Essendo arrivata solo a pagina 77 (sulle 319 che compongono il romanzo) è senza dubbio troppo presto perché io possa dare un giudizio su L'eleganza del riccio
il romanzo della scrittrice francese, nonché docente di filosofia, Muriel Barbery.
E’ il libro che il mio gruppo di lettura e io stiamo leggendo in questo periodo. Ho... l’onore (o forse la colpa) di essere stata proprio io a sceglierlo come libro del mese. Questo perché ne ho sentito parlare tantissimo, ma, soprattutto, per aver letto o ascoltato critiche talmente opposte fra di loro da farmi pensare a volte che si riferissero a due libri completamente diversi.
E se ne volete un esempio fate click Qui
Ero quindi molto curiosa di leggere questo romanzo e di discuterne poi con il gruppo. Ma ora non so se il mio consiglio di lettura è stato un buon o cattivo consiglio.
Non farò nessun accenno alla trama, che potete leggere, se già non la conoscete, nei siti che ho linkato.
Voglio solo esprimere perplessità su Paloma, una delle due voci narranti del romanzo. Paloma è una dodicenne (quasi tredicenne, in verità) che scrive una sorta di diario, utilizzando un linguaggio che, a mio avviso, è assolutamente improbabile in una ragazzina di quell’età. E’ vero che lei li chiama “pensieri profondi” (e mi astengo di dare un giudizio sulla loro profondità), ma sentite come scrive:
(Da “pensiero profondo n.3” -pag.48-):
<<Quelli più forti
fra tutti gli uomini
non fanno nulla
parlano solamente
parlano di continuo
E’ un mio pensiero profondo che è nato da un altro pensiero profondo.L’ha espresso un invitato di papà, ieri sera a cena. “Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna agli insegnanti, e chi non sa insegnare agli insegnanti fa politica”
………
Io però credo che questa frase sia davvero un pensiero profondo, proprio perché non è vera, o perlomeno non del tutto. Il suo significato non è quello che appare a prima vista. Se nella scala sociale si salisse in funzione della propria incompetenza, vi garantisco che il mondo non girerebbe come gira oggi. Ma il problema non sta qui. Il significato di questa frase non è che gli incompetenti hanno un posto in prima fila, ma che non c’è niente di più duro e ingiusto della realtà umana: gli uomini vivono in un mondo dove sono le parole e non le azioni ad avere il potere, dove la massima competenza è il controllo del linguaggio. E’ una cosa terribile, perché in definitiva siamo soltanto dei primati programmati per mangiare, dormire, riprodurci, conquistare e rendere sicuro il nostro territorio, e quelli più tagliati per queste cose , i più animaleschi fra noi, si fanno sempre fregare dagli altri, cioè da quelli che parlano bene ma che non saprebbero difendere il proprio giardino, portare a casa un coniglio per cena o procreare come si deve. Gli uomini vivono in un mondo in cui sono i deboli a dominare. E’ un terribile oltraggio alla nostra natura animale, una specie di perversione, di contraddizione profonda>>
Dico, io, ma chi ha mai sentito parlare così una…cinnazza (espressione bolognese fra l’affettuoso e l’ironico per dire bambinetta) di dodici anni?
Oddio, è vero che negli ultimi anni non ho frequentato fanciullini dodicenni, ma ho forti dubbi che si esprimano in tal modo…
O sì? Sta di fatto che quando tocca a Paloma far sentire la sua voce a me viene una sorta di prurito, un fastidio di pelle e occhi, e non vedo l’ora di riascoltare l'altra voce narrante, quella di Renée, la portinaia…double face.
Paloma mi irrita, mi annoia, la trovo del tutto improbabile, sento che mi sta ingannando.
Allora mi piacerebbe chiedere se qualcuno di voi ha letto L'eleganza del riccio e che cosa pensa, non tanto del libro, ma di questa cosa qui, del linguaggio di Paloma, dico.
Perché non credo che l’autrice non sappia che non è così che parla una bambina, non credo che nessun editor non le abbia fatto notare che Paloma non è una docente di filosofia, sociologia e affini…E allora mi viene il dubbio che quel linguaggio sia una sorta di metafora, o che la povera Paloma sia posseduta in maniera incoercibile dalla voce dell’autrice (avete presente L’esorcista?), o che alla fine del libro si scopra che in realtà la piccola Paloma ha cinquantatre anni e tre mesi e che si è presa gioco del lettore fin dall’inizio, o che…
Non lo so, proprio non lo so. Forse c'è davvero qualcosa che non sto capendo.
C'è qualcuno che mi può illuminare?
E ancora vorrei sapere: ma in un romanzo, in un racconto, un personaggio deve utilizzare un linguaggio che rappresenti la sua età anagrafica, il suo ceto sociale e culturale, oppure no? Io un 'idea in proposito ce l'ho...ma magari mi sbaglio...
Se volete ascoltare le prime pagine del libro accomodatevi Qui
Se poi volete ascoltare un po’ di musica ecco un autore amato dalla portinaia Renée (ma anche da me) : Mahler Sinfonia n.5 Adagietto
In questa ultima domenica di agosto inauguro una nuova categoria "A little help from my friends" . Così, ogni tanto, lì, vi potrò chiedere consigli: su libri, film, su come salvare una pianta che sta morendo… E consigli di viaggio, anche.
Ecco, è proprio per un consiglio di viaggio che oggi vi scrivo.
Nella seconda metà di settembre mi voglio regalare una settimana al mare, una settimana di pieno relax. L’amica con cui partirò e io siamo indecise fra Lampedusa, Ustica o Pantelleria. Nelle prime due isole sono già andata tanti anni fa, ma molto di corsa, per cui non ne so poi molto. Solo il ricordo di un mare bellissimo, ma per quanto riguarda alberghi, prezzi ecc. buio totale. Di Pantelleria, invece, non conosco nulla.
Potete illuminarmi, consigliarmi, spronarmi nella scelta?
Tenendo conto di:
1) prezzi (i più…leggeri possibile)
2) clima (amo il caldo, e tenete conto, quindi, del periodo).
Tutto qui. Sono graditi anche altri consigli, anche altre mete. Escluderei le Eolie, anche se sono le isole che amo maggiormente. Ma ci sono stata un’infinità di volte e desidererei conoscere altro.
Un anticipato grazie e buona domenica a tutti.
E dato che il viaggio è il tema del post di oggi, non poteva mancare
e già che ci sono ci metto anche qualcosa che scrissi in India, tre o quattro anni fa.
Zoom indiano
Tutta d’avorio ed ebano
prepotente, indiscreta
nella sua fiera bellezza,
per le vie di Benares
va la donna.
L’anfora piove gocce
lievi del sacro fiume
sul suo fianco proteso.
Quasi sdegnando polvere
e miserie e fame
e morte sfida la donna
la convenzionale banalità
della sua vita.