Che scrivere, cosa dire mentre il giornale radio mi porta le notizie di quella guerra senza fine, dei bombardamenti a tappeto, di cinque fratellini morti sotto le bombe (pensare alla loro madre, al loro padre, mi fa attorcigliare lo stomaco…)? Non ho proprio parole. Non faccio nessuna considerazione. Me ne sto zitta e do la parola a una poetessa israeliana e a un poeta palestinese. E basta.
Pensa agli altri
Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.
Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace.
Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,
coloro che mungono le nuvole.
mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,
non dimenticare i popoli delle tende.
Mentre dormi contando i pianeti , pensa agli altri,
coloro che non trovano un posto dove dormire.
Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,
coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.
Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e dì: magari fossi una candela in mezzo al buio.
Da Kazahri al-Lawzi aw Ab’ad
(Come il fiore di mandorolo o più lontano)
(Traduzione di Asma Gherib)
La pace è una donna e una madre
Come posso saperlo?
Lo so, perche ieri l'ho vista,
sul mio sentiero volteggiante
verso il nutrimento del mondo.
Il suo viso era di una tale tristezza,
da sembrare un fiore dorato consunto prima del tempo.
Le ho chiesto perche' era cosi' triste.
Mi ha detto che il suo neonato e' stato ucciso ad Auschwitz,
sua figlia a Hiroshima, e i suoi figli in Vietnam,
Irlanda, Israele, Libano, Palestina,
Bosnia, Ruanda, Cecenia e Sudan.
Ed il resto dei suoi bambini, mi disse,
sono sulla lista nera nucleare dei morti,
tutti quanti, fino a che l'intero mondo capira'
che la pace e' una donna.
Un migliaio di candele allora si accesero,
nei suoi occhi stellati, ed io vidi
che la Pace e' davvero una donna incinta.
La Pace e' una madre.
Solo qualche parola sulla musica di questa sera:
L’11 gennaio 1998 moriva Fabrizio De Andrè. Da questa sera, in ogni post, fino all'11 gennaio, metterò una sua canzone, un mio piccolo omaggio a un cantante-poeta indimenticabile.
Sidun
"Sidun" un canto straziante di un padre che ha visto la cosa più atroce che può capitare ad un genitore: la morte violenta di suo figlio.