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Finalmente mi sono ritagliata un po' di tempo da dedicare alla navigazione. Sono andata a trovare diversi blogger fra i miei preferiti e ho notato che molti sono fermi da mesi. Chissà perchè? Forse effetto facebook?
Comunque da oggi riprendo con le mie segnalazioni. Anche se mi chiedo se poi qualcuno cliccherà davvero sui link che vado a elencare. Non so, ho l'impressione che i blog non dico che siano in agonia, questo no, ma che non stiano tanto bene. Io continuerò sempre a preferirli a fb, ma si sa, sono vecchietta, io.
Beh, buona navigazione, comunque.
I Resistenti
A Rivista anarchica
On line il numero di ottobre.
Comodoro
Il sindaco del Rione Infamità
Georgiamada
Un prete coraggioso
Cristiana Alicata
Ciao, ciao Rutelli
Beppe Iannozzi
E di Rutelli (e Bersani) se ne parla pure qui.
Cari amici Poeti
Renzo Montagnoli
Il tempo
Francesco Melis
E pur devo andare
Giorgio Medda
La luce smorta della sera
Cristina Bove
Ridotto
Glo' D'Alessandro
Bad girl in Rewind
Gaetano Gulisano
L'armadio
Pasquale Esposito (Evento Unico)
La notte viene
Barbaro e Carver
da Margaret Collina
Scrittori, scritture
Il quaderno di Saramago
ascoltate l’intervista,trasmessa da Fahrenheit qualche giorno fa: il grande scrittore parla anche del nostro Paese.
Flavio Casella (Cosimo Piovasco)
Jack Kerouac
Mirella Giordani
Fuori Porta San Vitale
Annamaria Tanzella
Linguaggio
Remo Bassini
La (sua) scrivania
Claudio Arzani
C’è ancora la città eterna, nel post di Claudio Arzani.
Cento ottimi motivi per smettere di scrivere (parte prima)
Cento ottimi motivi per smettere di scrivere (parte seconda)
Prima edizione concorso letterario poesia e narrativa
Trovate tutto in Sulromanzo (alias Radames, alias Morgan)
Enrico Gregori
Caspita, quanti bravi autori, in questa antologia fresca di stampa! Andate a vedere da Enrico Gregori e saprete il loro nomi.
Paolo Nori
Un laboratorio di scrittura emigra in montagna (6/7/8 novembre)
Malicuvata casa lettrice:
La nuova stagione letteraria allo Zammù
Miscellanea
Currenticalamo
Lontananza
Mente critica
Ma che ne sappiamo della influenza A?
La (nostra) prof
La scuola: giorno per giorno
Le ienette Laura e Lory hanno avuto...pan per focaccia: perché pure Cristina e io ci siamo travestite da ienette e le abbiamo... azzannate. Con dolore, però, chè siamo tanto buone, Cri e io.
Leggete qui
E ancora da Laura e Lory, quasi un gioco:
La vita in una parola
Renzo fantastico
(ma mica tanto...)
Su invito della cara amica e brava scrittrice Cinzia Pierangelini, ho firmato questa petizione (ho messo anche il banner, come potete vedere aprendo il mio blog). Io questo ponte, non lo voglio proprio!
Sospendiamo il ponte sullo stretto
E qui:
alcune motivazioni
Prima di presentare gli argomenti del giorno di questo post, due, come dire, comunicazioni di servizio:
Domani 7 ottobre e pure giovedì 8, leggerò, nel gazebo di Ad Alta Voce e
Ausilio per la cultura
posto in Piazza Re Enzo a Bologna, un brano di Antonio Amurri, tratto dal suo libro Come ammazzare il marito senza tanti perchè
Insieme a me leggeranno brani diversi altri compagne e compagni del corso di lettura ad alta voce di testi comici che ho frequentato qualche mese fa sotto la guida della bravissima lettrice, attrice, doppiatrice (e anche autrice di bei racconti…) Margaret Collina .
Se amici bolognesi vorranno esserci sarà per me un piacere salutarli. Le letture si svolgeranno dalle 16 alle 17,30.
L’altra comunicazione riguarda un bell’evento che si terrà a Rimini venerdì 9 ottobre, ed è questo:
L'ISUR, istituto di scienze dell'uomo di Rimini organizza venerdì 9 ottobre ore 16,30 al Museo della città un incontro in cui verrà presentato il libro sull'autobiografia :
Soggetti di Storie. Donne, uomini e scrittura di sè.
Saranno presenti le autrici Barbara Mapelli e Laura Menin. Verrà presntato un video di Federica Soglia girato durante un laboratorio di scrittura autobiografico interculturale , e durante una serata di letture dei testi prodotti. Durante l'incontro sono previsti interventi e letture sull'esperienza di scrittura delle partecipanti.
Io ci sarò, come spettatrice. Spero che il pubblico sia numeroso, perché l’argomento è molto interessante, e l’intercuculturalità sta diventando un aspetto imprescindibile del vivere civile.
Detto questo, passo a parlare di…
State pensando che voglia affrontare l’argomento del grande (basso) corruttore? Ma no, tralascio. Del corruttore con lodo, ma senza lode alcuna, non dico nulla. Mi limito a riportare il titolo in prima pagina de Il fatto quotidiano: Ma lui resta premier e Previti avvocato.
Della cronaca che oggi riportano i media mi piace segnalare due notizie.
1) In Africa la Chiesa apre al preservativo. Pur con qualche cautela, con qualche precisazione di troppo, sembra che il Sinodo per l’Africa sia stato sfiorato da una ventata di buon senso: il cardinale ghanese Peter Turkson ha dichiarato che il preservativo può essere consigliato, anche se, aggiunge in maniera categorica, deve essere unicamente utilizzato da una coppia regolarmente sposata in cui uno dei coniugi sia siero-positivo. Va beh, mica possiamo pretendere che la Chiesa si metta a distribuire condom in lungo e in largo
... D’altra parte, in contrapposizione a quanto aveva dichiarato il papa nella primavera scorsa durante il suo viaggio in Africa ( l’uso del preservativo, aveva detto, peggiora la situazione) nel continente flagellato dall’Aids molti religiosi che operano presso presidi sanitari insegnano alla popolazione come usare il condom. E meno male!
Voglio fare una considerazione, a proposito di questa malattia. Ho l’impressione che ultimamente non se ne parli molto, qui in Italia. Che, quando se ne parla, come oggi, appaia come un problema lontano, che tutto sommato non ci riguardi. Mi chiedo se i giovanissimi, gli adolescenti, abbiano le informazioni adeguate. Non so, forse dipende da una mia distrazione, ma mi sembra che sia proprio così: sembra anche a voi?
2) Barak Obama mi ha deluso: io non sono certo in grado di giudicare
la politica estera; però la scelta del Presidente degli Stati Uniti di non incontrare il Dalai Lama durante la visita che il capo supremo dei Buddisti farà a Washington mi ha profondamente delusa. Ragioni di Stato, certamente. Obama non vuole mettersi in contrasto con il governo di Pechino, non vuole compromettere l’esito della sua visita in Cina programmata per il prossimo novembre, durante la quale dovrà mettere sul tavolo dei Cinesi diverse richieste.
Però… Insomma, l’ho detto: io di politica estera non me ne intendo… ma che delusione!
Ricordo ancora l’indignazione che provai quando il Dalai Lama, nel novembre del 2007, visitò l’Italia e il presidente del Consiglio (era Romano Prodi, all’epoca) decise di non ricevere il premio Nobel per la Pace per ragioni di Stato. E la stessa indignazione mi coglie ora. Cosa ne pensate?
Concludo con l’omaggio a Mercedes Sosa,
la "cantora popular" simbolo della lotta contro la dittatura e per i diritti civili in Argentina, che, come immagino tutti sappiate, è morta ieri all’età di 74 anni.
Mi fa piacere pensare che mio figlio l’ha sentita cantare al Colon di Buenos Aires nel novembre 2006, nell’ultima serata prima che il teatro chiudesse per restauro. Di quel concerto Alex mi parlò in toni entusiastici.
Ecco allora, di Violetta Parra, ma dalla voce di Mercedes Sosa:
Gracias a la vida
E credo che se Mercedes ringrazia la vita, un grazie a lei lo debba dire il suo popolo, e tutti coloro che vedono la libertà come bene supremo.
Leggo sull'edizione bolognese di Repubblica del 31 agosto, la notizia dell'aggressione a un ragazzo, al Parco Nord, da parte di quattro giovani, perché lui si era presentato alla Festa dell'Unità indossando una maglietta con il logo di una radio di destra. Il ragazzo è stato aggredito al termine di un concerto durante il quale aveva indossato la maglietta al rovescio, raddrizzandola poi all'uscita.
Il responsabile organizzativo della manifestazione Lele Rovere, pur condannando l'episodio, ha fatto una precisazione che io non condivido affatto; ha aggiunto, infatti, che condanna anche chi va alla Festa dell'Unità con una maglietta come quella.
Non sono per niente d'accordo, anche perchè, andando a cercare il logo di Radio Bandiera nera ho constatato che non contiene slogan offensivi o razzisti. Pur essendo lontana anni luce da ogni pensiero e ideologia sostenuti dalla destra, credo che la violenza sia sempre e comunque da condannare, e non si possa aggredire qualcuno per l'abito che indossa. La pensate così anche voi?
Volete leggere la mia ultima poesia? Il titolo è Si dice che i vecchi siano saggi e la trovate nell'ultimo numero di Arteinsieme.
Questa cosa qui non mi era mai capitata!!!
Non so se anche a voi accade che, mentre siete in giro per la città, vi scappi la pipì. A me è successo l'altro giorno, e l'unico locale nei paraggi che poteva... soddisfare la mia necessità era il McDonald di Via Indipendenza angolo Rizzoli,
locale che per motivi ecologici, per avversione alla globalizzazione sfrenata ecc, non frequento mai. L'unica cosa che potevo prendere era una bottiglietta d'acqua (mi sento sempre di acquistare qualcosa, quando usufruisco della toilette di un esercizio pubblico, anche se molti mi dicono che l'accesso alle toilette dovrebbe prescindere dalla consumazione), e così ho fatto. A parte il prezzo (1 euro e 20, per la mera bottiglietta senza alcun servizio, mentre ovunque costa al massimo un euro), quando ho chiesto della toilette il barista mi ha fatto notare che sullo scontrino c'era un codice apposito per accedere ai bagni. Avrei dovuto digitare quel codice su un'apposita pulsantiera installata sulla porta del bagno....
Ecco, questa cosa qui non mi era mai capitata in nessun locale pubblico del mondo....
Ma torniamo alle notizie letterarie:
Di questo libro ne aveva parlato a Bologna Francesco Giubilei la scorsa primavera, prima che fosse pubblicato.
Ora che è uscito ne ha fatto la recensione (come sempre attenta e interessante) Renzo Montagnoli.
Il libro è Ginnastica d'epoca fredda, l'autore è Sergio Sozi, scrittore e persona veramente notevole.
Potete leggere
QUI
sia la recensione, sia l'intervista all'autore e anche i vivaci commenti che il post ha suscitato.
Beh, ve lo confesso: sono di nuovo in partenza...
Allora domattina (stamattina, per voi che mi state leggendo ora) partirò per Seneghe per assistere a Cabudanne de sos poetas, di cui tanto mi ha parlato la super mamma di Flavio Soriga.
Se volete dare un'occhiata al programma
Eccolo!
Non vedo l'ora di essere fra persone e scrittori cui sono legata per affetto, stima, simpatia: Flavio, naturalmente e la sua mamma, Paolo Nori, Paolo Fresu, Ascanio Celestini, Lella Costa, tanto per citarne alcuni.
E a proposito di Lella Costa di Seneghe lei ne parla qui:
Lella Costa racconta il miracolo di Seneghe
Poi, siccome non mi posso, non mi voglio far mancare nulla, ritornerò a Bologna l'8 settembre e.... ripartirò il 9 per Mantova: che pensavate? Che rinunciassi al Festival Letteratura? Non sia mai detto...
Ecco qui il programma del Festival:
Programma Festival
Chissà se incontrerò qualcuno di voi?
Certo che solo di una cosa sono dispiaciuta: di non possedere il dono dell'ubiquità, perchè il 9, a Roma, c'è un'altra cosa alla quale avrei voluto partecipare:
Laura, Lory, Enrico
Margaret Collina, che non solo è una bravissima attrice, lettrice e insegnante di lettura ad alta voce, ma si dimostra anche molto attenta e sensibile all'analisi di un'attualità i cui contenuti scendono sempre più in bassso ha scritto
Una lettera aperta a Umberto Bossi
E a proposito di lettura ad alta voce da lunedì scorso (mi pare), terminata finalmente l'interminabile lettura di Vent'anni dopo di Dumas da parte del per me insopportabile Paolo Bonacelli, su Radio3 è iniziata la lettura fatta da Iaia Forte di:
L'isola di Arturo di Elsa Morante
Da quattro che erano è rimasta solo lei, la Cia. Che non è quella Cia là, ma è la Lucia Mannucci, la voce femminile del mitico (davvero mitico) Quartetto Cetra.
Ciao, Virgilio
Io voglio ricordarli così:
Un bacio a mezzanotte
per un po' di giorni (q.b. per riposarmi un pochettino...)
Ciaoooooo!!!
Fate, però, quest'ultimo ballo con me:
Orchestra Bailam
Vi ricordate del concorso Highlander, promosso da Laura Costantini e Loredana Falcone?
Ora tutti i racconti che hanno partecipato sono racchiusi un un e-book scaricabile gratuitamente!
Merito di Matteo Gambaro (http://lagunaweb.splinder.com/) che se ne è preso cura. E grazie anche, naturalmente, a Laura. Scaricatelo scaricatelo scaricatelo. E leggetelo! Fra gli altri c’è anche il mio, di racconto. Il link per avere, senza spendere un cent, questo bella raccolta, è questo:
http://www.lulu.com/content/e-book/highlander/7332761
E QUI un mio racconto breve, nuovo nuovo:
La ballerina
Intorno a Maurizio de Giovanni
1)La recensione del suo ultimo romanzo
una recensione che definirei emozionante su Il posto di ognuno. L’estate del commissario Ricciardi, scritta da Renzo Montagnoli.
E agli amici romani ricordo che oggi, 2 luglio, Maurizio de Giovanni presenterà il suo romanzo alle 18:00, alla libreria BIBLI di Roma, via dei Fienaroli 28
2)Un suo racconto
3)Una sua... candid intervista
Ecco poi altre visite che vi consiglio:
Un ordinato groviglio di Piera Maria Chessa: ecco una recensione di questo bella raccolta di poesie dell’autrice sarda.
La confessione, un racconto di Enzo Maria Lombardo
Non posso fare a meno di consigliare la lettura di questo testo scritto da un autore eccellente.
Per i pochi che ancora non lo hanno letto (il post ha avuto un numero altissimo di visite e commenti) segnalo un editoriale di Sergio Sozi:
Succubi dello schermo maligno
In
Sul romanzo
un’intervista fatta da Radames a Laura e Lory. Ma c’è tanto altro nel blog di Radames: un’occasione continua di stimolo per scrittori e lettori. Ricordatevi di visitarlo ogni giorno: non vi deluderà mai.
Un atto generoso di uno scrittore viareggino di nascita. Potete leggerne
QUI
Io ho aderito all’iniziativa. Spero lo facciate anche voi.
Un'altra candid intervista:
A Salvo Zappulla, detto Zap.
E' uscito il nuovo numero di Arteinsieme. Fra le altre cose potete leggere:
Badanti
che è una mia poesia
e poi, di Renzo Montagnoli, la poesia:
La voce dentro
e anche il racconto
Il prezzo del silenzio
e ancora:
Un uomo d'altri tempi
Racconto-monologo di Maurizio de Giovanni
LadyPazz ospita invece un racconto di Remo Bassini:
Ronda fascista
Per chi poi oggi pomeriggio si trovasse accanto a un apparecchio radio o a un pc si sintonizzi su Radio3, perchè Paolo Nori avvisa che:
Sabato 13 giugno,
a radiotre,
tra le 15 e 25 e le 15 e 50 circa,
dentro una trasmissione che si chiama
Piazza Verdi,
in diretta da Milano
leggiamo e suoniamo con Antonio Zambrini
da Sputare negli stivali (dai Pubblici discorsi)
E adesso un mini racconto, che poi sarebbe il compito che Il Maestro Paolo Nori di cui sopra (la cui scuola di scrittura e lettura frequento da un po’ di tempo) ci ha affibbiato per lunedì prossimo. Il compito così, più o meno, citava: fate parlare (o descrivete) un personaggio con una (o più) ossessioni, una (o più) paranoie. Una cartella.
E allora io ho scritto così, sperimentando un poco:
Tutto adesso è pulito
Ah, dite bene voi, mi dite mostro, è così che mi chiamate. Ma non sapete niente. Avete le orecchie chiuse, voi. Voi non ascoltate la VERITA’. Io sì, a me la VERITA’ mi parla con le voci della PULIZIA e io le capisco queste voci che voi non sentite, io che non ho studiato e che più in là del mio paese ci sono andato solo quella volta. E adesso mi chiamate mostro perché ho fatto quello che ho fatto, ma io dovevo farlo, perché sono le voci della PULIZIA che me l’hanno detto.
Che quando ero piccolo erano voci che bisbigliavano e quando andavo nei campi e si sentiva il vento facevo fatica, facevo fatica a sentirle. Allora mi mettevo giù, in mezzo al frumento e chiudevo gli occhi, chiudevo, e le voci mi dicevano le cose da fare. Mi dicevano che per restare pulito non dovevo più baciare mia mamma, e neanche in braccio, le dovevo andare. Perché mia mamma non era pulita, che io l’avevo vista, senza le mutande e con quell’uomo sopra. Che faceva un rumore, lei, come delle volte le bestie. Che io ero entrato nella stanza perché mi ero tagliato per sbaglio con un coltellino, ma lei continuava a fare quel rumore e non mi ha visto e il sangue mi ha sporcato la maglietta, che era bianca, ricordo. E’ stato da quella volta che sono arrivate le voci.
Prima le voci mi venivano dalla sinistra, e poi hanno cominciato a venire anche dalla destra, ma non insieme. E quando sono andato a scuola delle volte dormivo con la testa sul banco, perché così non vedevo la maestra, che così voleva la voce di destra. La maestra era una donna sfacciata, con la faccia dipinta e le maglie strette, la maestra era sporca e se la guardavo sporcava anche me, diceva la voce di destra. Dopo ho smesso di andarci, a scuola. E le voci parlavano sempre più forte e mi dicevano delle cose. Come di strozzare la gatta, quella volta, dopo che il gatto le era stato sopra, e lei era diventata sporca. Non mi piacciono le cose sporche, io mi lavo sempre, come mi dicevano le voci; le mani, le mani anche cento volte in un giorno, credo, me le lavo. Anche adesso.
Poi dopo è venuta una ragazza ad abitare vicino a casa nostra. E’stato dopo l’incidente di mia mamma, sì, dopo che mia mamma è morta bruciata dal cherosene. Questa ragazza era così pulita e lustra che sembrava come se fosse stesa sui fili del bucato quando c’è il sole, con il vento che pulisce tutto. E aveva anche l’odore del bucato. Così questa ragazza ha cominciato a parlare con me
e aveva una voce che sembrava una canzone di chiesa. Nessuno mi aveva parlato così, prima, e dire che avevo già sedici anni. Allora per un po’ le voci hanno smesso di dirmi, perché non c’era più niente da pulire. Lei delle volte mi faceva una carezza sulla testa, e io non mi tiravo indietro come avevo fatto con mia mamma e con la maestra. Delle altre volte mi faceva da mangiare e mangiavamo insieme, quando io tornavo dai campi. L’Anna, che Anna si chiamava, ha cominciato a volermi bene, come una sorella, diceva, sei il mio fratellino, diceva. E anch’io, uguale.
Ma poi ha cominciato a cambiare. Alla domenica non stava più a casa, prendeva la macchina e se ne andava, e non veniva neanche a salutarmi. E quando tornava mi sembrava un po’ meno pulita, con un odore che non era il suo, mi pareva.
E mi parlava meno, era come se non ci fosse, delle volte, anche quando c’era. Allora sono tornate le mie voci, che ne avevo anche voglia, che tornassero, dopo che lei non mi parlava più. E le voci di sinistra mi hanno detto di prendere la corriera, la domenica, e andare in città, che è piccola, la città, e forse l’avrei vista, all’Anna.
E infatti l’ho vista, che era lì, nella piazza, e c’era uno che se la stringeva e lei rideva come non l’avevo mai sentita, con me, ridere così.
Allora le voci hanno cominciato a gridare tutte insieme, e quelle di sinistra e quelle di destra, e mi dicevano che non dovevo farla sporcare, all’Anna, che lei doveva rimanere pulita e che solo io potevo farla rimanere pulita.
Così ho preso la corriera e sono tornato a casa e l’ho aspettata dietro la siepe.
E adesso dite mostro, a me. Perché voi non capite che è il mio coltello che l’ha salvata. Piantavo piantavo piantavo la lama e il sangue la ripuliva tutta. Come il cherosene aveva ripulito mia mamma.
Le voci non mi dicono più niente, adesso, perché tutto è pulito e in ordine. E la sola cosa che mi fa dispiacere è che voi mi chiamate mostro.
Il Bolero di Ravel, ogni volta che lo ascolto, mi dà un senso di angoscia, mi sembra la rappresentazione in musica di un'ossessione. E mi sembra adatto, quindi, come chiusura a questo raccontino. E pure le immagini del video, mi sembrano adatte.
Ravel: Bolero (Andre Rieu)