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martedì, 30 settembre 2008

Viaggiare con la poesia

P1080323

Capita che, quando leggo un libro e ne rimango particolarmente colpita, io mi dica: ora ne parlerò sul blog. Poi mi prende una sorta di timidezza, sono colta dal timore di non essere per nulla in grado di trasmettere ad altri le emozioni, l’apprezzamento verso l’autore che sono scaturiti dalla lettura. E di dare, scrivendone, un'impressione sbagliata, non all'altezza del valore del libro.
E così lascio perdere… Con dispiacere, però.  Soprattutto se conosco personalmente l’autore o l’autrice. Poi il tempo passa, il libro non è più un fresco di stampa, altri libri si accumulano sulla mia libreria, sul mio comodino e nella mia mente…


"Spaesamenti" la più recente opera poetica di  Anna Zoli , è dall’inizio di luglio che mi fa compagnia, da quando è stato presentato nella magnifica Sala dello Zodiaco del palazzo che ospita la Provincia di Bologna. Un piccolo libro di poesie, che, oltre a piacermi per il contenuto letterario, mi piace anche come oggetto: mi piace il colore della copertina, l’immagine che presenta e le fotografie che, all’interno, arricchiscono la parola scritta.

L’Autrice è un’amica, è vero, ma anche se ne conoscessi solo il nome, avrei apprezzato comunque questa sua silloge.  E se ora sto dedicando il post di questa sera al libro di Anna, vincendo i miei timori , è perchè di Spaesamenti non ne scriverò io direttamente: riporterò infatti  la recensione della  poetessa e attrice  Serenella Gatti , anche se Serenella non la considera, la sua, una recensione, ma la definisce il suo sguardo di lettrice e poeta.

 E io mi limiterò, dopo aver ribadito quanto questa silloge mi sia piaciuta, a pubblicare, quindi, questo sguardo…

 Anna Zoli, Spaesamenti, Giraldi, Bologna, 2008
Spaesamento, spaesata: visibilmente a disagio, disorientata, in seguito a difficoltà d’ambientamento, non dentro il paese, cercare d’orientarsi al di fuori dei confini di ciò che è familiare, vicino, consueto, come accade nell’adolescenza, smarrirsi, sentirsi sfalsata, cercare un “altrove”…Esistere è viaggiare ed ogni giorno vaghiamo di stazione in stazione nel treno del nostro corpo, anche in casa, in città.
Anna ha scritto un “viaggio dell’anima”, realizzato geograficamente in un posto molto lontano. Ma nessun luogo oggi è lontano. Quello di Anna è un viaggio di conoscenza interiore, nel proprio essere se stesse, nella maniera più autentica ed in esso lei ci accompagna quasi per mano e ci fornisce un esempio di “resistenza creativa” ad ogni difficoltà.
M’ha fatto venire in mente numerosi libri, film, canzoni, frasi sul “topos” del viaggio, quale metafora della vita e della scrittura.
Ho seguito il percorso della “Ballata dall’Australia” di Anna, dal nascere, al mutare, a quando lei ne parlò in una terza media, in cui insegnavo, (ed un ragazzino ne portò alcune strofe a memoria nell’esame finale, fra lo stupore e l’ammirazione della Commissione), all’edizione definitiva, in cui sono anche le poesie di “Tempo Sfalsato”. Ogni volta in cui ho riletto, ho rintracciato sempre nuovi significati, vari percorsi di lettura.
Anna è una “pasionaria” della scrittura, il suo mare è il linguaggio, che è uno dei temi centrali, insieme alla natura ed all’amore.
Spiritualità e corporeità si fondono in un delicato erotismo, intessuto di suoni, odori, colori.
M’ha particolarmente colpita la “dialettica degli opposti”, che si ricompone in un equilibrio, continuamente da rinnovare.
Fiera, ironica, la poesia di Anna è colma di dubbi. Guarda alla realtà con occhi stupiti da bambina, ma scrive con tecnica da adulta, essenziale, misurata e consapevole.
I movimenti d’andata e ritorno fra il dentro e il fuori e viceversa corrispondono al suo modo di sentire, di vivere, di scrivere, di respirare.
Tristezza e gioia sono mescolate, lasciando alla fine, secondo me, un’impressione di speranza e di luce, per noi nomadi-sedentari, erranti-stanziali, permanenti-temporanei, vivi per un momento.

                                                                                                  Serenella Gatti Linares


Voglio aggiungere pure   piccoli stralci dalla postfazione che chiude il libro di Anna, scritta da un’altra poetessa: Loredana Magazzeni

"E’ ben più di un diario in versi, questo poemetto di viaggio di Anna Zoli. E’ raccontare in poesia un’esperienza di spaesamento (Anna ci narra il  suo viaggio nella terra  dove vive la figlia Valentina ) che coinvolge spazio e tempo, corpo ed emozione…
…L’Australia diviene infatti non più la terra “remota e rovesciata”, quella che le ha “rubato una figlia adorata”, ma la pulsante testimone di una crisi delle certezze e l’occasione per un tentativo di rinnovata autocoscienza, valido per Anna, ma anche per ognuno di noi”
…E paesaggio diviene la stessa scrittura, la foresta delle parole che Anna e ciascuno di noi attraversa, interrogandosi sulla sua necessità e sulle sue incertezze, come bene ci illustra l’altra significativa sezione di questo libro, dedicata alla scrittura, nel suo darsi metapoetico”


Concludo con una poesia di Anna, scelta a caso, aprendo il libro e leggendo:

Non mi aspetto condoni
per questa lontananza
fatta di aggiustamenti

si rovescia con l’ora
con la stagione nuova
con il sonno e la veglia

è un luogo vero
per un respiro lento
e l’aria si dilata
nel sorriso e nel pianto
il cuore –motore di ricerca-
perno del movimento

e la vita va avanti




 Un  video, una canzone, che mi paiono piuttosto in tema:
Buon ascolto!!!!


postato da: Soriana alle ore 23:25 | link | commenti (9)
categorie: la poesia salva la vita, leggo e commento
lunedì, 29 settembre 2008

Oggi ho navigato qui

i ResistentiI resistenti


La leader dell'opposizione democratica in Birmania Nilar Thein è stata arrestata il 10 settembre 2008
Leggete QUI qui per l’appello

Tutto in 24 ore
In Blogger for Burma

Verona culla della civiltà
in Mente critica

E d’obbligo è una visita al blog resistente sempre  di
Patrizio Spinelli

Gli Abdoul d'Italia
Da Pedjolo

Italia, vergogna senza fine
un post di Alberto Nigro

America: e la destra disse Dio è con noi,
Su Il ghibellino

Cossiga e i massimi sistemi
di Michela Murgia

In alto sui merli del palazzo
Da  Giulia


DanteCari amici Poeti

Natàlia Castaldi
Sul silenzio


Piera Maria Chessa
Il passero

In simple mode
Una poesia di Lam, da Orasesta

Gaetano Gulisano
Il volo della rondine

Giorgio Medda
Sogno

Gloria D'Alessandro
Altro nulla esistente


letteratura
Scrittori e scritture

QUI
potete leggere (o rileggere)  i quattro racconti  rimasti in gara dopo la terza manche di Letteriadi 2008, il  simpatico concorso voluto da Laura e Lory
  E qui invece
  il primo racconto della quarta manche


E’ nato un nuovo, interessantissimo, blog:
Altre Letterature


Un'intervista:
Chiara Perseghin ha intervistato Giuseppe Iannozzi
 autore di Morte all’alba


Da  Fabio Geda
Scuola Holden e altro

Quante riflessioni, nel sito di
Flavio Soriga!


Ancora su:
Hitler era innocente, il romanzo di Aldo Moscatelli



Un racconto di
Gea


AltroAltro ancora



Andar per Arte con
 Claudio Arzani

Il colore della paura
di Eventounico

Le dolcezze de
la Prof


Da Zuccapelata

Un'intervista al grande Paul fatta dalla (allora) grande Oriana Fallaci
postato da: Soriana alle ore 15:51 | link | commenti (4)
categorie: avviso ai naviganti
sabato, 27 settembre 2008

Addio a un mito

Paul-Newman-Photograph-C12142732.jpeg

Addio a Paul Newman  (Il Messaggero)



Per noi, per quelli della mia generazione, intendo, Paul Newman è stato un mito.

Credo di aver visto tutti i suoi film, e non sono certo stati pochi. In tutto, stanno proprio dicendo ora nel giornale radio3, ne ha girati 60.
E Newman non è stato solo un grandissimo professionista, ma anche un uomo sensibile ai diritti civili, molto prima che altre star di Hollywood scoprissero (forse per moda?) di essere altrettanto sensibili ai disagi dell’umanità. Già nel 1982 scelse di investire tempo e denaro nella filantropia.  Non dando però tanta visibilità alla sua scelta, ma  preferendo tenere  un profilo basso. L’impresa alimentare da lui fondata, la Newman's Own, ha donato il 100% degli utili, oltre 200 milioni di dollari a più di mille associazioni in 25 anni. Non solo. Ha costituito «The hole in the wall»: dagli Stati Uniti a Israele, dal Sudafrica al Costarica. Dal 1987 campi estivi superattrezzati hanno ospitato gratuitamente 100mila bambini con patologie gravi.
E poi…era bellissimo.


Voglio ricordarlo con le locandine di film che ho molto amato

gattaAlaspaccone
. Che, nel buio della sala del cinema Nosadella, decenni fa ( e pure il cinema Nosadella non c’è più) mi hanno commosso, entusiasmato, aiutato a conoscere un grande attore e un aspetto dell’America diversa da quella proposta in altre pellicole edulcorate dell’epoca.

Addio, Paul!













 
postato da: Soriana alle ore 17:30 | link | commenti (6)
categorie: in ricordo di
venerdì, 26 settembre 2008

Una bella presentazione

P1080298P1080305Barbara Gozzi                                                                   Barbara Gozzi, W.Horn, F. Giubilei

P1080307Francesco Giubilei


Gradevolissima serata quella di ieri sera in quel di San Giovanni in Persiceto. Come avevo anticipato, ieri sera c’era in programma la presentazione dell’ultimo romanzo, o racconto lungo, come l’autrice ha precisato, di Barbara Gozzi. Questo:P1080317
Mi dispiace che il pubblico non fosse numeroso nella deliziosa saletta del Bar Moderno,  perché sentire colloquiare  l’Assessore alla cultura del comune di S.Giovanni in Persiceto Wolfango Horn con Barbara Gozzi è stato davvero molto interessante. L’assessore, che ha condotto la presentazione, è un appassionato lettore nonché anche autore di storie affascinanti e ha dimostrato di aver letto con una grandissima attenzione il libro di Barbara. E davanti agli attentissimi ascoltatori sono passate le immagini dei personaggi con i loro risvolti psicologici, le loro contraddizioni, i loro chiaroscuri, in maniera tanto efficace che sembrava quasi di stare assistendo a uno spettacolo cinematografico. E Barbara non è stata certo da meno: è una giovane donna molto sicura e vivace, e ascoltandola si avverte molto fortemente quanto ami la scrittura, come lo scrivere sia per lei una cosa davvero essenziale.
Insomma, avevo già deciso a priori che avrei acquistato il libro: perché quando vado alle presentazioni acquisto sempre il libro presentato.
Perché amo acquistare libri di giovani autori.
Perché amo acquistare libri. Punto. Ma anche se non avessi queste (cattive?) abitudini lo avrei acquistato ugualmente, perché, ascoltando le parole di  Wolfango Horn e Barbara Gozzi, sembrava proprio che il libro lì esposto mi dicesse: comprami, comprami… E così ho fatto, e credo che non me ne pentirò.
Ma a rendere la serata proprio perfetta è stata la presenza di Francesco Giubilei, editore di Barbara.
E’ davvero eccezionale, Francesco. Ieri sera ho avuto occasione di conoscerlo meglio, anche perché lui e la sua mamma (una bella e gentilissima signora) mi hanno dato un passaggio fino a casa. Quello che mi fa veramente piacere è aver constatato che è un ragazzo modesto e gentile. Sarebbe facile, non dico normale, per un adolescente tanto intelligente e pieno di idee e progetti già in parte realizzati, essere un po’ presuntuoso, pieno di sé. Avete presente certi primi della classe? E invece no: Francesco è sicuro, ma non arrogante, è gentile e sa ascoltate il prossimo. E’ curioso e pieno di entusiasmo. Osservare persone adulte che si rivolgevano a quel ragazzo giovanissimo per chiedergli consigli è stato senza dubbio un bel vedere. Insomma, Francesco può essere davvero il figlio che tutti sogniamo (anche se io, del mio, in verità non mi  posso lamentare…).
Sì, quella di ieri sera a San Giovanni in Persiceto è stata proprio una bella presentazione.


Potete leggerne anche QUI

Concludo, prima del video musicale, segnalando due eventi di domani sera (venerdì 26) che si svolgeranno a Bologna.

Nell’ambito della manifestazione Artelibro:
Racconti d’Artiste.
Sala dello Stabat Mater (biblioteca dell’Archiginnasio) dalle 19, 30 alle 21 Lella Costa legge brani dal Cinquecento ad oggi scelti e introdotti da Vera Fortunati



venerdi 26 settembre
ore 21,00
Presso la libreria
Modoinfoshop  Via Mascarella 24/B
La fabbrica del falso
Strategie della menzogna nella politica contemporanea
(Derive Approdi)
un libro di
Vladimiro Giacché
ne parlerà con l'autore Franco Berardi "Bifo"

Il libro

Perché chiamiamo «democrazia» un paese dove il governo è stato eletto dal 20% degli elettori? Perché dopo ogni «riforma» stiamo peggio di prima? Come può un muro di cemento alto otto metri e lungo centinaia di chilometri diventare un «recinto difensivo»? Le torture di Abu Ghraib e Guantanamo sono «abusi», «pressioni fisiche moderate» o «tecniche di interrogatorio rafforzate»? Cosa trasforma un mercenario in «manager della sicurezza»? Perché nei telegiornali i Territori occupati diventano «Territori»?
Rispondere a queste domande significa occuparsi del grande protagonista del discorso pubblico contemporaneo: la menzogna. Se un tempo le verità inconfessabili del potere erano coperte dal silenzio e dal segreto, oggi la guerra contro la verità è combattuta e vinta sul terreno della parola e delle immagini. Questo libro ci spiega come funziona e a cosa serve l’odierna fabbrica del falso.

Vladimiro Giacché è nato a La Spezia nel 1963. Si è laureato e perfezionato in Filosofia alla Scuola Normale di Pisa. Lavora nel settore finanziario. È autore di volumi e saggi di argomento filosofico ed economico, fra i quali Finalità e soggettività. Forme del finalismo nella Scienza della logica di Hegel (Pantograf 1990), La filosofia. Storia e testi (con G. Tognini, La Nuova Italia 1996) e Storia del Mediocredito Centrale (con P. Peluffo, Laterza 1997). Per le nostre edizioni ha pubblicato Escalation. Anatomia della guerra infinita (con A. Burgio e M. Dinucci, 2005). Suoi articoli sono stati pubblicati in volumi collettanei e ospitati su numerose riviste italiane e straniere.
 
Franco Berardi detto Bifo è uno scrittore, filosofo e agitatore culturale.



Franco Berardi (che allora non era detto Bifo) è stato mio compagno di infanzia: abitava nell’appartamento sopra il mio, con la sorellina Lucia, il fratellino Fabio il suo papà maestro e la sua mamma. Non lo vedo di persona da circa cinquant’anni… Non credo proprio che mi riconoscerà…
Ciao!


E’ Roberto Vecchioni che vi canta
Ninnananna

postato da: Soriana alle ore 00:04 | link | commenti (4)
categorie: avviso ai naviganti, presentazioni, bologna e dintorni
mercoledì, 24 settembre 2008

Vedi alla voce: Mantova (2)

P1080162(Il grande Marino: Mantova, Festivaletteratura 2008)


Ischia e i suoi meravigliosi Giardini di Poseidon  (che vi consiglio di visitare: sono fra i luoghi più belli che ho mai visto, e ne ho visitati tanti, durante la mia vita) sono ormai un ricordo,  e un ricordo ancora più lontano è il Festival Letteratura di Mantova.  Ma ogni promessa è debito, e eccomi quindi a lasciare qualche altro frammento della mia esperienza mantovana. Riprendo in mano il mio taccuino, lo sfoglio, cerco fra gli appunti disordinati…

Ecco, l’impressione che ho avuto è che molti incontri abbiano avuto come filo conduttore l’importanza della memoria, della ricerca del passato, e anche dell’armonia che, forse, solo nella natura si può ancora trovare. Ricerca del passato non come sterile conservatorismo, ma per riscoprire radici che, in questo traballante periodo, ci possano indicare il percorso per un futuro meno incerto di quanto ora si presenti.

Memoria, ricerca del passato:
Di un uomo che ha perduto la memoria ci parla Nicole Krauss nel suo libro   L'uomo sulla soglia  (la memoria è la forma più grande dell’immaginazione umana, ha affermato Nicole). E pure il suo celebre marito, J.Safran Foer, nel suo bellissimo romanzo Ogni cosa è illuminata intraprende un viaggio alla ricerca delle proprie origini.  E a Mantova il giovane scrittore statunitense ha ribadito: Per me è inconcepibile non andare alla ricerca del proprio passato.

Un altro ospite, lo scrittore giornalista uruguaiano   Eduardo Galeano  dice
"Sono uno scrittore ossessionato dal ricordo, soprattutto dal ricordo del passato dell'America e, in particolare, dell'America Latina, terra amatissima condannata all'amnesia".
E Galeano a Mantova ha detto un’altra cosa che mi è piaciuta molto: La vera cultura è la capacità di ascoltare la voce degli altri e quella della natura.

E ancora Alberto Asor Rosa : c’è un nesso inscindibile fra passato, presente e futuro. E dice anche: profitto, guadagno e potere si sono sostituiti oggi  a bellezza e armonia.



Letteratura, scrittura, giornalismo, linguaggio:

Loretta Napoleoni : il lessico della paura, oggi così abusato, è più devastante della paura stessa.  Il termine ground zero, utilizzato ora per indicare il luogo dove sorgevano le torri gemelle, nacque come identificazione della bomba di Hiroshima, ed è quindi il simbolo dell’annientamento totale, assolutamente incisivo.

Nicole Krauss (riprendendo un pensiero di Saul Bellow) :scrivere letteratura è un po’ un risarcimento per la meschinità del mondo. E aggiunge: io provo sempre empatia per i miei personaggi, e l’empatia serve per rendere il mondo più abitabile, l’empatia è una delle ragioni fondamentali per l’esistenza della letteratura.

 William Langewiesche : anche in un articolo che tratta di politica ci può essere una poesia dichiarata. E interviene Mario Portanova
per dire: l’articolo di Langewiesche  sulla rimozione delle macerie di Ground Zero è  poesia, perché il “cumulo” (così lui chiama i resti) diventa un vero paesaggio con crateri, laghi, montagne.  Langewiesche è un giornalista che si prende tempo, per scrivere un articolo, e il suo giornale glielo permette. Per arrivare ad avere un giornalismo come il suo anche in Italia bisogna concedere più tempo e più spazio agli inviati, a chi fa giornalismo di inchiesta. E bisogna darne meno agli opinionisti. Invece cosa succede? continua Portanova, se su un giornale si parla di guerra in Irak ecco che trovate tre pagine di opinioni e mezza pagina scritta dall’inviato presente sul territorio. Per fare un vero giornalismo, conclude il giornalista di Diario, bisogna seguire la religione dei fatti.
Credo che questa affermazione sia senza dubbio condivisa anche da un altro ospite  di cui ho parlato nel precedente post su Festival Letteratura: Fabrizio Gatti. La Tv, ha detto Gatti, elimina i fatti, non parla dei fatti. E si rivolge poi ai lettori: chi fa inchiesta, afferma, non è solo chi scrive, ma anche chi legge. Il giornalista deve fare il cane da guardia, ma poi sono i cittadini che si devono muovere per cercare di cambiare le cose.

E per finire (che se continuo batto il record mondiale di lunghezza di post…)

Mamme di scrittrici e scrittori (Se non ci fossero loro, gli scrittori mica ci sarebbero...)

La mamma di Barbara Provenzi : una bella, dolce signora, due limpidi occhi azzurri che guardano la figlia con orgoglio e amore. Sono contenta di averla incontrata di nuovo, dopo averla conosciuta a Torino.
La mamma di Flavio Soriga : una signora solare, simpatica, dinamica, e un uccellino mi ha pure detto che ogni tanto scrive anche lei qualcosa e lo fa anche bene. D’altra parte, il figliolo, da qualcuno avrà pure preso. Felice di averti conosciuto, Raffaela…


Spiccioli

Il Festival secondo una definizione di Lella Costa:
Il festival letteratura è la beauty farm dell’anima.

Ristorante consigliato (da me, se vi fidate): Giallozucca, Corte dei Sogliari 4 (in pieno centro). Andare per credere.

Qui si potrebbe ridere, ma in realtà c’è da piangere.
Ho conosciuto quei due ragazzi di Vicenza che sono stati multati perché stavano leggendo stesi su un prato di un parco (leggete Qui  la notizia): ebbene, mi hanno fatto leggere il verbale e nella motivazione che ha causato la sanzione c’è proprio scritto così: "Perchè all'interno dell'area
verde di Campo Marzo era sdraiato sul manto erboso intento a leggere un
libro"
Capito??????  Quel ragazzo stava facendo una cosa ASSOLUTAMEEEENTE ILLEGALE! Leggeva!!!!


Ringraziamenti:
Ce ne sarebbero molte di persone che vorrei ringraziare: le amiche con cui ho trascorso i miei giorni mantovani, gli ottimi interpreti che ci hanno dato la possibilità di capire le parole degli ospiti stranieri sempre con grande abilità e partecipazione (in particolare Paolo Maria Noseda e la bravissima interprete di J.Safran Foer di cui però non so il nome). Ma io ho un debole, un debole per il grande Marino Sinibaldi. E allora: grazie, Marino! (ma grazie anche a Susanna Tartaro, è ovvio…). Senza Fahrenheit i Festival, le fiere del libro, e, sì, anche la vita, avrebbero meno luce.


E, anche se l’ho messa altre volte, ecco allora
My Favorite Things
la sigla della più bella trasmissione del mondo intero…




 




   
postato da: Soriana alle ore 18:31 | link | commenti (6)
categorie: festival e fiere
martedì, 23 settembre 2008

Francesco: se non ci fosse bisognerebbe inventarlo...

copertinadefinitivaMarco è uno scrittore ormai affermato. Ripulendo la libreria del nonno ritrova una vecchia copia de 'Lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde' di Stevenson, da cui sfugge alla rilegatura un foglio. Cose che vorrei si ricordassero di me, è scritto nell'intestazione con una grafia sconosciuta. Da lì, da un foglio sgualcito e da quel libro inizierà per Marco una nuova storia. Quella della sua famiglia.

Questo è quanto ci racconta Barbara Gozzi  nel suo ultimo romanzo: “La questione  di Jekill e Hyde” (Historica – Il Foglio Letterario Collana: narrativa contemporanea Isbn: 978-88-903572-2-0)

E qui:
a San Giovanni in Persiceto (Bo), davanti alla libreria degli Orsi, in Piazza del Popolo 3
è dove il libro verrà presentato, mercoledì 24 settembre 2008 alle ora 21.
Volete sapere chi saranno gli ospiti presenti?
Allora: l’autrice, naturalmente, Barbara Gozzi.
poi Wolfango Horn (Assessore alla cultura e alla comunicazione del Comune di San Giovanni in Persicelo)
e ancora

LUI, il più giovane editore della storia! FRANCESCO GIUBILEI!!!!

E pure io, ci sarò: fra gli spettatori, certo.
Ecco, io mi immagino già che faccia faranno i signori della libreria dell’Orso se non conoscono Francesco. Loro si aspetteranno un signore di una certa età, magari con gli occhiali, magari con un po’ di pancetta, magari un po’ stempiato…Insomma, più o meno si aspetteranno un signore con l’aspetto di editore (io gli editori me li immagino così…, a parte Gordiano Lupi, che è tutta un’altra cosa)…E si troveranno, invece, i signori librai della libreria dell’Orsa, un ragazzo giovanissimo, uno straordinario, geniale adolescente, pure tanto bellino: l’editore, scrittore, giornalista, studente di liceo, giocatore di pallone, blogger, Francesco Giubilei, classe 1992.


E per saperne di più:
Historica il Foglio Letterario

Se siete nei dintorni, mercoledì sera... Ci sarà anche l'aperitivo!



postato da: Soriana alle ore 21:04 | link | commenti (1)
categorie: avviso ai naviganti
lunedì, 22 settembre 2008

Chi se ne frega...

48cfae0c9169b_zoomMa come posso parlare di Mantova? Ma come posso parlare di libri, di incontri, di sorrisi, emozioni, amicizie consolidate, amicizie nate?
C’è una notizia, in questi giorni, che mi sembra la più terribile di tutte quelle pubblicate negli ultimi anni (e di terribili ne leggiamo ogni giorno).
Come posso parlare di cultura quando DELIBERATAMENTE si stanno uccidendo dei bambini, quando DELIBERATAMENTE si stanno facendo ammalare dei bambini, quando DELIBERATAMENTE si è approfittato delle condizioni sociali ed economiche di migliaia e migliaia di bambini somministrando loro veleno?
No, proprio non ci riesco, oggi, a scrivere del Festival Letteratura. Abbiate ancora un po' di pazienza.

Posso capire tutto: posso capire che per errore si immettano nel mercato sostanze nocive.  Posso anche capire che nei laboratori di ricerca a volte si ottengano risultati falsati da un lavoro superficiale. Posso capire che certe pubblicità contengano menzogne (non nocive) sul prodotto reclamizzato.  Posso capire, anche se non giustifico. Ma accade, è accaduto molte volte, è accaduto negli anni ’50, ’60 con medicinali a base di talidomide che, somministrati a donne gravide, fecero nascere bambini focomelici. E’ accaduto con l’uso di strutture che avevano l’amianto come componente, che ha provocato e continuerà a provocare in futuro migliaia di morti fra coloro che ne sono venuti in contatto (anche se in questo caso si deve parlare di crimine, in quanto si è continuato a utilizzare l’amianto ben molto tempo dopo aver saputo della sua pericolosità). Posso capire tutto, anche se con molta fatica.
Quello che mi fa davvero inorridire, però, che mi fa incazzare, che mi fa piangere, che mi fa desiderare di non appartenere al genere umano è che ci sia stato qualcuno così mostruosamente disumano da alterare il nutrimento base per la crescita di un bambino, sapendo esattamente i danni enormi che avrebbe provocato. PER SOLDI, SOLO PER SOLDI, PER AVER UN COSTO DELLA PRODUZIONE PIU’ CONTENUTO E QUINDI POTER IMMETTERE SUL MERCATO UN PRODOTTO  ECONOMICAMENTE  PIU’ APPETIBILE,  E UN CONSEGUENTE MAGGIOR UTILE SULLE VENDITE.  IL TUTTO SCIENTEMENTE, DELIBERATAMENTE.
E chi se ne frega se tredicimila bambini sono ora ricoverati in ospedale, se più di cinquantamila bambini si sono intossicati nutrendosi con quel latte, se quattro (per ora) sono morti. Tanto sono bambini che appartengono molto probabilmente alle classi sociali più basse e allora chi se ne frega?
Chi se ne frega se migliaia di bambini hanno sofferto e stanno soffrendo dei terribili dolori che una colica renale provoca, chi se ne frega se dovranno convivere per sempre con un’ insufficienza renale?  Chi se ne frega?
E tutto questo accade nella grande Cina (ma forse non solo, perché chi ci dà la certezza che non avvenga in altre parti del mondo) che ha mostrato tutti i suoi lustrini e pailette durante le recenti Olimpiadi.
Per un attimo, leggendo queste notizie, il mio atavico, inflessibile odio verso l’applicazione della pena di morte ha vacillato. Solo per un attimo. Ma questo mio vacillare è stato un motivo in più per provare il disprezzo più assoluto verso questi criminali.
Scusate la veemenza. Se questo post vi sembra esagerato, se ho scritto stupidaggini, imprecisioni, o chissà che altro, è dovuto alla rabbia sterminata che ho dentro.


http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/esteri/cina-colla-latte/ancora-casi/ancora-casi.html



postato da: Soriana alle ore 17:12 | link | commenti (13)
categorie: dall italia e dal mondo, cronache infernali

Non piovono pietre, ma...segnalazioni

i ResistentiI resistenti

Anno Zero:
Come si umilia un bambino


Allo sbando
Un interessante articolo di Giadanila

Alla festa dei senza fissa dimora
da Simona Vinci

In tuttoblog:
 Manifesto degli scienziati antirazzisti 2008


La delusione genera consenso
Da Patrizio Spinelli un articolo di Ilvo Diamanti

Mente critica
Ancora sulla SLA

Come molti sapranno  Morgan ha chiuso il suo blog. A me, e penso a tutti voi, I suoi post mancano. Era una voce forte della rete, Morgan. Ecco perchè ho pensato di riproporne qualcuno, ogni tanto. Come questo:
Ammazziamo tutti i clandestini



DanteCari amici Poeti
Cliccando qui sotto ecco i link dove si possono leggere le recensioni di
Il cerchio infinito
la seconda opera poetica di Renzo Montagnoli


Barbara Provenzi
Antonia Pozzi: la vita sognata


Cristina Bove
Recensioni, commenti, interviste intorno al nuovo libro  di Cristina Bove: Il respiro della luna

Giorgio Medda
Non è vita

Gloria D'Alessandro
Lividi spettrali

Renzo Montagnoli
Fiori di vetro


Matteo Fantuzzi
Saba e la terza dimensione.



letteratura
Scritture e scrittori


Alberto Carollo
 ha recensito: Tutti pazzi per Berlino di Piero Badaloni


Per un concorso
Un breve racconto di Stefano Mina


La mia maestra
raccontata da La Prof


Attenzione attenzione! Sta per uscire
'A jatta
il nuovo romanzo di Cinzia Pierangelini


Morte all'alba
I ventinove racconti di Beppe Iannozzi


I progetti di
 Fabio Geda

Letteriadi 2008
In "le storie di Laura e Lory" proseguono le pubblicazioni dei racconti che partecipano al concorso creato da Laura Costantini e Loredana Falcone. Andate a leggere, lasciate commenti e al momento opportuno votate. E se poi volete partecipare ricordatevi che c'è tempo fino al 15 ottobre. Ci si diverte, è stimolante, è proprio una cosuccia carina carina.


Ecco il nuovo numero de
 Lo scrittore inesistente: racconti, informazioni e anche l’invito a inviare racconti sul tema “In automobile”.


Historica (cioè il grande Francesco Giubilei)
che questa volta ci parla  di "La questione di Jekill e Hyde" ll nuovo libro di Barbara Gozzi


Paolo Ferucci
In ricordo di David Foster Wallace



P1030330
Qui c'entro io

E invece so



Altro


Una domanda facile facile...
Ce la pone, con ironia e amarezza, Laura Costantini



Ora sesta
Analisi logica dell'anima










postato da: Soriana alle ore 11:54 | link | commenti (4)
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venerdì, 19 settembre 2008

Piccoli gesti quotidiani

ragazza alla finestra
 Attraversare una stanza, abbracciare nostro figlio, salire su un treno, chinarsi per raccogliere un fiore, affacciarsi a una finestra, portare alla bocca un cibo, assaporare, masticare, deglutire, entrare in un negozio e fare la spesa, cantare la canzone preferita, respirare. Respirare. Respirare. Respirare. Gesti banali, normali, alcuni semplicemente meccanici. Molti li compiamo senza neppure pensarci: non ci rendiamo conto del loro valore. Valore, sì.
Chiedetelo a chi queste azioni non riesce a farle.
A chi ha bisogno di qualcuno che le compia per lui.
Chiedetelo a chi è costretto  ad affidare le funzioni vitali che il suo corpo non riesce più a sostenere a una macchina.
Respirare. Respirare. Respirare.
Solo queste persone  vi potranno dire quanto questi piccoli, normali gesti quotidiani valgono.


Questa riflessione (forse anch’essa banale) scaturisce dalla lettura di un post  molto importante di Piera Maria Chessa che vi riporto interamente.



Sla: un pugno nello stomaco
 
Sclerosi laterale amiotrofica: tre parole che a molti di noi, fino a poco tempo fa, non dicevano niente, sembravano non avere significato.
Eppure si tratta della terribile sla. Non voglio usare la maiuscola perché non “la merita”, come dice Carlo M. che da dieci anni combatte contro quella che lui chiama “la maledetta”.
Dicevo, fino a pochi anni fa, poco o nulla si sapeva, oggi sappiamo di più sul suo modo infido di presentarsi, di farsi conoscere, ma quasi niente sulle cause che la scatenano.
Si mettono sotto accusa le sostanze tossiche, gli antiparassitari, eventuali traumi subiti e altro ancora. Ma di certo, purtroppo, non c’è nulla e non esiste una cura che la debelli o perlomeno ne blocchi il decorso.
Abbiamo davanti agli occhi e nella mente lo sguardo e la terribile esperienza di Piergiorgio Welby, di Giovanni Nuvoli e di altri meno conosciuti, e assistiamo impotenti al dramma di tanti nuovi ammalati.
Chi ha il dono della fede, cerca di trovare in essa la speranza, il coraggio di vivere quest’esperienza, per quanto è possibile, con serenità, apprezzando, pur nella sofferenza, ciò che ogni nuovo giorno offre. Inginocchiandosi e rimettendosi in piedi con forza, alternando momenti di sconforto e angoscia ad altri più sereni, confortato dall’affetto e dal sostegno di chi lo ama.
E chi fede non ne ha? E’ difficile rispondere e si viene presi dallo  sgomento.
Per tutto questo, per fare nel nostro piccolo quel poco che si può, vorrei chiedere ai blogger generosi e sensibili di unirsi a noi nel proporre sui loro blog qualsiasi cosa ritengano valida per una conoscenza più approfondita di questa terribile malattia.
Tutto può tornare utile: un articolo, un commento, una riflessione, un’esperienza, un racconto, una poesia.
Parlarne, far conoscere quest’ ambigua malattia degenerativa è un modo per combatterla e per far sentire il nostro sostegno ai troppi malati che oggi devono affrontare una durissima prova.
Voglio ricordare due date fondamentali:
  Domani, 18 settembre, ci sarà a Roma la PRIMA GIORNATA    NAZIONALE sulla SLA.
Domenica, 21 settembre, l’ASSOCIAZIONE AISLA sarà presente in quaranta piazze italiane per sensibilizzare e raccogliere fondi per la ricerca.
Sono due giornate molto importanti, per questo chiediamo il contributo di tutti nel modo che ritengono più vicino alla propria personalità e al proprio modo di sentire.
Sembra poco quello che tutti insieme potremo fare, in realtà è tanto, perché credo che la sensibilità, la condivisione del dolore degli altri è di conforto a loro ma aiuta noi a crescere e ad avere uno sguardo più consapevole e maturo sui problemi “veri”.
Un grazie di cuore a tutti coloro che ci affiancheranno.
Vorrei suggerire, per un ulteriore approfondimento, la visita ad un blog che è sempre vicino a chi è più fragile e indifeso:

www.shiva-ditutto.blogspot.com

Credo che non ci sia altro da aggiungere, da parte mia. Grazie, Piera, per aver, ancora una volta, affrontato un argomento che molti vorrebbero ignorare.

postato da: Soriana alle ore 00:50 | link | commenti (5)
categorie: senza categoria
mercoledì, 17 settembre 2008

Stefano Rosso: ho preferito andare via...

StefanoRosso.200

E domani sereno
volerò in braccio a Dio
tra i papaveri e il treno
perché là è il posto mio

(Stefano Rosso: Il treno dei papaveri)

Questa sera, rientrando in albergo dopo una splendida giornata di sole, accendo la tv e dal TG3 apprendo che è morto Stefano Rosso

Non aveva ancora sessant’anni, questo cantautore che molti conoscono solo per quei due versi che a metà degli anni ‘settanta divennero famosi: che bello, due amici, una chitarra e uno spinello…Ci scommetto che molti di voi li hanno cantarellati almeno una volta.
Ma di canzoni ne ha scritte tante, Stefano Rosso.  E belle. Ma chissà perché tutti noi lo abbiamo dimenticato in fretta. Solo quei due versi  ci sono rimasti nella memoria, dimenticando, forse, chi li ha scritti e cantati. Questo ho pensato subito dopo aver ascoltato la notizia della sua morte.
Poi ho fatto un po’ di ricerche in Internet, e con piacere ho trovato tante persone che oggi lo ricordano con affetto e rimpianto. Uomini e donne della mia generazione ma anche lasciati da giovanissimi.  Fra i molti commenti  letti mi ha colpito in particolare uno, perché pure io ho avuto lo stesso pensiero: quello di  Enrico di Giacomo   : CIAO STEFANO, POETA DIMENTICATO DA UN PAESE SENZA MEMORIA. E GRAZIE.
Fra l’altro, come spesso mi accade  è stata questa un’occasione per scoprire un sito dove ci sono molte cose che condivido. (è questo che si dice serendipity?). Vi invito a visitare il sito di Enrico di Giacomo.


Ecco sono uscita anche questa sera dal mio…temporaneo rifugio. Ma volevo fare un piccolo omaggio a questo cantautore che amo e che avrebbe meritato una notorietà maggiore di quanto abbia avuto.

Vi lascio con due sue canzoni:
La prima è

Letto 26
forse la mia preferita, di cui riporto anche il testo.

Via della Scala è sempre là
e io dal letto 26
malato di pazienza sto
e aspetto chi non torna più
è un ragazzino magro che
cantava sempre insieme a me
e morì un giorno che non so
e i suoi bei sogni mi lasciò

E Biancaneve è ancora là
è un po' invecchiata ma che fa
le mele non le mangia più
forse i ragazzi giù del bar
ricordo tanto tempo fa
veniva a scuola insieme a me
la guerra già non c'era più
e poi non c'eri neanche tu

La brillantina e via così
si incominciava il Lunedì
ad invidiare quello che
aveva un libro da studiar
diceva non ti serve a niente
la scuola non ti servira'
e invece io tra quella gente
capivo un pò di verità

La mariujana ti fa male
il Chianti ammazza l'anemia
i miei compagni li ho lasciati
ho preferito andare via
così ho comprato un giradischi
uno di quelli che non va
per non dar noia a quel vicino
che non riesce a riposar

Ho conosciuto tante donne
cattive, oneste e senza età
a tutte ho dato un po' qualcosa
con tanta generosità
a lei, mia madre, i dispiaceri
mentre a mia moglie dei bambini
al primo amore i sentimenti
i baci e l'acne giovanile

Via della Scala è sempre là
e io dal letto 26
in chiudo gli occhi e penso a te
ti sento e invece non ci sei


L’altra è, ovviamente:
Una storia disonesta

Se anche voi avete amato e amate Stefano Rosso, raccontate i ricordi legati alle sue canzoni. Mi piacerebbe leggerli.

Ai prossimi giorni, cari amici. E...non mi sono dimenticata di Mantova.



postato da: Soriana alle ore 01:12 | link | commenti (9)
categorie: in ricordo di, non sono solo canzoni