Era tanto che non cercavo il tuo nome in Internet. In questi ultimi tre anni, da quando sono tornata a vivere nella nostra città, lo avevo fatto diverse volte. Mi sarebbe piaciuto rivederti, congratularmi con te perché eri riuscito a realizzare il tuo sogno, ed egregiamente, ci eri riuscito. Avrei voluto anche darti il mio libro, e sentire cosa ne pensavi. Avrei voluto sentirti dire che eri felice, soddisfatto di come stavi portando avanti la tua vita. Ma nella mia ricerca non ho mai trovato un modo per contattarti, e forse, se devo essere sincera, non mi sono neppure impegnata troppo, per farlo: mi ha frenato forse la timidezza, la paura che ci trovassimo così diversi l'un l'altro da cancellare anche il passato. Così leggevo dei tuoi successi,, dei tuoi lavori. Ed ero contenta e anche orgogliosa, perché in un tempo lontanissimo ci eravamo amati, e tanto.
Questa mattina ho digitato il tuo nome. Non so perchè, è stato d'impulso.
E gli articoli dei quotidiani di più di un mese fa mi hanno detto che te ne sei andato. Dopo una lunga malattia combattuta con coraggio, c'è scritto negli articoli. Che eri una persona eccezionale, c'è anche scritto. E io so che non sono le parole che si scrivono sempre quando qualcuno se ne va. Io lo so, che eri eccezionale.
Anche se sono passati quasi quaran'anni dall'ultima volta che ti ho visto, so che da oggi sentirò la tua mancanza. Ciao, caro amore della mia giovinezza.
P.S.: Tre anni fa, in una sera d'estate, su un balcone davanti al mare, improvvisamente mi sei venuto in mente, e così ho scritto questa cosa che sta qua sotto. Un piccolo viaggio nel passato e nella nostra città.
M.
Noi,la nostra città.
Ricordi quella casa in Broccaindosso
e quella stanza in cui la fiamma
di candele accese rendeva
d’oro la nostra pelle nuda?
Ricordi come era sensuale la città
con le sue torri rosse, vista al tramonto
dal colle di San Luca?
Ricordi un pomeriggio sotto il Pavaglione,
davanti all’uomo delle caldarroste,
quando mi hai stretto a te e poi hai pianto?
Ricordi il chiostro di Santa Lucia
e quella musica d’organo
che ci sconvolse il cuore?
Ricordi i portici allungati
come braccia di donne protettive
e tu che mi baciavi e sussurravi parole solo nostre?
Ricordi quella sera dal Moretto,
quando sul tavolo, fra bicchieri di vino,
apristi il tuo copione e lo leggesti a me,
a me per prima?
(io ricordo il tuo sguardo, in quei momenti, con quella luce che io sola conoscevo)
Te li ricordi i disegni del futuro: il tuo teatro, i miei libri,
i viaggi in India?
Ricordi la tua vecchia R4 sempre a secco,
e Angela ed Arturo, il loro amore nato insieme al nostro?
Ricordi le risate per un nulla, le improvvise pazzie,
le canzoni cantate nella notte nella casa in campagna?
Ricordi piazza del Nettuno con coriandoli e neve?
Era martedì grasso: io lo ricordo.
E’ stato allora che tutto è finito?
E’ stato lì, col ghiaccio alla fontana,
col freddo in mezzo al cuore, col silenzio degli occhi?
E’ stato lì che ci siamo lasciati?
Tu lo ricordi, mio amore perduto?
Igea marina, 23 giugno 2006 ore 0, 26.
Ricordi? Questa canzone è la colonna sonora del primo film che abbiamo visto insieme.
Midnight cowboy everybody's talking