Chiara Cretella,
Sabato 27 gennaio è uscito il suo secondo romanzo: "
Annunciazione in metropolitana" (Fazi Editore). Nel
2003, con Pendragon, la Cretella aveva pubblicato "
Gli insetti sono al di là della mia compassione". Chiara,
benchè molto giovane, è anche una valente poetessa.
La prima presentazione del libro il
13 febbraio alle ore 18 presso La Feltrinelli di Bologna.
A tutti i bambini vittime delle guerre, dei soprusi, delle follie degli adulti. A tutti i bambini, tutti figli nostri.
C'è un paio di scarpette rosse di Joyce Lussu
C'è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede
ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c'è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c'è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c'è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto
lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l'eternità
perché i piedini dei bambini morti
non crescono
c'è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole
Buon compleanno, Arteinsieme!!!!
Già: esattamente un anno fa entrava a far parte del variegato mondo del web questa bella creatura di Renzo Montagnoli. Un sito dalle molteplici sfaccettature, dove il padrone di casa, con la generosità di un vero anfitrione, accoglie poeti e scrittori che hanno il desiderio di comunicare agli altri le proprie parole: autori sconosciuti, autori emergenti, autori famosi. Tutti su uno stesso piano, sullo stesso livello, perchè non è poi così importante essere famosi, aver pubblicato libri, venderne migliaia e migliaia di copie. L'importante è fare immedesimare chi legge con quello che le parole dicono. E questo accade, sempre. Ci sono poi altre sezioni, molto interessanti e belle: le poesie e i racconti di Renzo, (bellissime soprattutto le poesie), le recensioni, le interviste agli autori (perfino Camilleri, è riuscito a intervistare, Renzo...), notizie sugli eventi letterari, sui concorsi, fotografie e ancora altro. Ma questo lo potrete vedere da soli, entrando nel sito (trovate il link sulla sinistra dello schermo). Vorrei solo soffermarmi un attimo sulle riflessioni che Montagnoli ci regala quasi settimanalmente: con il suo tono pacato, senza eccessi, ma di un' onestà assoluta. Parole sagge, sono. Ecco, forse questa è la sezione che mi piace di più, di Arteinsieme. Non si può fare a meno di continuare a pensarci sopra, dopo averle lette.
E ora, dopo queste mie senz'altro inadeguate parole, non mi resta che rinnovare il mio augurio di buon compleanno: Beh, se il buongiorno si vede dal mattino, credo davvero che la luce del sole illuminerà sempre di più il cammino di Arteinsieme. E che sia un lungo, lunghissimo cammino...
Ricevo questi bei pensieri che più sotto troverete da una cara amica. Lei dice di essere imbranata, di non sapere come si fa a inserire il suo commento, e affida a me l'incarico di riportarlo qui. In realtà non è per niente imbranata. E' solo insicura e non sa quanto vale. E vale, credetemi.
Dovrei inserirlo nella categoria "Scrivanie", ma voglio dare più visibilità a quello che Loredana scrive. E poi, io sì che sono imbranata...Non so come creare le categorie che raggruppino argomenti di uno stesso tipo. Non so, proprio non so. C'è qualcuno che mi può dare una mano?
Ed ecco Loredana (che ringrazio):
La mia scrivania , bianca, lineare e geometrica, una volta collocatoci sopra
il PC e la stampante, mi era divenuta insopportabile: troppo tecnologica
e fredda come un ghiacciolo, non riuscivo a scriverci più nulla. Poi ho
comprato una scrivania diciamo antica: uno scrittoio di quelli con il piano
che si richiude e tanti cassettini sfiziosi. Niente da fare anche con
quella: l'ho riempita di ciafferia, bigiotteria ,ricordi di viaggio che
l'hanno trasformata in un bazar . Dove andare a scrivere per esternare la
mia interiorità? Lo sapevo in cuor mio qual era il posto giusto, lo stesso
in cui da ragazza,quando studiavo, riuscivo a concentrarmi meglio, anche se
non era silenzioso, anche se si sentiva lo sciabattare della mamma che
trafficava coi tegami , che puliva le verdure o che, in silenzio ,cuciva.
Così con l'immancabile quadernone e la biro mi trasferisco in cucina,
sposto la fruttiera e comincio a scribacchiare, anche se davanti ai fornelli
e al lavandino non c'è più nessuno e quasi quasi il silenzio assoluto è
troppo forte e mi disturba un poco.
Loredana
Questo (l'ho già scritto da qualche altra parte) mi ricorda Jane Austen, che scriveva su un quaderno nell'angolo del tavolo di cucina. Vedi, Loredana, sei in buona compagnia...Ti abbraccio.
Il chai. Bevuto seduta su uno sgabello di legno, in una di quelle mescite dove la luce del sole entra a fatica, e sui chiaroscuri delle pareti si possono immaginare storie di dei crudeli e di principesse velate. In un alba che non sembra per nulla preannunciare il caldo che affosserà il giorno. Con le mucche che passano lente in mezzo alla strada. Con il sorriso sdentato di Shanti che si meraviglia di una turista che
non se ne va a far colazione nella caffetteria dell'hotel elegante, e aggiunge due biscotti speziati, questi no rupie, dice. Con la spuma delle nuvole che abbraccia le cime, lassù in alto. Con quel silenzio che presto si trasformerà in mille note dissonanti.
Con quella pace.
E' buono, il chai.
E' un ottimo pretesto per iniziare una giornata.
Il Chai indiano
Ingredienti:
1 bastoncino di cannella, 1/2 cucchiaino di pepe nero in grani, 1/2 cucchiaino di cardamomo, 1/2 cucchiaino di chiodi di garofano, 1/2 cucchiaino di zenzero fresco, 1/2 cucchiaino di té nero in polvere, 1 cucchiaino di zucchero di canna, 300ml di latte
Preparazione:
Mettete tutte le spezie in un pentolino con il latte e lo zucchero. Portate ad ebollizione poi abbasssate la fiamma e fate cuocere per 20 minuti a pentola scoperta.
Rimuovete il bastoncino di cannella e versate nelle tazze con un mestolo. Se non amate trovare pezzi di spezie mentre bevete, filtrate il té prima di versarlo, ma la regola vuole che le spezie rimangano dentro. Quelle piú pesanti restano comunque nel fondo della pentola. Se vi piacciono potete masticarle mentre bevete. Sono buonissime.
Ottima per le giornate invernali come quella di oggi. Da bere a qualsiasi ora. Se non tollerate molto il latte provate a dividere metá acqua con metá del latte
Filo spinato
Tu scrivi dell' uomo nel lager
io - del lager nell' uomo
per te il filo spinato è all' esterno
per me si aggroviglia in ciascuno di noi.
- Pensi che ci sia tanta differenza?
sono due facce della stessa pena .
(da notes ed.forum)
Il deserto dei tartari
Là ormai non c'è altro che trucioli e sterpi
Erbacce ingiallite cespugli riarsi
Terra screpolata pozzi disseccati
Ammassi di pietre un vento gelato
Là ormai non c'è altro che ossame ciarpame
E polvere e muffa chiazze rugginose
Ed il silenzio
Che spezzano tratti
Stridore di ferri e urla di comandi.
( da notes ed.forum)
Chi muore (Ode alla vita)
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia, chi non rischia
e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce
il nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza,
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova la grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce .
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivi
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.
Pablo Neruda
Un ragazzo. Questo penso ogni volta, quando lo vedo arrivare da lontano. Non è mica lui, penso., accidenti alla miopia. Così, mi dico. Anche se lo conosco bene. Lo conosco esattamente da 46 anni.
Mino Milani è arrivato in ritardo, oggi, alla Biblioteca dei Ragazzi della Sala Borsa, a Bologna. Colpa di Trenitalia. Il treno fra Pavia e Milano ci ha messo un sacco di tempo, e così la coincidenza per Bologna è saltata. Ma i ragazzini hanno aspettato pazientemente. Ragazzini "stranamente" educati, e interessati all'evento. Accompagnati da una bravissima insegnante. L'ho capito dal modo in cui si rivolgeva ai suoi alunni, e anche da come loro si rivolgevano a lei. Anche questa cosa mi ha colpito felicemente in questa mattinata nebbiosa. Allora, ho pensato, si può continuare a sperare...
Poi lui è arrivato. E ancora mi sono meravigliata e ancora ho pensato: un ragazzo. Con quel fisico snello, il giaccone sportivo, il rosso del maglioncino che si intravedeva. E avvicinandolo, poi, ancora l'ho pensato. Perchè questo grande scrittore porta nello sguardo il ragazzo che è stato.
Mino Milani compirà 79 anni il prossimo 3 febbraio. Ma forse la scrittura , soprattutto quella dedicata ai ragazzi, lo ha mantenuto giovane.
L'approccio con il pubblico nasce sempre con grande naturalezza, in questi incontri. Non fa mai introduzioni. Fa parlare i ragazzi, fin da subito. Anche oggi è andata così. E quei giovani lettori abbandonano la timidezza, e partono con le domande a raffica. Milani risponde con semplicità, con umanità. Direi con grande onestà, ecco. Parla anche della durezza della vita, con chiarezza, ma senza spaventarli. Alla domanda: perchè è diventato scrittore per ragazzi? risponde: perchè c'erano troppi libri bugiardi, nella letteratura infantile, libri che volevano far credere che il mondo è solo buono e onesto.
Parla del suo bambino, che se ne è andato alla nascita, parla dei suoi gatti, Sibillino e Giovannino. Dice che ha smesso di fare il giornalista quando ha capito che non poteva più sopportare di trovarsi davanti a fatti di cronaca troppo dolorosi, mi commuovevo troppo, ha detto, mi facevo troppo coinvolgere. Bisogna avere grinta, per essere giornalista. E la grinta con l'età sparisce.
Non istiga i ragazzini alla lettura. Dice solo che la differenza, oggi, è fra chi ha letto e chi non ha letto. Ma, aggiunge, se un libro, arrivati a pagina 16 non vi piace, lasciatelo. Questa è una regola d'oro, per Mino Milani, la ripete ogni volta. Per gli adulti la regola cambia un po': la pagina è la 32.
A chi gli ha chiesto come si fa a diventare scrittori, risponde: "ci vogliono quattro cose: fortuna, testa dura (ma tanto, dura, perchè gli editori mica sono lì ad accoglierti a braccia aperte, la maggior parte delle volte ti ignorano, quando mandi loro un manoscritto) , leggere tanto (non si scrive, se non si legge) "aggiunge " e Umiltà, questa la cosa principale. "
Per il viaggio, continua, mi sono portato dietro un vecchio libro, di un autore che è praticamente sconosciuto: "La valle degli uomini silenziosi". Un libro bellissimo, dice, e chi se ne frega della celebrità, l'importante è che chi legge provi emozioni.
Gli chiedono anche quanto tempo dedica alla scrittura: sei ore al giorno, risponde. E aggiunge. la condizione per scrivere è avere l'animo tranquillo.
Si è giunti alla fine. Ordinatamente le classi (due prime medie della città) si avvicinano per autografi e dediche. Sono sorridenti, i ragazzini, commentano fra loro le risposte. Bello.
Questa cosa dell'Umiltà. Me la diceva anche allora, 46 anni fa. Quando io, ragazzina di quattordici anni, abbonata al Corriere dei Piccoli e innamorata di Tommy River, uno dei primi e più celebri dei suoi personaggi, il primo antieroe della letteratura per ragazzi, forse, e innamorata pure da anni di un sogno più grande di me, quello di diventare scrittrice, gli scrissi, senza neppure dirlo ai miei, così, perchè doveva essere una cosa solo mia, all'inizio. E mi misi in attesa della risposta. E la risposta arrivò, e con essa arrivò anche una amicizia che dura ancora sorprendentemente dopo tanti anni e di cui mi sento molto orgogliosa. Non perchè lui è famoso, ma perchè è un grande, grande uomo.
Anche se in anticipo voglio scrivere ora:buon compleanno, dottor Milani! Le auguro di cuore di rimanere il ragazzo che è ora.
Questo ho scritto accanto al link del blog di Cinzia Pierangelini, quando l'ho inserito fra i siti amici.
Sorprendente: perchè non mi aspettavo proprio di trovare in un'autrice quasi esordiente un equilibrio fra storia e stile così perfetto. Alcuni frequentatori di questo mio blog lo conoscono bene, l'ultimo libro di Cinzia, e come me ne sono appassionati estimatori. Agli altri lo posso solo consigliare. Poi, se vi è piaciuto ( e penso proprio che sarà così) parlatene agli amici. E magari richiedetene una copia alla vostra Biblioteca di quartiere o del paese in cui abitate. Purtroppo gli autori non famosi (e che non sono velinecalciatoriconduttoritvexcarceratipresuntiassassini ecc.) possono farsi conoscere solo attraverso il passa-parola. Ed è un vero peccato.
Allora, ecco di che libro si tratta:
Cinzia Pierangelini "Eraclito e il muro" Edizioni GBM
A ordinarlo in libreria (per lo meno alla Feltrinelli) nel giro di tre giorni dall'ordine di solito arriva.
Una cosa buffa: Alla Feltrinelli è catalogato fra i libri di....Architettura.... Stupidità dei computer: è bastata la parola "muro" per inserirlo in quella sezione....Ma è un romanzo, e anche bello.
Qui sotto riporto quello che scrissi a Cinzia subito dopo la lettura di Eraclito
"Dunque, il libro. L'ho letto con un grandissimo piacere: proprio quel piacere della lettura che oggi si prova così raramente, leggendo opere di nuovi autori, con tutte i loro stili omologati. Il piacere che si può provare ascoltando un brano musicale dall'armonia perfetta. Tutto, nel tuo libro, ricorda l'armonia: lo stile, il lessico usato, le descrizioni dei personaggi e dei luoghi. Per lo meno è questo che io ho avvertito, ed è per questo che parlo di "piacere della lettura". Poi, sai, non sono brava come altri, a fare recensioni analitiche, e quindi mi limito a questo. Ecco, è stupore, quello che ho provato: felice stupore che ancora ci sia qualcuno che possa scrivere così, come te.Insomma, posso dirlo? Uno dei migliori libri che ho letto negli ultimi anni"
anzi, oggi, dato che è passata mezzanotte, incontrerò un bravo scrittore. Per lo meno spero....Non spero che sia bravo, che questo lo so, spero di incontrarlo volevo dire. Poi vi dirò.
Buonissima settimana a tutti