Ci sono frasi, immagini, sensazioni espresse attraverso le parole che si trovano nei libri che a volte colpiscono in maniera particolare. Non è detto che debbano esprimere verità profonde, o assunti filosofici. Non devono insomma necessariamente essere rivelazioni, o epifanie, o frasi da incidere in una sorta di pietra da portarsi sempre appresso. L’importante è che ci si senta dentro, o che ti facciano scattare una piccola scintilla che faccia dire: sì, è proprio così.
Frasi che per qualche lettore sono importanti e per altri no. Diciamo che ognuno, leggendo un romanzo, un racconto, una poesia, ci può trovare le sue, di parole, indipendentemente dal valore (universale) che esprimono.
A me, l’altra sera, è questa frase, che ha colpito:
Nella sera profumata, volteggiante di insetti, Olivia avvertiva la presenza della casa, dietro di lei, come quella di una persona che stesse in piedi alle sue spalle.
L’ho tratta dal romanzo Un ospite d'onore di Nadine Gordimer
Non avevo mai letto nulla della Gordimer, e devo dire che questo suo romanzo mi sta piacendo moltissimo, anche se procedo lentamente, perché lo stile della scrittrice sud africana (Premio Nobel per la letteratura 1991), non è scorrevolissimo, ma è comunque eccellente. E il tema trattato, poi, quello di un Paese africano immaginario giunto alla sua indipendenza dal colonialismo, è interessante e affascinante, poiché l’autrice lo affronta da molteplici angolazioni.
Dunque, la frase. Perché mi ha colpito? Perché mi ha riscaldato, perché ho sentito in maniera tangibile quella casa che sta alle spalle di Olivia come un essere protettivo. Perché vi è espresso il mio concetto di casa, proprio nella sua materialità, casa di muri, di stanze, di oggetti. Dalla mia casa (nella mia casa) io mi sento protetta, la sento come un’entità viva, la mia casa. E non importa quanto sia bella o non lo sia affatto, quanti o quanto pochi ricordi vi siano stratificati, se vi abitino molte persone o se, come è in realtà, vi abiti solo io. E’ la mia casa. Punto. E se pure amo molto viaggiare, e a volte amo pensare di non avere radici, so che la mia casa mi aspetta, che aspetta il mio ritorno.
E forse è per questo che viaggiando porto sempre con me qualcosa che me la ricordi e che poi dispongo qua e là nella camera d’albergo. Ci sono due libri per esempio, e sempre gli stessi, che mi fanno compagnia, nei miei viaggi. Li metto sui vari comodini che trovo sul mio itinerario, e così, mi sembra di essere a casa.
Mentre scrivo questa riflessione il mio pensiero è andato ai migranti. A tutti coloro che sono costretti a lasciarla, la loro casa. E lo lascio dentro di me, il mio pensiero, perché se comincio a scriverne, troppo avrei da dire.
In conclusione vorrei fare a voi una domanda: c’è stata una frase nelle vostre letture che vi ha colpito in maniera particolare? Volete farmene partecipe? Ripeto: non occorre che siano verità rivelate, ma anche piccole cose, come quella che ha colpito me. Dai, non fate i timidi, i riottosi, i recalcitranti e rispondete…
Vi lascio con una canzone dolce e rilassante, fuori tema, ma a me piace.
Dream a little dream of me
Aggiornamento al 30/10
Da
"il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry "...non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi."
http://gemisto.splinder.com/
"Per chi suona la campana?" in cui Hemingway cita John Donne:
"E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te"
http://cristinabove.splinder.com/
dai Promessi Sposi di Manzoni : "In tutt'altre faccende affaccendato", "guardarsi in cagnesco". 
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Il finale dell'ultimo racconto"l'occhio di Dio in paradiso" di"L'abitudine di amare" della Lessing "..E quella folla di persone attendeva, come l'altra al di là della piazza, attendeva in eterno, infagottata, silenziosa, paziente sotto la neve, tendendo l'orecchio al silenzio sotto il quale pareva pulsare, nelle viscere della terra, l'eco di pedi in marcia, piedi infilati dentro stivali neri, in marcia"
Tinti
Aggiornamento al 31/10
Da " Una vita di poesia" di Borges
"...... E poi conviene credere nella possibilità di creare il proprio avvenire, modificare il proprio avvenire. Questa forse è un'illusione, come un'illusione necessaria è il libero arbitrio. Ma per continuare a vivere dobbiamo credere nel libero arbitrio, dobbiamo fare piani per un futuro certamente incerto, e del quale l' unica cosa che sappiamo è che non potrà somigliare ai nostri sogni. Intanto, facciamo tutto come se fossimo immortali."
http://percorsi.blog.kataweb.it/
(Maria Allo)
Da "Le piccole virtù" di Natalia Ginzburg "Per quanto riguarda l'educazione dei figli, penso che si debbano insegnar loro non le piccole virtù, ma le grandi. Non il risparmio, ma la generosità e l'indifferenza al denaro; non la prudenza, ma il coraggio e lo sprezzo del pericolo; non l'astuzia, ma la schiettezza e l'amore alla verità; non la diplomazia, ma l'amore al prossimo e l'abnegazione; non il desiderio del successo, ma il desiderio di essere e di sapere". 
Giovanna Giordani
Aggiornamento al 1' novembre
Lemmy Kilmister (cantante e bassista dei Motorhead):
"Noi non vogliamo danneggiare il vostro udito, vogliamo distruggervi le
orecchie"
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Aggiornamento al 3 novembre
Da "Una biblioteca della letteratura universale", dal capitolo"Del leggere e del possedere libri" (1908), di Hermann Hesse
"Chi legge i libri come si stanno ad ascoltare gli amici, vedrà come essi gli sveleranno i loro tesori e diventeranno per lui un intimo possesso. Quello che egli legge non scivolerà via nè andrà perduto, ma al contrario gli rimarrà e gli apparterrà, lo allieterà e lo consolerà come soltanto gli amici sanno fare."
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