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venerdì, 30 marzo 2007

Prima di partire

Di tutta fretta, con lo sguardo che si alterna fra Mac e orologio, vi auguro buona giornata e buon fine settimana. Il mio aereo parte fra poche ore e ho ancora qualcosa da fare.
Se posso scriverò qualcosa da Israele. Tornerò sabato 7 aprile. Mi mancherete. Scusate se non ho risposto agli ultimi commenti, ma non ne ho avuto proprio il tempo.
Vi lascio con questo testo, con la speranza che a poco a poco la Pace cominci ad albergare nel mondo e dentro a ciascuno di noi.

l disertore


In piena facoltà
egregio presidente
le scrivo la presente
che spero leggerà.

La cartolina qui
mi dice terra terra
di andare a far la guerra
quest'altro lunedì

Ma io non sono qui
egregio presidente
per ammazzar la gente
più o meno come me

Io non ce l'ho con lei
sia detto per inciso
ma sento che ho deciso
e che diserterò.

Ho avuto solo guai
da quando sono nato
i figli che ho allevato
han pianto insieme a me.

Mia mamma e mio papà
ormai son sotto terra
e a loro della guerra
non gliene fregherà.

Quand'ero in prigionia
qualcuno mi ha rubato
mia moglie e il mio passato
la mia migliore età.

Domani mi alzerò
e chiuderò la porta
sulla stagione morta
e mi incamminerò.

Vivrò di carità
sulle strade di Spagna
di Francia e di Bretagna
e a tutti griderò.

Di non partire più
e di non obbedire
per andare a morire
per non importa chi.

Per cui se servirà
del sangue ad ogni costo
andate a dare il vostro
se vi divertirà.

E dica pure ai suoi
se vengono a cercarmi
che possono spararmi
io armi non ne ho.

Note:
Originale "Le deserteur" testo di Boris Vian - musica di Boris Vian e Harold Berg, 1956
Traduzione italiana Giorgio Calabrese - Arrangiamento Ivano Fossati
Incisa in Lindbergh (Lettere da sopra la pioggia) di Ivano Fossati, 1992
postato da: Soriana alle ore 07:56 | link | commenti (7)
categorie: leggeri e pesanti pensieri
mercoledì, 28 marzo 2007

Il magico sussurro della natura

E’ sorprendente la capacità di Renzo Montagnoli di riuscire, con le sue poesie, a risvegliare con veemente passione le nostre coscienze quando affronta i temi che gli sono più cari: il rifiuto di ogni guerra, la condanna delle sopraffazioni da parte dei potenti, la disgregazione dei valori morali. Ed è  ancora più sorprendente, quindi, scoprire la sua grande capacità di  regalare immagini di quiete, di assoluta serenità  quando descrive, con i suoi versi, i paesaggi della natura.
Come quelle che emergono dalle pagine di questo suo ultimo e-book,  dal armonioso titolo "Il magico sussurro della natura" che è uscito qualche giorno fa a cura del sito www.isogninelcassetto.it e  che è scaricabile gratuitamente.

Montagnoli ci regala, con questa sua raccolta di poesie, un vero e proprio balsamo per l’anima. Ci porta con lui a farci accarezzare il cuore dalla dolcezza delle colline, da suoni d’acqua e di brezze, da colori delicati.

Voglio riportare, come esempio, un frammento dalla lirica “Armonie", che fa parte della raccolta.

Scivola l’acqua sulla roccia,
saltella sui piccoli declivi,
rinnova il suono della vita
che ritorna a dissetare
gli esili fili d’erba
che svettano al sole….


C’è, qui, la rigenerante musica dell’acqua e tutta la purezza di un paesaggio montano. Il sussurro (magico) della natura, ci pervade e placa ogni nostro disagio.

Un’ultima cosa. Seppur indirettamente, anche in questa occasione, il Poeta ci induce a riflettere: sull’inestimabile ricchezza che la natura ancora ci offre e su come dovremmo veramente fare della sua salvaguardia una delle nostre mete.
 
Ed ecco dove scaricare la silloge:

www.isogninelcassetto.it/montagnoli_2.html
postato da: Soriana alle ore 19:35 | link | commenti (9)
categorie: tessitori di parole

I'm in the mood for love



Lui la teneva stretta come fosse la cosa più preziosa del mondo. Lei teneva la guancia premuta sul suo petto. La sala era piena di gente, di fumo di sigarette, di trilli di risate, di idiomi stranieri, ma loro non se ne accorgevano. Erano soli, in quel momento, erano solamente uno per l’altra. Lui pensava come lei fosse pace. Lei sentiva la stoffa morbida della divisa contro il suo viso, e si ricordò come fosse ruvido, invece, il panno di quell’altra uniforme. Lui le sussurrava parole che si appoggiavano sulla musica che l’orchestrina stava suonando: i’m  in the mood for love, simply because you’re near my… Lei lo ascoltava, e pur non capendole, sapeva che quelle parole erano le più dolci promesse. Lui si ritrovò per un attimo in altre sale, ad ascoltare altre orchestre, a ballare stretto a una ragazza bionda. Si ritrovò, solo per un istante, in una scena di secoli prima, al di là dell’oceano. Lei rivide, per una frazione di secondo, le parole che aveva letto due mesi prima su quella lettera dall’ aspetto minaccioso: disperso in Russia. Le lettere si dilatarono, divennero un alfabeto gigantesco privo di senso. Chiuse gli occhi bruscamente, stringendo le palpebre. Lui la strinse più forte, sperando che la canzone non finisse mai. Pensò che fra poco, fra pochissimo, avrebbe dovuto dirglielo. Lei ebbe un brivido, le scorsero immagini sotto le palpebre chiuse: la nonna con il suo rosario e il suo biascicare, il viso dei neonati congestionato dal pianto, sua madre che sferruzzava, lo studente del primo piano sempre aggrappato al suo libro, come fosse un’ancora di salvezza. Un fotogramma di tutte quelle notti passate nel rifugio. Lui sentì improvvisamente le voci dei compagni: Billy che gli chiedeva aiuto, in quella spiaggia della Normandia, mentre si comprimeva i visceri con le mani. Glenn che, con il suo  strascicato accento del Texas, gli raccontava della fattoria, del figlio che aveva compiuto quattro anni e della moglie che aveva un nome bellissimo, Esperanza. La voce di Ron, che gli diceva che avrebbe fatto lo scrittore, a guerra finita, per raccontarlo tutto, quell’orrore. Aveva un fratello che possedeva un piccola casa editrice a Seattle, Ron. Scacciò con forza quelle voci, e il pianto immaginato dei genitori di Billy, e di Esperanza, e del fratello di Ron. Cercando di coprire quei suoni con altre parole: i’m in the mood for love…Oh, sì, sono in vena d’amore... Lei ebbe un piccolo pensiero crudele, che la inorridì e le imporporò il viso: forse l’altro non tornerà, pensò. Lui si chiese come avrebbe potuto essere dire alla ragazza bionda, quella che lo aspettava dall’altra parte del mondo, che era finita.
Lei si rese conto di essersi innamorata di quel soldato dalla faccia da bambino.
Lui pensò che erano anni che non si sentiva così bene.

La canzone cessò, lasciando echi di una dolcezza struggente.
Rimasero ancora abbracciati, ondeggiando leggermente.
Lui decise che era arrivato il momento di dirle della nave che fra poche ore lo avrebbe riportato a casa.
Lei si ricordò di una frase che le diceva sempre la nonna: che i sogni muoiono all’alba.

Allacciati si avviarono verso il balcone. C’era un cielo sereno, punteggiato da migliaia di stelle.
A lei venne da pensare che la limpidezza di quel cielo non costituiva più un pericolo. Che poteva godere appieno di quella visione senza temere di sentire ululare la sirena dell’allarme antiaereo.
A lui tornarono in mente con acuta nostalgia certe notti dell’adolescenza passate a dormire nel bosco di sequoie vicino alla sua casa.
Entrambi sapevano che non si sarebbero più rivisti.
Ma l’alba era, per il momento, ancora lontana.
Per il momento erano, entrambi, in the mood for love.
postato da: Soriana alle ore 00:53 | link | commenti (8)
categorie: la mia scrivania
martedì, 27 marzo 2007

Anche se avevo giurato...

...di occuparmi d'altro, per un po', credo che la mail che ho ricevuto da Emergency questa notte, sia troppo importate per poterla ignorare. Vi prego vivamente di aderire all'appello. Grazie

Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi. Il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all'alba di martedì 20 dai servizi di sicurezza afgani.

Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando "con i cavi elettrici".

Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia.

Domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un "alto meeting sulla sicurezza nazionale" presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove.Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi giorni, di impegnarsi per l’immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l’avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data.


Anche tu puoi aderire su http://www.emergency.it/appello/index.php
postato da: Soriana alle ore 08:58 | link | commenti (21)
categorie: avviso ai naviganti
domenica, 25 marzo 2007

Poi, giuro: per un po' parlerò d'altro

1) Il nuovo catechismo della Chiesa Cattolica (11 ottobre 1992)

2267 - L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani. Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall'aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana. Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l'ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo «sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti».

2) Dal discorso rivolto ai Vescovi europei in occasione dei cinquanta anni dei trattati:

Salvaguardare l'obiezione di coscienza:
L'UE salvaguardi il diritto all'obiezione di coscienza ogni qualvolta fossero violati i diritti fondamentali.L'Unione Europea per essere  "garante dello stato di diritto" e "promotrice di valori universali" deve "riconoscere con chiarezza" una natura umana stabile e permanente, fonte di diritti comuni a tutti gli individui, compresi coloro stessi che li negano.

Allora, se ho ben capito, sarà salvaguardato il diritto di chi, ipoteticamente utilizzato come boia dal Vaticano, si rifiuterà di espletare la sua funzione in caso di condanna a morte di un individuo?
O  la salvaguardia alll'obiezione di coscienza riguarda  piuttosto solo i politici che  si rifiutino di votare leggi che riguardino i DICO, la procreazione assistita, l'aborto?

Lo so che molto probabilmente non sarà mai promulgata una condanna a morte, nello stato del Vaticano. Ma che il Nuovo Catechismo non escluda questa possibilità mi pare, a dir poco, inquietante.
postato da: Soriana alle ore 17:23 | link | commenti (22)
categorie: leggeri e pesanti pensieri
sabato, 24 marzo 2007

Ancora su Said Agha

Quando due mesi fa ho aperto questo blog non sapevo bene con cosa lo avrei riempito. Pensavo più che altro a libri, poesie, qualche pagina di diario...Ma, a quanto pare, in me c'era anche un'altra urgenza.  Parlare di scritture, sì, va bene. Mettere qui le parole dei poeti, va bene.  Parlare delle mie piccole vicende quotidiane, beh, non so se va bene, non so a chi possa interessare, ma ogni tanto lo faccio. Ma ho scoperto che ciò che mi preme maggiormente è scrivere su cose che mi riempiono di sdegno, e di dolore. Di parlare anche di chi non ha voce. Anche se io non sono nessuno, anche se a volte mi sembra di dire cose ovvie. Perchè capita, mentre sto pensando di scrivere un post su un film, o su una canzone, o  su un ricordo della mia lontana infanzia, che mi  si presentino delle immagini davanti agli occhi: un bambino con una stampella, gli incendi in una città devastata dalla guerra, una persona  che fruga in un cassonetto. O un  uomo sgozzato, che quasi non ha nome.
E allora non riesco più a scrivere di quel film, o di quella canzone, o di quel ricordo.

Ecco perchè ritengo importante segnalare qui una bella riflessione di Renzo Montagnoli. Anche Renzo presta molta attenzione alle ingiustizie, agli orrori che ormai sembrano diventare un vivere quotidiano. Anche lui, credo, ha la mia stessa urgenza.
 Ecco dove potete trovarla:

www.arteinsieme.net/renzo/index.php
postato da: Soriana alle ore 16:15 | link | commenti (4)
categorie: avviso ai naviganti
venerdì, 23 marzo 2007

Poeti da morire

POETI DA MORIRE

POETI DA MORIRE
Scritti dal braccio della morte e contro la pena capitale

a cura di Marco Cinque

prefazione: Margherita Hack


illustrazione in copertina: Lawrence Ferlinghetti

illustrazioni all’interno: Dominique Green

controcopertina: Vauro


traduzioni: Grazia Guaschino


Giulio Perrone Editore – Roma, 2007 - 12,00 €

Autori e autrici dai bracci della morte degli Stati Uniti:

Clarence Ray Allen, Fernando Eros Caro, Caryl Chessman, Charles Culhane, Joe Duncan, Kenneth Eugene Foster Jr., Dominique Green, Karl L. Guillen, Richard Wayne Jones, Anthony Haynes, Bobby Ray Hopkins, Lynda Lyon, Reginald Sinclair Lewis, Roger W. Mc Gowen, Debra Jean Milke, Paul Rougeau, Jack Ruzas, Dean D. Thomas, Robert Wallace West.

Autori e autrici nazionali e internazionali contro la pena di morte:
Alberta Bigagli, T. F. Brhan, Marco Cinque, Geraldina Colotti, Erri De Luca, Tommaso Di Francesco, Flavio Fracasso, Enrico Gasperi, Lance Henson, Jack Hirschman, Maria Jatosti, Vivian Lamarque, Alberto Masala, Carlos Mauricius, Alberto Moravia, Ibrahim Nasrallah, Igiaba Scego, Màrcia Théophilo, Janine Pommy Vega, Leila Wadia.



Sabato 24 Marzo 2007 dalle ore 18 a Vag61
Via Paolo Fabbri 110 Bologna


Poeti da morire, letture - musica - immagini dal volume "Poeti da morire" .

Con la partecipazione di Marco Cinque (autore: voce narrante, flauti etnici), Maurizio Carbone (percussioni etniche), Alberto Masala (autore: voce narrante), Barbara Esposito (voce narrante). Ingresso libero







postato da: Soriana alle ore 15:04 | link | commenti (12)
categorie: avviso ai naviganti

Chi ha e chi non ha

Davanti a casa mia c’è un supermercato della Coop.  Da un po’ di tempo vedo persone che si arrabattono intorno ai cassonetti dell’immondizia posti di fianco al super mercato. Sollevano il coperchio, si spencolano dentro, e tirano fuori confezioni di cibo. Per lo più frutta e verdura. Anche se, per non creare imbarazzo, non mi soffermo a guardare, mi sembra che i prodotti siano abbastanza in buono stato. Non forse da essere messi in commercio, ma ancora utilizzabili.
Più di una considerazione.

La mia vergogna, perché, sì, io me lo posso (ancora) permettere di entrare alla Coop,  scegliere, passare alla cassa e tirare fuori soldibancomatcartedicredito. E loro, a quanto pare, non se lo possono proprio permettere. A loro, solo gli avanzi, insomma, come ai cani. Quelli di una volta, però, perché ai cani di oggi spettano croccantini, bocconcini e prelibatezze varie, acquistati nel suddetto supermercato, o in altre cattedrali simili.

La domanda che mi faccio: perché le vedo solo ultimamente, queste persone? Non mi sembrano per niente dei senza fissa dimora, mi sembrano persone abbastanza normali. Cosa è successo loro? Perché non hanno più potere di acquisto?

Un’altra domanda: perché la Coop butta nel rusco, nell’immondizia, insomma, prodotti che potrebbero ancora essere utilizzati? Perché non li porta a qualche centro di assistenza per persone bisognose? C’è n’è uno, quello di Padre Marella, a pochi metri da lì. Perché questo spreco, questo immorale gettare via cibo?

Non è questo un post contro la Coop in particolare: probabilmente tutti i supermercati si comportano così.
E’ solo un’amara riflessione e constatazione su un altro aspetto della vita di oggi.
Se le categorie di chi ha e chi non ha sono sempre esistite, mi sembra proprio che i questi ultimissimi anni si sia allargata di molto la fascia di chi non ha nulla, o ha pochissimo, e che chi ha sia diventato ancora più egoista e rapace.




















postato da: Soriana alle ore 01:38 | link | commenti (12)
categorie: leggeri e pesanti pensieri
giovedì, 22 marzo 2007

Ai naviganti di Bologna e dintorni

Libreria Modo Infoshop
Via Mascarella 24/b Bologna
Tel 051/5871012 |

Presentazione
GIOVEDI 22 MARZO 2007, ore 18,30

Il vero amore non ci è concesso - le poesie di Elizabeth Siddal
a cura di Conny Stockhausen (Panda edizioni)

Presentano il libro Pierpaolo Pregnolato e Chiara Cretella.

Elizabeth Siddal
Nota per essere stata la modella prediletta dei preraffaelliti, tra i quali Deverell, John Everett Millais e William Holman Hunt e aver ispirato alcuni dei quadri più famosi dell’età Vittoriana, Elizabeth Eleanor Siddal è soprattutto associata alla figura di Dante Gabriele Rossetti, col quale ebbe un rapporto controverso di amore ed odio. Ma Elizabeth non fu solo un’amante o una musa, bensì un’artista dotata di un talento sincero e di un’attitudine all’arte pura e piena di grazia. Per la prima volta in Italia vengono pubblicate tutte le poesie di Elizabeth Eleanor Siddal con la rispettiva traduzione italiana di Conny Stockhausen, con testo in lingua originale a fronte


Pierpaolo Pregonalato, poeta e scrittore, usa lo pseudonimo di Conny Stockhausen. Ha ricevuto sin dall'esordio, la raccolta di poesie La vertigine di Marilyn (2002), poi tradotta in lingua tedesca In taumel: Marilyn, numerosi premi e riconoscimenti; ha pubblicato inoltre La primavera è arrivata in autunno (Finalista Premio Carver 2004) e Solo questo ti chiedo presentato alla Fiera Internazionale del Libro di Torino nel Maggio 2004. Nel 2006 è uscita la raccolta di poesie Al diavolo la Morte l'amante l'amore.

 Chiara Cretella Dottore di Ricerca in Italianistica, si occupa a livello specialistico e giornalistico di critica d’arte, controculture, studi di genere, poesia e narrativa. È caporedattrice della rivista di poesia e studi di genere Le voci della luna. Tra le sue pubblicazioni il romanzo Gli insetti sono al di là della mia compassione (Pendragon 2003); la curatela del volume di Camillo Boito, Senso. Storielle vane, (Allori 2005); il romanzo Annunciazione in metropolitana (Fazi 2007); la curatela del volume di Camillo Boito, Storielle vane (Pendragon, 2007).

 

 

Dopo l’amore passionale e scandaloso dei primi anni – convivevano more uxorio in epoca vittoriana –, Dante Gabriel Rossetti cominciò una lunga serie di tradimenti che culminò con la follia adorante per Jane Morris, la moglie del suo migliore amico, il genio del revival neo-medievale, William Morris. Nell’ambiente insieme promiscuo e casto della Red House Jane incarnò la bellezza sensuale, la Persefone ammaliatrice ed oscura, mentre Elizabeth divenne l’emblema della spiritualità e della purezza ultraterrena. Dopo che la bella Jane, nello stesso periodo dell’aborto di Lizzie, diede alla luce un bimbo che avrebbe potuto essere di Dante, Elizabeth si tolse la vita, avvelenandosi con l’essenza del fiore del laudano. Da allora, Rossetti che già n’era ossessionato in vita, divenne l’ombra di se stesso. Fece seppellire nella tomba di Elizabeth un libro di versi che aveva composto per lei, ma dopo dieci anni decise di pubblicare queste poesie per riassestare le sue finanze, e fece disseppellire il cadavere. All’apertura della cassa apparve una donna perfettamente conservata, intatta nella sua bellezza, e un’inspiegabile massa lunghissima di capelli fulvi cresciuta dopo la morte, che aveva avvolto tutto il cadavere. Una sorta di raggiante divinità, che consegnò al mito la sua icona. La tela di Ofelia apparve dopo la sua morte quasi come una preventiva sacra rappresentazione della triste fine che la sventurata aveva scelto per sé.

postato da: Soriana alle ore 12:07 | link | commenti
categorie: avviso ai naviganti
mercoledì, 21 marzo 2007

21 Marzo: diverse cose

http://www.wmich.edu/~emrl/vt/pics/botticelli_primavera_mid.jpg



21 marzo: diverse cose, oggi, da ricordare.
Innanzi tutto, anche se il calo della temperatura sembrerebbe smentirlo, oggi è il primo giorno di primavera. Quindi buon Equinozio di Primavera a tutti, a tutti buona Primavera! Inizio, rinnovamento, rigenerazione: mi auguro che tutti coloro che desiderano un inizio riescano veramente a trovarlo.

Ma oggi è anche la Giornata mondiale della Poesia. E la poesia, ne sono sempre più convinta, salva la vita. La poesia, come afferma il poeta Alberto Masala, serve a essere “non punibile”
E un esempio può essere questa poesia che riporto qui sotto. E’ una composizione di Nicola Fanizzi, un uomo dalla vita particolarmente travagliata. Un’infanzia imprigionata nei collegi dei Salesiani, poi, in età adulta, la via crucis dei manicomi. E sono convinta che, se non avesse avuto la capacità, il coraggio, l’urgenza della scrittura, la sua vita sarebbe stata ancora peggiore. Che si sarebbe perso, definitivamente.
Ecco uno dei suoi testi:

Risveglio

Mi sono svegliato
un giorno, non so
quando
forse nel 1982
forse nel 2000
ed il mio cuore ha gioito per l’entusiasmo.
Dolce risveglio primaverile
oggi il mio animo è sereno
per l’amicizia di cui sono
circondato.
Forse che
anche per me
il presente non è
esso stesso
il mio passato
e, forse,
il futuro?


(Da  “Vorrei essere uomo fra gli uomini – Poesie e frammenti dal manicomio” di Nicola Fanizzi.
Edizioni Sensibili alle foglie – febbraio 2007
)


Ma ancora: oggi è pure la giornata in cui si ricordano le Vittime di tutte le mafie.  Anche se non amo troppo queste giornate istituzionalizzate credo che sia bene soffermarsi un attimo a ricordare tutti coloro che contro la mafia si sono battuti, e hanno pagato con la loro vita. Tutti coloro costretti a pagare per portare avanti un’attività più che onesta. E che muoiono un po’ ogni giorno. E ricordare anche, con sdegno, i vari Totò Cuffaro, che queste cose negano o minimizzano.


In ultimo, e assolutamente fuori categoria, un Avviso ai Naviganti:

Ancora “Quote Rosa”!!!
Questa sera alle 18 presso la Libreria delle Donne di Bologna, via San Felice 16/a, presentazione del libro antologico “Quote rosa” (edizioni Fernandel 2007): saranno presenti alcune delle autrici, che ne discuteranno con Simona Lembi ( assessore alla Cultura e Pari opportunità della Provincia di Bologna) e con i due curatori dell’Antologia, gli scrittori Grazia Verasani e Gianluca Morozzi.
postato da: Soriana alle ore 10:45 | link | commenti (6)
categorie: leggeri e pesanti pensieri