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...e navigando con le vele tese io sempre cercherò il mio orizzonte Più riguardo a Donne, ricette, ritorni e abbandoni

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sabato, 28 aprile 2007

Sapore di sale sapore di mare


Sono al mare. A Cervia: aroma della resina della pineta, profumo di mare, fascino antico delle saline.  Tre giorni diversi per riposare la mente.
Buona domenica a tutti.e-5-img-fenicotteri
postato da: Soriana alle ore 23:34 | link | commenti (5)
categorie: dall italia e dal mondo
venerdì, 27 aprile 2007

Una bella intervista e altre cose ancora

Sul numero fresco di...schermo della rivista settimanale di Renzo Montagnoli (www.arteinsieme.net) potete leggere una piacevolissima intervista a Annalisa Ferrari (circolobaldoni.splinder.com) : non perdetevela! Cliccate qui, please:

www.arteinsieme.net/renzo/index.php?m=52&det=2098

Se poi volete leggere pure un mio racconto, ecco dove potete trovare la mia ultima creaturina:

www.arteinsieme.net/renzo/index.php?m=45&c=21&det=2099

E ancora.  Sul blog della scrittrice Cinzia Pierangelini (cochina63.splinder.com), un argomento attuale e interessante: le donne, oggi.
postato da: Soriana alle ore 00:30 | link | commenti (12)
categorie:
giovedì, 26 aprile 2007

Sono lieta di augurare...

un grande in bocca al lupo all'amica  Emilia Santoro che oggi,

giovedì 26 aprile alle ore 18,00

Libreria Feltrinelli di Napoli, via S. Tommaso D'Aquino, 70/76 (Via Roma)

presenta il suo libro

La sparizione

editore Manni

Interverranno: Silvio Perrella e Mariano Baino. Coordinerà Nando Vitali.

Letture di Cristina Donadio, musiche di Enzo Nini.

postato da: Soriana alle ore 09:37 | link | commenti (2)
categorie: avviso ai naviganti
mercoledì, 25 aprile 2007

Di Amedea, e Levi, e Gramsci, e Calvino e anche di don Luisito


Ho la grande fortuna di conoscere una donna straordinaria, Amedea Zanarini.
Il suo nome non dirà probabilmente niente a nessuno, qui, se non agli amici  di Bologna che la conoscono personalmente e che frequentano questo blog. Amedea ha quasi 83 anni. Ha gli occhi limpidi, che ci si specchia, in quegli occhi. Amedea ha una gran voglia di raccontare, di regalare, a chi l’ascolta, la sua memoria.
Amedea è stata staffetta partigiana.
E quando parla di questa esperienza si sente nella sua voce, nelle sue parole, tutto l’orgoglio per aver contribuito, anche se in minima parte, alla lotta per la liberazione della nostra patria dal giogo nazista. Noi, che ancora non eravamo nati, la ascoltiamo sempre incantati e pieni di rispetto. Scrive anche, Amedea. Cronache di quei giorni, e poi ancora delle lotte sostenute dalle salariate per aver condizioni di lavoro più decenti. Pressoché autodidatta –non erano molte, in quei tempi, le donne che studiavano- ha una scrittura precisa, puntuale, ma anche piena di passione. Dopo la guerra si è resa conto che anche il “sapere”, che anche la cultura, possono essere un’arma per combattere ingiustizie e sopraffazioni. E così Amedea  ha cominciato a leggere. E libri, cura della famiglia, e ancora lotte, hanno scandito il suo tempo. Ed è ancora così, pure oggi. Perché ancora oggi lei è una combattente, è una resistente. Ancora oggi ha la grande capacità di indignarsi. E continua a combattere, a opporsi. A resistere, resistere, resistere.
Vorrei scrivere un libro, su Amedea. Ma non ho la capacità di trasferire sulla carta la limpida luce del suo sguardo.

***

Partigia

Dove siete, partigia di tutte le valli,
Tarzan, Riccio, Sparviero, Saetta, Ulisse?

Molti dormono in tombe decorose,
quelli che restano hanno i capelli bianchi
e raccontano ai figli dei figli
come, al tempo remoto delle certezze,
hanno rotto l'assedio dei tedeschi
là dove adesso sale la seggiovia.

Alcuni comprano e vendono terreni,
altri rosicchiano la pensione dell'Inps
o si raggrinzano negli enti locali.
In piedi, vecchi: per noi non c'e' congedo.

Ritroviamoci. Ritorniamo in montagna,
lenti, ansanti, con le ginocchia legate,
con molti inverni nel filo della schiena.
Il pendio del sentiero ci sarà duro,
ci sarà duro il giaciglio, duro il pane.

Ci guarderemo senza riconoscerci,
diffidenti l'uno dell'altro, queruli, ombrosi.
Come allora, staremo di sentinella
perché nell'alba non ci sorprenda il nemico.

Quale nemico? Ognuno e' nemico di ognuno,
spaccato ognuno dalla sua propria frontiera,
la mano destra nemica della sinistra.
In piedi, vecchi, nemici di voi stessi:
La nostra guerra non e' mai finita.

(Primo Levi)

***
Indifferenti

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

( Antonio Gramsci – Indifferenti - 11 febbraio 1917)

***
Oltre il ponte

O ragazza dalle guance di pesca
o ragazza dalle guance d'aurora
io spero che a narrarti riesca
la mia vita all'età che tu hai ora.

Coprifuoco, la truppa tedesca
la città dominava, siam pronti:
chi non vuole chinare la testa
con noi prenda la strada dei monti.

Avevamo vent'anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch'è in mano nemica
vedevam l'altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.

Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent'anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l'amore.

Silenziosa sugli aghi di pino
su spinosi ricci di castagna
una squadra nel buio mattino
discendeva l'oscura montagna.

La speranza era nostra compagna
a assaltar caposaldi nemici
conquistandoci l'armi in battaglia
scalzi e laceri eppure felici.

Avevamo vent'anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch'è in mano nemica
vedevam l'altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.

Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent'anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l'amore.

Non è detto che fossimo santi
l'eroismo non è sovrumano
corri, abbassati, dai corri avanti!
ogni passo che fai non è vano.

Vedevamo a portata di mano
oltre il tronco il cespuglio il canneto
l'avvenire di un giorno più umano
e più giusto più libero e lieto.

Avevamo vent'anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch'è in mano nemica
vedevam l'altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.

Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent'anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l'amore.

Ormai tutti han famiglia hanno figli
che non sanno la storia di ieri
io son solo e passeggio fra i tigli
con te cara che allora non c'eri.

E vorrei che quei nostri pensieri
quelle nostre speranze di allora
rivivessero in quel che tu speri
o ragazza color dell'aurora.

Avevamo vent'anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch'è in mano nemica
vedevam l'altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.

Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent'anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l'amore.

(Testo di Italo Calvino Musica di Sergio Liberovici)

Un bellissimo testo di Calvino che ricorda la sua militanza nella Resistenza e la necessità di tramandare alle future generazioni i valori che stavano alla base di quella scelta.
È stato recentemente interpretato anche da Moni Ovadia insieme ai Modena City Ramblers nell'album collettivo "Appunti Partigiani" (con un arrangiamento musicale ispirato alla musica originale di Sergio Liberovici e al tradizionale irlandese "The Blacksmith").

Qui :
www.prato.linux.it/~lmasetti/antiwarsongs/canzone.php?lang=it&id=771

potete scaricare la canzone. Non è però la versione dei MCR.


 E per finire non posso fare a meno  di citare il titolo di un romanzo che sto leggendo in questi giorni: La messa dell’uomo disarmato” di don Luisito Bianchi (Sironi Editore). Forse il più bel libro mai scritto sulla Resistenza. Non esito a definirla stupenda, quest’ opera di don Luisito. Certa che la mia affermazione non potrà che essere rafforzata quando ne avrò terminata la lettura.

Bene: un post lunghissimo, questo. Spero abbiate avuto la pazienza di leggerlo fino in fondo. A tutti auguro buon 25 aprile. Che sempre ci accompagni la forza di resistere resistere resistere.
postato da: Soriana alle ore 01:02 | link | commenti (6)
categorie: calendari
martedì, 24 aprile 2007

Un paese che diventa il nostro

Ecco, proprio questo può accadere leggendo "Storie di Paese" di Renzo Montagnoli, raccolta di racconti che qualche tempo fa è uscita in formato e-book a cura del sito www.isogninelcassetto.it

 Perche questi diciassette racconti sono belli.  Bella la scrittura, nitida, asciutta, senza sbavature. Ottima anche la tenuta dei dialoghi, quasi da sceneggiatura cinematografica (una peculiarità di Montagnoli, questa).
Ma la cosa veramente apprezzabile è che l’Autore, mano a mano che procediamo nella lettura del testo, sembra portarci dentro, con molta discrezione, in verità, dentro questo suo microcosmo,  e preceduti da lui entriamo nell’osteria, nelle case, nella chiesa, nel piccolo cimitero, nella piazza. E così, improvvisamente ci troviamo seduti vicino ad Annibale Chiocchetti,   e anche noi cominciamo a chiamarlo “il Guercio”, come se lo conoscessimo da quando questo soprannome gli è stato affibbiato e ci mettiamo ad ascoltare con attenzione quello che lui dice, certi che ben presto, senza supponenza, ci impartirà qualche lezione di vita. O ci troviamo ad ascoltare “Nessun dorma” cantata dallo sfortunato e disperato Giacomo Salami, e a emozionarci come gli altri avventori dell’osteria;  e  anche i più mangiapreti fra noi, si troveranno a stimare Don Zeffirino, e forse a desiderare di chiedergli qualche consiglio. O andremo a comprarci un’anguria da Claudio, per fargli un ultimo saluto, prima che il suo chiosco venga travolto dalle ruspe (struggente, questo racconto).
Ma tanti sono i personaggi che incontreremo, come tanti sono, appunto, gli abitanti del paese.
Ognuno ben caratterizzato dall’Autore,  anche con l’uso di pochissime parole. E li riconosceremo quindi subito, da un gesto, da un modo di dire. E cominceremo ad amarli e a ridere e piangere con loro.
Sì, perché ci si commuove, leggendo questi racconti, ma anche si ride, o si sorride. Le ingenuità, la malizia, le ipocrisie, i piccoli eroismi quotidiani, i drammi, la miseria, gli ideali, le speranze, le delusioni, la voglia di andare avanti, l’amicizia, l’amore,  la vita, la morte: tutti questi sentimenti, queste emozioni, questi eventi stanno racchiusi fra le vie, nelle case del paese di Renzo Montagnoli. In un’epoca che in quasi tutti i racconti è quella della guerra o del dopo guerra, ma che, se guardiamo bene, potrebbe essere  anche l'epoca attuale.  E alla fine, quando chiudiamo il libro, capiamo che quel paese è diventato anche il nostro.

Una lettura da consigliare, quindi, anzi da non perdere.

La raccolta di racconti, suddivisa in due volumi, è scaricabile gratuitamente qui;
www.isogninelcassetto.it/montagnoli_1.html
postato da: Soriana alle ore 01:34 | link | commenti (5)
categorie: tessitori di parole
lunedì, 23 aprile 2007

E' che vorrei

E’  che vorrei credere che i giornali, i notiziari di tv e radio fossero pieni di storie inventate.

Che vi si trovassero solo leggende metropolitane, di cui dire: orribile, ma mica è vero, per fortuna.
 
Che l’Ansa fosse diretta da Dario Argento, intento a diramare  notizie false semplicemente per misurare il polso del  pubblico per il  suo prossimo film. 

Che i giornalisti fossero dei sadici, dei maniaci felici di stilare cronache provenienti solo dalle loro menti malate.

Che quello che leggiamo, che vediamo ogni giorno, fosse  la cronaca di un mondo altro da noi, lontano anni e anni luce dalla Terra, un mondo da noi inimmaginabile.

Perché non posso leggere, non posso vedere, non posso sopportare che un bambino di dodici anni sia stato indotto a tagliare la gola a un altro essere umano. E sapere che è accaduto veramente.
Un bambino.
Che dovrebbe fare, sperare, sognare altro.
postato da: Soriana alle ore 00:53 | link | commenti (12)
categorie: leggeri e pesanti pensieri
sabato, 21 aprile 2007

Un altro post sulla bacheca

circolobaldoni.splinder.com

Qui potete leggere un racconto bello, delicato, punteggiato di emozioni leggere ma che vanno diritte al cuore.
Un gioiellino, a mio parere.
Lo ha scritto Annalisa,  e lì, nel suo Blog, ce lo ha regalato. Ne vale proprio la pena, leggerlo, ve lo assicuro.
postato da: Soriana alle ore 13:04 | link | commenti (4)
categorie: avviso ai naviganti
giovedì, 19 aprile 2007

Una affollata bacheca

Consigli per...l'ascolto, e altro:


www.radio.rai.it/radio3/laviadisigerico

dal 21 aprile al 25 maggio tutti i giorni in diretta su radio3  dalle 18 alle 18,45.
Dopo il cammino di Santiago de Compostela (2004), la via Francigena (2005) e la via di Paolo e Giovanni (2006), torna sulla strada maestra della via Francigena, percorsa da Sigerico.

Le ho seguite tutte, queste vie: purtoppo non ero in cammino, ma inchiodata alla mia scrivania, a chiudere bilanci e a conteggiare ICI.  Ma era magico ugualmente. Indipendentemente da essere religiosi (non mi sembra di esserlo) o assolutamente laici (ecco, qui mi riconosco di più) è affascinante seguire i conduttori, che cambiano di settimana in settimana, nel loro percorso. Sentire dei loro incontri, le descrizioni dei paesaggi, e, anche, soffrire un po' con loro, per le vesciche ai piedi. Imperdibile, poi, la settimana con un pellegrino molto inusuale, in questa veste: David Riondino. Ve lo consiglio vivamente, questo pellegrinaggio. Senza muovervi vi sembrerà di viaggiare.

www.fieralibro.it/pages/progRicerca.jsp

é on line il programma della Fiera del Libro di Torino. La mia terza volta, come visitatrice, non come ospite. Come ospite mai, ci sono stata.  La prima volta  ci andai per vedere il mio libro. Un po' per vanità, un po' con gioia infantile, insomma... Poi ho continuato ad andarci: begli incontri, begli eventi. E anche quest'anno, naturalmente, ci sarò.


www.fieralibro.it/pages/progScheda.jsp?quarter=2&colore=programma&idEvento

Lei, invece, Sabrina Campogrande, lei sì che sarà un'ospite di Torino...
Sabrina/Biancabalena presenterà infatti il suo libro, "Balene bianche" edito da Di Salvo. In bocca al lupo, Sabrina! Sarò lì a fare il tifo!

www.incunabulum.it

E' nato  un servizio di valutazione ineditiediting e gestione editoriale per scrittori esordienti (e non solo).
Chi fosse interessato con un clik può esaudire la sua curiosità.
postato da: Soriana alle ore 22:41 | link | commenti (16)
categorie: avviso ai naviganti
mercoledì, 18 aprile 2007

Ultimo tentativo: E'sempre lui, Erri...

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postato da: Soriana alle ore 21:28 | link | commenti (2)
categorie: la poesia salva la vita

Ecco la foto che mancava

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postato da: Soriana alle ore 19:08 | link | commenti (2)
categorie: la poesia salva la vita