E domani sereno
volerò in braccio a Dio
tra i papaveri e il treno
perché là è il posto mio
(Stefano Rosso: Il treno dei papaveri)
Questa sera, rientrando in albergo dopo una splendida giornata di sole, accendo la tv e dal TG3 apprendo che è morto Stefano Rosso
Non aveva ancora sessant’anni, questo cantautore che molti conoscono solo per quei due versi che a metà degli anni ‘settanta divennero famosi: che bello, due amici, una chitarra e uno spinello…Ci scommetto che molti di voi li hanno cantarellati almeno una volta.
Ma di canzoni ne ha scritte tante, Stefano Rosso. E belle. Ma chissà perché tutti noi lo abbiamo dimenticato in fretta. Solo quei due versi ci sono rimasti nella memoria, dimenticando, forse, chi li ha scritti e cantati. Questo ho pensato subito dopo aver ascoltato la notizia della sua morte.
Poi ho fatto un po’ di ricerche in Internet, e con piacere ho trovato tante persone che oggi lo ricordano con affetto e rimpianto. Uomini e donne della mia generazione ma anche lasciati da giovanissimi. Fra i molti commenti letti mi ha colpito in particolare uno, perché pure io ho avuto lo stesso pensiero: quello di Enrico di Giacomo : CIAO STEFANO, POETA DIMENTICATO DA UN PAESE SENZA MEMORIA. E GRAZIE.
Fra l’altro, come spesso mi accade è stata questa un’occasione per scoprire un sito dove ci sono molte cose che condivido. (è questo che si dice serendipity?). Vi invito a visitare il sito di Enrico di Giacomo.
Ecco sono uscita anche questa sera dal mio…temporaneo rifugio. Ma volevo fare un piccolo omaggio a questo cantautore che amo e che avrebbe meritato una notorietà maggiore di quanto abbia avuto.
Vi lascio con due sue canzoni:
La prima è
Letto 26
forse la mia preferita, di cui riporto anche il testo.
Via della Scala è sempre là
e io dal letto 26
malato di pazienza sto
e aspetto chi non torna più
è un ragazzino magro che
cantava sempre insieme a me
e morì un giorno che non so
e i suoi bei sogni mi lasciò
E Biancaneve è ancora là
è un po' invecchiata ma che fa
le mele non le mangia più
forse i ragazzi giù del bar
ricordo tanto tempo fa
veniva a scuola insieme a me
la guerra già non c'era più
e poi non c'eri neanche tu
La brillantina e via così
si incominciava il Lunedì
ad invidiare quello che
aveva un libro da studiar
diceva non ti serve a niente
la scuola non ti servira'
e invece io tra quella gente
capivo un pò di verità
La mariujana ti fa male
il Chianti ammazza l'anemia
i miei compagni li ho lasciati
ho preferito andare via
così ho comprato un giradischi
uno di quelli che non va
per non dar noia a quel vicino
che non riesce a riposar
Ho conosciuto tante donne
cattive, oneste e senza età
a tutte ho dato un po' qualcosa
con tanta generosità
a lei, mia madre, i dispiaceri
mentre a mia moglie dei bambini
al primo amore i sentimenti
i baci e l'acne giovanile
Via della Scala è sempre là
e io dal letto 26
in chiudo gli occhi e penso a te
ti sento e invece non ci sei
L’altra è, ovviamente:
Una storia disonesta
Se anche voi avete amato e amate Stefano Rosso, raccontate i ricordi legati alle sue canzoni. Mi piacerebbe leggerli.
Ai prossimi giorni, cari amici. E...non mi sono dimenticata di Mantova.