Gherard Terborch (ter Borch), Donna che scrive, circa 1665, L’Aia, Mautitshuis







, mi sono proprio divertita. L’autobus (se così si può chiamare) è un normale mezzo pubblico. Però durante il suo percorso effettua soste e deviazioni che possono mutare di volta in volta. Infatti non si limita al trasporto di passeggeri, ma il conducente consegna anche merci ai negozi (aiutato dai passeggeri quando i pacchi sono particolarmente pesanti). E poi fa anche da scuola bus, prelevando i ragazzini vicino all’istituto scolastico e accompagnandoli in prossimità delle loro case. Molto carina, questa cosa. Fra l’altro l’autista si preoccupa se manca qualche studente, e chiede informazioni ai compagni. Questa cosa l’ho intuita, naturalmente, perché non conosco il tailandese, ma dalla gestualità che accompagnava il dialogo ho capito così. Infatti poi è arrivata correndo una bambina e l’autobus è partito subito. Mi immagino cosa succederebbe da noi con un sistema simile…tutti protesteremmo…Perché noi, purtroppo, viviamo con l’orologio in mano, e abbiamo perduto (se mai la nostra civiltà occidentale l’ha posseduto) il dono di vivere la vita con lentezza, senza sempre star a inseguire il tempo.
o le auto a noleggio. E sorridendo ho pensato che bizzarramente mi trovavo più o meno nella situazione opposta di quando abitavo a Igea Marina, e prendevo l’autobus per andare a Rimini: ero quasi sempre l’unica a non essere extra comunitaria. E oggi…ero l’unica a esserlo, in un certo senso.