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sabato, 21 novembre 2009

Amore... cuore...dolore...


y1pfG0lLgAn5hUj1OS1e7xbTg4iVjTKY7mLjWAjeMrFm9LiF_fEVBG-HAGixWIL2oPbDEY_qxcQ8JU
(http://antonio85zito.spaces.live.com/)


Se si dovessero leggere tutte le poesie che l'amore ha ispirato non basterebbe una vita. Dalle poesie di anonimi adolescenti a Dante Alighieri, l'amore ha fatto versare fiumi di inchiostro, e anche, direi, fiumi di lacrime.
L'amore, e la sua rima con cuore e con dolore, anche e, forse, soprattutto. 
Potremmo vivere senza amore? A volte ce lo siamo augurato, io credo, quando la sofferenza di un amore non più  corrisposto, ci ha lacerato dentro.
A volte, spesso, io credo, molti di noi avremmo voluto che una sorta di operazione chirurgica ci estirpasse dal cuore la capacità di innamorarci, per poi non soffrire più.  Eppure, sempre, ci ricadiamo, e ancora amiamo, e speriamo che questa volta sarà diverso. Non sempre è diverso, invece. E si riprende a soffrire.

E la mia buona domenica si esplicita, oggi, regalandovi poesie d'amore scritte da donne (emh... emh... alla fine ne troverete pure una mia...).  Spero le gradiate, siate voi felicemente, o infelicemente, innamorati.





Finestra sull'amore
  Carmen Yànez

La radice che profuma di umidità.
L'intima ombra in cui
modella a poco a poco la sua statura
Quel calore impermeabile
che avvolge piacevole la vita.
Da lì la linfa,
il mistero affezionato a queste pareti,
soavi, profonde
in cui cadiamo blandamente
ricercando l'origine.
Quando invento
un palato di miele nella tua bocca.



Come ti amo
Elizabeth Barret Browning



Come ti amo? Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi.
Ti amo fino agli estremi di profondità,
di altura e di estensione che l'anima mia
può raggiungere, quando al di là del corporeo
tocco i confini dell'Essere e della Grazia Ideale.
Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno e al lume di candela.
Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia;
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode;
Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze
e quella che fanciulla mettevo nella fede;
Ti amo con quell'amore che credevo aver smarrito
coi miei santi perduti, ti amo col respiro,
i sorrisi, le lacrime dell'intera mia vita! E,
se Dio vuole, ancor meglio t'amerò dopo la morte.




Dimmelo adesso
Cristina Bove

Non aspettare che le civette intonino lamenti

e che la notte ingoi le mie sembianze

non aspettare che sia il fulmine a schiantare

l’ulivo annoso, per sederti all’ombra.

Puoi ancora ridisporre fatti

e parole ancora germinare

in giochi a finire

dentro un pugno.

 

Perché le odierò le tue poesie

se scriverai di me

dei momenti sottratti alla mia sera

se narrerai a te stesso la disfatta.

Non avrai la mia sciarpa tra le mani

resterà lì nella penombra azzurra

a farti scena, palcoscenico ai sensi

mentre per me era il mondo in una stanza.

 

Quindi ti dico: se qualcosa ancora

ti svelasse il pensiero e se qualcosa

ti venisse la voglia di esternare

cerca di farlo adesso

ora che posso regalarti rose,

sul limitare stinto di novembre,

ancora vive, almeno per un poco

prima che siano sfatte.





Ti ho amato, e tanto
Milvia Comastri

Ti ho amato, e tanto.
Intorno a te ho volato
come falena gira intorno al lume.
Ho suonato per te nuove canzoni
per rallegrare i tuoi momenti bui.
Ho denudato i miei vecchi dolori,
perché tu fossi balsamo di miele.
Ho posato ai tuoi piedi i desideri,
ed i sogni brillanti di una vita.

Tu li hai raccolti,
nel pugno li hai serrati.
Poi li hai buttati,
come spazzatura.



Allora, buona domenica!
E ascoltate questa splendita versione di Cristina Zavalloni, di
E io fra di voi
postato da: Soriana alle ore 14:10 | link | commenti (2)
categorie: cristina bove, la mia scrivania, poesie a tema
giovedì, 19 novembre 2009

Emozioni di una sera

P1110424(Maurizio de Giovanni e Morena Fanti: 18/11/2009 La Feltrinelli di via dei Mille a Bologna)


Quando gli ingredienti sono di alta qualità, e a miscelarli è la mano sapiente del cuoco, anzi, in questo caso, della cuoca, non c’è dubbio, la riuscita della ricetta è assicurata e gli ospiti saranno più che soddisfatti.
E soddisfatto, e molto, è stato il pubblico che ieri sera ha assistito alla presentazione del romanzo
Il posto di ognuno di Maurizio de Giovanni (se cliccate sul link, potete leggere interessanti estratti delle recensioni pubblicate sui principali quotidiani, cui io mi associo totalmente). Chi è Maurizio de Giovanni? (domanda retorica, la mia, perché è conosciuto da tanti, il nostro Maurizio). Maurizio de Giovanni, non solo è uno scrittore eccellente, ma è una persona splendida: generoso, gentilissimo, divertente, diretto, e soprattutto dotato di quell’Umiltà che fa la differenza fra un bravo scrittore e un vero (e bravo) scrittore.  E il pubblico, anche le persone che non hanno ancora letto i suoi libri, anche chi solo casualmente aveva sentito parlare di lui, ieri sera ne è rimasto incantato. Alle domande poste da una bravissima Morena Fanti, Maurizio ha risposto esaurientemente, con calore, con spirito, e, appunto, con grande Umiltà.
A sentirlo, sembra quasi che i suoi romanzi nascano da soli, che, una volta stabilita una traccia della trama, siano i personaggi  a prendere la loro strada, e a creare la storia.  In effetti, e questo è uno dei tanti pregi della scrittura di de Giovanni, la presenza dell’autore non si sente mai. Dice Maurizio:
I personaggi li carichi a corda, poi li metti a terra e devi lasciare che ognuno prenda il suo percorso. Se il personaggio vuole riempire altre caselle, l’autore deve rispettarlo.
A me, questa, sembra una bellissima testimonianza, e anche un ottimo consiglio che molti scrittori (anche quelli affermatissimi e magari pluripremiati) dovrebbero seguire.P1110425
Chiamare gialli, o noir, i romanzi di Maurizio de Giovanni è riduttivo. E’ il pensiero di Morena, è pure il mio, e io penso lo  sia di tutti i lettori della serie sul commissario Ricciardi. C’è molto di più, in questi libri. Non per niente sono tanti che, commentandoli, usano la parola cuore. C’è il cuore del commissario Ricciardi, il cuore del suo assistente Maione, e di Enrica, e di Livia, ci sono i tanti cuori di personaggi anche minori, meri passanti per le strade di Napoli, e di Napoli, c’è il cuore, e delle stagioni che caratterizzano ognuno dei tre libri finora usciti: inverno, primavera, estate. C’è il cuore della scrittura, dello stile, che pur fluido, è  tuttavia ricco, denso, pulsante.  E c’è il cuore, non incombente,  ma discreto e grande, di Maurizio.
“A cinquant’anni, dice Maurizio, metti tutto, in un romanzo: tutte le emozioni che hai vissuto, le sconfitte, le gioie.”  E si sente, leggendolo.
A una domanda posta da uno spettatore (che poi era il mio figliolino), che gli ha chiesto come fa a conciliare il lavoro quotidiano (è funzionario di banca, Maurizio) con il lavoro di scrittore, come fa a separare le due cose, così opposte, in verità, Maurizio ha risposto che in effetti non è semplice, perché i personaggi, le storie, sono sempre con lui, e capita spesso che durante il giorno affiori un dialogo, un particolare nuovo da aggiungere, un quadro da inserire. P1110434
Mi ha colpito, questo, perché capita pure a me, qualsiasi altra cosa io stia facendo. E’ una sorta di ossessione, a volte,  che impedisce di concentrarsi su altro.

La serata si è conclusa, come era prevedibile, a tavola. In una vecchia, tradizionale trattoria del centro: buon cibo, sangiovese, e chiacchiere: sui libri, soprattutto. Bel modo per terminare una bellissima serata.
Non ci rimane altro che attendere con impazienza l’uscita del prossimo Ricciardi. Per sentirne ancora il battito del cuore.  E… ci sono molti progetti, per il futuro… Ma, su questi, taccio.

Per il momento invito chi ancora non ha letto le tre stagioni del commissario Ricciardi, ad affrettarsi a farlo. A Natale non manca tanto, ormai. Quale migliore occasione di farsi un regalo? Se poi regalerete tutti e tre i romanzi a un parente, a un amico, sono certissima che vi saranno grati.
Bene, termino questa non esauriente cronachetta, che meriterebbe di essere scritta da altra penna, ben più valida della mia. Ma tant'è: il cuore, però, ce l'ho messo.

E a proposito di penne più valide: QUI
la serata raccontata da Morena.
P1110442La prossima stagione del commissario Ricciardi sarà l'autunno, per cui eccovi:
Malinconico Autunno
napoletano, naturalmente.

postato da: Soriana alle ore 15:34 | link | commenti (12)
categorie: presentazioni, morena fanti, maurizio de giovanni
martedì, 17 novembre 2009

Contiamo insieme

821501

CINQUANTATRE

CINQUANTAQUATTRO

CINQUANTACINQUE

CINQUANTASEI

CINQUANTASETTE

CINQUANTOTTO
fame-nel-mondo2

Sei secondi:

e' morto un bambino.
Di FAME





CINQUANTANOVE

SESSANTA


UNO

DUE


TRE

QUATTRO


Altri sei secondi:

Un altro bambino è morto.
Di FAME






CINQUE

SEI

SETTE

OTTO

NOVE

DIECI


Un terzo bambino è morto.
Di FAME







E noi?

Quanto di questo cibo 6222174
butteremo via?




























Ma che importa? Tanto ne parliamo oggi.
Domani è un altro giorno.
Ma quei bambini continueranno a morire.
postato da: Soriana alle ore 01:27 | link | commenti (12)
categorie: cronache infernali
lunedì, 16 novembre 2009

Paesaggi di Poeti

P1110399
Colline
di Renzo Montagnoli

Agghindate a primavera,

come onde di mare,

si perdono all'orizzonte.

Lo sguardo spazia fra chiaroscuri

degradanti, fra rotonde sommità,

indovina il rosso antico

di mura sbrecciate,

coglie il lontano riflesso

del sole contro un vetro di finestra,

s'assopisce estasiato

a sognare le curve sinuose

dei seni della terra.



Papaveri-800Sensazione
di Arthur Rimbaud

Nelle azzurre sere d'estate, andrò per i sentieri,
punzecchiato dal grano, a pestar l'erba tenera:
trasognato sentirò la frescura sotto i piedi
e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.

io non parlerò, non penserò più a nulla:
ma l'amore infinito mi salirà nell'anima,
e me ne andrò lontano, molto lontano come uno zingaro,
nella Natura, lieto come con una donna
.



Trieste
di Umberto Saba

Ho attraversato tutta la città.
Poi ho salita un'erta,trieste
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.

Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,                                             
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all'ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.
Intorno
circola ad ogni cosa
un'aria strana, un'aria tormentosa,
l'aria natia.

La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.



E con queste poesie, con questa vecchia ma simpaticissima canzone, vi lascio e vi auguro un felice inizio settimana

New Vaudeville Band : Winchester Cathedral
postato da: Soriana alle ore 01:34 | link | commenti (8)
categorie: poesie a tema
domenica, 15 novembre 2009

Buona domenica ai naviganti!

amazona_brasiliensis
Spero che questo cielo azzurro porti luce in una domenica novembrina. Spero anche che le isolette colorate che ho trovato durante la mia navigazione possano essere per voi un buon approdo.
Cominciamo, dunque!


18 novembre 2009 - ore 21,15
Libreria Feltrinelli via dei Mille, Bologna
Presentazione del romanzo "Il posto di ognuno" di Maurizio de Giovanni
Collana: Fandango Libri
presenta Morena Fanti

Maurizio e Morena insieme: cosa posso chiedere di più?
Invito i miei concittadini a partecipare a questo incontro: un occasione per conoscere due persone splendide e per cominciare ad amare un personaggio, il commissario Ricciardi che, sono certa, vi rimarrà sempre nel cuore.


Parole da cancellare:
Nuovi aggiornamenti con i vostri contributi + uno nuovo, mio.


Arte Insieme
On line il nuovo numero della bella rivista di Renzo Montagnoli. Se fate click sul link ci trovate una mia poesia.

Lo scrittore inesistente
Ed è uscito anche il numero di novembre di questa raccolta di racconti. Fra gli altri potrete leggere anche quello di Mirella Giordani, la mia cara amica  bolognese che scrive davvero bene, anche se lei non lo crede.

Attraversamenti verticali di Cristina Bove
Due belle recensioni curate da Grazia Giordani e Renzo Montagnoli

Cardioversione
Non una malattia, ma una poesia... Di chi? Ma della Regina Cristina, è ovvio!

E' nato un pargolo!
Ma non di ossa e carne, ma di parole e carta. Il suo Papà è Claudio Arzani.

Marino Sinibaldi: Su L'Aquila
Un articolo da leggere e su cui meditare.

Loredana Lipperini
E, a proposito di Marino, mitico ex conduttore di Fahrenheit e ora direttore di Radio3, cioè, a proposito della mia trasmissione preferita, sarà proprio Loredana Lipperini a condurre, da domani, Fahre.



postato da: Soriana alle ore 13:54 | link | commenti (8)
categorie: avviso ai naviganti
venerdì, 13 novembre 2009

Parole da cancellare

gomma_180914Pensate che bello, se si potessero cancellare dal vocabolario certe parole e facendo questo sparissero per sempre anche i sentimenti, le situazioni che i vocaboli eliminati rappresentano.

Io, fra altre che sarebbe lungo elencare,  cancellerei queste
(cliccare su ogni parola):

XENOFOBIA xenofobia02










RAZZISMO razzismo_a_roma













OMOFOBIA
omofobia

















 STUPRO lo-stupro

 











ARROGANZA libert_vignettavauro

















Pinocchio FALSITA'



















SILVIOBERLUSCONI Berlusconi














Ops! Rileggendo il post mi rendo conto che l’ultima voce non si trova in alcun vocabolario…
Ma non faccio nessuna errata corrige…
Fra l’altro mi sembra che le parole che ho elencato possano ben rappresentare un unico individuo. (si può stuprare anche la democrazia, no?)


E voi, quali vocaboli cancellereste?


La parola che invece non cancellerei assolutamente è:
MEMORIA memoria



In memoria di Sacco e Vanzetti





Aggiornamento del 14 novembre


281cfc15337c792e63c06b5fef6f5267(Cristina)


VATICANO
berlusconi-visita-papa-2008








italian1_thumbAntonio





Fame
fame-nel-mondo-a










cb6e6a83cd38529b7336458b8bb87bbaAnnamaria


DITTATURA, GENOCIDIO, TERRORISMO749845f88d1e94bafb8e5482c46dbb7a.jpeg











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cuoricinoTinti


vignetta-satirica-mafia-spaMafia












341dce62d7d60e4687190128df2c48cdFranca


Sopraffazionebullismo













Aggiornamento del 15 novembre


f1affc29892272ed25df1ddb0680c518.jpegSavina



Umiliazionedisabile2













5c57488edfbc4eac154ff942900d1012.jpegMilvia



Vorrei aggiungere un'altra parola, un neologismo usato e abusato, e, a volte, davvero a sproposito.
Non è una parola "cattiva", tout court, ma è fuorviante, ambigua,  intimidatoria, mi vien da pensare, usata  spesso per disprezzare qualcosa che disprezzabile non è.
Questo vocabolo  si appiccica come un'etichetta imbarazzante su chi esprime buoni sentimenti, su  chi non urla, su chi non insulta, su chi afferma la propria opinione in tono pacato, su chi confessa  di commuoversi davanti alle vicende umane, siano esse terribili o meravigliose. E'

Buonismo,
la parola.164_house









Ed è interessante come due famosi vocabolari ne diano due significati, a mio avviso, piuttosto diversi:
Sul  dizionario Zingarelli, alla voce buonismo, si legge:

«atteggiamento bonario e tollerante che ripudia i toni aspri del linguaggio politico».
Sul  De Mauro:
 «atteggiamento di benevolenza anche eccessiva e moralistica nei rapporti sociali e di continua ricerca di mediazione tra posizioni divergenti»



st_lorenzettiFalconiere altan_papà_figlia_cinismo_fiaba_bugia



Bugia





pic.phpMara




Violenza, tortura, pedofiliapedofilia








Aggiornamento del 16 novembre

62c53e593f04b1a8f49b163f693576c0Domenicaluise



Incomunicabilitàincomunicabilita

postato da: Soriana alle ore 13:53 | link | commenti (28)
categorie: senza categoria
giovedì, 12 novembre 2009

Scrivere un romanzo in cento giorni

scrivere-1-articolo
(rileggo.wordpress.com)

Riprendo il post di ieri, per parlarvi del secondo libro, del secondo amico, che è arrivato a farmi compagnia.
Ancora prima di accoglierlo nella mia casa, ne avevo già scritto
, in un post di qualche giorno fa.  Se volete rileggerlo potete entrarci cliccando
 QUI 

Ora che il libro posso sfogliarlo e leggere e sottolinearne i punti che più mi colpiscono, non posso che essere davvero contenta di averlo acquistato.
So che molti pensano che scuole di scrittura e manuali che insegnano quest’arte siano assurdi e inutili. Beh, io non lo penso.
E’ assolutamente certo che, per scrivere, per scrivere bene, ci deve essere innanzitutto il talento. Senza talento, e anche senza passione, e, non meno importante,  senza leggere con tenacia e amore le opere letterarie altrui,  si potrebbe anche andare a scuola da Dante Alighieri (si fa per dire, naturalmente), ma i risultati i sarebbero uguale a zero.  Così come senza talento, e senza passione, e senza guardare o ascoltare chi ci ha preceduto, non si può diventare buoni pittori, o scultori, o musicisti…  Ma c’è qualcosa che  molti aspiranti pittori, scultori, compositori, devono apprendere: ed è la tecnica. E infatti si iscrivono, questi talenti in fieri, alle Accademie di Belle Arti, o ai Conservatori.  E nessuno trova assurdo e inutile la frequentazione di queste Scuole. Allora perché giudicare assurdi laboratori e manuali di scrittura, se attraverso il loro utilizzo si può imparare non già a mettere una storia sulla carta, che, come ho detto, dipende da altro,  ma a utilizzare o a confrontarsi con la tecnica che deve supportare la scrittura? So che ho affrontato un argomento che può dar adito a polemiche: sono davvero troppe le scuole di scrittura, in Italia, e tante di esse servono solo a far incassare soldi a chi le gestisce. Ma non mi sembra proprio questo il caso.
Sfoglio “Scrivere un romanzo in cento giorni” e di consigli ne trovo tanti. Consigli pratici, suggerimenti, regole:  le domande che chi inizia a scrivere un romanzo dovrebbe farsi; come si evolve un personaggio; i dialoghi utili e inutili. E tutto quello che può servire, insomma, a uno scrittore, perché, alla fine, il suo romanzo risulti verosimile, equilibrato, non stonato.  Forse, chi è dotato di talento per la scrittura, molte di queste regole le applica già senza rendersene conto. Ma la consapevolezza, il metterle a punto in maniera più mirata non può che migliorare il proprio lavoro.
Sfoglio “Scrivere un romanzo un cento giorni” di Morgan Palmas e penso che sarebbe piaciuto al mio indimenticabile Prof di scrittura creativa. Gliene avrei parlato, a
Stefano Benassi , del libro di Morgan,  così come sempre gli parlavo delle mie scoperte e dei mei entusiasmi letterari. Glielo avrei regalato, sì, e sono certa che lui lo avrebbe apprezzato e utilizzato per le sue bellissime lezioni.  Ma purtroppo non c’è più, il mio caro professore.  E mi viene in mente, allora, che potrei regalare il libro ad alcune amiche che seguivano il suo laboratorio, e poi riunirci, e seguire insieme le 100 lezioni del professor Morgan.  Questa idea è nata… uora uora, proprio mentre sto scrivendo il post. Umh… mi sembra proprio una bella idea.
Mi viene in mente anche un'altra cosa, rileggendo il mio post: che se per caso lo legge Morgan, penserà: ne devi fare, di strada, per imparare a scrivere... Infatti mica sono del tutto soddisfatta, per come l'ho scritto... Ecco, prof. Morgan, magari l' argomento del tuo prossimo potrebbe essere:  come si scrive in un blog...

Per acquistare "Scrivere un romanzo in cento giorni "di Morgan Palmas potete entrare anche
QUI

Sono i Beatles a augurarvi la buona notte (o il buongiorno).
And i lover her

P.S.: per favore, leggete pure il post precedente: ci sono segnalazioni IMPERDIBILI!
postato da: Soriana alle ore 01:01 | link | commenti (8)
categorie: morgan palmas
mercoledì, 11 novembre 2009

Cerco, trovo, comunico

Prima di tutto

Il posto di ognunoIl posto di ognuno (l'estate del commissario Ricciardi)
di Maurizio de Giovanni  è stato inserito nei ventuno titoli tra i quali verrà scelta la cinquina finalista del Premio Giorgio Scerbanenco, il più importante riconoscimento d’Italia per il romanzo giallo e noir.
Il pubblico, votando sul sito del Festival del Noir, sceglierà i cinque titoli. Chi vorrà potrà quindi votare fino al 28 novembre
La procedura prevede l’iscrizione sul sito, quindi un po’ di pazienza: ma, se potessi, vi obbligherei a farlo, perché secondo me, Maurizio de Giovanni è uno dei migliori autori italiani pubblicati recentemente. E lo dico in tutta sincerità, e non perché lo conosca (e lo conosco) gli voglia bene (e gli voglio bene) e lo consideri anche una splendida persona (e lo è).
L’indirizzo per il voto è il seguente:

http://www.noirfest.com/scerbanenco.asp
Su, entrate, votate e incrociamo le dita


I resistenti

quartoMente Critica
Cosentino e l'acqua calda

Controcopertina
Ad esempio

Bardaneri
Muri

Georgiamada
Prove tecniche di fascismo

Il Manifesto
Un altro massacro segreto

Franca Rame
Per la destra l’operaio è stronzo



Scrittori e scritture

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Renzo Montagnoli
Il castello di Gradara

Pasquale Esposito
Un suo racconto da "Roma per le strade 2"

Letteratitudine
Il muro, ma anche Sciascia

Casa dei Sognatori
Va tutto bene: il sogno di Aldo Moscatelli

Giuseppe Merico
Le barche blu

Satisfiction
Un inedito di Piero Chiara

Sgnapisvirgola
Mosconi: i ricordi di Silvia

Fabio Geda
Intervista ad Ascanio Celestini

Sabrina Campolongo
Fado di frontiera

Remo Bassini
Un futuro senza carta

Paolo Nori
Teletrasporto

Cartacanta
La recensione di Ultimo Parallelo di Filippo Tuena, scritta da Aurora dal Maso


Cari amici Poeti



poesietitoloG
Beatrice Zanini: Tracce di infinito
Ce ne parla Annamaria Tanzella

Cristina Bove
Bora

Francesca Moro
Presentata da Piera Maria Chessa


Franca Canapini
Il latte

Gaetano Gulisano
L'ombra

Andrea Pomello
Non ho nemmeno una lettera

Gianni Langmann
Il nuovo giorno
postato da: Soriana alle ore 23:35 | link | commenti (20)
categorie: avviso ai naviganti
martedì, 10 novembre 2009

Sentimenti contrastanti

P1110423

Si può essere contemporaneamente tristi e felici? E’ possibile che due sentimenti opposti convivano  nello stesso momento nello stesso individuo?
Beh, penso proprio che sia possibile, perché è così che oggi mi sento: contenta e triste.
Questa mattina sono arrivati a casa mia due amici. Eh, sì, il libri per me sono e saranno sempre degli amici e sono proprio due libri che ora stanno qui, accanto a me, sulla mia scrivania.
Perché triste, vi chiederete, allora?
Perché uno dei due (dell’altro vi dirò dopo) è di una poetessa che se ne è andata da poco tempo, che ci ha lasciato da poco più di un mese:

Beatrice Zanini
E quando il libro è scivolato dalla carta che lo avvolgeva, quando ho toccato la sua copertina, non ho potuto fare a meno di pensare a come sarebbe stata emozionata, Beatrice, di poter avere fra le mani la sua creatura. Un’emozione che le è stata negata dal destino, un’emozione che a questa straordinaria poetessa spettava di diritto. Ecco il perché della mia tristezza, del mio rammarico.
Poi ho aperto il libro, e mi sono persa fra i versi di Beatrice, fra la loro bellezza, e la Bellezza, con l’iniziale maiuscola, non può che dare gioia. In Tracce di infinito la Bellezza tracima dalle pagine e accarezza il cuore. E se splendide sono le poesie che vi sono racchiuse, belle e commoventi sono pure la prefazione di Renzo Montagnoli e la postfazione di Cristina Bove.

Voleva essere una poetessa, era la cosa che desiderava di più”, scrive Cristina. E conclude: “Lo eri, dolce Bea, lo sei più che mai.
E sarai sempre con noi, con la tua indelebile poesia.

E Renzo, nella sua prefazione, scrive: “Bea è apparsa come una cometa, un lampo di luce che ha illuminato noi viandanti, un attimo solo, ma ha lasciato dentro di noi il palpitante calore dei suoi versi, ha riflesso in noi la sua anima…
Parole struggenti, queste dei suoi amici poeti, struggenti e quanto mai vere.
E poesie dedicate agli amici poeti se ne trovano, fra quelle scritte da Beatrice. Ce n’è una dedicata a C.B., per esempio, e anche se il nome della destinataria non è scritto per intero, credo che sia molto evidente chi essa sia.


Regina delle rose

Lacrime sulla ringhiera,
nell’ordito di ferro
trattenute,
sono cristalli se il sole le trafigge,
e dentro,
i colori di una primavera spogliata;
donna pietas
non hai che sussurri di rosari
stanchi,
e talee di rose in attese sbriciolate,
ave a te, e al tuo silenzio
ave a te, e agli anni tuoi rubati,
con le tue mani intreccio
cespi di parole nuove,
quelle che mi hai insegnato,

e delle altre, figlie del dolore
ridare sacra investitura,
partorirti ancora, se potessi
Regina delle rose,
nuda la terra se dal roseto
più non torni.



Io credo che la poesia di  Beatrice Zanini meriti di essere conosciuta da più persone possibili. Credo che sia un suo diritto essere nominata Poeta, universalmente.  E che questo suo primo, e purtroppo ultimo libro, debba trovare ospitalità nelle librerie delle nostre case e nel nostro cuore.  Credo che attraverso la nostra lettura e attraverso l’amore per i suoi versi lei possa risorgere.

Resurrection

All’ombra di un tramonto
sosto
e ogni giorno aspetto
che il labbro mio
si schiuda,
nella curva del sole
-un assaggio-
nel riso scapigliato
di un ritorno.

da:
Tracce d’infinito
di Beatrice Zanini
Prefazione di Renzo Montagnoli
Postfazione di Cristina Bove
In copertina immagine di Elia Belculfiné
Edizioni Il Foglio Letterario
www.ilfoglioletterario.it
ilfoglio@infol.it
Collana Promo Poesia
Pagg. 117
ISBN: 9788876062490
Prezzo: € 10,00



Del secondo amico che da oggi è venuto ad  abitare a casa mia, ne parlerò nel prossimo post, ma già dalla foto potete vedere di chi si tratta.

Una musica dolce, delicata:
è questa
che vi lascio questa sera.









postato da: Soriana alle ore 19:24 | link | commenti (13)
categorie: morgan palmas, beatrice zanini
domenica, 08 novembre 2009

Incontri come scialli

P1110382
E’ vero che l’altro giorno ho scritto che, per me, è novembre il mese più crudele. Però ogni asserzione ha le sue eccezioni, e pure questo mese così grigio e pesante di umidità e tristezza
può offrire piccole oasi luminose, gradevoli, salvifiche. Sprazzi di colore, per esempio, come nella foto che apre il post, e che ho scattato il primo novembre a Ripoli, una frazione montana di San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna. Oppure serate, serate di quelle proprio belle, dentro le quali ti puoi avvolgere, come fossero un morbido, caldo scialle di lana.
Ce ne sono state due, sul mio cammino , la scorsa settimana, di queste serate.
La prima, mercoledì 4 novembre, a Parma, in un piccolo, ma accogliente, circolo culturale che si chiama Materia Off.
Morena Fanti (entrate in questo Link, perché vi troverete un post molto interessante) e Marco Sforza hanno emozionato il pubblico P1110400con una sorta di duetto a voci alterne (oddio, si può dire: duetto a voci alterne?) sul tema delle chat. Poesia lei,  musica e parole trasportate dalla chitarra lui.  Morena l’avevo conosciuta di persona  mesi fa, alla presentazione del suo libro “Orfana di mia figlia” e di quell’incontro ne avevo scritto QUI
Poi l’avevo incontrata di nuovo a Torino e, fra l’altro, in quell’occasione mi aveva presentato un'altra splendida donna che con molto piacere ho rivisto l’altra sera a Parma: Click

Marco Sforza, invece, non lo conoscevo per niente, sì, non ne avevo neppure mai sentito parlare, prima di sapere di questo evento.  E forse anche tanti di voi non lo conoscono. Invece meriterebbe di avere molta più fama di quanto non ne abbia, questo cantautore che  nei suoi testi riesce a unire  ironia a dolcezza, supportati da una bella musica e dalla sua voce particolare, che a me piace molto, forse anche perché mi ha ricordato Fabio Concato, un altro cantautore che amo.
Allora, l’argomento della serata girava intorno alle chat, questa recente modalità di conoscenza, utilizzata da chi, forse, ha paura di conoscere veramente l’altro, e molto più probabilmente, testimonianza che in questi anni che sembrano scorrere a velocità alterata, si è sempre più soli.
Ci si incontra così nel mondo virtuale, dove tutto sembra possibile, e nascono entusiasmi e sentimenti, e esaltazioni.  Fuochi di vivida fiamma che illuminano schermi azzurrati. Fuochi che come repentinamente sono nati, altrettanto repentinamente si spengono, la maggior parte delle volte. E a volte, poi, si spengono solo da una parte, e rimangono dolorosamente accesi nell’altra. Ecco cosa scrive Morena:


sono finiti i giorni del contatto e dell’impazienza
-spinta senza respiro a scoprire l’altro-
finite le ore dei brividi e dei desideri
esauriti i minuti del comporre e dello sfiorare
muto angolo assente del mio essere maga
indovina del tuo umore
artefice del tuo amore.
eri coreografo dei miei movimenti
stilista dei miei desideri
e maestro dei miei capricci.
erano i giorni in cui modellavi il fuoco
e plasmavi i respiri
dirigevi i movimenti a comporre sinfonie
ammassando note in un castello di suoni
a cui davi forma e ritmo.
la nebbia avvolge i tuoi pensieri
e la strada si svolge come gomitolo
dal tuo fianco.


Chiamiamola poesia, chiamiamola prosa poetica, ma credo che Morena abbia ben disegnato una situazione che forse qualcuno di noi può avere vissuto.
Ma non pensate che sia stata una serata un po’ triste, un po’ malinconica. Niente affatto. Morena (ma anche Marco), ha un tal senso dell’ironia e dell’autoironia, che qualsiasi argomento affronti si sveste automaticamente d’angoscia.
Nessun angoscia, infatti, neppure alla fine della serata, quando noi tre (Morena, suo marito Giuliano e io) abbiamo vagato per una Parma notturna, solitaria e sconosciuta, alla ricerca dell’auto che ci doveva riportare a Bologna. Ma dove l'abbiamo parcheggiata? era la domanda. E gira e gira, l’abbiamo trovata. E se non l’avessimo ritrovata sono sicura che Morena avrebbe trovato una soluzione o, per lo meno, non ne avrebbe fatto un dramma.  Come dire: pensare positivo aiuta a vivere. E anche a ritrovare le auto smarrite.



L’altra serata calda come un confortevole scialle ha visto come protagonisti il poeta Alberto Masala  e lo scrittore Marcello Fois
alla libreria-vineria Zammù, a cura della Casa lettrice Malicuvata
Marcello Fois ha presentato infatti Alfabeto di strade (e altre vite)  P1110409
una raccolta di poesie di Alberto Masala edita da Il Maestrale.
Gli incontri con Alberto sono sempre entusiasmanti e arricchenti. Ogni volta mi rinfranco davanti alla sua coerenza, e onestà intellettuale.  Assumersi la responsabilità delle parole, è questo uno dei compiti cui deve attenersi il Poeta, dice Masala. E dice anche: Poesia significa pronunciare parole sacre senza mediazione. E racconta anche una piccola storia, una sorta di parabola, per spiegare cosa debba essere un poeta:
C’è un vecchio che cammina per la strada e canta. Un bambino si mette a seguirlo, e intanto la gente che passa guarda il vecchio, e lo deride: lo deridono tutti, indistintamente. Il bambino continua a seguirlo, in silenzio continua a seguire il vecchio e il suo canto. E un giorno gli chiede: Ma perché continui a cantare, non vedi che tutti ridono di te?  Se non cantassi più, risponde il vecchio, vorrebbe dire che hanno preso anche me.

Da “Alfabeto di strade” libro di cui consiglio la lettura, perché ci sono cose preziosissime, lì dentro, riporto :


Nessuna pace mai
potrà essere cantata in una caserma


schierano i carri armati e sentinelle
a sorvegliare le utopie
che ci hanno sostenuto

cento soldati eretti
ne bloccano l'accesso
in attesa del colpo
da sferrare sui sogni e le passioni
rosse di verità

sono giovani denti le speranze

le sagome su cui prendere la mira



Ecco, dicevo, novembre ogni tanto fa anche bei regali. Spero che ce ne siano ancora. E ve ne farò partecipi.

Intanto, insieme ascoltiamo:
Recuerdos de la Alhambra

postato da: Soriana alle ore 20:30 | link | commenti (8)
categorie: presentazioni, alberto masala, morena fanti, zammù