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mercoledì, 31 ottobre 2007

Il bel tacer non fu mai scritto

papa_11481456_18270(www.repubblica.it)

Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così…
Chissà perché proprio ora mi è venuta in mente  questa canzone?  Mah, fa strani scherzi, la mente…
 
E a proposito di scherzi, o meglio di battute, vorrei…cazzeggiare un po’ (per non piangere) sull’ultimo monito (dovrei usare la M maiuscola?) che ieri Benedetto16 (
*) ha fatto cadere dall’alto della sua somma carica.
Credo che tutti ne siano a conoscenza, giusto? Il nostro ieri ha dato vita (sempre bisogna dar vita…) a una nuova categoria: il
farmacistaobiettoredispensatoredimoralità.  E’ tassativo, per gli adepti a questa sorta di nuovo ordine, che non  dovranno limitarsi a negare farmaci
(assolutamente legali, per altro) al cliente che ne farà richiesta, ma dovranno anche prendere il malcapitato e convincerlo di quanto sia immorale anche solo l’aver pensato di acquistarli…
( i farmacisti attraverso il loro ruolo di intermediari tra medici e pazienti devono informare sulle “implicazioni etiche dell’uso di alcuni farmaci”.).
E già me le vedo ai lati del bancone, proprio accanto al dispenser dei preservativi,  quelle stanzette prefabbricate, simili a confessionali, dove il farmacista si apparterà con il peccatore, sussurrandogli: figliolo/a, questo è male, non è morale, il diavolo si cela dietro quel farmaco… Tre pater ave e gloria…o in alternativa l’acquisto della nostra crema anticellulite che fa miracoli, dopo due ore hai le gambe della Kelly Brooks…357 euro e 50 centesimi, vai in pace…
Già, me le vedo proprio quelle stanzette…

E se tutti, ma proprio tutti i farmacisti esplicassero questo loro… diritto, che succederebbe? Che qui, sotto i portici di Piazza Verdi, ad esempio, non ci si sentirebbe più sibilare nell’orecchio: fumo?, ma: Valium? Perché, a proposito di eutanasia, se un tipo si prende 25.000.000 di gocce di Valium, insomma alla fine non è che si sente molto bene… Quindi, secondo me, anche il Valium deve far parte dei farmaci immorali. Anzi, quasi quasi domani gli mando una mail in Vaticano... Ah, devo ricordarmi di fargli presente anche il fatto dei preservativi, che lui non l’ha specificato bene, ma a me sembra ovvio, avendo analizzato a fondo questo punto:
Non si può tacere sulle molecole che cancellano la vita di una persona o evitano l'annidamento dell'embrione. Credo che pure i preservativi siano composti di molecole, quindi…

Girellando in rete, cercando informazioni sull’…editto, ho trovato cose carine, commenti divertenti.
In relazione alla notizia che Giacomo Leopardi,
Presidente Federazione Ordini Farmacisti Italiani e l’onorevole Isabella Bertolini di F.I. condividono in pieno l’invito del papa, qualcuno ha scritto:
dì a giacomo leopardi di scrivere le sue poesie e alla bertolini di dedicarsi al suo lievito.
Un'altra persona, poi, ipotizzando che l’aborto legalizzato pian piano sparisca (ipotesi non così fantascientifica, a mio parere) e che quindi si debba tornare ai vecchi metodi, asserisce che un fruttivendolo, se è un buon cattolico, dovrà esercitare il suo diritto all’obiezione di coscienza non vendendo più prezzemolo, per non parlare di un devoto merciaio:niente ferri da calza, alle signore….

Insomma, anche in rete si ride per non piangere…

E chiudo qui l’argomento, perché ora, invece, sto piangendo davvero:
ho appena appreso dell’uscita del nuovo libro di Bruno Vespa:
Amore e potere- da Rachele a Veronica.
Voglio il Valiuuuuuumm!!!!

(
*) no, non è il nick di un blogger.

Chissà perché ho ancora in mente quella canzone...Mah, forse perché è già tardi…Meglio che vada a dormire…
Ma, a parte gli scherzi, guardatelo, il video: è bellissimo.  E non c'e  niente da ridere...

http://www.youtube.com/watch?v=DTvmIVbrgFw
postato da: Soriana alle ore 02:09 | link | commenti (14)
categorie: fuori di testa
martedì, 30 ottobre 2007

Piccola editoria grande passione

P1040960A Pisa, ieri, c’era il sole. Nell’area che circonda la Stazione Leopolda
  a Pisa, ieri, sembrava primavera.
C’era un correr di bambini, un loro andare su e giù per lo scivolo istallato vicino alla ludoteca.
I fiori, simbolo di ogni primavera che si rispetti, erano i libri, con le loro copertine piene di colori.
Il prato che ospitava le variegate corolle, gli stand del Pisabookfestival.

Ieri, a Pisa, Stazione Leopolda, io c’ero.
Perché, l’ho già scritto più volte, amo i piccoli editori. Piccola editoria grande passione cita il programma. Ecco, mi si adatta bene, questa affermazione. La piccola editoria ti conquisterà, dice ancora il programma. A me, ha conquistato da tempo.
Perché quando parlo con qualcuno di questi editori percepisco amore per quel che fanno.
Perché molto spesso i loro libri hanno una veste grafica migliore di quelli delle case importanti.
Perché capita sovente che dentro quella veste  ci siano contenuti più che pregevoli. Che non entreranno (  quasi mai succede) nelle classifiche dei best seller, ma se ne staranno appartati, ingiustamente  seminascosti, negli scaffali delle librerie. E io amo chi subisce ingiustizie.
Perché se questi libri vengono regalati a un amico, si può essere certi che è un regalo pensato, scelto con amore. E non perché alla tv hanno detto che.

Una bella giornata, ieri. Girare fra i libri mi piace.
Mi è piaciuto vedere due bambini che, dopo avermi chiesto se potevano sedersi, si sono messi accanto a me, su una panchina e hanno cominciato a leggere i due libri appena acquistati.
Mi è piaciuto vedere che di gente ce n’era tanta. Nonostante il sole che invitava ad altre scelte.
 Mi è piaciuto ascoltare con che entusiasmo due collaboratrici di Marcos & Marcos parlavano di Cristiano Cavina, uno dei loro autori (e uno dei miei autori preferiti).
Mi è piaciuto parlare con professionisti che credono nel loro lavoro.
Anche se non è facile, fare il piccolo editore…


Mi ero ripromessa di guardare, di sbirciare fra le pagine, ma di comprare quasi niente.
E invece:

Amanda Davis:
Faith  racconti (traduzione di Giovanna Scocchera) Terredimezzo Editore
d’altra parte mi era piaciuto troppo il suo romanzo:
Mi chiedo quanto ti mancherò. Amanda è morta a 32 anni in un incidente aereo, e Faith è il suo secondo, e ultimo, libro.

Autrici varie:
Onda, farfalla e aroma di caffé  (varie tradurrtici)  Edizioni Estemporanee  Storie di donne domenicane che rappresentano diverse generazioni dell’intero ‘900. Un libro piccolino, dalla bella veste.

Gordiano Lupi:
Quasi quasi faccio un corso di scrittura- manuale per difenderci dagli scrittori inutili
Stampa Alternativa. Credo che sia pieno di ironia, questo manualetto. Mi piace, l’ironia.

Piero Chiara:
Diario svizzero 1944-1945 Edizioni Casagrande.  Proprio in questi giorni avevo deciso di rileggere qualcosa di questo autore forse un po’ dimenticato, ed ecco che l’occhio mi è caduto proprio sul suo diario…

Fulvio Grimaldi
Delitto e castigo in Medio Oriente Malatempora Editrice. Credo che troverò, qui, informazioni sulla controinformazione, o forse viceversa. Che è tosto, Grimaldi…

Katherine Mansfied:
Not quite Poetry (traduzione di Ilaria Ceccherini MobyDick  Perché la poesia è sempre poesia…

Quando li leggerò? Mah...

Termino con una poesia tratta proprio dal libro della Mansfield:



Pic-nic

Quando le due donne in bianco
Scesero alla spiaggia solitaria
Una gettò la sua scatola dei colori
E una gettò il suo blocco per gli appunti
e si sedettero sulla sabbia
C’era la bassa marea
Di fronte a loro le rocce coperte d’erbacce
Erano simili ad un branco di bestie malconce
Scese a bere alla pozza
Che stanno lì – come stordite.
Poi una se ne andò a mettere le gambe a mollo nella pozza
Pensando al colore della pelle sott’acqua
E una entrò in una caverna buia
E rimase lì a sedere pensando alla sua infanzia
Poi tornarono alla spiaggia
E si buttarono giù a pancia sotto
nascondendo la testa tra le braccia
Sembravano due cigni.


(Katherine Mansfield)




E  ora, prima della musica..... avvistamenti!!

http://cristinabove.splinder.com/post/14494635
Cristina Bove ha dato ospitalità a una mia poesia....Grazie, Cri!

http://poetaperdere.splinder.com/post/14499246/LIBERTA+DI+STAMPA..re+bigliett
Basta farsi un partitino, un giornaletto…et voilà, piovono soldi…

http://armoniadelleparole.splinder.com/post/14501792/Da+un+fatto+vero
Questo deve essere il mio giorno di gloria, perchè anche Renzo Montagnoli mi ospita: con un racconto.

http://www.remobassini.it/blog/index.php
Seguendo le Cose tracciate da Remo Bassini potrete scoprire un e-book di poesie davvero pregevoli di UsermaxMassimo La Spina ), un racconto di Remo e altro ancora.

Bregovich, questa sera:

http://www.youtube.com/watch?v=utKx0umuRNo
postato da: Soriana alle ore 02:57 | link | commenti (6)
categorie: dall italia e dal mondo
lunedì, 29 ottobre 2007

Avvistamenti...al chiarore della luna

Alba_Luna_piena

http://www.historicaweb.com/
Una nuova nascita! In bocca al lupo, Francesco!

http://arzaniclaudio.splinder.com/
Sempre da leggere, il blog di Claudio Arzani. Da leggere e guardare.

http://lauraetlory.splinder.com/post/14477895/Renzo+Montagnoli+vs+Beppe+Iann
Due blogstar a confronto. Sotto la regia delle dolci iene Laura e Lory.

http://cochina63.splinder.com/
Uomini e animali: ma chi è la vera bestia?

http://armoniadelleparole.splinder.com/post/14486270/Giardini+di+pietra
Un'amara, sconfortante verità incisa in "Giardini di pietra" di Renzo Montagnoli


Ho guardato il cielo, poco fa.
E allora ho ripescato questa dal mio cassettino.


E’ luna piena, stasera

E’ luna piena, stasera:
sull’alcova del cielo distesa,
ma pronta a negarsi a un amante,
nel torrido spazio già scuro.
Ti riempie lo sguardo, la luna, stasera.
Fa fremere il sangue, stasera la luna, 
così  fredda e sensuale,
enigmatica e chiara,
vicina, lontana, lontana.
La luna, stasera, è un miraggio notturno.
Stasera la luna è un rimpianto.
E’un sogno di un folle, la luna stasera.
E’ piena, la sera.
E’ piena di luna.



(Bologna, 6 settembre 2006 alle ore 0,23)

E qui un pianista d’eccezione che fa il suo omaggio al chiarore lunare.
http://www.youtube.com/watch?v=DJjZ_BbTkJw

postato da: Soriana alle ore 02:17 | link | commenti (8)
categorie: la mia scrivania
sabato, 27 ottobre 2007

Portatori di Eternità

monacomassacratoPoche parole, perché questa immagine terribile pietrifica la voce.
(Firmate il nuovo appello di Amnesty!!!! trovate il Link in fondo al post.



Voglio la libertà

Il mio corpo segnato, martoriato
da te che porti il mio stesso nome,
che preghi come me su antiche pietre
dove saggezza si unisce ad armonia,
non uccide il mio spirito fiero
e continuo a gridare nel mio sangue:
voglio la libertà, anche per te.


Dedicata a questo monaco  birmano  e a tutti i suoi compagni senza volto.
 

Bologna, 27 ottobre 2007 ore 12,45



Anche qui:
http://armoniadelleparole.splinder.com/post/14466799/Memento+Myanmar

http://www.asianews.it/MYANMAR/MYANMAR.html

Entrate e firmate, per favore!!!!
http://www.amnesty.it/appelli/appelli/Myanmar_16.10.07

http://lucaintona.wordpress.com/2007/10/27/le-foto-dellorrore-dal-myanmar/#more-56
postato da: Soriana alle ore 17:31 | link | commenti (15)
categorie: free burma

Segnalazioni, avvistamenti, migrazioni

airone

(www.agriturismogabilia.it/)

http://www.arteinsieme.net/renzo/index.php?m=45&c=21&det=2802
Un racconto (mio) nuovo nuovo.

Un altro mio racconto, "Antonio e l'odore del mare" è stato pubblicato sul n.42 della rivista Prospektiva.

"A futura memoria": un diario ritrovato, una giovane vita spezzata da quella orribile cosa che è la guerra. Ecco cosa ci narra oggi
Renzo Montagnoli
in http://armoniadelleparole.splinder.com/tag/narratori_e_racconti


http://cristinabove.splinder.com/post/14450499
Cristina Bove in "Conosco l'onda". Non vi dico altro. Andatela a leggere.

http://lestoriedilauraetlory.splinder.com/post/14446940/CAPITOLO+XXV
E’ uscito il nuovo capitolo de Le colpe dei padri!!!!!

http://notecellulari.splinder.com/post/14440568/Per+tutelare+BAMBINI+ed+ADOLES
per ricordarsi che anche il bambino è un cittadino

http://poetaperdere.splinder.com/post/14458758/vola...vola...vola...
Sempre fortissimo, il nostro Patrizius!

http://acmedelpensiero.blogspot.com/search/label/idea
Progetti di vita per i senzatetto da
Morgan
, CityAngel ma io lo chiamerei anche Blog Angel...

http://balenebianche.splinder.com/post/14459417/Le+fiabe+di+Gramos%3A+piccolo+ag
Prosegue la bella favola, anzi, la bella realtà di Una fiaba per Gramos.
Sabrina Campolongo
ci aggiorna.

E domani si va in piazza!
http://files.splinder.com/1ebc0200345af74827305f605cbd6f08.gif


E se ne avete voglia, ora, leggete questa. Scritta più di un anno fa.

Buon fine settimana a tutti! Sperando che la pioggia si stanchi e se ne vada a dormire.


E’ tempo.

E’ tempo di migrazioni, di partenze segnate,
di ritmi cadenzati per stagionali addii.
E’ tempo dei no detti con la voce decisa,
senza voltarsi per riguardare indietro.
E’ tempo di catarsi,
di ripulirsi di effimeri momenti,
di spazzar via detriti di parole,
noie irritanti,
impurità di giorni.
E’ tempo ormai di guardarsi allo specchio,
raddrizzare gli occhiali, raccogliere i capelli,
mettere la cravatta col nodo molto stretto.

    E’ tempo di andar via, su binari diritti.

Mantova, 8 settembre 2006 alle ore 19, 42


Nessun motivo dietro la scelta della musica di questa sera. Se non quello che mi piace.
http://www.youtube.com/watch?v=AqCmzU6e7-k

postato da: Soriana alle ore 00:56 | link | commenti (12)
categorie: la mia scrivania
venerdì, 26 ottobre 2007

Canti celtici

P1040956Canti celtici
di Renzo Montagnoli

Prefazione di Patrizia Garofalo

Immagine di copertina e fotografie
all’interno di Renzo Montagnoli

Elaborazione Grafica di Elena Migliorini

Edizioni Il Foglio

Collana Autori Contemporanei Poesia
Diretta da Fabrizio Manini


Se la poesia salva la vita, se i versi dei Poeti sono cibo per l’anima, i Canti celtici di Renzo Montagnoli possono essere paragonati ad ali meravigliose che ci trasportano in alto, lontano dalle bassezze quotidiane, e a un banchetto dove le portare si susseguono con perfetta armonia.

Mi sento sempre inadeguata quando devo scrivere di poesia. Non so utilizzare i termini appropriati che una critica stilistica richiederebbe. In questo caso, poi, quando sono già state scritte sui Canti  bellissime recensioni, rischio di sentirmi proprio come un pulcino sprovveduto.

Parlerò quindi di sensazioni, delle sensazioni che ho provato, che provo, sfogliando le pagine dei Canti celtici, aprendo il libro a caso (so che non si dovrebbe fare, che bisognerebbe seguire il filo logico utilizzato dal Poeta…).
Riporterò qui alcuni versi, raccolti senza un ordine preciso. Ma che credo possano dare un volto, un’anima, a tutta l’opera.

Ritrovo nei Canti alcune delle emozioni provate quando lessi un’altra opera di Renzo Montagnoli: “Il magico sussurro della natura” pubblicato qualche mese fa in e-book (www.isogninelcassetto.it/montagnoli_2.html).  Ma amplificate, perché Montagnoli, in questa sua prima opera edita, è come se avesse usato un pentagramma su cui scrivere, scegliendole con sensibilità e intelligenza, ogni parola, ogni verso come fossero note musicali. Dalle pagine esce musica: note leggere e pesanti che si alternano e  entrano diritto nel cuore.


     Una brezza leggera
fa fremere i fiori,
un sussurro lieve
che s’ode ovunque
fra eteree figure…


(I pascoli del cielo)


Brezza, fremere, sussurro, eteree…e si sente davvero il respiro della brezza che ristora, che serve a placare gli animi…
Perché non esistono solo giorni sereni, perché c’è anche la guerra, con i suoi stridii...


Quel giorno
combattemmo nel grano.
Frecce che s’alzavano a oscurare il sole,

le lunghe aste appuntite ben tese,
i cavalli schiumanti che mietevan le spighe,

cozzi d’armi, grida selvagge,…


(La guerra)


E  qui non solo l’udito, ma viene colpito anche un altro senso: come in un dipinto ci balzano agli occhi i cavalli con le froge schiumanti, e il grano che si piega  e quegli uomini pronti a uccidere con le lance acuminate per difendere la loro terra e i loro affetti.

Quegli affetti che vogliono continuare a ritrovare ogni sera, quando…


 Nella magia del tramonto,
 lasciati i lavori del giorno,
 il ritorno alla casa,
 al riposo del desco…


(La famiglia)

Ed è l’odore del fiume che sale da…

Due file di salici, chinati sull’acqua,
canneti ondeggianti al vento,
e in mezzo scorre lento il fiume…


(In mezzo scorre il fiume)

E ora è il dolore, che i sensi li annienta, è la sofferenza più atroce cui una madre può essere sottoposta, che Montagnoli, con mano lievissima, riesce a  stemperare con una sorta di dolce carezza:

Un piccolo scavo,
un ritorno alla terra,
mani di madre che lasciano cadere
un gioco d’osso,
un ninnolo intagliato,
la compagnia per l’eternità.


(In memoria di un bimbo)




Quello che Renzo Montagnoli ci narra è la Storia di un popolo: non necessariamente il Popolo celtico. Il Poeta ha tradotto in parole ( e stavo per aggiungere in musica) il rispetto che un tempo legava l’uomo alla natura, alle tradizioni. Potrebbe essere il popolo degli Indiani d’ America, potrebbe essere il popolo del Paese delle ombre lunghe. Cambierebbe il paesaggio, ma simili sarebbero i comportamenti di quegli uomini. 
L’altro giorno stavo leggendo Stagioni, di Mario Rigoni Stern: ebbene, in certe descrizioni della natura, dei boschi, delle montagne, ho ritrovato l’atmosfera dei Canti.

Anche se non mi piace usare il termine “messaggio” senza alcun dubbio da questi Canti celtici emerge forte, su tutte, una voce: che ci invita a fermarci, a non autodistruggerci.  Che ci esorta a impossessarci del nostro passato, a conoscerlo e rispettarlo, a innaffiare le nostre radici ( le nostre radici di uomini, non necessariamente legate a un’etnia) per non farle seccare. Perché solo conoscendo e non gettando il passato possiamo costruire un possibile futuro. Solo così, forse, possiamo salvarci.


Chi ignora il passato, chi non s’accorge del presente,
passa senza lasciare traccia.

ma quelle genti
che già calpestarono il verde di questi prati,
se pur nel sogno, rivivono.
La memoria di chi fu
                                       traccia la strada del futuro.

(Il futuro nel passato)
                                       


Ecco, non so se sono riuscita a descrivere anche se  in minima parte cosa siano per me i Canti celtici. Non so neppure se l’autore ne sarà soddisfatto. Vi invito però a leggerli, perché, anche se non sono riuscita a fare una buona recensione, di una cosa sono sicura: sono splendidi.

Canti celtici verrà presentato alla Fiera della Microeditoria di Chiari (Bs):
Domenica 11 novembre, Villa Mazzotti, ore 15. Sarà presente l’Autore.


Spero che almeno questa musica, queste immagini, all'Autore siano graditi. A lui io, questa notte, le dedico.

http://www.youtube.com/watch?v=aXBPcWipuBo

postato da: Soriana alle ore 00:00 | link | commenti (7)
categorie: tessitori di parole
giovedì, 25 ottobre 2007

Nazione indiana

indiani034Sì, voglio ricordarli anche questa sera: ecco una poesia che ha loro dedicato  Renzo Montagnoli


Nazione indiana
 

Scendevano possenti

i crini al vento

un rombo di tuono

nel verde fresco di pioggia.

Amici dei giorni di gioventù,

cibo e vestiti più in là,

questi erano i nostri tatanka.

Liberi nella libertà del cielo,

liberi come noi,

soli a calpestare questa terra,

prima che l’uomo bianco

venuto da lontano,

da oltre l’immenso lago,

portasse la civiltà,

distruggesse la nostra vita,

seminasse l’odio,

incendiasse i cuori.

E’ la legge del più forte

e un giorno pure lui

la conoscerà.



http://www.youtube.com/watch?v=h_ewkW72c6I
http://www.youtube.com/watch?v=G5WbVw0HBr4

Due video: il primo perchè me lo ha ricordato Mirella, e la ringrazio davvero. Un occasione anche per ricordare Fabrizio de Andrè

Nel  secondo video, musica, immagini, e anche parole. Da tenere presenti.

Un'ultima cosa: non posso fare a meno di fare questa segnalazione: non è in linea con il tono del post, forse. Ma forse a modo suo lo è.  La crudeltà dell'uomo può manifestarsi in diversi modi.
http://biogiannozzi.splinder.com/post/14426528/Fermiamo+Guillermo+Habacuc
+Var#comment-38805580

Ed ecco che questa mattina scopro che...
http://www.remobassini.it/blog/index.php
Non c'entra con i Nativi, no, ma è una notizia importante, che non potete assolutamente farvi sfuggire.
postato da: Soriana alle ore 00:36 | link | commenti (5)
categorie: la poesia salva la vita
mercoledì, 24 ottobre 2007

Nativi Americani

nativiamericani

(In questa foto Paul Showeway)



Quando ero piccolissima, avrò avuto tre o quattro anni, gli Indiani, quelli con le penne in testa, per intenderci, mi incutevano una grande paura: se i miei mi portavano a vedere un film di cow-boys e sullo schermo apparivano scene di battaglia fra indiani e bianchi, o vedevo i …pellerossa  danzare nei loro accampamenti prima del combattimento, chiudevo gli occhi, mi portavo le mani alle orecchie e giravo il viso contro la rassicurante giacca di mio padre.
Poi, verso i sei, sette anni, la paura cedette il posto all’esaltazione. Inutile dire che il mio eroe era John Wayne e che io e i miei amichetti, nella surriscaldata stanza dove venivano proiettati i film dopo la lezione domenicale di catechismo, applaudivamo a ogni vittoria dei musi pallidi…

Pochi  anni dopo il Corriere dei Piccoli iniziò a pubblicare a puntate le vicende di un personaggio che sarebbe poi diventato uno dei più belli e maggiormente amati della letteratura per ragazzi del ‘900: Tommy River, di Mino Milani. E attraverso questo non-eroe, questo cowboy così diverso, così umano rispetto a quelli portati fino allora sullo schermo, capii finalmente  che non erano gli Indiani il male assoluto (come si direbbe adesso), ma che a volte i cattivi potevano essere gli altri, proprio i John Wayne che fino a quel momento avevo ritenuto belli buoni e invincibili.
In seguito, ma ero già grande e ben consapevole che la Storia, o meglio le storie che narrano di Storia, sono spesso fallaci e ipocrite, il cinema americano si decise a dare una lettura più onesta di quanto era successo veramente al popolo dei Nativi Americani. Nel 1970 il regista statunitense Ralph Nelson gira Soldato blu, un vero cambiamento di sguardo sui massacri perpetrati nell’epopea del west, un indice puntato contro chi li aveva veramente commessi.  Fece scalpore, quel film, se ne parlò a lungo. A Soldato blu seguirono poi altri film sulla stessa linea, non so se per convinzione o per moda.

Ma quanto se ne parla, oggi, di quegli eccidi,  di quelle terre rubate, di un popolo sterminato da veri e propri invasori? E soprattutto, perché si parla così poco della loro situazione attuale?
Sarà un post molto lungo, questo, ma ci sono diverse cose che mi preme dire sull’argomento. E voglio pure mettere le loro voci, quelle dei Nativi Americani, e in contrapposizione anche le voci (le orribili voci)
 di chi si è sempre creduto altamente civile e democratico.

 12 ottobre: Columbus day. Grandi celebrazioni negli Stati Uniti, che si riflettono pure da noi, con servizi in tv, pagine di giornali. Si dice di tutto e di più, perfino che la moglie di Mastella è un italo-americana (mi chiedo se questo possa essere motivo di orgoglio, e per chi…Per Mastella? per la moglie? per noi italiani? per gli americani?).
Ma si tace o si parla ben poco della manifestazione che ogni anno, in questa ricorrenza, organizzano i Nativi Americani.  Il Columbus day, giorno di grandi parate in tutti gli Stati Uniti,  rappresenta simbolicamente per gli Indiani d’America l’inizio dello sterminio e dell’umiliazione.
Anche quest’anno, a Denver, fra i manifestanti ci sono stati numerosi arresti, così come accade, puntualmente, ogni anno. Perché non si può certamente turbare questa giornata dedicata a Cristoforo Colombo con le voci dei Lakota, e  Cheyenne, e  Apache, e Blachfoot, e Pona, e Zuni, e
Navajo, e Innu…
I Nativi Americani vivono ancora oggi una situazione di disagio estremo, sia nelle riserve, “gentilmente” concesse fin dall’800 dai vari Presidenti americani che si sono via via insediati nella Casa Bianca, sia nei centri urbani. Hanno condizioni sociali e di vita precarie.  Altissimo è il numero dei suicidi; hanno una scarsissima assistenza medica, non esiste praticamente un adeguato programma di prevenzione per controllare il diabete e l’alto tasso di colesterolo, malattie per cui questo Popolo ha il primato mondiale. Ancora oggi, poi, i Nativi hanno uno sconto sull'acquisto di alcol, in modo tale che tutti possano avere accesso alla bevanda che a loro provoca danni irreparabili viste le diverse caratteristiche biologiche rispetto ai bianchi. Non è forse un sistema programmato di distruzione, questo? E infatti molto, molto frequenti sono i casi di alcolismo.
E ancora: la FEMA (Federal Emergency Management Agency) il cui compito sarebbe quello di gestire le emergenze con l'obiettivo di ridurre le perdite di vite umane e salvaguardare le infrastrutture (l’equivalente della nostra Protezione Civile, credo), vuole assegnare rimorchi tossici agli abitanti delle riserve del Sud Dakota; e altre riserve, poi sono altamente inquinate per l’estrazione di uranio, che causa decessi sia fra i minatori Nativi Americani sia nelle loro famiglie.
Per non parlare di come la loro ricchezza culturale e linguistica, che dovrebbe essere considerata patrimonio dell’Umanità, sia stato svilita. Soprattutto nelle scuole frequentate dai Nativi: in Canada il 90% erano gestite da cattolici e le boarding school americane erano veri e propri lager dove non si esitava a praticare sevizie fisiche e psicologiche al sol fine di convertire i bambini alla cultura occidentale.  E ogni giorno questo patrimonio è messo più a rischio, in uno Stato che di ben altre cose si nutre.
Quello che di più straordinario aveva questo Popolo era il legame con la natura, l’estremo rispetto verso di essa. Sembra, per fortuna, che non sia stato ancora ucciso del tutto, e mi chiedo davvero come debba essere forte questa cultura per aver resistito a tanto scempio.

Con le manifestazioni organizzate durante il Columbus Day, i Nativi Americani chiedono solo di essere ascoltati, chiedono che gli venga ridata quella dignità che fu loro strappata insieme alla terra.
Forse ascoltarli, imparare a conoscere la loro cultura, può essere  essenziale anche per noi: per riprendere, attraverso il rispetto della natura, l’unica via possibile per salvarci dalla distruzione, altrimenti inesorabile.

Ascoltiamo dunque qualcuna delle voci dei Nativi Americani, e paragoniamole con altre, completamente contrapposte e incivili.



" Oh Grande Spirito, la cui voce ascolto nel vento, il cui respiro da vita a tutte le cose. Ascoltami; io ho bisogno della tua forza e della tua saggezza, lasciami camminare nella bellezza, e fa che i miei occhi sempre guardino il rosso e purpureo tramonto. Fa che le mie mani rispettino la natura in ogni sua forma e che le mie orecchie rapidamente ascoltino la tua voce. Fa che sia saggio e che possa capire le cose che hai pensato per il mio popolo. Aiutami a rimanere calmo e forte di fronte a tutti quelli che verranno contro di me. Lasciami imparare le lezioni che hai nascosto in ogni foglia ed in ogni roccia. Aiutami a trovare azioni e pensieri puri per poter aiutare gli altri .Aiutami a trovare la compassione senza la opprimente contemplazione di me stesso. Io cerco la forza, non  per essere più grande del mio fratello, ma per combattere il mio più grande nemico: Me stesso. Fammi sempre essere pronto a venire da te con mani pulite e sguardo alto. Così quando la vita appassisce, come appassisce il tramonto, il mio spirito possa venire a te senza vergogna."
Preghiera per il Grande Spirito
Anonimo
tramandata da Tatanka Mani (Bisonte che Cammina)
(1871 - 1967)


I pellerossa sono come lupi, feroci ma vigliacchi.
Annientarli sarà una passeggiata.

(Col. William Harney, 1855)   
   
La sofferenza di qualcuno é la sofferenza di tutti, la gioia di uno é la gioia di tutti.
(dal Codice Etico del Nativi Americani)


La soluzione del problema indiano è ammazzare tutti gli indiani.
(Gen. William Sherman,1868)

Il solo indiano buono è un indiano morto.
(Gen. Philip Sheridan, 1870)


«Solo dopo che l’ultimo albero sarà stato abbattuto…
Solo dopo che l’ultimo fiume sarà stato inquinato…
Solo dopo che l’ultimo pesce sarà stato pescato…
Solo allora scoprirai che i soldi non si possono mangiare.
»
(Antico detto degli Indiani Cree)

Qui potete trovare molte altre informazioni.
http://www.nativiamericani.it

E ora, un loro canto, con delle bellissime, fiere, immagini.

http://www.youtube.com/watch?v=1VqoxOcEqpk
postato da: Soriana alle ore 02:39 | link | commenti (15)
categorie: leggeri e pesanti pensieri
lunedì, 22 ottobre 2007

Sogni..illusioni...delusioni...

Moby_Dick_505


Qualche avvistamento poi, continuando a leggere, capirete il perché della foto di questa sera.  http://casadeisognatori.splinder.com/post/14387379/A+PROPOSITO+DI+CONCO
Concorsi letterari: 2’ parte

http://armoniadelleparole.splinder.com/post/14386809/L%27uomo+dei+treni
Renzo Montagnoli ci presenta, per la prima volta in Armonia delle parole, un suo grande personaggio: Annibale Chiocchetti, detto il Guercio.

http://lauraetlory.splinder.com/post/14390797/INCONTRI...
Laura e Lory ci invitano a parlare di cosa capita quando una conoscenza virtuale diventa reale.

http://poetaperdere.splinder.com/post/14397223/Canti+Celtici+-+Silloge+Poetic
Un annuncio di Patrizius!


Dei nostri sogni uccisi, di una società che rincorre effimere mete e precipita nella disillusione, di questa realtà così attuale ci parla attraverso suggestive metafore Renzo Montagnoli con la sua



Melville

                   Spumeggia il mare,

                   s’inarca l’onda,

                   mentre l’arpione

                   vola a straziare

                   il sogno di ogni giorno.

                   Può essere una balena,

                   bianca o nera non importa,

                   può essere il desiderio

                   di emergere dall’oceano

                   di un’umanità tutta annaspante,

                   protesa a un vacuo ed effimero successo.

                   Il peggior nemico non è il vicino,

                   non l’onnipresente ingrato fato,

                   ma solo l’ombra che corrode il giorno,

                   che infierisce la notte,

                   e che allo specchio rivela lo sguardo,

                   torbido, dell’insoddisfazione.



                  (dedicata a Herman Melville 1819 – 1891)



Beh, troppo facile la scelta del video, questa sera…Niente musica, però…

http://it.youtube.com/watch?v=lKGp7xBuPzI
postato da: Soriana alle ore 21:49 | link | commenti (3)
categorie: la poesia salva la vita
domenica, 21 ottobre 2007

Siviglia, un sogno di città (forse)

P1040727




Luci. La luce del sole, che esalta, rifrangendosi sulle cupole delle chiese, sui tetti dei palazzi, i già brillanti colori degli azulejos, e sembra davvero, perdonatemi l’immagine così banale, illuminare anche i cuori degli abitanti e dei turisti della bellissima città di Siviglia. Luci notturne, artificiali, ma così ben disposte che non possono che arricchire lo splendido patrimonio di monumenti, vicoli antichi, balconcini, angoli suggestivi di cui Siviglia abbonda. Forse sbaglio, ma nonostante l’alto numero di fari, faretti, lampioni, non mi sento proprio, in questa occasione, di parlare di inquinamento luminoso. Quelle luci rendono la città magica, un luogo di sogno. Insomma, l’impressione altamente positiva che avevo avuto della città Andalusa anni fa, nella mia prima visita, è stata confermata in pieno.
Ma non solo per la indiscutibile bellezza delle sue opere d’arte, ma anche per  l’atmosfera che si respira camminando per le sue strade, attraversando le piazze. Pochissime auto hanno accesso al centro storico, si può  camminare tranquillamente con gli occhi volti al cielo, che è di un azzurro intenso, e scoprire cornicioni adornati di preziose ceramiche, terrazzini circondati da balaustre in ferro battuto dai raffinati disegni. E, logicamente, campanili e campanili e campanili.
Abbiamo trovato molta gentilezza, a Siviglia. Ho avuto l’impressione che perfino le vecchie pietre emanassero gentilezza. Forse è proprio la mancanza del via vai delle auto, quella tranquillità del camminare nei vicoli del barrio senza aver la preoccupazione di appiattirsi contro un muro, per non essere investiti. Io,  se avessi potere di legiferare, chiuderei al traffico tutti i centri storici del mondo…

Una cosa, poi, mi ha particolarmente colpito, e a questo fa riferimento la foto di apertura: una zona della imponente, magnifica da togliere il respiro, cattedrale di Siviglia, viene occupata da più di un mese, in maniera del tutto pacifica, da una delegazione di minatori. Non sono riuscita a capire tutti i motivi della loro protesta. Purtroppo la mia ignoranza in fatto di lingue straniere è vergognosa. Mi sarebbe piaciuto parlare con quegli uomini che ogni sera vedevamo entrare, molto composti, in silenzio, nella chiesa. Mi limito a indicare questo blog http://minerosdeboliden.blogspot.com/ e qualcuno meno ignorante di me potrà saperne di più.
Quello che mi ha colpito, in maniera molto positiva, naturalmente, è che nessuno sembra parlare di “profanazione”, che non ci sia polizia pronta a scacciare gli occupanti. E non ha potuto non tornarmi in mente quello che successe nel’98 a Bologna, quando degli emigranti occuparono la Chiesa di san Petronio. Ben diversamente andarono le cose, con la curia bolognese e la Giunta di sinistra presieduta dal sindaco Vitali strettamente alleati. In quel caso si parlò di profanazione del tempio, e quell’occupazione durò una sola notte…Poi intervenne la polizia.
Qualcosa che non va, probabilmente patti che la provincia andalusa ha disatteso nei confronti dei minatori, c'è, in maniera indubbia. Non credo certo che la Spagna e l'Andalusia in particolare siano il paradiso in terra. Ma penso che permettere questo tipo di protesta ( e anche la modalità scelta dai minatori per protestare) siano senza dubbio cose degne di nota.

Molto altro ci sarebbe da dire su questo mio breve viaggio. Ma altre cose incalzano, oggi. E mi fermo qui. Solo il tempo per un saluto affettuosissimo a Maria e Antonella, mie gradevolissime compagne di viaggio.

Musica perfettamente in linea con l’atmosfera Sivigliana. Che è anche fra le mie opere preferite. Anche se non amo le corride. Anzi, l’unico appunto che, da quanto ho visto, posso fare alla Spagna, è proprio il fatto di continuare questa, per me orribile, tradizione.
http://www.youtube.com/watch?v=ljv0zDATu3c
postato da: Soriana alle ore 16:49 | link | commenti (5)
categorie: dall italia e dal mondo