dintorni, nell’estate 1975…. Beh, certo, almeno una decina, se non di più, rispondo io. Ma quel bambino lì, quello nato a Uta nell’estate 1975 dall’amore di Raffaela e Elio, sotto il segno del Leone (come il mio, il suo segno zodiacale) è un bimbo speciale: si chiama Flavio Soriga e, un po’ di anni dopo, diventerà uno dei miei scrittori preferiti.
E ieri, io, ho avuto una grande soddisfazione, perché Flavio ha vinto il Premio Chiara ! Battendo di gran lunga Giorgio Faletti, conquistando la giuria, aggiungendosi ai nomi importanti nell’albo dei vincitori delle passate edizioni del premio, Gianni Celati, per citarne alcuni, e Marco Lodoli, e Roberto Piumini e Andrea Vitali. A proposito: traggo questi nomi da Wikipedia
dove ho riscontrato un errore… imperdonabile: per il 2009 dà per vincitore Giorgio Faletti… C’è qualcuno fra voi che è più esperto di quanto lo sia io e può andare a correggere l’errore madornale?
Allora, tornando al nostro Flavio: il libro che gli ha fatto meritare il premio è L'amore a Londra e in altri luoghi una raccolta di racconti edita da Bompiani. L'ho letto non appena è uscito in libreria, perché non mi lascio mai sfuggire nulla di quanto Flavio ha scritto e pubblicato da quando l’ho conosciuto come scrittore attraverso la lettura di Lella Costa di un brano del suo primo romanzo Nero Pioggia durante la manifestazione Ad alta voce di alcuni anni fa, qui a Bologna. Mi incantò, quel brano, e da allora è nato il mio amore per questo giovane scrittore che poi ho avuto la fortuna di conoscere personalmente e di conoscere pure la sua straordinaria famiglia: Raffaela e Elio, già citati, e la sorella Paola, anche lei con la febbre della scrittura, e anche lei molto brava, ve lo assicuro.
In verità non so quale libro di Flavio io abbia apprezzato maggiormente. Considero ogni sua pubblicazione un piccolo gioiello e quindi non ve ne consiglio una in particolare, ma vi invito a leggerle tutte, come ho fatto, e continuerò a fare, io.
Conoscete il mio imbarazzo quando devo fare una recensione: mi sembra di non riuscire mai a trovare le parole. Mi limiterò a proporvi l’incipit del racconto “Aprile” che apre la raccolta del libro premiato. E sono certa che pure voi sentirete una sorta di ritmo, di musica, che affratella la prosa di Flavio Soriga alla poesia. Una particolarità che ho ravvisato in altri autori sardi, ma che in Flavio emerge in maniera eccellente.
D’aprile soprattutto era bello, l’isolotto nostro, e sulle bici andavamo tutto il giorno e non c’era strada che corressimo veloci, e le campagne verdi di pioggia ancora umide, usciti da scuola erano gare e scoperte, giochi e corse fino a sera, ora di cena, “Tutti a casa, diavoli che siete!” gridavano allora le mamme infuriatissime, sempre imbronciate anche se eravamo stati bravi, senza stragi di vetri di finestre o spedizioni lontano da farle disperare tutte nel quartiere.
Siamo cresciuti per strada, respirando il porto, il baccano dei barconi passeggeri, l’odore dei pesci del mercato, guardando i tonni appesi ai ganci enormi, inseguendo le moto dei turisti, aspettando che arrivassero i parenti per l’estate, gridando scherzi ai vecchi solitari, rubando sigarette a nonni e zii; siamo cresciuti come selvaggi di buona educazione, come avventurieri di un mondo senza fine, un isolotto che piano piano ci è sembrato piccolo, insopportabilmente isola; ma certe primavere è stato un parco giochi, una pista da correre e un campo di battaglia, intrepidi e mai stanchi esploratori.
(da: L'amore a Londra e in altri luoghi di Flavio Soriga, Bompiani 2009 -Pagg. 9/10-)
Ecco, io non dico altro. Se non che sono contenta, contentissima, di questo premio. Una volta tanto, qualsiasi cosa si pensi dei premi letterari, meritatissimo.
Ah, sapete, quando uscì il mio libro pure io partecipai a questo premio. Inutilmente, è ovvio. Giustamente, è logico
Flavio Soriga parla dell'amore
(Che qui è tutto serio, ma quando si scatena, Flavio è grande!)