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sabato, 03 maggio 2008

Sono solo canzonette?

note musicali
Uno dei miei primi ricordi è legato a una canzone. Avevo quattro anni, ne sono certa perché era il periodo nel quale per qualche mese abitai con i miei genitori dai nonni, in attesa di avere una casa nostra.  La radio era accesa e iniziò a trasmettere la canzone Violino Tzigano. Sentii dentro di me come qualcosa che si spezzava. Mi rifugiai nella camera da letto dei nonni, perché nessuno doveva vedermi piangere. E mi rivedo ancora, diritta in mezzo alla stanza, a piangere senza sapere perché.
E ancora oggi, con alcune canzoni, mi capita. Mi capita di piangere, mentre le ascolto. Come con queste, qui sotto, che pure sono tanto diverse fra loro.
E con altre canzoni ancora, o brani di musica classica e operistica. A volte sono consapevole del motivo che mi porta alle lacrime, a volte no. Ma sono tutti frammenti di me, consci o inconsci che siano.
E le vostre canzoni da…nodo in gola, quali sono?


.


The fool on the hill

Amanti


Luci a San Siro


Reginella


La ballata del Pinelli


Contessa


Addio a Lugano

postato da: Soriana alle ore 02:53 | link | commenti (14)
categorie: canzoni frammenti di me
domenica, 24 febbraio 2008

A volte basta una canzone...

papaveri1

Quando si è stanchi, quando le parole si inceppano in gola, quando… A volte basta una canzone. E tutto, mentre la si ascolta, sembra cambiare.


« Grazie alla vita, che mi ha dato tanto,
mi ha dato due occhi che quando li apro
distinguo nitidamente il nero dal bianco,
e nell'alto cielo il suo sfondo stellato
e nella folla l'uomo che io amo.

Grazie alla vita, che mi ha dato tanto,
mi ha dato l'udito che in tutta la sua apertura
registra notte e giorno grilli e canarini,
martelli, turbine, latrati, burrasche
e la voce tanto tenera del mio beneamato.

Grazie alla vita, che mi ha dato tanto,
mi ha dato il suono e l'abbecedario.
Con esso le parole che penso e dico:
madre, amico, fratello e la luce che illumina
la rotta dell'anima di chi sto amando.

Grazie alla vita, che mi ha dato tanto,
mi ha dato la marcia dei miei piedi stanchi.
Con essi ho percorso città e pozzanghere,
spiagge e deserti, montagne e pianure
e la casa tua, la tua strada, il cortile.

Grazie alla vita, che mi ha dato tanto,
mi ha dato il cuore che agita il suo involucro,
quando guardo il frutto del cervello umano,
quando guardo il bene così lontano dal male,
quando guardo il fondo dei tuoi occhi chiari.

Grazie alla vita, che mi ha dato tanto,
mi ha dato il riso, e mi ha dato il pianto.
Così io distinguo gioia e dolore,
i due materiali che formano il mio canto
e il canto degli altri che è lo stesso canto
e il canto di tutti che è il mio proprio canto.
Grazie alla vita, che mi ha dato tanto. »



http://www.youtube.com/watch?v=KktrGrx6qHM
postato da: Soriana alle ore 01:13 | link | commenti (3)
categorie: canzoni frammenti di me
mercoledì, 27 giugno 2007

Una serata particolare

211949993Chiesa del Soccorso di notte a Foriowww.business-vacanze-ischia.it

I brani musicali che propongo questa sera hanno segnato un confine, per me. Un confine fra il vecchio e il nuovo. Fra il “così non è più possibile continuare" e "un'altra vita è possibile".
Forse casualmente, o forse no. Forse  tutto è già segnato e ciò che deve accadere accade e basta.
Durante quel concerto, in quella bella piazza della chiesa del Soccorso a Forio di  Ischia, all’improvviso mi sono sentita libera. Libera di decidere. Di decidere cose che continuavo a rimandare per paura, per amore forse,  o forse solo per una sorta di masochismo, chissà. E’ stato come se si fosse acceso un faro a spazzare via il buio. Senza un motivo preciso, se non quella musica che mi vibrava dentro, e i miei amici che mi stavano accanto e  la gente che, come me, saltava libera e liberata al ritmo di quelle canzoni.  C’era un’energia positiva, in quella piazza.
Quello, è stato, che mi ha  dato la spinta.

E così, poi è nata anche questa poesia, che forse poesia non è. Insomma è nata questa cosa qui, per tutti i miei amici. Per i miei Regali Preziosi. Che la conoscono già, per cui, se mi leggono, chiedo loro pazienza.

I Regali Preziosi

Erano schegge dell’anima implosa
che presero ad azzannare  la mia gola
saccheggiando il respiro
e più nulla vedevo,
se non degli infiniti pozzi scivolosi.
Ma allora, proprio allora, come manna,
vennero a me improvvisi
i Regali Preziosi,
avvolti in colorate auree  di luce.
In una sera di musica fiammante
con pizziche  e tarante danzate da una piazza,
è stato in quella sera- era  un settembre lieve-
davanti alla propizia chiesa del Soccorso
che ho ripreso a guardar limpidamente
la vita, e me, e quello che c’è intorno.
E allora, proprio allora, come fonte feconda,
ho ritrovato volti e voci e luci
che mi han guidato fuori dal pantano:
i Regali Preziosi
che scartato ho tremante,
e stretto al cuore che riprendeva i battiti,
piano, per non frantumarsi,
tanto fragile era.

E ora, che regolare è il cuore
ed esteso è il respiro,
mi accade a volte di trovare un amico,
un volto nuovo.
Un Regalo Prezioso
che armonioso s’aggiunge a tutti quelli
che già mi hanno salvato.




http://video.google.it/videoplay?docid=-730305419485627715
postato da: Soriana alle ore 01:20 | link | commenti (10)
categorie: canzoni frammenti di me
lunedì, 04 giugno 2007

Quaranta: e a volte mi sembra domani.

P1030316Quaranta. Sono passati quarant’anni. Sono passati quarant’ anni da quelle domeniche trascorse in cantine addobbate con luci psichedeliche, annebbiate dal fumo delle sigarette, con l’impianto stereo che a vederlo oggi sembrerebbe un reperto da chiudere in un museo. Feste da ballo. Si chiamavano così, allora. Oppure no, non le chiamavano in nessun modo. Dicevamo: ci troviamo in via S.Isaia da Doriano, o in via della Salita da Mario.  Noi ragazze con le minigonne, l’eyer liner, le frange e i capelli lisci, i ragazzi con le camicie bianche, che diventavano azzurrate sotto le luci. Cambiavamo cantina, o garage, e ci si ritrovava sempre fra i soliti. La città pareva diventata  più piccola, e abitata solo da noi. Nascevano amori, con esaltazione o con noncuranza;  e amori morivano, con noncuranza o  con dolore.
L’anno dopo, poi, ci sarebbero state meno feste, saremmo tutti cresciuti di colpo. Sarebbe arrivato l’impegno politico, le manifestazioni, le occupazioni di Facoltà,  i turni al ciclostile. Solo gli amori avrebbero continuato a nascere e morire, al di là di tutto.

Sono passati quarant’anni da quando la musica riempiva l’abitacolo della 600 grigia di Vito, e fuoriusciva dai finestrini aperti miscelandosi con l’odore dei tigli. Era giugno, e ce ne andavamo sui colli, e accompagnavamo le voci dei cantanti con le nostre, di voci.  Vito aveva gli occhi verdi, ma proprio verdi come le foglie, faceva chimica industriale ed era terribilmente indietro con gli esami. Ma sulla musica, lui, sapeva tutto. Ed era un ragazzo gentile. A volte ci abbiamo creduto, che avrebbe potuto essere per sempre. Aveva la capacità di farmi ridere, Vito.

Sono passati quarant’anni da quando dopo un esame Angela e io ci concedevamo  l’ennesimo caffè al bar Lydia, in via Belmeloro, di fronte alla Facoltà. E il peso di tutte quelle notti passate a studiare si staccava piano piano dai nostri corpi  e dalla mente e riguardavamo il libretto e sorridevamo e mettevamo 100 lire nel juke box, che era lì, a destra dell’ingresso. 100 lire tre canzoni. Ci piaceva la stessa musica, non c’era problema di scelta. Quando non andavamo a una festa nei pomeriggi domenicali, lasciavamo la sua cinquecento all’imbocco della tangenziale, e facevamo l’autostop, direzione Firenze, o Mantova, o Modena. Per una mostra, o un giro naso all’aria in un’altra città. E per il senso dell'avventura, soprattutto.
Ho saputo che Angela se n’è andata. Molto, troppo in fretta, poco più di un anno fa. Ho pensato a quelle notti passate sui libri, alle confidenze che ci facevamo, a quando ci commuovevamo leggendo Dante, alle corse notturne in stazione per comprare le sigarette. Troppe, troppe sigarette. Ho pensato ai nostri trenta sui libretti. E ai sorrisi. E all’amicizia.

Sono passati quarant’anni. Ma a volte non mi sembra.  A volte mi sembra ieri, mi sembra ora. Mi sembra domani. Vorrei oscurare gli specchi, vorrei poterci credere. Vorrei sentire Vito che dice: è uscito il nuovo dei Beatles: Sergeant Pepper. Doriano lo ha già comprato. Lo sentiremo domani, giù, alla cantina.


http://www.youtube.com/watch?v=p8uYtm4r3Tc

postato da: Soriana alle ore 01:56 | link | commenti (12)
categorie: canzoni frammenti di me
mercoledì, 23 maggio 2007

Potrebbe succedere di nuovo?

www.youtube.com/watch?v=Wrg8bLaDs04

Mi sembra di conoscerla da sempre. E sempre mi angoscia. E, purtroppo, mi fa anche pensare che forse nulla è cambiato.
postato da: Soriana alle ore 23:42 | link | commenti (3)
categorie: canzoni frammenti di me
martedì, 13 marzo 2007

Quando tutto, forse, era ancora possibile

A volte non è importante che la canzone sia bella, che il testo sia significativo. Basta che la musica si intersechi con un attimo particolare, o forse è il contrario, non so bene.

Un mezzogiorno di gennaio, era il 1991, credo. Luce, tanta luce. E caldo. Già, sono alle Maldive, mica è l'Italia, questa. Sto avviandomi verso il boungalow, dove mio marito mi aspetta per andare a pranzo. Nel boungalow vicino i nostri amici stanno disfando le valige: ci hanno fatto una sorpresa arrivando questa mattina, senza avvertirci. E improvvisamente questa canzone che esce dagli altoparlanti del moletto.Non è che mi piaccia particolarmente. Eppure sento il cuore che mi sta per esplodere dalla felicità. Per qualche minuto tutto è perfetto, gioioso, esaltante.

L'ultima volta, credo, che sono stata totalmente, assolutamente, assurdamente felice.

Gipsy Kings > Este Mundo (1991) > Baila Me

Cuando ski maria dolores
Cuando ski quei mal d'amore
Cuando ski quei mal a su vera
Cuando ski me va al dottore

Baila baila baila baila
Baila baila baila me
Este rumba a ta gitana
Que yo siempre cantare
Pero yo siempre cantare
Pero yo siempre cantare
Este rumba a ta gitana
Que yo siempre cantare

Cuando ski maria dolores
Cuando ski quei mal d'amore
Cuando ski quei mal a su vera
Cuando ski me va al dottore

Baila baila baila baila
Baila baila baila me
Esta rumba a ta gitana
Que yo siempre cantare
Pero yo siempre cantare
Pero yo siempre cantare
Este rumba a ta gitana
Que yo siempre cantare

Que solo vivo enamora te
Que solo vivo enamora te
Me enamore de esta gitana
Que ya se ponga a bailando

Baila baila baila baila
Baila baila baila me
Este rumba a ta gitana
Que yo siempre cantare
Pero yo siempre cantare
Pero yo siempre cantare
Este rumba a ta gitana
Que yo siempre cantare
postato da: Soriana alle ore 00:29 | link | commenti (6)
categorie: canzoni frammenti di me
mercoledì, 07 marzo 2007

1' frammento

Ho riascoltato nei giorni scorsi molte canzoni di Mia Martini. E ho scoperto che su molte viaggiano frammenti di me. Ne metterò diverse, di parole di Mimì, anche in futuro. Insieme ad altre, naturalmente. Mi piacerebbe poter mettere anche la musica, a far volare il testo, ma non sono capace, veramente non so neppure se si può fare ( Antonio -ma dove sei finito?- o Annalisa lo sanno certamente meglio di me).

Questo frammento sa di giornate nebbiose, di autostrade, di un piccoo groppo in gola. E d'altro ancora. Ma non tutto si può dire.
Sarebbe bello, per me, che anche qualcuno di voi lasciasse qui una canzone su cui viaggino i personali frammenti.

Artiste: Mia Martini
Chanson: Amanti

Tu un amico, ma cosa dico, in
fondo sei qualcosa in più.
Ti trovo bene, restiamo
un po' insieme,
dimmi che vuoi saper di me.
Io tiro avanti, ma in questi anni
chissà che strada hai fatto tu.
Certo di sbagli ne ho fatti tanti, ma
il più importante sei stato tu.
Come ho potuto abbandonare il tuo
braccio? Come hai potuto fare a
meno di me? Sai che l’amore non è
come un viaggio,
o parti oggi o domani non c’è.
Tu un amico, scusa se rido.
Non sei cambiato niente sai.
Con chi gli hai spesi tutti quei
mesi, se non vivendo accanto a me.
A te piaceva quel vestito di seta
che è già passato di moda ormai.
Ma nei tuoi occhi c’è la luce di
allora. Non continuare a guardarmi
così. Tu l’hai capito, non sono più
sola, ma Dio che voglia
di dirti di sì.
E’ una pazzia la nostalgia, ma il
giorno muore e io resto qui: nella
tua stanza, come una volta. Se mi
hanno vista che male c’è. Alle
finestre già s’appendon le stelle,
tra le mie braccia riposi tu.
Nella mia vita ho avuto troppi
rimpianti, troppe occasioni a cui
dire di no.
So che domani non saremo più
amanti: per una volta sbagliare si
può
postato da: Soriana alle ore 00:01 | link | commenti (6)
categorie: canzoni frammenti di me