Chiedo con tutto il cuore agli atleti italiani che andranno a Pechino di esimersi dal farlo. E’ un atto di civiltà nei confronti di un regime politico che sta distruggendo da decenni il Tibet. L’ondata di violenza contro i monaci e i civili è aberrante.
Lancio questo appello, con la speranza che non sia l’ennesima inutile invocazione per un’etica di lealtà e pacifica convivenza planetaria.”
La e-mail, per chi voglia sottoscrivere l’appello (in calce NOME E COGNOME), è la seguente:
comunicazione@coni.it
Questa mattina girando in cerca di notizie ho poi trovato questa cosa (sul portale del quotidiano La stampa):
Il portale degli studenti Generazione Elle
promuove per oggi dalle 15.30 una marcia digitale sul sito dell’ Ambasciata cinese in Italia per chiedere la fine della violenza e la libertà (e la democrazia) in Tibet e in Cina.
Gli organizzatori invitano inoltre ad accendere una candela alla finestra questa notte e in quella di domani e lunedì perchè non si spenga la luce sui tragici fatti in corso a Lasha.
Credo di aver capito che marcia digitale significhi entrare tutti insieme alle 15,30 nel sito dell’ambasciata cinese.
Forse si potrebbe anche inviare una mail alla Rai chiedendo di sospendere la pubblicità che sta facendo per promuovere le future trasmissioni sulle Olimpiadi. Vedere questa pubblicità tutta edulcorata subito dopo aver visto nel telegiornale le notizie dal Tibet è stato un pugno nello stomaco.