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giovedì, 29 ottobre 2009

Le parole dei libri (con domandina finale e alcune risposte)

P1110361

Ci sono frasi, immagini, sensazioni espresse attraverso le parole che si trovano nei libri che a volte colpiscono in maniera particolare. Non è detto che debbano esprimere verità profonde, o assunti filosofici. Non devono insomma necessariamente essere  rivelazioni, o epifanie, o frasi da incidere in una sorta di pietra da portarsi sempre appresso. L’importante è che ci si senta dentro, o che ti facciano scattare una piccola scintilla che faccia dire: sì, è proprio così.
Frasi che per qualche lettore sono importanti e per altri no. Diciamo che ognuno, leggendo un romanzo, un racconto, una poesia, ci può trovare le sue, di parole,  indipendentemente dal valore (universale) che esprimono.

A me, l’altra sera, è questa frase, che ha colpito:


Nella sera profumata, volteggiante di insetti, Olivia avvertiva la presenza della casa, dietro di lei, come quella di una persona che stesse in piedi alle sue spalle.

L’ho tratta dal romanzo Un ospite d'onore  di Nadine Gordimer
Non avevo mai letto nulla della Gordimer, e devo dire che questo suo romanzo mi sta piacendo moltissimo, anche se procedo lentamente, perché lo stile della scrittrice sud africana (Premio Nobel per la letteratura 1991), non è scorrevolissimo, ma è comunque eccellente. E il tema trattato, poi, quello di un Paese africano immaginario giunto alla sua indipendenza dal colonialismo, è interessante e affascinante, poiché l’autrice lo affronta da molteplici angolazioni.

Dunque, la frase. Perché mi ha colpito? Perché mi ha riscaldato, perché ho sentito in maniera tangibile quella casa che sta alle spalle di Olivia come un essere protettivo. Perché vi è espresso il mio concetto di casa, proprio nella sua materialità, casa di muri, di stanze, di oggetti. Dalla mia casa (nella mia casa) io mi sento protetta, la sento come un’entità viva, la mia casa. E non importa quanto sia bella o non lo sia affatto, quanti o quanto pochi ricordi vi siano stratificati, se vi abitino molte persone o se, come è in realtà, vi abiti solo io. E’ la mia casa. Punto. E se pure amo molto viaggiare, e a volte amo pensare di non avere radici, so che la mia casa mi aspetta, che aspetta il mio ritorno.
E forse è per questo che viaggiando porto sempre con me qualcosa che me la ricordi e che poi dispongo qua e là nella camera d’albergo. Ci sono due libri per esempio,  e sempre gli stessi, che mi fanno compagnia, nei miei viaggi. Li metto sui vari comodini che trovo sul mio itinerario, e così, mi sembra di essere a casa.
Mentre scrivo questa riflessione il mio pensiero è andato ai migranti. A tutti coloro che sono costretti a lasciarla, la loro casa. E lo lascio dentro di me, il mio pensiero, perché se comincio a scriverne, troppo avrei da dire.

In conclusione vorrei fare a voi una domanda: c’è stata una frase nelle vostre letture che vi ha colpito in maniera particolare? Volete farmene partecipe? Ripeto: non occorre che siano verità rivelate, ma anche piccole cose, come quella che ha colpito me. Dai, non fate i timidi, i riottosi, i recalcitranti e rispondete…

Vi lascio con una canzone dolce e rilassante, fuori tema, ma a me piace.


Dream a little dream of me

Aggiornamento al 30/10

 Da b90c52ec688ec1372421ecfd20450c1d"il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry "...non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi."
 http://gemisto.splinder.com/ 



"Per chi suona la campana?" in cui Hemingway cita John Donne:
"E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te"

http://cristinabove.splinder.com/   281cfc15337c792e63c06b5fef6f5267



dai Promessi Sposi di Manzoni : "In tutt'altre faccende affaccendato",  "guardarsi in cagnesco".
cb6e6a83cd38529b7336458b8bb87bba
http://isabel49.splinder.com/


I
l finale dell'ultimo racconto"l'occhio di Dio in paradiso" di"L'abitudine di amare" della Lessing "..E quella folla di persone attendeva, come l'altra al di là della piazza, attendeva in eterno, infagottata, silenziosa, paziente sotto la neve, tendendo l'orecchio al silenzio sotto il quale pareva pulsare, nelle viscere della terra, l'eco di pedi in marcia, piedi infilati dentro stivali neri, in marcia"cuoricino
Tinti






Aggiornamento al 31/10

Da " Una vita di poesia" di Borges
"...... E poi conviene credere nella possibilità di creare il proprio avvenire, modificare il proprio avvenire. Questa forse è un'illusione, come un'illusione necessaria è il libero arbitrio. Ma per continuare a vivere dobbiamo credere nel libero arbitrio, dobbiamo fare piani per un futuro certamente incerto, e del quale l' unica cosa che sappiamo è che non potrà somigliare ai nostri sogni. Intanto, facciamo tutto come se fossimo immortali."Stelle071
http://percorsi.blog.kataweb.it/

(Maria Allo)

Da "Le piccole virtù" di Natalia Ginzburg "Per quanto riguarda l'educazione dei figli, penso che si debbano insegnar loro non le piccole virtù, ma le grandi. Non il risparmio, ma la generosità e l'indifferenza al denaro; non la prudenza, ma il coraggio e lo sprezzo del pericolo; non l'astuzia, ma la schiettezza e l'amore alla verità; non la diplomazia, ma l'amore al prossimo e l'abnegazione; non il desiderio del successo, ma il desiderio di essere e di sapere". 165768_FPM6HWZAYK1D4WSYTGKU42KP7654JM_fiore_di_loto_H143134_S
Giovanna Giordani




Aggiornamento al 1' novembre

Lemmy Kilmister (cantante e bassista dei Motorhead):
"Noi non vogliamo danneggiare il vostro udito, vogliamo distruggervi le c9c5ff8bee7fc3ec3323dd27f6950d49orecchie"
http://kickingthecorpse.splinder.com/



Aggiornamento al 3 novembre

Da "Una biblioteca della letteratura universale", dal capitolo"Del leggere e del possedere libri" (1908), di Hermann Hesse
"Chi legge i libri come si stanno ad ascoltare gli amici, vedrà come essi gli sveleranno i loro tesori e diventeranno per lui un intimo possesso. Quello che egli legge non scivolerà via nè andrà perduto, ma al contrario gli rimarrà e gli apparterrà, lo allieterà e lo consolerà come soltanto gli amici sanno fare."
http://imuliniavento.splinder.com/7e4928623a9b9865f1a4c7198d2f5083.jpeg



postato da: Soriana alle ore 22:20 | link | commenti (18)
categorie: domandine, leggeri e pesanti pensieri

E buona navigazione

P1110304Finalmente mi sono ritagliata un po' di tempo da dedicare alla navigazione. Sono andata a trovare diversi blogger fra i miei preferiti e ho notato che molti sono fermi da mesi. Chissà perchè? Forse effetto facebook?
Comunque da oggi riprendo con le mie segnalazioni. Anche se mi chiedo se poi qualcuno cliccherà davvero sui link che vado a elencare. Non so, ho l'impressione che i blog non dico che siano in agonia, questo no, ma che non stiano tanto bene. Io continuerò sempre a preferirli a fb, ma si sa, sono vecchietta, io.

Beh, buona navigazione, comunque.

quarto_stato2ok
I Resistenti
A Rivista anarchica
On line il numero di ottobre.

Comodoro
Il sindaco del Rione Infamità

Georgiamada
Un prete coraggioso

Cristiana Alicata
Ciao, ciao Rutelli

Beppe Iannozzi
E di Rutelli (e Bersani) se ne parla pure qui.


poesietitoloGCari amici Poeti


Renzo Montagnoli
Il tempo

Francesco Melis
E pur devo andare

Giorgio Medda
La luce smorta della sera

Cristina Bove
Ridotto

Glo' D'Alessandro
Bad girl in Rewind

Gaetano Gulisano
L'armadio

Pasquale Esposito (Evento Unico)
La notte viene

Barbaro e Carver
da Margaret Collina



6a00d8341c576e53ef0105369591c8970c-640wi
Scrittori, scritture

Il quaderno di Saramago
ascoltate l’intervista,trasmessa da Fahrenheit qualche giorno fa: il grande scrittore parla anche del nostro Paese.

Flavio Casella (Cosimo Piovasco)
Jack Kerouac

Mirella Giordani
Fuori Porta San Vitale

 Annamaria Tanzella
Linguaggio

Remo Bassini
La (sua) scrivania

Claudio Arzani
C’è ancora la città eterna, nel post di Claudio Arzani.

Cento ottimi motivi per smettere di scrivere (parte prima)
Cento ottimi motivi per smettere di scrivere (parte seconda)
Prima edizione concorso letterario poesia e narrativa
Trovate tutto in Sulromanzo (alias Radames, alias Morgan)

Enrico Gregori
Caspita, quanti bravi autori, in questa antologia fresca di stampa! Andate a vedere da Enrico Gregori e saprete il loro nomi.

Paolo Nori
Un laboratorio di scrittura emigra in montagna (6/7/8 novembre)

Malicuvata casa lettrice:
La nuova stagione letteraria allo Zammù


090505Miscellanea

Currenticalamo
Lontananza

Mente critica
Ma che ne sappiamo della influenza A?

La (nostra) prof
La scuola: giorno per giorno
postato da: Soriana alle ore 10:28 | link | commenti (20)
categorie: avviso ai naviganti
martedì, 27 ottobre 2009

C'era una volta un blog...

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...ma poi ne venne un altro...

C’era una volta un blog che si chiamava Acme del pensiero, governato da un angelo, un resistente angelo della rete, uno dei miei resistenti preferiti. Ogni giorno l’angelo si aggirava fra i diseredati
che cercano di sopravvivere nella nostra capitale, cercando di rendere più vivibile la loro esistenza, e raccontandoci poi le loro storie. Un angelo instancabile e generoso promotore anche, insieme a un’altra
blogger , ugualmente generosa, di una bellissima iniziativa a favore di Gramos, un bimbo kossovaro,  malato di tirosinemia: grazie al loro appello nacque infatti un libro di fiabe scritte da  blogger, i cui proventi  servirono ad  aiutare la famiglia di Gramos nell’acquisto delle costosissime medicine indispensabili per mantenere in vita il piccolo. Sono certa che molti di voi si ricorderanno molto bene dell’iniziativa, sia per avervi partecipato, sia per aver acquistato  Le fiabe di Gramos .
Morgan Palmas, che è questo il nome del nostro angelo, aveva poi uno sguardo attento e severo su tutto quello che gli (anzi, ci)  stava intorno  intorno, denunciandone, attraverso i suoi lucidi post, tutte le contraddizioni, le banalità, le ingiustizie.
Per questo, quando in luglio dell’anno scorso Morgan decise di chiudere il suo blog, mi dispiacque tantissimo, tanto è vero che non ho mai cancellato il suo link dalla lista dei miei blog preferiti, e a volte ci cliccavo sopra, con la speranza che Morgan ci avesse ripensato e fosse tornato a far parte della mia schiera di resistenti della rete.  Ma niente, l’angelo non tornava.


Poi la primavera scorsa è nato un blog: Sul romanzo che da subito mi è sembrato molto interessante per i suoi contenuti di carattere letterario. Tutti i post erano (e sono ancora)  firmati con il nome di Radames, e dell’identità di questo nuovo blogger non è che si sapesse molto. Se non che, leggendolo,  si poteva intuire quanto fosse una persona preparata, dotata di onestà intellettuale, gentile e generosa.  Sin dall’inizio Radames ha pubblicato interviste ad autori, recensioni, considerazioni sul mondo dei libri. Fino ad arrivare, mi sembra a fine primavera, a una iniziativa eccellente: Scrivere un romanzo in 100 giorni.  Per far capire di cosa si tratti ai pochi che non la conoscano ecco il link a una bella, esplicativa intervista che Morena Fanti ha fatto in settembre a Radames: Un professore, cento lezioni

E alcuni giorni fa… uauh! Due notizie bellissime!!!  Prima lo svelamento e poi la sorpresa.
Lo svelamento: Radames altri non è che Morgan, Morgan Palmas!!!

La sorpresa: Scrivere un romanzo in 100 giorni è diventato un libro!!!

Che Morgan scrivesse bene già era emerso dal suo vecchio blog, così come era evidente il suo amore per la letteratura. Fra l’altro Morgan era stato anche ospite del mio blog, regalandomi questo suo bel testo:  Sensazioni vicentine .
Ma mai avrei supposto che dietro Radames si nascondesse uno dei miei resistenti preferiti.

E poi il libro, che diventa ancor più prezioso, per me, che a causa di varie vicende non ho potuto seguire con costanza le lezioni di Morgan. Averle tutte racchiuse in un volumetto mi è davvero utile, infatti l’ho già ordinato.
E se anche voi volete seguire il mio esempio potete già da ora (ma il libro sarà comunque nelle librerie dal prossimo mese) entrare nel sito dell’editore:
Marco Valerio  e comprarlo

Insomma, sono proprio contenta di questi ultimi eventi  e non mi rimane che augurare un caloroso in bocca al lupo a Morgan/Radames. 

Mi sembra che ci stia bene, a conclusione, una musichetta allegra, così, per festeggiare.

That happy feeling
postato da: Soriana alle ore 14:51 | link | commenti (14)
categorie: ora o fra poco in libreria
lunedì, 26 ottobre 2009

Flavio Soriga: un premio meritatissimo

P1080160(Flavio Soriga al Festival letteratura 2008)


C’è un piccolo paese, vicino a Cagliari, il cui nome ricorda quello di uno degli stati Usa che sta nella zona delle Montagne Rocciose: Uta, si chiama. E forse la maggior parte degli italiani non lo ha mai sentito nominare. Ma a  Uta (quello senza acca finale, quello dell’isola nostra), nell’estate 1975, è accaduto in fatto straordinario: è nato un bimbo. Quanti ne saranno nati, direte voi, a Uta e dintorni, nell’estate 1975….  Beh, certo, almeno una decina, se non di più, rispondo io. Ma quel bambino lì, quello nato a Uta nell’estate 1975 dall’amore di Raffaela e Elio,  sotto il segno del Leone (come il mio, il suo segno zodiacale)  è un bimbo speciale: si chiama  Flavio Soriga  e, un po’ di anni dopo, diventerà uno dei miei scrittori preferiti.
E ieri, io,  ho avuto una grande soddisfazione, perché Flavio ha vinto il Premio Chiara ! Battendo di gran lunga Giorgio Faletti, conquistando la giuria, aggiungendosi ai nomi importanti nell’albo dei vincitori delle passate edizioni del premio, Gianni Celati, per citarne alcuni, e Marco Lodoli, e Roberto Piumini e Andrea Vitali. A proposito: traggo questi nomi da Wikipedia
dove ho riscontrato un errore… imperdonabile: per il 2009 dà per vincitore Giorgio Faletti… C’è qualcuno fra voi che è più esperto di quanto lo sia io e può andare a correggere l’errore madornale? 
Allora, tornando al nostro Flavio: il libro che gli ha fatto meritare il premio è L'amore a Londra e in altri luoghi    una raccolta di racconti edita da Bompiani. L'ho letto non appena è uscito in libreria, perché non mi lascio mai sfuggire nulla di quanto Flavio ha scritto e pubblicato da quando l’ho conosciuto come scrittore attraverso la lettura di Lella Costa di un brano del suo primo romanzo Nero Pioggia  durante la manifestazione Ad alta voce di alcuni anni fa, qui a Bologna. Mi incantò, quel brano, e da allora è nato il mio amore per questo giovane scrittore che poi ho avuto la fortuna di conoscere personalmente e di conoscere pure la sua straordinaria famiglia: Raffaela e Elio, già citati, e la sorella Paola, anche lei con la febbre della scrittura, e anche lei molto brava, ve lo assicuro.
In verità non so quale libro di Flavio io abbia apprezzato maggiormente. Considero ogni sua pubblicazione un piccolo gioiello e quindi non ve ne consiglio una in particolare, ma vi invito a leggerle tutte, come ho fatto, e continuerò a fare, io.
Conoscete il mio imbarazzo quando devo fare una recensione: mi sembra di non riuscire mai a trovare le parole. Mi limiterò a proporvi l’incipit del racconto “Aprile” che apre la raccolta del libro premiato.  E sono certa che pure voi sentirete una sorta di ritmo, di musica, che affratella  la prosa di Flavio Soriga alla poesia. Una particolarità che ho ravvisato in altri autori sardi, ma che in Flavio emerge in maniera eccellente.P1110352


D’aprile soprattutto era bello, l’isolotto nostro, e sulle bici andavamo tutto il giorno e non c’era strada che corressimo veloci, e le campagne verdi di pioggia ancora umide, usciti da scuola erano gare e scoperte, giochi e corse fino a sera, ora di cena, “Tutti a casa, diavoli che siete!” gridavano allora le mamme infuriatissime, sempre imbronciate anche se eravamo stati bravi, senza stragi di vetri di finestre o spedizioni lontano da farle disperare tutte nel quartiere.

Siamo cresciuti per strada, respirando il porto, il baccano dei barconi passeggeri, l’odore dei pesci del mercato, guardando i tonni appesi ai ganci enormi, inseguendo le moto dei turisti, aspettando che arrivassero i parenti per l’estate, gridando scherzi ai vecchi solitari, rubando sigarette a nonni e zii; siamo cresciuti come selvaggi di buona educazione, come avventurieri di un mondo senza fine, un isolotto che piano piano ci è sembrato piccolo, insopportabilmente isola; ma certe primavere è stato un parco giochi, una pista da correre e un campo di battaglia, intrepidi e mai stanchi esploratori.

(da: L'amore a Londra e in altri luoghi di Flavio Soriga, Bompiani 2009  -Pagg. 9/10-)

Ecco, io non dico altro. Se non che sono contenta, contentissima, di questo  premio. Una volta tanto, qualsiasi cosa si pensi dei premi letterari, meritatissimo.
Ah, sapete, quando uscì il mio libro pure io partecipai a questo premio. Inutilmente, è ovvio. Giustamente, è logico

Flavio Soriga parla dell'amore
(Che qui è tutto serio, ma quando si scatena, Flavio è grande!)

postato da: Soriana alle ore 12:15 | link | commenti (6)
categorie: flavio soriga
domenica, 25 ottobre 2009

Il mio augurio di

P1110289Buona domenica !!!

Domenica
di Giovanni Pascoli


Domenica! il dì che a mattina
sorride e sospira al tramonto!..
Che ha quella teglia in cucina?
Che brontola brontola brontola..
E' fuori un frastuono di giuoco,
per casa è un sentore di spigo..
Che ha quella pentola al fuoco?
Che sfrigola sfrigola sfrigola..
E' già la massaia ritorna da messa;
così come travasi adorna s'appressa:
 la brace qua copre, là desta,
passando, frr, come in volo,
spargendo un odore di festa,
di nuovo, di tela e giaggiolo.

Che la vostra domenica sia ricca di
Sorrisi

postato da: Soriana alle ore 11:47 | link | commenti (2)
categorie: senza categoria
giovedì, 22 ottobre 2009

Aquila tradita

terremoto-abruzzo-tende3
Io temo molto il freddo, non mi piace, mi rende nervosa e depressa. E lamentona.
Ma me ne sto qui, ora, nella mia casa riscaldata, fatta di muri (spero solidi), confortevole, piena di oggetti che amo, di ricordi, di libri. Io. E gli abitanti dell'Aquila, invece?

Ieri ho ricevuto la mail settimanale da Arcoris Tv (un ottimo organo di informazione). Ve la riporto interamente. E insieme alla solidarietà per le tante persone che stanno vivendo da sette mesi un terribile disagio, che con l'arrivo della stagione fredda va aumentando, spero vi monti anche la rabbia per le promesse non mantenute dall'innominabile, che si fa bello per le casette non date da lui, che continua a mentire, a straparlare, ad amare solo se stesso. Anche la rabbia, a volte, può essere costruttiva. Per lo meno, sveglia.


Ma che freddo fa in Abruzzo? E’ Umanitaria Emergenza
Vi prego di diffondere, come sto facendo io che ho ricevuto il messaggio…solo la Rete può dare una mano e far conoscere questa realtà. Commenti e notizie potete trovarli ai  link che trascrivo, oltre il riferimento attivo e un video eloquente da Abruzzolive.tv : Gelo nelle tendopoli, in 6mila ancora al freddo.
Il freddo è arrivato davvero, non è bastato cantare in solidarietà come a San Siro il 21 giugno 2009.
Cantiamola noi, per loro, amiche ed amici d’ Abruzzo.

Doriana Goracci

Per donazioni e contatti:


emergenzaottobre2009@gmail.com

339.19 32 618 – 347. 03 43 505

http://miskappa.blogspot.com/

http://www.3e32.com/main/?p=1906

http://abruzzo.indymedia.org/


OTTOBRE 2009: ALL’AQUILA E’ EMERGENZA UMANITARIA

Facciamo appello a tutti coloro che in Italia hanno dimostrato sensibilità a quanto qui è successo e continua ad accadere.
A chi ha mantenuto alta l’attenzione sul dramma che ha colpito il nostro territorio e sulla gestione del post sisma.
Oggi, il 18 di ottobre, all’Aquila fa freddo. Siamo nella fase più drammatica, la notte già si sfiorano i -5°C ed andiamo incontro all’inverno, un inverno che sappiamo essere spietato.
Le soluzioni abitative, promesse per l’inizio dell’autunno, non ci sono. Circa 6000 persone sono ancora nelle tende.Meno di 2000 persone sono finora entrate negli alloggi del piano C.A.S.E o nei M.A.P.La maggior parte degli Aquilani sono sfollati altrove in attesa da mesi di rientrare.
Ora, con lo smantellamento delle tendopoli altre migliaia di persone sono state allontanate dalla città e mandate spesso in posti lontani e difficilmente raggiungibili.Noi, definiti “irriducibili”, siamo in realtà persone che (come tutti gli altri) lavorano in città, i nostri figli frequentano le scuole all’Aquila, molti non sono muniti di un mezzo di trasporto, altri possiedono terreni od animali a cui provvedere. Siamo persone che qui vogliono restare anche per partecipare alla ricostruzione della nostra città.Da oltre sei mesi viviamo in tenda, sopportando grandi sacrifici, ma con questo freddo rischiamo di non poter più sopravvivere.Se non accettiamo le destinazioni a cui siamo stati condannati (che sempre più spesso sono lontanissime) minacciano di toglierci acqua, luce, servizi.Oggi, più di ieri, abbiamo bisogno della vostra solidarietà.Gli enti locali e la Protezione Civile ci hanno abbandonati. Secondo le ultime notizie che ci giungono i moduli abitativi removibili che stiamo richiedendo a gran voce da maggio, forse (ma forse) arriveranno tra 45 giorni.Oggi invece abbiamo bisogno di roulotte, camper o container abitabili e stufe per poter assicurare una minima sopravvivenza. Visto che le nostre richieste alla Protezione Civile e al Comune non sono prese in minima considerazione chiediamo a tutti i cittadini italiani un ulteriore sforzo di solidarietà.E abbiamo anche bisogno di non sentirci soli.Per questo vi chiediamo di organizzare dei presidi nelle piazze delle città italiane per SABATO 24 OTTOBRE portando nel cuore delle vostre città delle tende per esprimere concretamente solidarietà a noi 6000 persone che viviamo ancora nelle tende ad oltre sei mesi dal sisma.Un altra emergenza è cominciata oggi. Non dettata da catastrofi naturali ma dalla stessa gestione del post sisma, da chi questa gestione l’ha portata avanti sulla testa e sulla pelle delle popolazioni colpite.

Alcuni abitanti delle tendopoli sotto zero.



VIDEO E LINK SU

http://www.reset-italia.net/2009/10/20/ma-che-freddo-fa-in-abruzzo-e-umanitaria-emergenza/

http://www.c6.tv/archivio?task=view&id=6404
postato da: Soriana alle ore 12:08 | link | commenti (13)
categorie: terremoto

Qualche segnalazione

Segnalazioni
Le ienette Laura e Lory hanno avuto...pan per focaccia: perché pure Cristina e io ci siamo travestite da ienette e le abbiamo...  azzannate. Con dolore, però, chè siamo tanto buone, Cri e io.
Leggete qui

E ancora da Laura e Lory, quasi un gioco:
La vita in una parola


Renzo fantastico
(ma mica tanto...)

Su invito della cara amica e brava scrittrice Cinzia Pierangelini, ho firmato questa petizione (ho messo anche il banner, come potete vedere aprendo il mio blog). Io questo ponte, non lo voglio proprio!
Sospendiamo il ponte sullo stretto
E qui:
alcune motivazioni
postato da: Soriana alle ore 11:38 | link | commenti
categorie: avviso ai naviganti
mercoledì, 21 ottobre 2009

Riflessioni di poeti


Il sogno spezzato
                                                         alba-spiaggia-santa-maria
di Renzo Montagnoli


Da quando rincorrevo le nuvole

sognando di volare

come solo un albatro sa fare

o assorto sulla sabbia

ascoltavo la voce del mare

immaginando racconti

di paradisi lontani

o di velieri che solcavano l’onda

                      tanto tempo è passato

sempre a fantasticare nei momenti bui

in cerca di una luce dentro me

un’esile speranza per scorgere

un cielo ancora azzurro.

Ma adesso qualcosa si è spezzato

nulla è ciò che avrei voluto fosse

restano solo sogni

sempre più sfumati

che si perdono nel buio di una notte

che ogni giorno s’avvicina.



http://www.youtube.com/watch?v=_XdhnPViY6M



ogni  seraQuando è sera

di Piera Maria Chessa

Quando è sera e il silenzio prevale
sul disordine quotidiano della vita,
io, come un riccio, mi chiudo
e raccolgo i pensieri
che poi sfoglio lentamente ad uno ad uno.

Mi chiamano per nome, mi prendono per mano,
mi chiedono il perché del nostro esistere.

Ed io, che dico?

Non è facile il dialogo con loro,
compagni assidui del mio vivere,
perchè incalzano e spingono a frugare
tra le pieghe dell'animo
o i battiti scomposti del cuore.

Pensieri che vorrei allontanare
talvolta annullare,
presenti sempre,
scomodi burattinai della mia mente.

http://www.youtube.com/watch?v=W2N5iyQuFWI



diSegno il tempo

di Cristina Bovesupplica-della-mano-thumb927143

Accolta fra le braccia, accoccolata
diafana quasi al centro
ti respiro
scendi per le mie valli, il tempo rassegnato
mi consegna la pendola che tace
io scrivo l'ora: oggi sono felice e...
L'eternità mi giace sulle dita.


(da Attraversamenti verticali)


http://www.youtube.com/watch?v=EM8RlCZP0KQ
domenica, 18 ottobre 2009

Pillole

pillole
L’altra mattina sono andata dal parrucchiere, ma ho trovato il negozio ancora chiuso. Così, mentre aspettavo l’apertura, mi sono messa a camminare avanti e indietro e ho fumato qualche sigaretta. Ho  anche notato che sotto le scarpe da tennis indossavo dei calzini turchesi. Allora ho pensato che sono una persona davvero stravagante.

Accenti: Sofìa, nel senso di Loren, ha ispirato per decenni a tanti maschietti, pensieri erotici.
Sòfia, nel senso di capitale della Bulgaria, ha ispirato, per due volte, a chisappiamo noi, pensieri dementi.


Ci sono comitati che si sono attivati per candidare l’innominabile al premio Nobel per la pace. Non mi sembra mica giuuuusto, peròòòòòò!!!! (interiezione ricorrente di mia nipote Stefania quando era piccola):  Hitler mica l’hanno mai proposto per il Nobel!

Il governo Italiano, dicono, avrebbe pagato i talebani perché non facessero attentati contro i soldati italiani: ma l’ultimo pagamento, visti i risultati, è stato fatto con i soldi di Monopoli?

Non è che a furia di esportare democrazia di qua, esportare democrazia di là, a noi non ce n’è rimasta neanche un etto?

"Ecco la mia soluzione per far uscire le famiglie italiane dalla crisi economica: risparmiate, risparmiate… Cominciate col non pagare il canone alla Rai. Per il resto…ghe pensi mi! Non per niente sono il migliore presidente del coniglio, pardon, consiglio,  degli ultimi centocinquanta anni…
"



Ma cos'è questa crisi?

Crisi?  Ma quale crisi?  Ghe pensi mi!!!
postato da: Soriana alle ore 21:08 | link | commenti (10)
categorie: pillole
sabato, 17 ottobre 2009

Dedicato a Agata

P1000250
Questo breve racconto l’ho scritto quando avevo appena compiuto 15 anni. Poi l’ho rielaborato, recentemente,  per una pubblicazione su un’antologia.
Ma oggi mi sento di proporlo così, senza cambiare nulla di quello che scrissi allora, 48 anni fa.
Lo dedico alla piccola grande amica di un carissimo amico, lo dedico ad
Agata

Il cane senza nome e l’uomo solo

Si accese la prima stella, lassù, nel cielo che diveniva sempre più scuro. Occhieggiò tremolante, sbucando da una nuvola, e fu un laghetto nell’immensa prateria.
Il cane alzò il muso e odorò avidamente la leggera brezza che sapeva di bosco. Sbadigliò e i denti forti e candidi nel chiarore lunare gli brillarono. Annusò ancora.
Fra l’erba i grilli cantavano una malinconica canzone. Il cane socchiuse gli occhi umidi. Poi si mise a trotterellare verso il bosco. Era un povero cane senza padrone e senza nome. Un povero cane solo.
I fari abbaglianti di un’automobile tagliarono improvvisamente l’oscurità. Il cane fece un balzo, spaurito, e si portò quasi al centro della strada. L’autista frenò. La macchina sbandò leggermente e si fermò a pochi centimetri dall’animale. La bestiola guaì sommessamente a occhi chiusi. Sobbalzò, quando una mano leggera gli scivolò lentamente dal collo alla schiena. Il calore di quella mano lo fece fremere di piacere. Alzò il muso rossiccio e guardò: incontrò due occhi buoni e pietosi, due occhi amici.
E in quegli occhi c’era anche qualcosa che il cane non sapeva leggere: C’era una profonda tristezza. Anche l’uomo era solo. Solo nel mondo. L’uomo, però, aveva una casa, e un nome. Se egli avesse voluto, anche il cane avrebbe avuto una casa e un nome. E nessuno dei due sarebbe stato più solo…
La bestiola scodinzolò. 
L’uomo salì sulla macchina ed emise un fischio. Il cane stette immobile. 
L’uomo tornò a fischiare.
“Vieni, bello, qua!...” chiamava con voce dolce. “Su, vieni!”
 L’animale sollevò una zampa, guaì, come a chiamare l’uomo, scodinzolando festosamente.
 L’uomo, allora, scese di nuovo dall’automobile e si avvicinò al cane. lo sollevò da terra ed esso non si ribellò. Salirono tutti e due sulla macchina. Egli adagiò il cane sul sedile accanto al proprio posto. Chiuse con forza lo sportello. E il colpo secco interruppe il silenzio della notte.
Poi la macchina partì e fu solo un lontano punto luminoso.
Ebbe inizio, così, la grande amicizia fra il cane Senza Nome e l’uomo Solo.


Milano, 25 agosto 1961
postato da: Soriana alle ore 17:29 | link | commenti (7)
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