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sabato, 28 luglio 2007

Usa e getta (magari dal finestrino...)

P1000250Lei è Agata: una dolcissima cagnolina che anni fa venne a
bbandonata. Poi ha incontrato un angelo. E con lui, Agata, rimarrà per sempre.

















TITOLO IX-BIS - DEI DELITTI CONTRO IL  SENTIMENTO PER GLI ANIMALI          

(Legge 20 luglio 2004, n.189)

Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

Questo dice la legge. Mi piace quel titolo: delitti contro il sentimento per gli animali. Mi piace molto la parola “sentimento” applicata al rapporto fra uomo e animale. E’ l’antitesi del termine abbandono. Difficilmente, infatti, un animale che ti ama ti abbandona.

Noi, invece, essere superiori dotati di anima e intelletto, questa abitudine la pratichiamo senza battere ciglia E’ così semplice!
Molto più semplice che abbandonare un amante, una moglie, un marito. Nessun pianto, nessuna recriminazione, nessuna vendetta. Niente alimenti, nessuna guerra per dividersi figli e mobilio.
Basta far salire il nostro amico in auto, fare un bel po’ di chilometri, fermarsi, aprire lo sportello, spingerlo delicatamente  sul ciglio della strada e ripartire immediatamente. Questo nel migliore dei casi. Nel peggiore, se l’amico è di piccola taglia, lo si mette in un capace sacco del supermercato, si apre il finestrino, e, sgassando,  gli si fa fare un bel volo. Sciao, Toby, a mai più rivederci…
 
E io proprio non capisco. 
Posso comprendere che non tutti possano amare un cane, un gatto. Non credo neppure che chi non ama gli animali (ma che non fa loro del male) sia incapace di amare gli uomini.  A volte, anche se raramente, può anzi essere vero il contrario. Molti nazisti non adoravano forse i loro cani?
Ma mi chiedo: perché prendersi in casa una bestiola, vivere con lei mesi o anni, e poi buttarla via come io non faccio neppure con un vecchio vestito?

Quando si instaura un qualsiasi tipo di rapporto con un altro essere vivente (e ci includo anche le piante…) bisogna essere capaci di assumersi delle responsabilità. Che può voler dire anche fare qualche sacrificio, non essere del tutto libero. Vuol dire alla fine prendersi cura di quell’essere anche per  sempre, certo.
E invece che capita? Che un giorno ci sentiamo soli, magari è una grigia giornata d’inverno e abbiamo litigato col moroso/a. E ci imbattiamo in un cuccioletto di cane o di gatto, e ci diciamo, guarda come è carino, dolce, tenero, ecc.ecc. Proprio quello di cui ho bisogno. Mi farà compagnia. E ce lo portiamo a casa, il cuccioletto.  Ma poi arriva l’estate, e di moroso/a ne abbiamo un altro/a, e c’è il mare che ci aspetta…E Fufy, e Toby  dove li mettiamo? Li abbandoniamo, no??? E’ così semplice…
E questo è solo un esempio.

Poi c’è chi prende la bestiola per le insistenze dei propri figli, chi per far compagnia ai vecchi genitori…Ma quando i figli sono appena un po’ cresciuti e hanno altri interessi, quando i genitori se ne vanno…Insomma, questa bestia fra i piedi non la voglio più, dice lui, e lei risponde: e se domenica, quando prendiamo la statale per andare a…?

E ancora c’è chi compra un cane perché in quel momento è…trandy una determinata razza (a proposito, dove sono finiti i cocker, così di moda negli anni sessanta?), poi magari l’imbecille scopre che la bestiola ha qualche difetto, che all’allevamento lo hanno fregato…e allora via, via anche Arturo (che un cane trandy non si può chiamare Fido…)

Certo. Può succedere che a un tratto il proprietario di un animale domestico sia costretto a separarsene: improvvise allergie, drastici mutamenti di abitudini, cambiamenti di alloggi che non consentono di tenere bestie. Può succedere anche che gli si disaffezioni: non è facile la convivenza con un gatto che fa la pipì per tutta la casa, per esempio… Ma esistono ormai ovunque oasi per cani e per gatti, ci sono un sacco di brave persone che raccolgono animali che non hanno più un padrone. Basta informarsi. Il minimo che si deve a questi piccoli grandi amici, credo.
Ma la verità è che, come fra gli umani, anche fra persone e animali l’amicizia a volte è unilaterale. E allora perché perdere tempo per trovare un alloggio al nostro compagno di vita? Lasciamolo nel parcheggio di un autogrill: che da lì fa fatica a ritrovare la strada di casa…
E se poi attraversando le corsie dell’autostrada causa un incidente, che ce ne importa…Noi siamo già sotto l’ombrellone, gli occhi socchiusi, e ascoltiamo lo sciabordio delle onde. L’ultimo pensiero prima di abbandonarci a un dolce meritato dormiveglia è : quasi quasi il prossimo autunno mi prendo un cane…

P.S.: qualcuno potrà obbiettare che in mondo in cui i neonati vengono buttati in un cassonetto, questo dell’abbandono degli animali è un problema irrisorio. E’ vero, non oso neppure fare un paragone.  Ma, a parte gli abbandoni di animali, abitudine comunque odiosissima e riprovevole, io sono convinta che chi sevizia un cane, chi tortura un gatto fino a farlo impazzire ( e quante ce ne sono, di queste brave persone…) sia capace anche d’altro. Di qualsiasi altra cosa, sia capace.

E ora un romantico affettuoso omaggio alla cagnolina lì sopra. Buona visione, Agata!


http://www.youtube.com/watch?v=Z07lUOE4be0
postato da: Soriana alle ore 00:20 | link | commenti (3)
categorie: leggeri e pesanti pensieri
venerdì, 27 luglio 2007

Delitti e castighi

pesLa costa garganica Intorno a Peschici: Cosa è rimasto di questo Paradiso?

www.dkimages.com


Da un dossier  pubblicato ieri, 25 luglio,  dal Corriere della Sera, risulta che per i 97 (solo????) arrestati per aver appiccato fuochi negli anni dal 2000 al 2007
queste siano , in percentuale, le motivazioni  che li hanno indotti al delitto:

29%
sono piromani

23% vogliono aumentare la superficie del loro pascolo

14% Bruciano incautamente stoppie (atto vietato dalla legge, in certe condizioni)

10% Sono volontari/operai forestali che così si procurano lavoro (insomma, come se un impresario di pompe funebri si mettesse a uccidere gente per aumentare il suo giro d’affari)

6%: Persone che si vendicano contro i proprietari di terreni.

2%: gente che vuole distruggere aree protette (ma  io non vedo la motivazione, se non una criminale mossa speculativa)

2%  sono vandali

2% mossi nella loro efferatezza dalla ritorsione contro la repressione dell’abusivismo.

12% altra o sconosciuta motivazione.

Statistiche, numeri, percentuali.  Per quel che valgono, qui li ho riportati.

Mi sorprende sapere lo scarso numero di arresti in ben quasi sette anni. 
Non mi sorprenderebbe affatto sapere che questi 97 signori ben poco han pagato per il loro delitto. E pazienza per i piromani che, forse, sono “solo” disturbati mentalmente. Ma  per chi agisce per il proprio bieco tornaconto?  Quelli non devono  forse pagare, e duramente?

Mi sorprende poi che solamente il
2% di loro agisca per interessi speculativi.
C’è una legge, è vero, che proibisce l’edificazione prima che siano trascorsi dieci anni da un incendio. Ma chi assicura che venga rispettata? Poi, mi pare proprio che la più grande abilità di noi italiani sia diventata quella di aggirare le leggi.
E se anche questa norma venisse rispettata, in fondo dieci anni passano in fretta, e se il terreno vale, si può anche aspettare, no?
Teniamo poi presente,  e forse non è una casualità, che dal 2000, anno in cui è stata varata la legge, solo pochi comuni hanno istituito il catasto delle aree bruciate. Quindi il controllo sugli eventuali acquisti manca completamente.

Ed ancora: i mandanti, in quelle percentuali, sono compresi? Cioè, voglio dire: i mandanti vengono mai arrestati?
Questo è il punto principale, secondo me.
Perché credo che a  organizzare questi crimini siano frequentemente persone che si sono macchiate, si macchiano e si macchieranno  di altri delitti, di altri soprusi, garantiti sempre nei loro sporchi giochi  dal potere che si sono guadagnati in maniera del tutto disonesta e dalla connivenza con un potere politico che di sano non ha più nulla. Sempre i soliti noti, insomma…

E’ soprattutto verso di loro che in questi giorni ho provato una rabbia senza confine. E ancora una volta una rabbia senza confine l’ho provata  verso tutti i politici, così bravi a riempire la loro bocca e le nostre orecchie di parole, e promesse a catastrofe avvenuta.
Bisognerebbe dire veramente basta a tutto questo. La parte sana del Paese, che indubbiamente esiste, dovrebbe alfine ribellarsi. Non so in quale modo, però.
 Oddio, una proposta l'avrei,  ma forse è assurda, e non ho neppure le idee molto chiare.
Si potrebbe fare una sorta di… adozione  a distanza dei processi, o meglio, dei criminali.
Cerco di spiegarmi: viene incriminato un “potente”, uno speculatore, un politico?  Lo “adottiamo”, nel senso che non lo molliamo, facciamo come un cane fa con l’osso,  seguiamo quello che la stampa scrive sui processi a cui è sottoposto, e soprattutto controlliamo che la pena cui verrà condannato venga applicata in pieno.
Lo so, è una sciocchezza, indotta dalla rabbia…Una cosa irrealizzabile e assurda. Pura utopia, mere chiacchiere, purtroppo.
Ma ne propongo pure un’altra: si potrebbe istituire un referendum per cambiare certe pene.
Perché io credo che le condanne dovrebbero essere proporzionali al ceto sociale di chi commette il crimine. Non per un assurdo odio di classe da parte mia, ma perché penso che chi ha avuto dalla vita più possibilità, chi non deve combattere giorno per giorno con il caro vita e con le traversie di un’esistenza grama, dovrebbe ritenersi fortunato e non accrescere il proprio benessere sulla pelle degli altri.
Avrei in mente anche una pena, per questi individui: non la prigione, che quelli pure in prigione riescono a campare bene, ma il sequestro, veramente senza se e senza ma, di tutti i loro averi, i loro conti in banca, le loro ville, i gioielli, i quadri d’autore, le loro cappelle funebri fatte costruire quando sono ancora in vita, le loro barche, tutto tutto tutto insomma. 
E lasciarli con 500 euro al mese, a sopravvivere, sì, come fanno tanti poveracci.
Credo che per questi signori sarebbe davvero la punizione peggiore. 
Voi che ne dite?
Assurda, lo so, anche questa proposta. L'unica cosa è porre sempre attenzione, non abbassare mai la guardia, non perdere mai di vista quello che stanno facendo a noi tutti e a questo nostro Paese. Impunemente, purtroppo.


Avevo deciso di non mettere nessuna musica, questa sera, che troppa è la rabbia.
Poi ho pensato: no, la musica aiuta ad addolcire le asperità.
E allora ecco questa qui sotto. Che è una bellissima canzone. 
E perché credo che tutti dovremmo avere qualcuno che si prenda cura di noi.
E avere qualcuno di cui prenderci cura.

E vai, Battiato!


http://www.youtube.com/watch?v=00txPk1pwuc
postato da: Soriana alle ore 00:17 | link | commenti (6)
categorie: leggeri e pesanti pensieri
lunedì, 23 luglio 2007

Soul soul soul...

P1030725Nella foto:
Jimmy McCracklin
classe 1921, compirà 86 anni il prossimo agosto!!!



E il lunedì mattina rimangono i manifesti già scoloriti dal sole, i visi stanchi dei camerieri dei ristoranti che sono stati aperti per quattro sere fino a tarda notte, i sospiri di sollievo degli ospiti dello stabilimento termale che non ne potevano proprio più della confusione di questi ultimi giorni.
E nient’altro, rimane?
No, rimane altro ancora, sicuramente.
Rimangono le vibrazioni del suono degli strumenti e delle voci dei cantanti, che si sedimentano anno su anno nelle pietre delle case e le rendono vive.
Rimangono le note di un sax o di una chitarra basso annidate nell’animo, rimane la gioia di aver condiviso con tanti uno spettacolo esaltante.
Rimane, e rimarrà a lungo nella memoria, il ricordo di questa bellissima ventesima edizione del
Porretta Soul Festival, tribute to Otis Redding.

Potrei elencare tutti gli artisti che sono saliti sul palco allestito nel Rufus Thomas Park, potrei dire chi a mio avviso è stato migliore. Ma rischierei di far torto a qualcuno, dimenticando qualche nome. E anche il mio giudizio sarebbe tutto sommato inattendibile, perché non sono un’esperta. Amo enormemente la musica soul, il Ritme&Blues, ma in maniera istintiva, non sono in grado di dare giudizi tecnici.
Mi limiterò quindi a dire che tutti gli artisti sono stati grandi, hanno dimostrato una generosità verso il pubblico davvero encomiabile, che non sempre si riscontra nei musicisti e cantanti nostrani. Accettando tutte le richieste di “one more time”, nonostante grondassero di sudore e fatica. Tutti, nessuno escluso. E anche della loro semplicità, vorrei dire. Chi, delle nostre superpagate star, si siederebbe sui gradoni di cemento, pubblico fra pubblico, senza darsi nessuna importanza? E invece molti di loro se ne stavano proprio in mezzo a noi, scambiando parole con vicini sconosciuti, mangiando la piadina (orribile) che era in vendita allo stand gastronomico. E loro, star, lo sono veramente…Gente che nella storia di questo genere musicale ci rimarrà per sempre.

E ancora: il pubblico.
Quello che mi colpisce ogni anno è il pubblico, composto di persone di ogni età, giovanissimi e ottantenni, tutti con lo stesso entusiasmo, con l’uguale desiderio che lo spettacolo duri il più a lungo possibile, con la stessa voglia di ballare, di ricaricarsi attraverso la musica.
Con tanti ci si ritrova. Come ritrovare un amico, anno dopo anno. Magari si riconoscono  solo i volti, non ci si  è scambiati mai una parola, ma ci sorridiamo, incontrandoci. E, cosa buffa, ognuno riprende quasi lo stesso posto che ha occupato gli anni precedenti.
Vorrei che anche Luca, il prossimo anno, adottasse questa abitudine, mi piacerebbe rivederlo: Luca è un ragazzino di Bologna di appena undici anni, che sabato sera (la serata veramente clou, con il finale reso incandescente dai Blues Brothers) era seduto vicino a me. Un ragazzino in gambissima. Il suo entusiasmo era quasi contagioso. Sa tutto, lui, sui gruppi musicali che si sono avvicendati sul palco quella sera.
Se ne stava lì, con il bel faccino che sprizzava gioia, stringendo fra le mani un quadernetto pieno di autografi. Ma a parte questa sua passione per questo tipo di musica (cosa abbastanza rara, credo, nei suoi coetanei), di Luca mi ha colpito la sua educazione ( c’erano abbastanza grazie, prego, scusi, nei suoi discorsi, cosa, questa, ancora più rara e che io non reputo solo un pedissequo adattarsi al galateo), ma ancora di più mi ha colpito positivamente il fatto che quando gli ho chiesto se gli piacessero leggere, il suo viso si è illuminato maggiormente, e mi ha risposto con un sì squillante.
Luca comincerà a frequentare la prima media il prossimo settembre. Da tempo studia da bassista. Voglio fare un augurio, a Luca, anche se probabilmente non mi leggerà. Ma è un augurio che gli faccio di tutto cuore: che, se la passione per la musica continuerà, fra dieci anni lui possa essere al Porretta Soul Festival, ma non in mezzo al pubblico, ma sul palco. E gli auguro soprattutto di continuare ad essere la brava persona che è ora.

Mi sono dilungata un po’ troppo. Notizie sullo svolgimento del Festival non ne ho date molte, in verità.  Mi sento un tantino intimidita a parlare di cose di cui non sono esperta. Però, chi volesse vedersi, da casa, tutte le serate della manifestazione può entrate nel sito  il cui link  incollo qui sotto. Può essere emozionante anche così. Non come esserci, è logico…

 www.radiosnj.com

Ah, spero che mi permettiate una piccola malignità: Per la prima volta Roberto Maroni ha lasciato che la sua band  Distretto 51 venisse da sola a Porretta. Lui, no, non c’era. Era stato assente dal Festival solo durante i cinque anni in cui ha ricoperto la carica di ministro. Che sia stato perché, candidatosi alle recenti amministrative della cittadina emiliana, non ha ottenuto neppure un voto? Mah…Peccato, perché come musicista è valido. Per il resto…Beh, lasciamo perdere…

E ora una canzone sempre presente al Soul music. Una canzone che non mi stancherà mai, dovessi sentirla dieci volte al giorno per tutto il tempo che mi rimane da vivere. Buon ascolto! E buona settimana!


http://www.youtube.com/watch?v=3-x8lmZltSs



postato da: Soriana alle ore 18:13 | link | commenti (7)
categorie: palcoscenici
venerdì, 20 luglio 2007

Energia in musica

mississippi_1(www.librodearena.com)


Un tramonto sul Missisipi: ecco cosa rappresenta questa foto. Bella, no? Mi piacerebbe potere entrare in quell’atmosfera magica, starmene pigramente a guardare il sole che se ne va, a bordo di un lento battello, mentre una nera musica struggente, o fiammante, accompagna il mio viaggio. Ma tutto questo è solo un sogno.
Però, i sogni, anche se in minima parte, a volte si possono realizzare.
Allora non sarà il Missisipi, non sarà il battello, è vero. Ma sarà musica, questo è certo. Perché sono in partenza per il
Porretta soul Festival!!!! Tre giorni traboccanti della migliore musica soul, in cui mi ricaricherò di energia, come se ingurgitassi litri e litri di integratori energetici. Perché a me la musica, e questa in particolare, fa questo effetto.
Mi rilasserò, mi scatenerò, starò benissimo, insomma. D’altra parte è ormai un rito, per me, partecipare a questa manifestazione. Non potrei proprio rinunciarvi. Qualcuno che mi legge sarà presente? Sarebbe simpatico incontrarci…
Presente sarà di sicuro l’ex ministro Roberto Maroni.  Con il suo gruppo, il
Distretto 51, dove lui sta all’organo Hammond. Ed è anche bravo. Ecco, per me Maroni è una sorta di mistero. Un ossimoro vivente. Ma come fa uno che ama questa musica e la suona con passione, appartenere a un partito come la Lega? Ogni anno mi avvicino a lui per chiederglielo. Ogni anno, poi, lascio perdere…Lo farò questa volta? Ma, non so… Meglio tenermi l’interrogativo, forse.
Chi volesse saperne di più su questo imperdibile Festival vada su  www.porrettasoul.it

E qui sotto uno dei più famosi pezzi di musica soul (anche se i Blues Brothers sono bianchi, sono sempre grandissimi…).

http://www.youtube.com/watch?v=Ea9mV9EhPvE

E ancora qualcosa che ho scritto qualche anno fa.


Porretta Soul Festival luglio 2002

Coriandoli di sole sui tavolini,
fra birre e sigarette.
Due ragazzi occhi innocenti,
ferri sul volto,
disarmante sorriso
e il soul che esplode nella piazza.
Grigi malpensanti ipocriti si alzano
dalle loro camomille tiepide,
teste oscillanti in un muto rimprovero,
se ne vanno nei loro lussuosi tuguri
senza suoni.
Due ragazzi occhi innocenti
giocano la musica e le mani
danzano vibrano libere di gioia
liberi loro da sguardi d’odio o compassione.
Il piccolo magrebino trotterella incerto,
due caramelle appiccicose dona
e ride di un riso fatto di riccioli neri
e bagliori di ciglia.
Due ragazzi occhi innocenti
la musica nelle vene e altro, forse,
con voce dolce ringraziano il bambino.
Arriva il padre, divide in tre una birra. Speranze
e sogni ora, lì, davanti al Memphis Train Cafe.
E il soul filma la scena.



Buona giornata! Ora mi preparo e parto. Ciao!
postato da: Soriana alle ore 09:14 | link | commenti
categorie: palcoscenici
giovedì, 19 luglio 2007

Caspita!!!! E' gia passato un anno!!!!

P1030505In questi giorni gli ascoltatori di Fahrenheit (per chi ancora non lo sapesse Fharenheit va in onda su radio3 nei pomeriggi dal lunedì al venerdì) stanno mandando mail in trasmissione per votare il libro del mese di luglio. Caspita, è già passato un anno!!! Eh, sì, perché proprio l’anno scorso stava succedendo la stessa cosa. E anche se a volte penso di stare avviandomi lungo il viale che porta al  grigio castello di mister Alzheimer,  mi ricordo perfettamente chi fu eletto libro del mese di luglio 2006. Proprio questo libro che sta sopra il post, cioè, veramente sta sopra la mia scrivania, ma, insomma, adesso è lì, sopra il post.  “Lo scommettitore” di Remo Bassini, proprio lui (per un libro è giustissimo usare il pronome lui, ne sono certa…) è stato eletto  libro del mese di luglio 2006 a Fahrenheit.  
Credo che chi passa da queste parti (e non solo, naturalmente) conosca perfettamente Remo e i suoi bei libri, però…si sa mai: magari uno capita per caso, e dice “caspita, questo me lo sono perso…” E allora io gli dico: vattelo subito a comprare, che è un bel libro, quello…E già che ci sei prendi anche “
Dicono di Clelia" che è edito da Mursia, e poi vedi di procurarti “Il quaderno delle voci rubate” presso www.lasesia.vercelli.it
Che meritano, e tanto, tutti e tre. E così, quando in autunno uscirà il nuovo libro di Remo, non vedrai l’ora di andare a prendere anche quello.

Voglio poi avvertire tutti che si può leggere un racconto di Remo Bassini nel sempre più notevole sito di
Renzo Montagnoli. Quel Giovannone lì, il personaggio descritto da Remo, è così reale che sembra di stargli davanti. Su su, andate! Clickate qui sotto:

www.arteinsieme.net/renzo/index.php?m=45&c=21&det=2465


Se volete, poi,  già che siete da quelle parti, potete leggere anche una cosina mia. La trovate sempre in Arteinsieme clickando:

www.arteinsieme.net/renzo/index.php?m=45&c=20&det=2474


La musica (un altro click, please) non ha niente a che fare con il post. Ma mi piace. Sì, l’Orchestra di Piazza Vittorio mi piace proprio, per la sua musica e per quel che rappresenta.

http://www.youtube.com/watch?v=p2nTGY2LeWA

P.S.: ai vecchi commenti (sono in arretrato, ma è un piacere, per me, rispondere a tutti) risponderò domattina. Ora vado a nanna. Nel mio lettino, finalmente. Sono a Bologna, infatti…Anche se poi ripartirò. Ma per poco.
Buonanotte a tutti.

P.S. 2: Ho scritto questo post all'insaputa di Remo e di Renzo. Spero non se ne abbiano a male. Non ho chiesto nessun permesso...

postato da: Soriana alle ore 02:01 | link | commenti (1)
categorie: tessitori di parole
martedì, 17 luglio 2007

Di sonni senza sogni

Bob-photoL’Ambassador Hotel di Los Angeles è stato abbattuto recentemente,  Ben meno recentemente  è stata abbattuta, o meglio, battuta  quella parte di America che nella notte fra il 5 e il 6 giugno 1968 affollava i saloni di quell’albergo per ascoltare le ultime parole di un giovane senatore, probabile futuro presidente degli Stati Uniti d’America.
 
Varrebbe la pena, anzi vale la pena, di vedere il film “
Bobby” (regia di Emilio Estevez con Sharon Stone, Harry Belafonte, Anthony Hopkins, William H.Macy, Elija Woods, Demi Moore, Martin Sheen. USA 2006)
proprio per le ultime sequenze che rappresentano  quello scenario. Lo scenario della notte in cui i sogni sembravano potersi tutti realizzare. Lo scenario di sogni che, in quella stessa notte, si sono infranti.  I dieci, quindici minuti che concludono il film. I più belli, i più veri.
 
Ero un po’ delusa, ieri sera, mentre la pellicola avanzava e mostrava personaggi un po’ troppo buoni, un po’ troppo gentili, un po’ avulsi dalla realtà, a mio avviso. Non mi piace molto il termine “buonismo”, ma è proprio questo neologismo, che mi è venuto alla mente. Figure un po’ alla Frank Capra, insomma, ma senza quella sorta di ironia che distingueva i personaggi di quei vecchi film.
Ma poi sono arrivati quegli ultimi dieci, quindici minuti.
Quando Robert Kennedy giunge all’Ambassador, subito dopo aver appreso della vittoria alle primarie in California, e inizia il suo atteso discorso. Una scena corale, una perfetta rappresentazione della speranza, del sogno, degli ideali che allora erano radicati in una parte del popolo americano. Il salone affollato da persone che ascoltano con emozione le parole di un uomo in cui credono, perché pensano che il sogno, attraverso quell’uomo, possa finalmente realizzarsi. E poi.
E poi una pistola che spara e infrange il sogno. E le parole di Kennedy che scorrono in fondo allo schermo, mentre si susseguono scene di disperazione e di incredulità.
Ogni volta che un uomo si alza in difesa di un suo ideale o agisce per migliorare il destino degli altri, o combatte contro le ingiustizie, è come se provocasse una piccola onda di speranza che incrociando altre milioni di onde, e sfidando tutte le onde contrarie, formasse una corrente capace di abbattere i muri più resistenti dell'oppressione.
Queste, e altre parole. Ancora, purtroppo, estremamente attuali. Basterebbe sostituirne poche. Basterebbe sostituire alla voce Vietnam la voce Irak, ad esempio.

Giorni fa, su questo blog, mi interrogavo sugli eroi.
Ecco, non voglio affermare che Robert Kennedy fosse un eroe, anzi, non credo proprio che lo fosse. Non so neppure se avrebbe mantenuto le promesse fatte alla nazione, se ne avesse avuta la possibilità. La cosa su cui mi sono interrogata ieri sera, uscendo dal cinema, è un’altra. Mi sono chiesta: ma dove è finita quell’America? l’America delle marce contro la guerra del Vietnam, dove è finita? Anche oggi, come allora, ragazzi americani tornano alle loro famiglie rinchiusi nei sacchi.
Anche oggi, come allora, l’America, continua a a combattere una guerra sporca (ma quando mai, poi, la guerra è pulita…) anche se ufficialmente  è stato dichiarato anni fa che la guerra era cessata. Ma le proteste, dove sono finite le proteste, la rabbia, l’indignazione? L’America dei dreamers è entrata in agonia con l’uccisione di Martin Luther King, ed è morta definitivamente nella cucina dell’hotel Ambassador due mesi dopo?
Non so dare una risposta.
Credo che il popolo americano, credo che tutti noi occidentali abbiamo ucciso i nostri sogni giorno per giorno, e sì, c’entrerà anche l’11 settembre, e Bin Laden, e il terrorismo islamico.
Forse.
La verità, a mio avviso, è  che da decenni, ormai, ci siamo  ripiegati su noi stessi, viviamo un sonno senza sogni. Abbiamo barattato gli ideali con un presunto benessere, abbiamo coltivato la pianticella dell’egoismo e l’abbiamo fatta diventare un albero dalle profonde radici. I sogni, le speranze, possono creare ansia, tensione emotiva. Stiamocene dunque tranquilli, nonsentononparlononvedo. 
E in questo modo, però, rischiamo di essere solo strumenti per chi di sogni non ne ha mai avuti, se non quelli di accrescere sempre più il proprio potere.

I tasti, come mi capita spesso, mi hanno…preso la mano. Volevo parlare di un film. Ho finito col parlare d’altro.  Quando succede si dice che si fa  ot, mi sembra, in questo ancora per me oscuro linguaggio telematico. Ma non  sono sicura che si dica proprio così.

Due canzoni.
Una fa parte della colonna sonora del film, l’altra è dedicata in maniera particolare a Luci, perché proprio lei me l’ha ricordata in un suo commento.


http://www.youtube.com/watch?v=8Kd8xp86reY


http://www.youtube.com/watch?v=_FZF27Xl4Hk
postato da: Soriana alle ore 02:24 | link | commenti (5)
categorie: piccoli e grandi schermi
domenica, 15 luglio 2007

Mare mare

P1030471
E’ un sabato sera, anzi, una calda notte di un sabato di luglio Chissà quanti di voi saranno al mare?  Questa foto che sta qui sopra l’ho scattata ieri mattina, da questo terrazzo dal quale ora sto scrivendo.  Il mare sta riposando, adesso, ma il suo lieve russare è coperto dalla musica di una discoteca vicina. Il viale è punteggiato di luci, stanchi camerieri, negli alberghi accanto, innaffiano piante… boccheggianti. Ragazzotti passano urlando in coro qualcosa che riguarda una certa Angelina. Meglio non approfondire…Un ragazzo e una ragazza abbracciati scendono i gradini che conducono alla spiaggia. Sarà amore?
Lo so, sto un po’ cazzeggiando. Ma sono rilassata, non voglio avere pensieri se non di niente. Piccole cose, piccole immagini, nient’altro. Mi sento leggera, così leggera che potrei volarmene via.
Forse, quindi, è meglio che me ne vada a dormire. Se volo via magari mi perdo, e poi come faccio ad aggiornare il blog?
Qui sotto una canzone un po’ sciocchina, forse bruttina, ma molto molto estiva. Qualcuno se la ricorderà: il tormentone di un’estate lontana.
Buona domenica, ovunque voi siate.


http://www.youtube.com/watch?v=xn1FEBHU-4g
postato da: Soriana alle ore 01:26 | link | commenti (7)
categorie: leggeri e pesanti pensieri
giovedì, 12 luglio 2007

IndiaNord022Ancora una volta il sito del bravo poeta e narratore Renzo Montagnoli ospita un mio racconto. Ecco la…mappa per chi vuole raggiungerlo.

www.arteinsieme.net/renzo/index.php?m=45&c=21&det=2434

 
Ma leggete anche il
racconto
(www.arteinsieme.net/renzo/index.php?m=4&c=25&det=2443)

e la
poesia
(www.arteinsieme.net/renzo/index.php?m=3&c=9&det=2444)

di
Renzo: lui non delude mai!

La fotografia (prelevata dal sito 
www.markos.it/india/slides)
ha una certa connessione con il mio racconto).

Gli you tube di questa sera sono due: uno è quello di ieri sera (che mi sono dimenticata di linkare correttamente). L’altro propone una musica bellissima e rilassante, e lo dedico in particolar modo a un caro amico, perché gli sia di ottimo auspicio in una bella avventura.

http://www.youtube.com/watch?v=K60SJ_bkhAQ


http://www.youtube.com/watch?v=5-AoWfRNNY0

(N.B.: con tutti questi link lunghi lunghi non so come apparirà il post…nonostante i consigli di Annalisa e Antonio, io faccio ancora pasticci…).
Ma ne voglio inserire un altro, di link, perché mi sembra
importante. E’ l’indirizzo del bel blog di Morgan: ci chiede aiuto per un bambino. Sì, è importante, ne sono sicura.
Eccolo, quindi:

www.acmedelpensiero.blogspot.com


E ora vado di filato a nanna! Notte!!!!
postato da: Soriana alle ore 01:49 | link | commenti (6)
categorie: avviso ai naviganti
mercoledì, 11 luglio 2007

Uffa! Sono stanca...

bologna_portici_pzasstefano_MMi odio quando non aggiorno il blog, quando non rispondo ai commenti, quando sono capace solo di lavorare e lavorare e lavorare. Mi scuso con Daniela: avevo promesso di scrivere un post sul suo commento. Ma sono incasinatissima sul lavoro.
E stanchissima.
Scusate, miei fedeli lettori e commentatori. Solo un po' di pazienza. Per ora una foto della mia città che in questo momento mi manca, e una canzone che della mia città parla.
Qui  (a Igea Marina)sta scoppiando un temporale e me ne vado a nanna. Sperando di non sognare studi di settore.
Buona notte a tutti.


http://www.youtube.com/watch?v=K60SJ_bkhAQ
postato da: Soriana alle ore 01:55 | link | commenti (8)
categorie: leggeri e pesanti pensieri
sabato, 07 luglio 2007

Di streghe, di film e di piccoli principi

P1030344(album personale)



Stanca stanca stanca, questa sera.

E pensare che cose da dire ne avrei.
Parlare dello Strega, per esempio. Ho visto per due minuti due la diretta televisiva su Rai Uno, la notte scorsa. Mi è bastato.
Non dico altro, ma se vi volete fare due risate (magari a denti stretti) andate a leggere qui:


satisfiction.blog.kataweb.it 

Il post che vi trovate me lo ha indicato poco fa un amico, e ho avuto la fortuna grazie a lui, di scoprire un blog proprio bello. Il che mi fa pensare che forse i blog sono meglio di tanti libri e giornali e trasmissioni TV.

Allo Strega, dunque, ha vinto
Ammaniti. Ma che sorpresa!!!!!! Ma chi lo avrebbe mai detto?????
Ecco, questo è il bello dei grandi premi letterari: che già da mesi prima si conosce il nome del vincitore, così tutti si mettono il cuore in pace e la sera della premiazione se ne possono andare al cinema (possibilmente non in una multisala, e per favore assolutamente non  del gruppo Medusa).

Al cinema io ci sono andata domenica sera. Cinema all’aperto, con sedie scomodissime, è vero, ma per me i cinema all’aperto sono una fra le più belle invenzioni del mondo. Posso vedere anche un film bruttissimo, ma quando sto lì sono contenta ugualmente. Magari distolgo lo sguardo dallo schermo e mi metto a guardare il cielo. E lassù, di sicuro, ne trovo sempre delle belle star…

Il film di domenica però brutto non è stato. “
Il mio miglior amico” è un film abbastanza carino, soprattutto nella prima parte. Poi alcune sequenze diventano un po’ troppo lunghe, alcuni avvenimenti un po’ improbabili, i personaggi troppo caratterizzati. E poi, è mai possibile che ogni volta che si affronta il tema dell’amicizia si tiri fuori e la volpe e la rosa e l’addomesticamento e tutto l’ambaradam del piccolo principe? E basta, no? Con tutto il rispetto per Antoine de Saint Exupery, è ora di cambiare…

Ecco, alla fine
Patrice Leconte, regista e cosceneggiatore del film, poteva essere un po’ più originale. Molto bravo come sempre Daniel Auteuil, mi piace proprio, quel tipo. In conclusione: un film carino, non da non

E ora mi piacerebbe parlare dell’amicizia e dell’assoluta importanza che questo sentimento ha per me.
Ma mi si chiudono ormai gli occhietti.
Rischierei di dire solo banalità.
E ne dico già abbastanza da sveglia.
Facciamo un’altra volta, o.k.?
Magari cominciate a parlarne voi, amici virtuali e non.
Anzi, vi chiedo proprio un piccolo aiuto: clickate e ascoltate…
perdere, ma che si può vedere.

 http://www.youtube.com/watch?v=6FMq0iDX1yE

P.S.: mi rendo conto che
1) ho dato forse l’impressione che non mi piaccia Ammaniti. Il che non è vero. Non ho letto “Come Dio comanda”, ma ho amato “Io non ho paura” e “Ti prendo e ti porto via”. Però “
Mal di pietre” della Agus è un gran bel libro… Ecco il perché della foto. Faccio finta che abbia vinto lei. E penso lo sia, un bel libro, anche Le stagioni dell’acqua, il romanzo di Laura Bosio, che però ancora non ho letto. Il suo romanzo mi aspetta a casa, con tanto di dedica dell’autrice… Che mi è anche simpatica.
 
2) ho dato poi forse l’impressione che il piccolo principe mi sia antipatico. Mica vero…E’ che è stato il libro di testo di francese alle superiori e…insomma, un piccolo motivo di rancore ce l’ho, nei suoi confronti…

3) ho senza dubbio dato l’impressione di non amare le multisala e quelle del gruppo Medusa in particolare. Beh, credetemi…è proprio così.





postato da: Soriana alle ore 01:35 | link | commenti (12)
categorie: piccoli e grandi schermi