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domenica, 27 aprile 2008

Le mie letture di marzo

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P1060466 ( mi piacerebbe molto conoscere anche le vostre letture....Me le raccontate?)



   BETanc--140x180           Lettera dall'inferno a mia madre e ai miei figli   Edizioni Garzanti BETanc--140x180



Mamita, per me è un momento molto duro. All’improvviso, vogliono delle prove della mia esistenza e così ti scrivo, la mia anima sospesa su questo foglio. Fisicamente, sto male. Non mangio più, mi manca l’appetito, perdo molti capelli. Non ho voglia di niente. Credo che l’unica cosa positiva sia questa: non aver voglia di niente: Perché qui, in questa giungla, l’unica risposta è “No”. Allora è meglio non desiderare nulla, per restare almeno liberi dai desideri.

     A.M. Holmes : La figlia dell'altra     Edizioni Feltrinelli 

homes  homes


Mi ricordo come insistevano che andassi a sedermi in soggiorno, e come quella stanza buia mi sembrò improvvisamente minacciosa, come rimasi sulla porta della cucina con una ciambella alla marmellata in mano, anche se non mangio mai ciambelle alla marmellata.
Mi ricordo la sensazione di non sapere, di aver pensato subito che fosse qualcosa di bruttissimo. Una morte, immaginavo, era morto qualcuno.
Poi me lo dissero.



    P1010614Mario Rigoni Stern : Stagioni     Edizioni  Einaudi



In quelle sere lasciavo aperta la finestra della camera sotto il tetto del P1010614 20-21-09portico, entrava l’odore aspro del fieno che fermentava nei fienili e appariva la luna, grande, sul tetto della stalla, da dove sentivo venire il battito degli zoccoli dei cavalli. I pipistrelli entravano e uscivano dalla luce lunare. Era bello guardare il cielo, sentire il profumo dell’estate e pensare a quella bambina con la quale avevi giocato nel prato, saltando i mucchi di fieno allineati nel tramonto del sole che allungava le ombre.
(in realtà Stagioni è per me una rilettura)



  Maurizio de Giovanni: Il senso del dolore    Edizioni Fandango 

Il_Senso_del_Dolore
Il_Senso_del_Dolore

La chiesa di Santa Maria degli Angeli era gelida. Lungo la navata e all’interno della cupola, dalla quale filtrava la luce di un sole che non riscaldava, si sentiva sibilare il vento, senza sosta. Sulla panche davanti all’altare alcune vecchie recitavano una nenia senza fine, con parole storpiate di una lingua dimenticata, implorando la clemenza di Dio e dei santi.





  
    Phipip Roth: Everyman      Edizioni Einaudi
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roth
Correva a casa a piedi nudi, bagnato e incrostato di sale, ricordando la forza di quel mare immenso che gli ribolliva nelle orecchie e leccandosi un braccio per sentire il sapore della pelle rinfrescata dall’oceano e cotta dal sole. Insieme all'estasi di un'intera giornata trascorsa facendosi sbattacchiare dall'oceano fino a rincretinersi, quel sapore e quell'odore lo inebriavano talmente da spingerlo quasi al punto di affondare i denti nel braccio per strapparne un boccone di se stesso e sentire il sapore della propria carnale esistenza.



      A.A.V.V.: Tutta colpa di Dio    Edizioni Ad est dell'equatore
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tutta-colpa-di-dio-DEF(Dal racconto di Maurizio de Giovanni “Qualcosa in quello sguardo”)

Non sono ricco di famiglia. Mio padre aveva un negozietto, di quelli di una volta in cui si vendeva di tutto, un emporio, come si chiamava allora. Mia madre dava una mano la mattina, e la sera teneva la casa in piedi. e spesso, sempre più spesso, andava a servizio dai signori per arrotondare. Non l’ho mai vista dormire, sa, direttore.


  T.F. Brhan: La sposa   Edizioni Michele di Salvo (Mangrovie)
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Yossan era agitata. Saliva e scendeva le scale, ogni tanto si fermava rigida e fredda come la pietra che modellava il corpo delle scale. Quelle scale che avevano raccolto la timidezza, la leggerezza dei suoi passi, da quando si era sposata avevano misurato la loro esistenza con il passare dei suoi giorni, così come fa il tempo con il passaggio del sole e della luna.



    Fethiye Cetin: Heranus mia nonna    Edizioni Alet 
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Nel villaggio erano rimasti solo donne e bambini, e per molto tempo nessuno fu in grado di rientrare a casa, di riprendere il proprio lavoro, di dimenticare il terrore del rastrellamento e della deportazione degli uomini, colpiti con i calci dei fucili e brutalmente maltrattati.


   Maurizio de Giovanni: Juve-Napoli 1-3    Edizioni CentoAutori
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Mentre percorrevamo a bassa velocità vie senza curve e un Cugino di Campagna ci informava che un’imprecisata signorina andava a piedi nudi per la strada, assistevamo a uno spettacolo per noi consueto, che si consumava settimanalmente sui noti e cari spalti. Da fagotti di carta impregnati di ogni sorta di oli animali e vegetali, ma probabilmente anche minerali, emergevano ecosaedri di frittata di maccheroni, parallelepipedi di pane, salsicce e melanzane, cubi di lasagna e piramidi irregolari di polpettone…


 
Oggi mi piace questa musica:

Danza spagnola
postato da: Soriana alle ore 19:18 | link | commenti (10)
categorie: 2008 i miei amori aperti a caso
giovedì, 13 marzo 2008

Letture di febbraio

P1060279

Secondo mese dell’anno, secondo elenco delle mie letture appunto di questo mese, con piccoli brani presi a caso. Cliccando sul  titolo del libro potrete accedere a altre informazioni sullo stesso. Io, salvo per un’eccezione, non farò commenti. A uno, sicuramente, e forse a più di uno, dedicherò più avanti un post. Vi chiederei, però, di scrivere voi qualche commento su queste opere, se le avere lette, o, se volete, parlare qui delle vostre letture di febbraio.


Sabrina Campolongo:
Il cerchio imperfetto
Edizioni Creativa Gennaio 2008

Ricordo l’odore delle tovagliette perché spesso era lì, sopra quelle tovaglie che mi abbandonavo al sonno, con la testa fra le braccia, finché il padrone mi scuoteva,  senza grazia mi pare, e mi diceva –a me, lo diceva a me, non a lei- che era ora di andarcene. Ci mettevo qualche secondo a ricordarmi dov’ero, e subito subentrava la paura di essere rimasta sola, che lei mi avesse dimenticata lì. Invece mia madre era ancora seduta davanti a me, svuotava l’ultimo bicchiere e si alzava a fatica, usciva dondolando sui tacchi e per strada doveva camminare appoggiandosi ai muri. Ai muri perché io ero troppo piccola, e perché ero ancora intontita, troppo gonfia di sonno per offrire un supporto.




Roberto Tossani
I Sassi vanno matti per le Sasse (piccolo romanzo da comodino)
Zandegù editore -2006

All’improvviso scopro come il cuore possa riscaldare un  corpo, come possa essere inebriante e stucchevole la sensazione di sentirsi vivo, come il mondo sotto la neve sia bellissimo oggi, qui. E nella successiva implosione del cervello, stomaco e polmoni scopro l’amore o me lo invento, a essere sincero non capisco bene, ma non importa molto: so che Domenica Delle Palme è la persona più consueta che io abbia mai conosciuto, è assolutamente normale, totalmente unica nella sua completa assenza di unicità. E senza alcun senso, senza un significato e una direzione, io inizio a perdere la testa per lei.
Finalmente.


Valeria Parrella
Lo spazio bianco
Giulio Einaudi Editore- 2008

Crescere figlia di operaio negli anni Settanta, e poi proprio per questo studiare, intestardirsi sui libri, diventare la generazione dello scarto intellettuale, erano cose che davano una certa arroganza. Perché a vedermi da fuori io lo sentivo, di essere la prima persona della famiglia che non avrebbe avuto le braccia corrose dal succo di pomodoro.
Però, perché questo fosse possibile, qualcun altro era rimasto a fare gli straordinari per cinquecento lire all’ora.


 
Fiorenza Aste
Cocci di bottiglia
Edizioni Creativa -Agosto 2007

Questa cucina.
Cucina di legno e ferro verniciato di verde scuro.
Le tazze di ceramica sbrecciata. Le tazze di ceramica grossa, che stanno fra le mani lisce e calde quando le lavi. Le scheggiature del bordo. L’impasto granuloso della materia sotto. Grigiastro.
I tegami. Le pentole grosse di alluminio coi manici di bachelite screpolati. Il legno del pavimento. Il rosso del legno. Le tazze appese ai ganci. Materia calda, bianca. Bordo grosso. smalto liscio.




Milena Agus
Perchè scrivere
Nottetempo- 2007

Inoltre ho scoperto che la scrittura, al contrario della musica e delle lingue e della scuola e della destrezza e delle altre cose, riscatta, e in un modo del tutto particolare. Per esempio, una persona che nessuno ama nella realtà puoi farla amare tantissimo se la trasformi in un personaggio. Così ho scritto di gente non amata e sfortunata, e ho sperato che avesse fortuna e amore almeno presso i lettori.


Roberto Saviano
Gomorra
Arnoldo Mondadori Editore -Aprile 2006

Dopo aver visto decine di morti ammazzati, imbrattati del loro sangue che si mescola allo sporco, esalanti odori nauseabondi, guardati con curiosità o indifferenza professionale, scansati come rifiuti pericolosi o commentati da urla convulse, ne ho ricavato una sola certezza, un pensiero tanto elementare che rasenta l’idiozia: la morte fa schifo.



Willy Vlautin
Motel Life
Traduzione di Gioia Guerzoni
Fazi Editore - gennaio 2008

Quando uscii, il cane era seduto vicino a un bidone della spazzatura. appena mi sedetti sul marciapiede mi venne vicino. Avevo comprato mezzo litro di latte per il mio stomaco, ma appena vidi il cane che mi fissava aprii il cartone per farglielo leccare direttamente da lì, poi misi a terra un Ding Dong al cioccolato. lo mangiò così in fretta che gli diedi metà del mio burrito. Sotto le luci fluorescenti del minimarket osservai il bastardino. Era così pelle e ossa che gli vedevi le costole. Sembrava che non mangiasse da settimane e aveva il pelo arruffato a chiazze. Ma aveva l’aria di un bravo cane, non era cattivo e non ringhiava, cercava solo di leccarmi la faccia.



Milena Agus
Ali di babbo
Nottetempo -  febbraio 2008

Ma certi giorni a madame fa pena tutto il mondo. Guarda la spiaggia deserta di sassolini bianchi, il mare celeste, turchese, blu infinito, la notte il cielo pieno di stelle, sente il profumo della macchia e dice che anche questo posto è poveretto, che tanta gente vorrebbe metterci le mani e magari anche incendiare la macchia per rovinare tutto e costruirci delle villette a schiera.


Agota Kristof
Trilogia della città di K.
Traduzione di: Armando Marchi- Virginia Ripa di Meana- Giovanni Bogliolo
Giulio Einaudi Editore - 1998

Siamo venuti a prendere la biancheria pulita alla canonica. Mangiamo pane e marmellata con la fantesca, in cucina. Sentiamo delle urla venire dalla strada. Posiamo il pane e usciamo. La gente è davanti alle porte, verso la stazione. Dei bambini eccitati corrono gridando:
-Arrivano! Arrivano!
Dal fondo della strada sbuca una camionetta militare con degli ufficiali stranieri. La camionetta avanza lentamente, seguita da militari con il dficile a tracolla. Dietro di loro una sorta di gregge umano. dei bambini come noi. Delle donne come nostra madre. Dei vecchi come il calzolaio.


Il libro di Agota Kristof non c’è nella foto che apre il post. Era nella mia borsa e mi sono dimenticata di metterlo insieme agli altri. In realtà ne devo ancora finire la lettura, e come sempre succede mentre sto leggendo un libro, me lo porto dietro nei miei spostamenti. Mi mancano ancora poche pagine e solo di questo libro dirò qui due parole: erano decenni che un libro non mi spaventava così…Mi terrorizza, ma lo trovo tremendamente bello.
Fra i libri citati uno, invece, l’ho abbandonato a metà. E non penso che lo riprenderò in mano. E pensare che, fra le mie letture di febbraio, è, fra gli italiani, il libro assolutamente più famoso. A voi indovinare quale sia.
Mi piacerebbe, anzi, che qualcuno ne parlasse, che ne discutessimo insieme. E anche sul libro della Kristof mi piacerebbe sapere se ha spaventato altri, come sta spaventando me.

Musica, ora. Un brano per ricordare un grandissimo tenore che è deceduto la scorsa settimana. Credo che anche chi non ama l’opera lirica non potrà non emozionarsi ascoltando questa voce veramente meravigliosa.

Giuseppe Di Stefano: Lucean le stelle
postato da: Soriana alle ore 02:57 | link | commenti (9)
categorie: 2008 i miei amori aperti a caso
lunedì, 28 gennaio 2008

Letture di gennaio

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Ogni inizio d'anno mi riproponevo di tener nota dei libri che avrei letto fino ad arrivare al 31 dicembre.  Poi puntualmente  me ne dimenticavo e le pagine dell’agenda che ogni volta designavo ad ospitare nomi di autori e titoli dei loro libri rimanevano bianche, a guardarmi con una certa aria di rimprovero. Questo fino all'anno scorso.
Ma quest’anno, finalmente (un finalmente che ha anche il significato letterale di alla fine, alla fine del percorso, dell’avventura, alla fine sempre più prossima della mia vita, insomma), voglio mantenere il mio proposito. Sarà la vecchiaia, che invoglia a fissare sulla carta momenti, azioni, emozioni, prima che la mente usurata le perda  irrimediabilmente, sarà che ora ho questa agenda virtuale, questa pagina luminosa che amo riempire per condividere con altri le mie esperienze.
Ecco allora che creo, oggi, una nuova categoria: 2008, i miei amori aperti a caso.
Amori perché amo i libri, tutti, anche quelli che mi deludono. All’inizio li amo, anche loro. Aperti a caso perché accanto a ogni titolo riporterò un breve brano del romanzo o raccolta di racconti, o una  poesia, se si tratterà di una silloge, che mi balzerà agli occhi aprendo il libro dove lui vorrà essere aperto.
In linea di massima non esprimerò, in questo tag, giudizi sulle opere che a mano a mano finirò di leggere. Mi piacerebbe però sapere se ho condiviso queste letture con qualche navigante che approda in questo mio porticciolo. E anche qualche commento, mi piacerebbe leggere. E, anche, quali libri questi naviganti (voi, insomma..) avete letto in questo primo mese dell’anno.
Qui sotto quelli che finora ho letto (o sto leggendo) io:


Il ragazzino scivolò giù dal cavallo, attraversò il vicolo a piedi nudi con fare circospetto e sbirciò dentro la casa, poi ci entrò scavalcando la finestra.
Che diavolo fa ? esclamò Rawlins
Mi hai tolto le parole di bocca
Attesero. Ma Blevins non si fece vedere.
Laggiù arrivava qualcuno.

(Cormac McCarthy: Cavalli selvaggi –Einaudi- Tradotto da Igor Legati)



Leon si è aggiustato i dread e ha fatto la voce seria.
Mi ha detto: - Niente cazzate. Va bene?
-Va bene.
-Te ne stai lì dietro. In silenzio. Sotto le coperte.
Ho ripetuto:- Va bene- a bassa voce, tra me e me. E mi sono accucciato sul pavimento del Caravelle, ai piedi dell’ultima fila di sedili. Ho pensato: Come un lemure del Nevada. Stavo rileggendo l’ultima lettera di nonno Viorel.

(Fabio Geda: Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani –Instar libri)



L’arrivo di Isadora al podere Rosignolo avvenne un giorno d’ottobre.
Achille, dopo aver saputo che era incinta aveva deciso che si sarebbero sposati e sarebbero andati a casa sua, che due in più non cambiavano niente.
L’unica a fare storie fu stranamente la signora Luisa, che per una volta le chiese se era veramente quello che voleva. Se c’era una cosa che Isadora desiderava più di tutto era andarsene da lì, dove aveva vissuto i dieci anni più brutti della sua vita.

(Rita Zaghi: Basterà uno sguardo -Edizioni il Melograno)



Una notte di luglio, durante un temporale Gardini e i suoi amici aspettarono che Franca uscisse a cercare la gatta e le tesero un’imboscata. Ubriachi o fatti, non so bene, la rincorsero per tutta la via, riempiendola di insulti e prendendola a sassate. Lei si fece un paio di settimane in ospedale, ma non li denunciò.
Un mese dopo, il padre di Franca morì. Lei mise in vendita l’appartamento e un giorno di settembre trasclocò.

(Grazia Verasani: dal racconto “La ragazza dei rospi” tratto da “Tracce del tuo passaggio” Fernandel)




Quando arrivai a casa sua era intenta a sgranare piselli, volse subito verso il recipiente il viso liscio come uno specchio, impassibile, leggermente più pallido del solito, anche se probabilmente non era mai stato rosato neppure da giovane. Ero venuta per Pollet? , mi chiese con il tono di voce di chi si informa se Viola doveva fare un’altra passeggiata. L’aveva vista all’alba, sentendo il cane abbaiare era uscita, noi non c’eravamo svegliati?

(Magda Szabò: La porta  -Einaudi Tradotta da Bruno Ventavoli)




La donna, massiccia nell’aspetto ma lieve nei movimenti, sollevò con decisione e delicatezza la bimba dei Lazzeri, e la sistemò nella culla di vimini. Era una brava bambina, non le dava gran che da fare, Pure, una ruga netta le segnava la fronte e gli occhi osservavano la creatura con qualche preoccupazione. Fu in quell’atteggiamento che la sorprese Hanny, entrata proprio allora nella cameretta.

(Annalisa Ferrari: Il mio nome dimenticato- Edizioni la Biblioteca che non c’è)




Jamie cercò di indietreggiare velocemente per rientrare nel perimetro della proprietà. Ma i tempi in cui poteva muoversi velocemente erano passati ormai da dieci anni. Una delle stampelle si impiantò nel terriccio erboso tra il bordo dell’asfalto della provinciale e lo sterrato subito sotto l’arco d’ingresso. Tentò di frenare la spinta che si era data, puntando a terra la destra. Un dolore lancinante le artigliò la caviglia, salendo come una saetta lungo il ricostruito tendine esterno. Non riuscì a impedirsi di gridare mentre cadeva a terra sotto gli occhi di quegli uomini e del cameraman che si era immediatamente precipitato avanti per filmare meglio la scena.

(Laura Costantini e Loredana Falcone: Le colpe dei padri) "Le Colpe dei padri", che io ho stampato dal blog Le storie di Laura e Lory  uscirà in allegato alla rivista  Historica.



E ora tre libri che sto leggendo, per motivi diversi, contemporaneamente.

Crepuscolo

Prendi respiro anima mia
dalle paure del giorno
dal sofferto cammino
del tuo corpo…
Hai sopportato lame
d’acuminato dolore per esistere
e ancora un poco prima che la sera
scenda sull’invisibile
orizzonte
arrenditi al miracolo
d’essere viva ancora
nel crepuscolo.

(Cristina Bove: Fiori e fulmini  Edizioni Il Foglio)
che leggo lentamente, assaporando ogni verso, quando i miei pensieri non fanno rumore
.



Erano circa le quattro del pomeriggio quando uscirono tra la folla di manifestanti cattolici giunti al cinema sbagliato. I manifestanti erano in ginocchio a un’incessante Ave Maria ripetuta da un voluminoso e possente stereo portatile. Jack capì all’istante che i cattolici inginocchiati pensavano che stessero uscendo da una proiezione di Je vuos salue Marie di Godard; i cattolici erano venuti per errore a manifestare contro Mishima.

(John Irving: In cerca di te – Rizzoli- Tradotto da Giovanni Giri e Marco Zonetti) che è un libro…fisicamente molto robusto per cui inadatto alla lettura in autobus ecc.



E’ a metà dell’atrio, diretto alla porta, quando mi vede. Gli occhi di Giorge Cooper si stanno ancora adattando dopo il bombardamento dei riflettori. Ha in mano una piccola borsa nera che contiene gli strumenti della sua macabra professione.
“Coop.” La mia voce rimbomba un poco nell’atrio cavernoso.
Ci sono cerchi di sonno arretrato sotto i suoi occhi, e un sorriso quasi stupefatto sotto un paio di baffi sale e pepe.

(Steve Martini: Prova schiacciante – SuperPocket Longanesi - tradotto da Vittorio Cartoni) Piccolo, tascabile, da borsetta, me lo leggo sui mezzi pubblici.



E dopo tutte queste parole una canzone.
Che siccome sono a volte un po’ masochista sono andata a ripescarla in una sezione di You tube che si chiama le introvabili. L’ho ballata tante volte, questa canzone. Allo Sporting Club, qui a Bologna, dove molto frequentemente Pier Giorgio Farina si esibiva. 1200 anni fa, secolo più secolo meno. E oggi, che non sono proprio del tutto allegra, quale ausilio migliore che risentirla?... Fazzolettino, please…


http://www.youtube.com/watch?v=xYLvnD2FJ68



postato da: Soriana alle ore 21:36 | link | commenti (9)
categorie: 2008 i miei amori aperti a caso