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mercoledì, 02 luglio 2008

Solo una parola

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Libera!!!!!!!!!
postato da: Soriana alle ore 23:04 | link | commenti (8)
categorie: dall italia e dal mondo
martedì, 01 luglio 2008

Una porta sul Mediterraneo

portapaladino
Sono morti in migliaia: giovani, vecchi, bambini, uomini, donne. Sono morti disperati, consapevoli, nel momento della morte, che la mitica spiaggia del sogno non sarebbe mai stata raggiunta. Migliaia di storie, ognuno di loro un nome, uno sguardo, un passato fatto di miseria e soprusi, di sete e di fame, ma anche di volti amati, di terre estese, di tramonti incredibili, dell’odore di una terra madre e matrigna, e pur sempre amata. Migliaia di nomi, certo, ma per noi un unico nome: clandestini.
Sono morti in migliaia: senza sepoltura, senza pietà, senza troppo rumore, se non quello di una notizia sui Tg,  ogni volta che le onde si  sono rinchiuse su di loro. Notizie dimenticate in fretta, che suscitano, nell’ipotesi più ottimistica, una pietà momentanea. Ma poi si passa ad altro.


Dal 28 giugno c’è una opera d’arte che li ricorda. E’ una porta aperta sul mare di Lampedusa, quel mare che li ha inghiottiti, migliaia, ne ha inghiottiti. Una porta che dovrebbe simboleggiare la pietà e l’accoglienza.
Sentimenti, modalità sempre più rari.
Però, mentre  chi dovrebbe rappresentarci discute di impronte digitali(*) ( a quando un pezzetto di stoffa da applicare alla manica degli abiti?...) forse guardare questa porta può portare anche una seppur minima consolazione.



QUI
 una bella cronaca della cerimonia di inaugurazione della Porta di Lampedusa, porta d’Europa.


Su Aladino (radio3 ore 13) Luca Damiani ha oggi letto una bellissima poesia che Alda Merini ha voluto dedicare a questi morti senza nome. Cercando il testo in Internet per proporvelo, mi sono imbattuta in un blog che voglio farvi conoscere: Redrage
E' un altro Resistente: andate a trovarlo…


Alda Merini

"Una volta sognai"

Una volta sognai
di essere una tartaruga gigante
con scheletro d'avorio
che trascinava bimbi e piccini e alghe
e rifiuti e fiori
e tutti si aggrappavano a me,
sulla mia scorza dura.

Ero una tartaruga che
barcollava
sotto il peso dell'amore
molto lenta a capire
e svelta a benedire.

Così, figli miei,
una volta vi hanno buttato nell'acqua
e voi vi siete aggrappati al mio guscio
e io vi ho portati in salvo
perché questa testuggine marina
è la terra
che vi salva
dalla morte dell'acqua.



                               


Termino con due canzoni. Perfettamente in tema.

Che il Mediterraneo sia


Mio fratello che guardi il mondo


(*) E se ci presentassimo tutti volontariamente per lasciare nei posti di polizia le nostre impronte digitali?





postato da: Soriana alle ore 02:24 | link | commenti (9)
categorie: dall italia e dal mondo
venerdì, 16 maggio 2008

Cose di Fiera 2' tranche

P1060672
Allora, da dove comincio questa notte? Dagli incontri, inizio dagli incontri. Non da quelli promossi dalla Fiera, ma dai miei con persone che ho rivisto con molto piacere o che ho conosciuto, permettendomi, ancora una volta, di dare un volto a chi avevo incrociato e letto in rete.
Felicissima di rivedere Sabrina Campolongo (il cui libro Il cerchio imperfetto non mi stancherò mai di invitarvi a leggere) e  Maria Giovanna Luini (scusa, Maria Giovanna, ma il tuo libro è sul mio comodino in..attesa) e di incontrarmi per la prima volta con Stefania Lusetti e con Sara Cavarero, due…new entry nella mia vita che spero di rivedere quanto prima. Così come spero di rivedere presto Barbara Provenzi e anche la sua mamma, che sono state un’ottima compagnia per due pomeriggi, assistendo con me alla trasmissione Fahrenheit. Sabato sera, poi, ho cenato con due cari amici e con una coppia loro amica. Magari i nomi non li faccio, per riservatezza nei loro confronti, però confermo qui che è stata una serata bellissima, grazie alla cordialità, al calore di tutti e quattro i commensali (spero che io, la quinta commensale, non li abbia annoiati troppo...). Abbiamo parlato di libri, abbiamo mangiato molto bene, bevuto buon vino, il locale era molto accogliente...Logico che la serata  per me sia stata perfetta...
Oddio, sta diventando un post noiosino, vero? Vi chiederete: e a me che interessa chi hai incontrato? Beh, forse avete ragione, ma volevo solo condividere con voi la gioia che ho provato trovandomi con queste nuove e vecchie conoscenze.  (Umh...mi sembra il finale di un tema mal riuscito...)



Forse meglio è che passi a:

Scampoli di cose sentite in Fiera

Intorno alla bellezza:

La bellezza è il riconoscimento di un’identità(Ascanio Celestini)

La bellezza è sollevare da terra lo sguardo e volgerlo all’orizzonte  (Alessandro Piperno, forse, ma non sono sicura)

La bellezza è l’armonia del bene (Aron Appelfeld)

La bellezza è una promessa di felicità. (Stendhal, che, per motivi giustificati e giustificabili non era presente in Fiera, ma qualcuno ha riportato questa sua asserzione)



Intorno alla memoria:

L’esistenza dei campi nazisti dove venivano rinchiusi i prigionieri politici è una questione un po’ dimenticata. Questi prigionieri morivano per il troppo lavoro e per la fame. C’erano poi interi villaggi che venivano rinchiusi nei campi, per evitare che aiutassero i partigiani, tutti, tutti gli abitanti: donne, bambini, vecchi…(Boris Pahor autore di Necropoli)


Intorno alla Costituzione:

La costituzione è la parte poetica della coscienza dello Stato. La Poesia e la costituzione sono fatte di parole pensate anche nella sofferenza. (Roberto Piumini)


Intorno alla Pace e all’agire:

Veniamo da Israele e portiamo la pace (Uri, Said e gli altri ragazzi e bambini  che  Angelica Edna Calò Livnè  ha condotto, da Israele, alla Fiera del Libro.)

Un uccellino è steso per terra con le ali spalancate. Un uomo gli domanda: “Ma che fai, lì per terra?” Risponde l’uccellino: “Dio vuole scaraventare il cielo sulla terra e io la voglio proteggere.” “Tu?”, si meraviglia l’uomo “Ma che puoi fare, così piccolo come sei?...”.  “Io faccio del mio meglio…” risponde l’uccellino. (Angelica Edna Calò Livnè, Israeliana, candidata al Nobel per la pace nel 2005. Ha fondato nel 2002  a Kerem Ben Zimra -un moshav a 15 km da Sasa poco distante dal Libano- la Compagnia teatrale dell’Arcobaleno, composta da ragazzi ebrei, cristiani, musulmani, arabi, drusi.)

E con la risposta di questo saggio e coraggioso uccellino chiudo la seconda parte di Cose di Fiera. Se tutti, ma proprio tutti, su questa terra facessimo come lui…beh, sono convinta che un altro mondo sarebbe ancora possibile.
Utopia, lo so.
Domani un post con i libri che ho acquistato a Torino. Anche se ben di altro, in questi giorni, si dovrebbe parlare….Ma lo farò. Nei prossimi giorni lo farò.


 Il 12 maggio 1995 moriva Mia Martini. Mi piaceva molto, Mimì.

Minuetto
postato da: Soriana alle ore 00:54 | link | commenti (2)
categorie: dall italia e dal mondo
giovedì, 15 maggio 2008

In attesa della seconda parte di Cose di Fiera...





P1060618Come si dice dalle mie parti...mi ha preso una botta di sonno. E il post che avevo pensato di scrivere slitta di un giorno. E pure le risposte ai vostri (BELLISSIMI!!!!) commenti. 
Solo una "cosa" di fiera, quindi, ma bella, però...E poi una piccola fotogallery...
La bella signora che sta davanti al canonico leggio di Fahrenheit riservato ai poeti si chiama Daniela Gullotta. E' una mia cara amica, viene da Napoli, è una divoratrice di libri ( proprio come Firmino , di cui vi parlerò domani) ed è la vincitrice assoluta del concorso di poesia dorsale indetto dalla Fiera del libro di Torino e lanciato da Fahrenheit.  Un concorso che si basa sulla ricerca giocosa di titoli di libri, che, messi insieme, creino una poesia.  Dorsale perchè i titoli sono pescati dai dorsi dei libri che stanno allineati nelle nostre librerie. Un concorso per malati di lettura, insomma, proprio come siamo Daniela e io e le centinaia di persone che hanno partecipato a questa simpatica gara.  Se siete curiosi di leggere la poesia di Daniela eccola qui sotto.



LA SPARIZIONE
di Daniela Gugliotta

Prima di sparire dal balcone del corpo,
mi chiedo quando ti mancherò.
Un giorno saprai come non ci si difende dai ricordi.
Un giorno saprai come sono andate le cose:
In una notte come questa sono diventata invisibile,
scomparsa nel nulla come in una stanza buia, come dentro la notte.


Libri utilizzati:
“La Sparizione” di Emilia Santoro (Manni)
“Prima di sparire” di Mauro Covacich (Einaudi)
“Dal Balcone del Corpo” di Antonella Anedda (Mondadori)
“Mi chiedo quando ti mancherò” di Amanda Davis (Terredimezzo)
“Un giorno saprai” di Jennifer Vanderbes (Mondadori)
“Come non ci si difende dai ricordi” di Nico Naldini (Cargo)
“Come sono andate le cose” di Fabio Carpi (Aragno)
“In una notte come questa” di Ellen Sussman (Sonzogno)
“Sono diventata invisibile” di Lucy Cavendish (Cairo)
“Scomparsa nel nulla” di Petra Hammesfahr (Tea)
“Come in una stanza buia” di Luigi Villa Freddi (Lampi di Stampa)
“Come dentro la notte” di Giacomo di Witzell (Manni)ù

Bella, vero?  Beh, io sono stata felicissima che abbia vinto Daniela...Sono stata proprio orgogliosa di lei. Fra l'altro Daniela insegna inglese in un istituto superiore, ma coinvolge sempre i suoi ragazzi in attività di lettura fuori dalla scuola, portandoli ad incontri con autori e ad altre manifestazioni letterarie. E sembra che gli studenti siano entusiasti. Ecco un modo intelligente per fare continuare ad amare la lettura anche dopo i quattordici anni, attraverso la conoscenza diretta degli autori.

E ora un po' di foto.
P1060741

Dario Fo e Marino Sinibaldi nello spazio Rai della Fiera del libro di Torino venerdì 9 maggio 2008. Se dipendesse da me io darei il Nobel anche a Marino...










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Susanna Tartaro, Michele De Mieri, Rosa Polacco.Senza di loro come si potrebbe fare...Fahre?








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Luca Damiani: dal lunedì al venerdì (ma in fiera anche sabato e domenica) alle 14 su Radio3 conduce il Terzo anello musica, proponendo suoni di ogni parte del mondo. E lì a Torino direi che ha superato se stesso...E poi è una persona gradevolissima.






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Flavio Soriga: un giovane ma già affermato autore.  Sardo, italiano, europeo, come amava definirsi  lo scrittore Sergio Atzeni.  Di lui ho letto Nero pioggia, che vi consiglio vivamente.  Ne sentii leggere un brano due anni fa da Lella Costa e me ne innamorai. E vi consiglio pure il suo ultimo: Sardinia blues, che comprerò prossimamente.









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Fabio Geda: Bravissimo autore (dovete assolutamente leggere il suo: Alla fine del viaggio ho sparato agli indiani), simpaticissimo, impegnato nel sociale, che volete di più?










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Ernesto Ferrero: sempre vestito da padre della sposa, sempre con la faccia da cagnone buono, ancora non ho deciso se mi sia simpatico o antipatico. Dipende dai momenti, miei e suoi, naturalmente...Ah, per chi non lo sapesse lui è uno dei due capoccia della fiera.





P1060669


e per finire questa è l'insegna di una pizzeria che è vicino all'albergo in cui alloggiavo: ma vi sembra che questo sia il nome da dare a una pizzeria?  Mah... sono strani certi pizzaioli torinesi....









Questa sera ho sentito che è cominciato il Giro d'Italia. Anzi, c'è già stata la quinta tappa...
Ora non lo seguo più, ma ricordo che quando ero piccola non ne perdevo un giorno.  Alla radio, che il televisore mica lo avevamo, e forse non c'era ancora. Ascoltavo la cronaca serale, verso le otto, più o meno, e il Giro sarà per me sempre legato al profumo delle zucchine che mia madre friggeva per cena, a quella certa luce  morbida che il sole morente faceva entrare dalle finestre e che ora mi sembra non ci sia più, al garrire (si dice così?) delle rondini che riempiva l'aria. E anche le rondini è un po' che non le sento... Eh...signori miei, non ci sono più i Giri di una volta...
Ah, una cosa ancora. Io tenevo per
  Bartali     Buon ascolto!
mercoledì, 14 maggio 2008

Cose di Fiera 1' tranche

P1060925Immagino che ora che sono tornata dovrei scrivere un bel resoconto sulla Fiera del libro.
Parlare di scrittori, di atmosfere, di eventi, libri, editori, eccetera eccetera eccetera. Ma altri lo hanno fatto meglio di quanto possa fare io. qui, per esempio: Letteratitudine: Fiera del libro di Torino fra polemiche e bellezza
E poi, che volete che vi dica. Forse non ho più l’età per queste cose. Le sinapsi o quelle cose lì, insomma, che dovrebbero connettere le comunicazioni e trasformarle in pensiero, devono aver preso acqua, e la ruggine le ha colpite. Le comunicazioni arrivano, non trovano nessuno in grado di elaborarle e se ne vanno…Sciao…
Beh, non è proprio così tragica la situazione, ma certo è che in testa, dopo cinque giorni di Fiera, mi rimane una bella confusione, detta anche, in termini colloquiali, un gran casino.
Allora mi limiterò a riportare qualche osservazione, qualche domanda che mi sono posta, qualche riflessione, qualche discorso sentito in giro. Poi nel post di domani magari parlerò anche dei libri che ho acquistato o che mi sono stati regalati, o che, pur non avendoli acquistati mi hanno incuriosito. E anche di una mia amica napoletana che ha vinto il primo premio di un concorso simpatico e singolare. E delle persone che ho conosciuto o che ho rivisto con molto piacere.
Ma ora ecco di che scrivo:
ho sentito che un quotidiano riportava in prima pagina questo titolo: Torino: piazze piene d’odio, Fiera vuota di gente. Questo più o meno diceva.  Beh, che fosse vuota, la Fiera, non mi è sembrato proprio. E non mi è sembrato neppure, come i giornali hanno scritto, che fosse blindata. Senza dubbio vi era più polizia rispetto agli altri anni, ma da qui a parlare di assedio e simili ce ne vuole…Ah, sì, c’erano molti rappresentanti della Guardia di Finanza, che mica ho capito che ci stavano a fare.
Comunque, anche se ora il mio tono è leggero, devo dire che per cinque giorni ho avvertito un senso di colpa,  e sono seria, mentre lo scrivo. Sono ancora convinta che invitare lo Stato di Israele come paese ospite proprio nel sessantesimo anno dalla sua fondazione sia stato un errore e, pur non avendo preso una posizione sulla questione del boicottaggio, se fossi stata coerente me ne sarei dovuta stare a casa. Ecco il motivo del mio senso di colpa. Ma non sempre riesco a essere coerente.

Cose che mi hanno colpito:
Un editor della Mondadori, in un incontro dedicato agli scrittori esordienti, ha detto che le case editrici, piccole, medie o grandi che siano, leggono una minima parte dei manoscritti che vengono loro inviati e che la scelta di aprirne uno è puramente casuale (sic). E ha anche aggiunto che non è opportuno inviare il proprio manoscritto a tanti editori, al massimo a due, ha detto. Allora io ho pensato che sperare che qualcuno cui hai mandato il tuo lavoretto tutto bello in ordine ti legga  (non  che ti pubblichi, che sarebbe troppo, ma che solo ti legga) è un po’ come comprare un solo grattaevinci e  sperare di trovare sotto la vernicetta  il premio milionario. Praticamente un miracolo. Mi piacerebbe sapere che ne pensate….

Non ho mai visto tante scuole come quest’anno. Di tutti i gradi: dalle materne alle superiori. Ecco quello che ho notato: i ragazzi più piccoli, dalla scuola materna alle medie, sembravano interessati ai libri, si avvicinavano agli stand, osservavano incuriositi, toccavano, sfogliavano. Quelli delle superiori se ne stavano fuori, spaparanzati al sole, ingurgitando hot dog e coca cola con il cellulare permanentemente incollato all’orecchio. E diversi dicevano: Se il prof ci cerca chi se ne frega…
Vorrei sapere perché a un certo punto i libri hanno smesso di interessarli…

Davanti alla Sala dei cinquecento, domenica pomeriggio, c’era una ressa enorme. Si riusciva ad attraversare con fatica. Alle quattordici iniziava infatti un incontro con Marco Travaglio e Michele Santoro. Ora, senza togliere nulla ai due personaggi, mi sono chiesta se la stessa folla ci sarebbe stata se Travaglio e Santoro fossero stati solo due giornalisti della carta stampata, solo due scrittori. Mi sono risposta di no: perchè, secondo me, una gran parte della gente che se ne stava lì, ammassata come sardine, c’era perché Travaglio e Santoro sono anche personaggi televisivi. Chissà in quanti hanno letto i libri di Travaglio?, mi sono chiesta.
Già, la televisione…Come sabato…Quando è terminata Fahrenheit è arrivato alla spazio Rai, il conduttore di Mi Manda Rai3, che non ricordo come si chiama e mi è pure antipatico (ma questo non c’entra…). Ed ecco che qualche donzella si è voluta far fotografare con lui…Certo, lui va in televisione, lo conoscono tutti…Commento un po’ maligno: almeno fosse bello…

E a proposito di spazio Rai. Per tutti i sacrosanti cinque giorni, lo stand che era posizionato lì a pochi metri, ha trasmesso tutti i video di Beppe Grillo, tenendo il volume al massimo e mettendo a dura prova la pazienza e l’udito di Marino Sinibaldi, dei suoi ospiti, di tutti i suoi collaboratori e del pubblico
che assisteva alla trasmissione. Non ho capito il perché, non ho capito che ci …azzeccano le urla di Grillo con i libri. E poi, come ha detto Marino, perché urla tanto, Grillo? Non potrebbe dire le stesse cose risparmiando un po’ di decibel?

E che ci azzeccano pure le automobili, con i libri…Sì, perché in Fiera c’era pure uno stand che esponeva auto. Non chiedetemi quali, che mica lo so. So solo che erano molto lucide, colorate e avevano un’arietta arrogante.

E ora racconto una cosa che mi ha disgustata.
Ci doveva essere un unico evento a pagamento, nell’ambito della Fiera del libro, questo: Col ferro e col fuoco. In memoria delle vittime della TyssenKrupp (sul testo del reportage di Ezio Mauro).
Il ricavato (15 euro a biglietto) sarebbe stato devoluto ai famigliari delle vittime di quel tremendo incidente sul lavoro. Bene: dato che a un certo punto l’organizzazione si è resa conto che di biglietti ne erano stati venduti davvero pochi, ha deciso di rendere libero l’ingresso, per non avere (giustamente) la sala semivuota. All’inizio dello spettacolo Ernesto Ferrero ha spiegato, con molta delicatezza, quello che era successo, dicendo anche che chi aveva acquistato il biglietto poteva alla fine dello spettacolo chiederne il rimborso, ma anche, ha aggiunto, chi era entrato gratuitamente se lo riteneva opportuno poteva pagare. Ecco, io credo che il comportamento della gente sia stato disgustoso. Di quelli che non avrebbero mai assistito allo spettacolo dovendo pagare, e che poi,  quando l’ingresso è diventato libero, hanno deciso di parteciparvi. E di quelli che avendo pagato hanno chiesto il rimborso. E non mi dite che è perché la gente non ha soldi, o come ha dovuto dire un imbarazzato Ferrero, che capiva tutto benissimo, perché già costa il biglietto della Fiera e costano i parcheggi…Quindici euro è praticamente il prezzo di una pizza e di una birra, e credo che la maggioranza dei visitatori della Fiera si possano permettere una pizza e una birra, se devo giudicare dai bar e posti ristoro che erano sempre superaffollati. E’ che siamo fatti così: se una cosa possiamo averla gratis, perché pagare?  A prescindere dalle finalità.
Mi sono  sentita imbarazzata io, che il biglietto lo avevo nella borsa, nei confronti dei  famigliari delle vittime, seduti nelle prime file della sala. Cosa avranno pensato? E non tanto per quei soldi che venivano a mancare, ma per aver capito che, alla fine, di loro e dei loro morti, una volta che la notizia dell’incidente è diventata vecchia, alla gente non gliene frega niente.  Vergogna vergogna vergogna.

Ecco che ripensando a quell’episodio mi è montata ancora la rabbia. Meglio che vada a dormire. Lo slogan di quest'anno affermava: ci salverà la bellezza. Mah....
A domani con la seconda parte di Cose di Fiera.
E ora

Il grande Coltrane

che lui sì che ci azzecca, con la Fiera.
mercoledì, 16 aprile 2008

I vostri commenti (e una foto senza commento...)

bacioberlinguerbig.1115990831

Per ReAnto, Renzo, Valeria, Natàlia,  Antonella, Remo, Barbara, Glò, Beppe, Piera, Stefano, Annalisa, Sabrina, Stefania, Laura, Lory , Cristina: tutti i vostri commenti, sia al post del 11 aprile, sia a quello del…lunedì nero, li ho trovati splendidi, intelligenti, condivisibili. Non risponderò come in genere è mia abitudine a ognuno di voi: cosa potrei aggiungere a quello che voi avete detto molto meglio di quanto avrei potuto fare io? Cosa potrei aggiungere alle vostre espressioni di rammarico, di rabbia, che è anche il mio rammarico, la mia rabbia?  Leggerli, e rileggerli, mi ha dato forza, mi
ha tirato fuori da quella sorta di depressione in cui ieri, a mano a mano che venivano resi noti i risultati elettorali, ero caduta, anzi, ero precipitata.  Vi ringrazio quindi tutti per aver espresso il vostro pensiero che è così simile al mio. In particolar modo ringrazio Valeria per aver riportato un brano della lettera 129  di Ettore Masina,
che qui potrete leggere interamente. E di una cosa sono contenta: diversi blogger hanno riportato il pensiero di Masina. Se ho contribuito a fare conoscere questo vecchio saggio signore a chi ancora non si era imbattuto nel suo pensiero credo di aver aver fatto, finalmente,  qualcosa di positivo. Ecco i blog, a cosa possono servire: a espandere pensieri, a far conoscere parole salvifiche, salvagente cui aggrapparsi non per lasciarsi galleggiare e andare alla deriva, ma per continuare a nuotare, per non affogare nel mare della desolazione. Continuare a nuotare, continuare a lottare. Non rinchiudersi, non isolarsi. Porre attenzione, continuare a fare scelte corrette. Sto scrivendo un po’ così, mi vengono in mente frasi e le batto sui tasti, ma sono ancora confusa, straniata…Una sinistra che non esiste più (ma forse, e ha ragione Beppe, è da tempo che è sparita) una Lega che ci governerà per cinque anni…La miseria economica e culturale (e non so fra i due aspetti quale sia il peggiore) che metterà radici sempre più profonde…
Ma non voglio avere pensieri negativi, non voglio questa sera fare l’elenco di tutte le nefandezze che senza dubbio si verificheranno nei prossimi anni. Tanto le conosciamo tutti. No, questa sera  voglio pensare che fino a quando ci saranno persone come Ettore Masina, padre Alex Zanotelli,  scrittori come Erri De Luca ( i suoi Invincibili sono quanto mai attuali) e altri ancora i cui nomi ora mi sfuggono, e…sì, finchè ci saranno persone come voi, non tutto è perduto. E lo scrivo in tutta sincerità.
Mah…non so bene come è venuto questo post…E’ un po’…un po’ così, come le facce di quelli che hanno visto Genova… Che non c’entra nulla. Ma questo mi è venuto in mente e in tal modo ho anche trovato la colonna sonora di questa sera
(Non ho bevuto, non preoccupatevi…E’ che mi sembra mi manchi l’ossigeno…)

P.S.: Ancora una dimostrazione che nulla è casuale, che se viene in mente qualcosa che sembra bizzarro poiché del tutto slegato al pensiero precedente, in realtà non lo è, una connessione c’è sempre.  Giuro: quando ho parlato di Genova, prima, avevo poi pensato di inserire la canzone di Paolo Conte. E sono andata in you tube per cercarla. E invece ho trovato questo. E la connessione è ASSOLUTAMENTE palese.



Genova: 21 luglio 2001

E aggiungo infine una segnalazione:
La forza della verità
Un racconto storico di Renzo Montagnoli. E, a mio avviso, anche in questo caso la connessione è ASSOLUTAMENTE palese.
lunedì, 07 aprile 2008

Non solo blogger

6921

Parigi o cara…(e poi toccherà a San Francisco...)





La fiaccola olimpica a Parigi

Parigi: è caos per la fiaccola

(E Hillary  dice a Bush: "Non vada a Pechino")

Lo scrigno violato
Un post veramente necessario sulla pedofilia: un racconto per riflettere, scritto da Giorgio Medda. Che invita anche a  lasciare nostre riflessioni su questa piaga orribile.

Pomeriggio di luglio
In Armonia delle parole ecco un mio racconto. (Grazie, Renzo!)



La Milano segreta di Pasolini:
Su la Repubblica di domenica 6 aprile Gian Paolo Serino, con Vincenzo Cerami, ha presentato un Pasolini inedito. Attraverso l' anticipazione di 116 fotografie  inedite si racconta "La Milano segreta di Pasolini". Le immagini, presentate in anteprima su la Repubblica, saranno esposte durante il Satisfiction Festival: dal 4 al 6 ottobre, ex Chiesa di San Carpoforo, Brera, Milano.
Nella Milano che sino alla fine degli anni Sessanta fu il centro della ricerca artistica e letteraria non solo italiana, in un luogo oggi dimenticato ma tra i più belli di Brera, un festival letterario che riunisce le voci più importanti e innovative del panorama culturale internazionale. Satisfiction Festival vuole ridare una voce di carta ad una Brera oggi museificata e riportare i luoghi ad essere il centro di una nuova coscienza d’inchiostro
(www.satisfiction.org)


Dalla redazione di Micromega ricevo la segnalazione di questo video:
Andrea Camilleri: non volevo andare a votare ma ho cambiato idea



Recensioni incrociate
Una nuova rubrica sul sempre interessante sito di Massimo Maugeri: a inaugurarla Laura Costantini, Loredana Falcone, Sabrina Campolongo.
postato da: Soriana alle ore 23:45 | link | commenti
categorie: avviso ai naviganti, , tibet, olimpiadi, dall italia e dal mondo
mercoledì, 02 aprile 2008

Galassia: l'arrivederci

L
Riprendo la mia cronichetta napoletana, piccoli appunti scoordinati, poesie, impressioni. Mi capita sempre così, quando giro per Fiere: ascolto talmente tante parole che poi, quello che emerge alla superficie, è ben poco rispetto al tutto. Spero però che il tutto se ne stia lì, dentro di me, e elabori qualcosa che comunque mi arricchisca.
Allora, dicevo ieri di Napoli, città di luce e ombra. Luce può essere considerata
  L'arte della felicità  per esempio. Una serie di incontri e di eventi che, solo
leggendone i titoli, mi fanno rimpiangere di non potervi partecipare: la pace è a ogni passo; la cura del male è una guida sulla strada del bene; madri nel bene e nel male…Solo qualche esempio degli argomenti che verranno affrontati fino al 6 aprile in vari sedi della città. Fra l’altro, entrando nel sito, si trovano anche iniziative pro Tibet
Ci tenevo, prima di… rituffarmi nella Galassia, a segnalare questa manifestazione.

Bene, Galassia, allora. Qualche nome, qualche emozione, qualche voce rubata:

Antonella Anedda 
che è stata ospite di Fahrenheit,bella, elegante, e grande poetessa. Non ho trovato le poesie che lei ha letto in trasmissione, e allora ecco:

L’aria è piena di grida
 
Pensi davvero che basti non avere colpe per non essere puniti,
ma tu hai colpe.
L’aria è piena di grida. Sono attaccate ai muri,
basta sfregare leggermente.
Dai mattoni salgono respiri, brandelli di parole.
Ferri di cavalli morti circondano immagini di battaglie
Le trattengono prima che vadano in un futuro senza cornici.
Cosa ci rende tanto crudeli gli uni con gli altri?
Cosa rende alcuni più crudeli di altri?
Le crudeltà subite e poi inghiottite fino a formare una guaina
con aculei sul corpo ferito?
O semplicemente siamo predestinati al male,
e la vita è solo fatta di tregue dove sostiamo
per non odiare e non colpire?


( Antonella Anedda: dal Balcone del corpo - Mondadori 2007 Collana lo specchio)



Padre Alex Zanotelli
anche lui intervistato da Marino Sinibaldi in trasmissione. E’ un grande, padre Alex, molto lontano il suo pensiero da quello di una Chiesa che pare discostarsi sempre più dalle parole del Cristo,  preoccupata solo di emettere condanne e di espandere il proprio potere. Per molti anni missionario a Nairobi, padre Alex al suo rientro in Italia ha scelto Napoli come città in cui vivere e operare. Anche lui, quindi, una luce che tenta, con amore e onestà, di spazzarne via le ombre.


Tiziano Scarpa 
Non ho mai letto nulla, di Tiziano Scarpa, ma sentirlo parlare e ascoltarlo leggere poesie è una delizia. E poi ha una cosa che me lo rende ancora più simpatico: il suo amore per gli animali. Il suo intervento a Galassia aveva infatti come titolo I diritti degli animali, e questa è una delle poesie che hanno fatto parte della sua lettura scenica

La differenza

Penso e ripenso: - Che mai pensa l'oca
gracidante alla riva del canale?
Pare felice! Al vespero invernale
protende il collo, giubilando roca.

Salta starnazza si rituffa gioca:
né certo sogna d'essere mortale
né certo sogna il prossimo Natale
né l'armi corruscanti della cuoca.

- O pàpera, mia candida sorella,
tu insegni che la Morte non esiste:
solo si muore da che s'è pensato.

Ma tu non pensi. La tua sorte è bella!
Ché l'esser cucinato non è triste,
triste è il pensare d'esser cucina

(Guido Gozzano)


Maurizio de Giovanni:
fino a qualche settimana fa questo nome mi era completamente sconosciuto. Poi in
Letteratitudine (il bel sito di Massimo Maugeri) si è aperto un dibattito nel quale si discuteva su di lui e su Filippo Tuena. E così, influenzata dai giudizi positivi, non ho potuto fare a meno di acquistare il suo ultimo romanzo, Il senso del dolore. E devo dire che quel commissario Ricciardi, personaggio principale della storia, mi è rimasto nel cuore. Maurizio de Giovanni ha una scrittura molto coinvolgente, una grande capacità di trascinare il lettore nella storia, attraverso un linguaggio con risonanze classicheggianti, di cui, in un panorama letterario che tende sempre più ad azzerare le differenze fra parola scritta e detta, si sente necessità, a mio avviso. E poi quello che mi ha colpito particolarmente è la grande umanità che pervade tutte le pagine de Il senso del dolore.. Appuntatevi il titolo di questo libro, ne consiglio davvero la lettura. E’ un giallo, sì, genere molto in auge, ultimamente, ma la narrazione e l’ambientazione (una Napoli degli anni trenta) si distacca nettamente da tanta altra produzione giallistica molto spesso troppo uguale l’una all’altra.
Ho avvicinato Maurizio de Giovanni prima della presentazione del suo piccolo, divertente libro “Juve-Napoli 1-3”. Mi ha detto: Questo è il libro della passione! E infatti, ascoltando poi  le sue parole dal palco ho riscoperto quanto il tifo per una squadra di calcio possa essere ancora un sentimento sano, entusiasmante. Purtroppo oggi anche questa passione ha acquisito un volto ben diverso, come dimostrano fatti molto recenti di cronaca.
Mi ha anche detto, Maurizio de Giovanni, che sta per uscire il suo secondo romanzo con protagonista il commissario Ricciardi, (credo che verrà presentato alla prossima Fiera del libro di Torino), che un terzo lo sta scrivendo proprio in questi giorni, e che è in previsione anche la realizzazione di una serie televisiva. Il mio in bocca al lupo, quindi, a Maurizio de Giovanni, che, oltre a essere un bravo scrittore, è anche una persona simpaticissima.


Un altro evento cui ho assistito, e che ha chiuso il mio viaggio a Galassia, ha visto come protagonisti

Gianfranco Bettin
Goffredo Fofi
Marco Paolini
Protagonista assente il grande grande grande Mario Rigoni Stern (Marino Sinibaldi in trasmissione lo ha definito il più grande scrittore italiano vivente ). Di Mario Rigoni Stern, sul suo Sergente nella neve, ho ricordi che risalgono all’infanzia. Mio padre (pure lui sergente, pure lui in Russia) lo comprò  appena uscì in libreria: avevo sette anni, e me lo ricordo bene, quel libro dalla copertina di un azzurro che tendeva al grigio. Uno dei pochi libri che ho visto fra le mani di mio padre: ma come se lo leggeva, e rileggeva…Non me lo scorderò mai.
 Fofi, Bettin e Paolini
(quest ultimo  come saprete  ha portanto sul palcoscenico proprio il libro di cui ho fatto accenno: Il Sergente ) hanno parlato di lui come uomo e come scrittore e hanno letto brani tratti dai suoi libri.
Una cosa mi è piaciuta in modo particolare: questo grande vecchio abita nell’ultima casa del paese, al limitare del bosco. E il bosco lo conosce bene, e non ha timore di addentrarvisi di notte. E dice, Mario Rigoni Stern, che quando il buio lascia lo spazio alla prima luce dell’alba, proprio nel momento esatto in cui questo accade, lui percepisce un fremito che attraversa le foglie, e i rami degli alberi, e l’erba. E lo chiama, questo fremito, il fremito della creazione. Questa, per me, è un’asserzione meravigliosa. E voglio anche ricordare una cosa che lui disse a Mantova, mi sembra due anni fa: nei suo libri, anche quando parlavano di guerra, non ha mai usato la parola nemico. Come si fa a non amarlo, questo Vecchio?


Basta, mi fermo qui. Solo un ringraziamento a Fharenheit, voglio lasciare. Per saper sempre vivacizzare ogni evento, per essere sempre presentie là dove si fa cultura. Un grazie di cuore a Marino Sinibaldi, Susanna Tartaro e Rosa Polacco. E ne approfitto per segnalarvi un altro evento: Radio3  in  festival  Chi può, partecipi!
Ah, pubblicamente ringrazio e mando un bacio a Antonella, Daniela e Cecilia, le mie amiche campane, che hanno reso ancora più gradevoli le mie quattro giornate di Napoli.

Se volete, ora, guardatevi questo video. E nel post precedente a questo un po' di foto di alcuni dei personaggi di cui vi ho parlato.


Il sergente


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In attesa della seconda parte...

Antonella AneddaAntonella Anedda ospite di Fahrenheit legge una sua poesia (Galassia Gutenberg 2008)


Padre Alex Zanotelli E Marino SinibaldiPadre Alex Zanotelli intervistato da Marino Sinibaldi (Galassia Gutenberg 2008)


Goffredo FofiGoffredo Fofi :un signore anziano, ma dallo sguardo molto vispo  (Galassia Gutenberg 2008)


Tiziano ScarpaTiziano Scarpa: molto gradevole la sua partecipazione a Fahrenheit...(Galassia Gutenberg 2008)



Marco Paolini e Gianfranco BettinMarco Paolini e Gianfranco Bettin: uno degli interventi più belli, il loro. (Galassia Gutenberg 2008)


Rosa Polacco Marino Sinibaldi Susanna TartaroEd ecco i tre pilastri della trasferta napoletana di Fahrenheit: a sinistra Rosa Polacco, a destra Susanna Tartaro e al centro ( al centro come l'acca di Fahre, cosa arciconosciuta dagli ascoltatori della trasmissione) ecco a voi lui, Marino Sinibaldi! (Galassia Gutenberg 2008)
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martedì, 01 aprile 2008

Galassia: prima parte

I miei acquisti a Galassia 2008

Non ho fatto alcun proposito prima di partire per Napoli. Non mi sono detta, questa volta, non compro, non compro, non compro. Tanto sapevo che non avrei mantenuto questo intento. E allora comincio proprio questo post dedicato a Galassia Gutenberg e a Napoli comunicandovi (rullate, tamburi…) i miei acquisti:

Autori vari: Tutta colpa di Dio- Edizioni ad est dell’equatore 2008
(con un bel racconto, a mio avviso il migliore della raccolta,
di Maurizio de Giovanni )

Maurizio de Giovanni: Juve-Napoli 1-3 La presa di Torino Edizioni Cento Autori 2008
(ed è questo il tifo che mi piace…)

Milena Agus: Mentre dorme il pescecane Edizione Nottetempo (sesta ediz.ottobre 2007)
(E così della Milena ho tutto)

Erri De Luca: Pianoterra Edizioni Nottetempo 2008
(mi dispace molto che Erri de Luca non fosse presente a Galassia: lo amo…spudoratamente…)

T.F. Brhan: La sposa Michele Di Salvo Editore (Divisione Mangrovie 2007)
(Mangrovie è una sezione della Di Salvo che pubblica autori migranti che scrivono in lingua italiana)


Gianluca Ferrara: Dio non ha la barba (con introduzione di Alex Zanotelli) Edizioni Creativa terza edizione 2007
(Senza dubbio il nome di Alex Zanotelli è stata una delle ragioni, anche se non la sola, del mio acquisto)

Gianluca Solera: Muri, lacrime e za’tar Storia di vita e voci dalla Palestina.
Edizione Nuovadimensione 2007

(c’è un capitolo, in questo libro, in cui si parla di Rami Elhanan, cui ho dedicato il mio post del 26 marzo. L’ho scoperto parlando con l’autore dopo il suo intervento a Fahrenheit, ma quel libro, proprio per quel suo intervento su un argomento che mi preme sempre di più, lo avrei ugualmente comprato.)

Fethiye Cetin: Heranush mia nonna (introduzione di Antonia Arslan) Edizioni Alet  Traduzione dal turco di Fabrizio Beltrami
(Sul tragico destino delle donne armene: come potevo non comprarlo?)

E infine:
Niccolò Ammaniti: Come Dio comanda Mondadori 2006
(che però non ho acquistato: era infatti su un tavolo, insieme a altri libri pronto a offrirsi, essere letto e poi cambiare proprietario. Se andate sul sito Bookcrossing potrete meglio capire questa simpatica iniziativa…)

Fine degli acquisti...Ma vi assicuro, la mia valigina, al ritorno, si è lamentata per il malessere durante tutto il viaggio…Diceva che si sentiva scoppiare…


Dunque: Napoli e Galassia. Se devo essere sincera (e devo) non è che Galassia sia la Fiera del libro migliore che esista…Ha molte pecche, poca organizzazione, nessuno che ti sappia dare informazioni, né sono tantissimi gli editori presenti. Però ha un grande pregio: di far conoscere realtà locali di cui non si parla mai, o quasi mai, nei media. Attraverso gli eventi, attraverso gli ospiti presenti a Fahrenheit, per esempio, attraverso gli espositori. E non sono solo realtà letterarie e culturali, ma anche sociali. Nel centro nord, se si dice Napoli, subito salgono alla mente due parole: camorra e rifiuti. Divenuti ormai obsoleti stereotipi mandolini e pizza e o sole mio (credo che anche all’estero queste sorte di icone siano scomparse) solo camorra e rifiuti, ecco a cosa si pensa. E invece ci sono tantissime piccole associazioni  che operano nella città cercando di migliorarla, che lavorano per e con i giovani,  che convivono con il disagio che senza dubbio in questa città è presente con l’intento di azzerarlo. Una sorta di guaritori, insomma…Ma non è di questo che i media generalmente parlano. Napoli è davvero una città di ombre e di luci, ma, chissà come mai, a noi fanno vedere solo le ombre. Ecco perché nonostante le pecche apprezzo questa manifestazione.
Per oggi mi fermo qui, altri impegni mi chiamano, ma riprenderò domani questa mia cronaca un po’ sconclusionata e tutt’altro che giornalistica dei miei giorni napoletani.


Non mi dimentico, però, di chi continua a lavorare

Pro Tibet


Glodis

I mulini a vento

AminaAmina

Iniziative Beppe Grillo
(ringrazio Claudio Arzani per avermelo segnalato. Avevo prelevato il codice del banner, lo avevo inserito, ma ora, non so come è sparito, e non riesco più a rimetterlo...)


Lo strillone umanista
postato da: Soriana alle ore 16:59 | link | commenti (8)
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