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domenica, 18 maggio 2008

Derattizzare: una lettera di Ettore Masina. E altro ancora

zingari

Allora: avevo deciso di terminare finalmente  il mio resoconto sulla Fiera di Torino, elencando i libri che ho acquistato, e di parlarvi anche di due belle presentazioni di libri cui ho assistito nei giorni scorsi a Bologna. Non sempre le presentazioni sono belle, ma quelle lo sono state. Ma, ormai mi conosco…c’è questa cosa, questa cosa sui Rom che mi tormenta, questa barbarie…E non riesco a tacere…Rimando a domani i resoconti letterari. Ora c’è altro.


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.


Bertolt Brecht

(Ringrazio l’amica Titti che mi ha spedito questi versi)

E io prima di tutto segnalo il bel post di Remo Bassini
che, oltre a essere per me interamente condivisibile, mi ha riportato alla mente Mariella Mehr, poetessa, scrittrice, e pure zingara, sì, e la sua dolorosissima vita. Andando a leggere il post di Remo potrete ben capire perché parlo di dolorosissima vita. Ho incontrato durante Festival letteratura questa stupenda, coraggiosa donna e ne sono stata colpita tantissimo. Questa donna…”nata sghemba”, come lei si definisce, dovrebbe essere molto più conosciuta da tutti, di quanto in realtà lo sia: per capire, per conoscere ciò che non sappiamo o non vogliamo sapere. Perché è l’ignoranza a determinare paura, e dalla paura scaturisce il razzismo, e l’odio, e l’intolleranza.  Prima di riportare la lettera di Ettore Masina voglio farvi conoscere una poesia di Mariella. Poi, se volete, in rete ne trovate tante. E potete pure acquistare i suoi libri.
Prima che mi dimentichi, poi, vi segnalo anche Questo blog  linkato da tempo fra i miei preferiti,  molto sensibile verso la situazione dei Rom.  Uno dei curatori è Giovanni Giovannetti, un altro nome che troverete andando a leggere il post di Remo Bassini e che ho avuto la sorpresa e il piacere di conoscere a Torino.



Niente,
nessun luogo.                                   P1010420
C'è ancora rumore
di sventura nella testa,
e sulla mappa del cielo
io non sono presente.

Mai è stata primavera,
sussurrano le voci di cenere,
sulla bilancia del linguaggio
sono una parola senza peso
e trafiggo il tempo
con occhi armati.

Futuro?
Non assolve
me, nata sghemba.
Vieni, dice,
la morte è un ciglio
sulla palpebra della luce.

(Mariella Mehr)

Andiamo a leggere ora le parole di Ettore Masina   Mi è arrivata ieri la sua lettera. A me non resta che condividerla con voi. Inutile che io aggiunga quanto mi faccia letteralmente orrore quello che è accaduto, quello che sta succedendo e che temo non si fermerà. Perché ora, soprattutto ora, e non necessitano spiegazioni, a un certo tipo di violenza è stato rilasciato un lascia-passare.


Derattizzare

Oh, non turbate il Santo Padre, che è vecchio e stanco. Ditegli che c’è un guasto nei ripetitori di Ponte Galeria e perciò nei palazzi vaticani  per qualche giorno radio e televisori sono in black-out. Ditegli che c’è uno sciopero dei giornalisti di tutto il mondo e quindi non arrivano notizie. Fate che non sappia, insomma, quel che sta succedendo  in Italia ai Rom: e cioè che, come molti non-papi e non-VIP sanno, da mesi gli “zingari”, in Italia, vedono (e non soltanto a Ponticelli ma in molte città e paesi)  i loro campi assaltati da facinorosi o “rimossi”, quasi senza preavviso, dalle “forze dell’ordine”. E’ una specie di pulizia etnica, senza morti, per fortuna, ma con valanghe di odio, inasprimento di una miseria già  di per sé dolorosa e terribili traumi per centinaia di bambini. La comunità europea aveva già sanzionato l’Italia come il paese meno accogliente per i Rom: il  nuovo governo ha ora deciso una soluzione radicale. Razzista.

Il Papa, tutto questo, non lo sa.  Se lo sapesse, certamente Benedetto XVI, “Vicario di Gesù Cristo, Patriarca dell’Occidente e Primate d’Italia”, lascerebbe i suoi preziosi paramenti dorati e le sue scarpette rosse, per affrontare il fango dei “campi” contro cui si accaniscono le bottiglie molotov della gente bene; vi andrebbe a gridare su quelle devastazioni la parola del Cristo: “Ciò che viene fatto ai poveri è a me che viene fatto”. Papa tedesco, sicuramente Joseph Ratzinger non riesce a dimenticare il genocidio degli zingari compiuto dalla Germania nazista ad Auschwitz,  con centinaia di bambini orrendamente torturati dal dottor Mengele; e questo ricordo, se lui sapesse ciò che sta accadendo a pochi chilometri  dalla sua finestra domenicale, lo spingerebbe a levare alta la voce per difendere i membri di una etnia dalle vere e proprie persecuzioni in atto. Così attento alle leggi italiane che “violano i diritti del feto”, egli mostrerebbe di non essere  meno sensibile ai  provvedimenti governativi che violano i diritti umani di migliaia di persone colpite in base alla loro nazionalità.

Davvero vorreste chiedergli di raggiungere i vescovi entrati nei campi degli zingari bruciati dalla gente pulita, a portare una richiesta di perdono per l’offesa fatta a Dio? Il Signore ha voluto che le genti “da un confine all’altro della Terra” diventassero un solo popolo, radunato dall’amore. Per questo chi odia una stirpe pecca gravemente contro Dio. Questo stanno dicendo i vescovi italiani pellegrini fra le rovine fumanti  degli abituri devastati dei Rom... Come dite? Nessun vescovo è là, fra quelle roulottes sfasciate, fra quelle motocarrozzette caricate di poveri suppellettili e avviate verso chissà quale destino, fra quei carabinieri che con i loro pesanti anfibi  finiscono di demolire le baracche bruciate dalle molotov?

Ahimè, i vescovi rimangono nei loro palazzi e tacciono o (vedi Bagnasco) condannano con flebili voci e gelide parole quelli che con bell’eufemismo definiscono “estremismi”.

Cristo si è fermato in piazza  San Pietro?

E noi? Noi cittadini abbiamo niente da dire su questa democrazia che diventa, nei confronti dei più poveri, stato di polizia? Dov’è il popolo che due anni fa accorse a votare un referendum per difendere la nostra Costituzione così fortemente impostata sui diritti umani? Dov’è il presidente della Repubblica, galantuomo come pochi altri? Dov’è l’opposizione? Dov’è il governo-ombra?

Non vedo una marea di indignazione levarsi contro la criminalizzazione di un popolo che è marcato  dai segni più evidenti di un’estrema povertà ma la cui pericolosità sociale è enormemente minore di quella dipinta dai politici della destra. La Caritas, l’unica vera “esperta di umanità” nel settore, definisce “pesantemente fuorviante” il ritratto dei Rom disegnato dai mass-media. La politica “della paura”, che ha avuto un  peso tanto grande  sui risultati elettorali, sventola statistiche false. L’Italia è in paese più sicuro della Francia, della Gran Bretagna, degli Stati Uniti. Quanto ai Rom, se la ragazzina che ha tentato di rapire una neonata, a Ponticelli, voleva davvero compiere un reato così nefando, si tratta di un caso isolato. Vi sono stati altri episodi del genere ma si sono sempre rivelati equivoci, dilatati dalla paura della gente e dai pesanti pregiudizi di cui siamo portatori.

Può darsi che la storia abbia decretato la fine dei popoli nomadi. Dai pastori somali a quelli mongoli, dai tuareg agli aborigeni australiani, l’evoluzione culturale e il rimodellamento della Terra (quello fisico e quello politico) sembrano imporre una definitiva stanzialità. Del resto, siamo  tutti discendenti da antenati nomadi perché il nomadismo è stato una tappa fondamentale della vicenda umana. Ma se davvero è finito il tempo di genti sospinte a un cammino ininterrotto dalla necessità e da un’inesauribile voglia di libertà, allora, almeno, esse hanno il diritto di attendersi l’aiuto di  una società dominante che ha già compiuto da secoli un trapasso di civiltà. E invece è proprio quello che non vogliamo consentire ai Rom: la stanzialità, l’integrazione. Delle immagini (troppo  rare e prudenti) che la televisione ci ammannisce, quelle che colpiscono maggiormente, oltre alle facce piangenti dei bambini, sono quelle del lavandino montato nella baracca demolita, del libro o del quaderno rimasto nel fango; e, dei  discorsi della gente, accanto alle parole di odio, la tristezza di qualche insegnante che cerca dove sono finiti i “suoi” alunni.

Mi è capitato di entrare qualche volta nel carcere minorile di Casal del Marmo, a Roma,  e di vedere (non dico conoscere!) giovani Rom attentissimi a imparare un mestiere.

Il carcere come unico apprendistato?


Diavolo vuol dire: colui che disunisce. Maledetto il seminatore di odio. Maledetto il seminatore di falsità.

Falsità è la leggerezza con cui si confondono Rom e Romeni (anche questi ultimi, del resto, oggetti di una pesante  disinformazione); falsità è la diversa gravità attribuita a fatti di cronaca. Per esempio: tutti ricordano, giustamente, la povera ragazza romana che, durante un litigio con una  prostituta romena, è morta perchè il puntale dell’ombrello della contendente è penetrato in un suo occhio, ma chi ricorda che pochi mesi più tardi una ragazza romena è stata spinta da una squilibrata sotto il convoglio della metropolitana, a Roma, e da otto mesi è in coma profondo?


La storia non sarà più “maestra di vita” come sentenziano in molti, ma certi ricordi sono davvero inquietanti. Leggo che alcuni commercianti del rione Ponte Milvio, a Roma, hanno fondato un’associazione che finanzierà un gruppo di ex poliziotti addetti alla sorveglianza del rione. Lo fecero (e lo fanno) anche molti commercianti di  Rio de Janeiro e di Sâo Paulo. Da queste polizie mercenarie, incaricate di “ripulire le strade” e “dare una lezione” ai piccoli criminali, sono nati un po’ alla volta , gli “squadroni della morte”. Garantivano rapidità operativa e certezza della pena. Il fatto è che vogliamo vivere tranquillamente, a qualunque costo. La vignetta di Altan, oggi, 16 maggio, su “la Repubblica”, mostra un bravo borghese, ben vestito e ben nutrito, che dice: “Basta con le mezze misure. Occorre il boia di quartiere”.

Anche i poeti vedono lontano. Scriveva Davide Turoldo quindici anni fa: “Ho paura del nazismo dietro le porte. Ho paura di questi nazionalismi, di questi rigurgiti di politiche negative. Ho sempre combattuto contro tutto questo. L’ho scontato con guerre che sembravano non terminare mai. Ho paura della volgarità di questa classe dirigente”.

Il direttore di Radio Padania, uno degli organi del nuovo governo, ha detto che è più facile derattizzare una zona che liberarsi dai Rom.


(Ettore Masina)


Di Ettore Masina è appena uscito presso l'editrice OGE di Milano (<info@edizioni-oge.com>),
un libro di racconti: Le nostre barche sono rotonde


La fotografia che apre questo post l’ho…rubata qui: I Rom scendono in campo.    Da leggere, pure questo, sempre per conoscere qualcosa di più.



Mio angelo di cenere
sabato, 17 maggio 2008

Ecco i miei approdi

Pro Burma
Old Tingri (Tibet) 2004

Facce da Birmania
Un post per capire come è la vera gente della Birmania, cosa prova e come vive.


Rom: per non generalizzare
rom
Anno Zero: Marcia su rom...

Saper vedere: Uno spazio vitale

Milena Magnani:
Voglio piangere perchè ne ho voglia come piangono i bambini dell'ultimo banco

Morgan:
Altre soluzioni:Dite la vostra

Zingaro chi?
Da Orasesta Il libro di Antonio Moresco: Zingari di merda, con fotografie di Giovanni Giovannetti (edizioni Effige)

Ridistribuire i nomadi
Un post di Sabrina Campolongo


I Resistenti


i Resistenti


Cinzia Pierangelini
ci segnala
una cosa veramente importante


Per Sua Santità
Nel blog di Franca Rame

Un appello di Gino Strada
Da Piera


Piazza della Loggia 34 anni dopo



Scrittori e scritture



scritture


Francesco Giubilei
Il mestiere del traduttore letterario


Scrivete una lettera a un bugiardo
Un interessante concorso (del tutto gratuito): da Carla.

Benvenuta: una poesia di Mazim HiKmet
La leggiamo da Claudio Arzani

Simona Vinci
è tornata dal suo viaggio fra i ghiacci.


Cari amici Poeti
Dante


Sicilia di Giuseppe Mistretta
Ce la propone Natàlia Castaldi


Spot
Una poesia di Glò D'alessandro, uno specchio dei tempi.


Avete mai sentito
Sempre bravissima, la poetessa Cristina Bove...


C'è un gatto, da Currenti Calamo


Vento di maggio
Renzo Montagnoli vola e ci fa volare in questo vento sferzante

Moleskine:
Le filastrocche ninna nanna di Loredana Falcone.



Qui c'entro io


copertina-dardo-gagliardo
Solo il tuo nome
Una mia recente poesia


Altre luci




luci su



Harold e Maud:
Ricordate questo film?  Ce ne parla Canale 57


Ricordando Mimì:
In Declinato al femminile



Bologna e dintorni
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Arterìa:
Questo è il sito di un locale di Bologna nel quale si incontrano musca e libri.
Ci tengo a segnalare il programma di sabato prossimo:


sabato 17 MAGGIO
H 21.00 Rassegna Minima
Grazia Verasani presenta "La guerra dei Cafoni" di Carlo D'Amicis

(Ho assistito alla presentazione di questo libro a Torino, con le letture di Sergio Rubini. Carlo D’Amicis oltre a essere uno scrittore è anche uno dei conduttori di Fahrenheit. Ci sarò sabato, ad Artèria. E acquisterò il libro, perchè quelle letture mi hanno favorevolmente colpito)
La serata si concluderà poi con musiche che io amo tantissimo:
H 22.30 Live Live Le Quartier Tzigane balkan music
Le Quartier TZIGANE , progetto basato sulla figura del musicista regista bosniaco Emir Kusturica, autore di “Gatto nero gatto bianco”, “Underground”, “Il tempo dei gitani”, ed altri film nei quali una gioiosa immaginazione si sposa con un consapevole senso della realtà, della povertà e della guerra; le musiche (curate dal regista stesso e da Goran Bregovic) fanno parte del patrimonio culturale dell’est Europa, e il progetto Tzigane vuole riproporlo al pubblico con arrangiamenti che ne esaltano l’atmosfera ricca di passione, senza tralasciare l’aspetto scenico e suggestivo delle proiezioni video, che oltre a fare da contrappunto alle esecuzioni musicali, contribuiscono a contestualizzare la performance stessa.
Davide Fasulo—fisarmonica
Tore Nobile—Batteria, percussioni,
Alessandro Lo Mele—contrabbasso,
Vladimiro Cantaluppi—violino,
Luca De Marchi—tromba
Emiliano Rontini—sax,
Cristina Santini—clarinetto,
Antonio “Micio” Gatti—VJ-videoproiezioni
A seguire FUNKERMESSE PROJECT FUNK | SOUL | R&B MUSICA NERA 60/70/80
(www.myspace.com/originalmalaisa)
postato da: Soriana alle ore 00:43 | link | commenti (7)
categorie: avviso ai naviganti, bologna e dintorni
venerdì, 16 maggio 2008

Cose di Fiera 2' tranche

P1060672
Allora, da dove comincio questa notte? Dagli incontri, inizio dagli incontri. Non da quelli promossi dalla Fiera, ma dai miei con persone che ho rivisto con molto piacere o che ho conosciuto, permettendomi, ancora una volta, di dare un volto a chi avevo incrociato e letto in rete.
Felicissima di rivedere Sabrina Campolongo (il cui libro Il cerchio imperfetto non mi stancherò mai di invitarvi a leggere) e  Maria Giovanna Luini (scusa, Maria Giovanna, ma il tuo libro è sul mio comodino in..attesa) e di incontrarmi per la prima volta con Stefania Lusetti e con Sara Cavarero, due…new entry nella mia vita che spero di rivedere quanto prima. Così come spero di rivedere presto Barbara Provenzi e anche la sua mamma, che sono state un’ottima compagnia per due pomeriggi, assistendo con me alla trasmissione Fahrenheit. Sabato sera, poi, ho cenato con due cari amici e con una coppia loro amica. Magari i nomi non li faccio, per riservatezza nei loro confronti, però confermo qui che è stata una serata bellissima, grazie alla cordialità, al calore di tutti e quattro i commensali (spero che io, la quinta commensale, non li abbia annoiati troppo...). Abbiamo parlato di libri, abbiamo mangiato molto bene, bevuto buon vino, il locale era molto accogliente...Logico che la serata  per me sia stata perfetta...
Oddio, sta diventando un post noiosino, vero? Vi chiederete: e a me che interessa chi hai incontrato? Beh, forse avete ragione, ma volevo solo condividere con voi la gioia che ho provato trovandomi con queste nuove e vecchie conoscenze.  (Umh...mi sembra il finale di un tema mal riuscito...)



Forse meglio è che passi a:

Scampoli di cose sentite in Fiera

Intorno alla bellezza:

La bellezza è il riconoscimento di un’identità(Ascanio Celestini)

La bellezza è sollevare da terra lo sguardo e volgerlo all’orizzonte  (Alessandro Piperno, forse, ma non sono sicura)

La bellezza è l’armonia del bene (Aron Appelfeld)

La bellezza è una promessa di felicità. (Stendhal, che, per motivi giustificati e giustificabili non era presente in Fiera, ma qualcuno ha riportato questa sua asserzione)



Intorno alla memoria:

L’esistenza dei campi nazisti dove venivano rinchiusi i prigionieri politici è una questione un po’ dimenticata. Questi prigionieri morivano per il troppo lavoro e per la fame. C’erano poi interi villaggi che venivano rinchiusi nei campi, per evitare che aiutassero i partigiani, tutti, tutti gli abitanti: donne, bambini, vecchi…(Boris Pahor autore di Necropoli)


Intorno alla Costituzione:

La costituzione è la parte poetica della coscienza dello Stato. La Poesia e la costituzione sono fatte di parole pensate anche nella sofferenza. (Roberto Piumini)


Intorno alla Pace e all’agire:

Veniamo da Israele e portiamo la pace (Uri, Said e gli altri ragazzi e bambini  che  Angelica Edna Calò Livnè  ha condotto, da Israele, alla Fiera del Libro.)

Un uccellino è steso per terra con le ali spalancate. Un uomo gli domanda: “Ma che fai, lì per terra?” Risponde l’uccellino: “Dio vuole scaraventare il cielo sulla terra e io la voglio proteggere.” “Tu?”, si meraviglia l’uomo “Ma che puoi fare, così piccolo come sei?...”.  “Io faccio del mio meglio…” risponde l’uccellino. (Angelica Edna Calò Livnè, Israeliana, candidata al Nobel per la pace nel 2005. Ha fondato nel 2002  a Kerem Ben Zimra -un moshav a 15 km da Sasa poco distante dal Libano- la Compagnia teatrale dell’Arcobaleno, composta da ragazzi ebrei, cristiani, musulmani, arabi, drusi.)

E con la risposta di questo saggio e coraggioso uccellino chiudo la seconda parte di Cose di Fiera. Se tutti, ma proprio tutti, su questa terra facessimo come lui…beh, sono convinta che un altro mondo sarebbe ancora possibile.
Utopia, lo so.
Domani un post con i libri che ho acquistato a Torino. Anche se ben di altro, in questi giorni, si dovrebbe parlare….Ma lo farò. Nei prossimi giorni lo farò.


 Il 12 maggio 1995 moriva Mia Martini. Mi piaceva molto, Mimì.

Minuetto
postato da: Soriana alle ore 00:54 | link | commenti (2)
categorie: dall italia e dal mondo
giovedì, 15 maggio 2008

In attesa della seconda parte di Cose di Fiera...





P1060618Come si dice dalle mie parti...mi ha preso una botta di sonno. E il post che avevo pensato di scrivere slitta di un giorno. E pure le risposte ai vostri (BELLISSIMI!!!!) commenti. 
Solo una "cosa" di fiera, quindi, ma bella, però...E poi una piccola fotogallery...
La bella signora che sta davanti al canonico leggio di Fahrenheit riservato ai poeti si chiama Daniela Gullotta. E' una mia cara amica, viene da Napoli, è una divoratrice di libri ( proprio come Firmino , di cui vi parlerò domani) ed è la vincitrice assoluta del concorso di poesia dorsale indetto dalla Fiera del libro di Torino e lanciato da Fahrenheit.  Un concorso che si basa sulla ricerca giocosa di titoli di libri, che, messi insieme, creino una poesia.  Dorsale perchè i titoli sono pescati dai dorsi dei libri che stanno allineati nelle nostre librerie. Un concorso per malati di lettura, insomma, proprio come siamo Daniela e io e le centinaia di persone che hanno partecipato a questa simpatica gara.  Se siete curiosi di leggere la poesia di Daniela eccola qui sotto.



LA SPARIZIONE
di Daniela Gugliotta

Prima di sparire dal balcone del corpo,
mi chiedo quando ti mancherò.
Un giorno saprai come non ci si difende dai ricordi.
Un giorno saprai come sono andate le cose:
In una notte come questa sono diventata invisibile,
scomparsa nel nulla come in una stanza buia, come dentro la notte.


Libri utilizzati:
“La Sparizione” di Emilia Santoro (Manni)
“Prima di sparire” di Mauro Covacich (Einaudi)
“Dal Balcone del Corpo” di Antonella Anedda (Mondadori)
“Mi chiedo quando ti mancherò” di Amanda Davis (Terredimezzo)
“Un giorno saprai” di Jennifer Vanderbes (Mondadori)
“Come non ci si difende dai ricordi” di Nico Naldini (Cargo)
“Come sono andate le cose” di Fabio Carpi (Aragno)
“In una notte come questa” di Ellen Sussman (Sonzogno)
“Sono diventata invisibile” di Lucy Cavendish (Cairo)
“Scomparsa nel nulla” di Petra Hammesfahr (Tea)
“Come in una stanza buia” di Luigi Villa Freddi (Lampi di Stampa)
“Come dentro la notte” di Giacomo di Witzell (Manni)ù

Bella, vero?  Beh, io sono stata felicissima che abbia vinto Daniela...Sono stata proprio orgogliosa di lei. Fra l'altro Daniela insegna inglese in un istituto superiore, ma coinvolge sempre i suoi ragazzi in attività di lettura fuori dalla scuola, portandoli ad incontri con autori e ad altre manifestazioni letterarie. E sembra che gli studenti siano entusiasti. Ecco un modo intelligente per fare continuare ad amare la lettura anche dopo i quattordici anni, attraverso la conoscenza diretta degli autori.

E ora un po' di foto.
P1060741

Dario Fo e Marino Sinibaldi nello spazio Rai della Fiera del libro di Torino venerdì 9 maggio 2008. Se dipendesse da me io darei il Nobel anche a Marino...










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Susanna Tartaro, Michele De Mieri, Rosa Polacco.Senza di loro come si potrebbe fare...Fahre?








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Luca Damiani: dal lunedì al venerdì (ma in fiera anche sabato e domenica) alle 14 su Radio3 conduce il Terzo anello musica, proponendo suoni di ogni parte del mondo. E lì a Torino direi che ha superato se stesso...E poi è una persona gradevolissima.






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Flavio Soriga: un giovane ma già affermato autore.  Sardo, italiano, europeo, come amava definirsi  lo scrittore Sergio Atzeni.  Di lui ho letto Nero pioggia, che vi consiglio vivamente.  Ne sentii leggere un brano due anni fa da Lella Costa e me ne innamorai. E vi consiglio pure il suo ultimo: Sardinia blues, che comprerò prossimamente.









P1060952




Fabio Geda: Bravissimo autore (dovete assolutamente leggere il suo: Alla fine del viaggio ho sparato agli indiani), simpaticissimo, impegnato nel sociale, che volete di più?










P1060522



Ernesto Ferrero: sempre vestito da padre della sposa, sempre con la faccia da cagnone buono, ancora non ho deciso se mi sia simpatico o antipatico. Dipende dai momenti, miei e suoi, naturalmente...Ah, per chi non lo sapesse lui è uno dei due capoccia della fiera.





P1060669


e per finire questa è l'insegna di una pizzeria che è vicino all'albergo in cui alloggiavo: ma vi sembra che questo sia il nome da dare a una pizzeria?  Mah... sono strani certi pizzaioli torinesi....









Questa sera ho sentito che è cominciato il Giro d'Italia. Anzi, c'è già stata la quinta tappa...
Ora non lo seguo più, ma ricordo che quando ero piccola non ne perdevo un giorno.  Alla radio, che il televisore mica lo avevamo, e forse non c'era ancora. Ascoltavo la cronaca serale, verso le otto, più o meno, e il Giro sarà per me sempre legato al profumo delle zucchine che mia madre friggeva per cena, a quella certa luce  morbida che il sole morente faceva entrare dalle finestre e che ora mi sembra non ci sia più, al garrire (si dice così?) delle rondini che riempiva l'aria. E anche le rondini è un po' che non le sento... Eh...signori miei, non ci sono più i Giri di una volta...
Ah, una cosa ancora. Io tenevo per
  Bartali     Buon ascolto!
mercoledì, 14 maggio 2008

Cose di Fiera 1' tranche

P1060925Immagino che ora che sono tornata dovrei scrivere un bel resoconto sulla Fiera del libro.
Parlare di scrittori, di atmosfere, di eventi, libri, editori, eccetera eccetera eccetera. Ma altri lo hanno fatto meglio di quanto possa fare io. qui, per esempio: Letteratitudine: Fiera del libro di Torino fra polemiche e bellezza
E poi, che volete che vi dica. Forse non ho più l’età per queste cose. Le sinapsi o quelle cose lì, insomma, che dovrebbero connettere le comunicazioni e trasformarle in pensiero, devono aver preso acqua, e la ruggine le ha colpite. Le comunicazioni arrivano, non trovano nessuno in grado di elaborarle e se ne vanno…Sciao…
Beh, non è proprio così tragica la situazione, ma certo è che in testa, dopo cinque giorni di Fiera, mi rimane una bella confusione, detta anche, in termini colloquiali, un gran casino.
Allora mi limiterò a riportare qualche osservazione, qualche domanda che mi sono posta, qualche riflessione, qualche discorso sentito in giro. Poi nel post di domani magari parlerò anche dei libri che ho acquistato o che mi sono stati regalati, o che, pur non avendoli acquistati mi hanno incuriosito. E anche di una mia amica napoletana che ha vinto il primo premio di un concorso simpatico e singolare. E delle persone che ho conosciuto o che ho rivisto con molto piacere.
Ma ora ecco di che scrivo:
ho sentito che un quotidiano riportava in prima pagina questo titolo: Torino: piazze piene d’odio, Fiera vuota di gente. Questo più o meno diceva.  Beh, che fosse vuota, la Fiera, non mi è sembrato proprio. E non mi è sembrato neppure, come i giornali hanno scritto, che fosse blindata. Senza dubbio vi era più polizia rispetto agli altri anni, ma da qui a parlare di assedio e simili ce ne vuole…Ah, sì, c’erano molti rappresentanti della Guardia di Finanza, che mica ho capito che ci stavano a fare.
Comunque, anche se ora il mio tono è leggero, devo dire che per cinque giorni ho avvertito un senso di colpa,  e sono seria, mentre lo scrivo. Sono ancora convinta che invitare lo Stato di Israele come paese ospite proprio nel sessantesimo anno dalla sua fondazione sia stato un errore e, pur non avendo preso una posizione sulla questione del boicottaggio, se fossi stata coerente me ne sarei dovuta stare a casa. Ecco il motivo del mio senso di colpa. Ma non sempre riesco a essere coerente.

Cose che mi hanno colpito:
Un editor della Mondadori, in un incontro dedicato agli scrittori esordienti, ha detto che le case editrici, piccole, medie o grandi che siano, leggono una minima parte dei manoscritti che vengono loro inviati e che la scelta di aprirne uno è puramente casuale (sic). E ha anche aggiunto che non è opportuno inviare il proprio manoscritto a tanti editori, al massimo a due, ha detto. Allora io ho pensato che sperare che qualcuno cui hai mandato il tuo lavoretto tutto bello in ordine ti legga  (non  che ti pubblichi, che sarebbe troppo, ma che solo ti legga) è un po’ come comprare un solo grattaevinci e  sperare di trovare sotto la vernicetta  il premio milionario. Praticamente un miracolo. Mi piacerebbe sapere che ne pensate….

Non ho mai visto tante scuole come quest’anno. Di tutti i gradi: dalle materne alle superiori. Ecco quello che ho notato: i ragazzi più piccoli, dalla scuola materna alle medie, sembravano interessati ai libri, si avvicinavano agli stand, osservavano incuriositi, toccavano, sfogliavano. Quelli delle superiori se ne stavano fuori, spaparanzati al sole, ingurgitando hot dog e coca cola con il cellulare permanentemente incollato all’orecchio. E diversi dicevano: Se il prof ci cerca chi se ne frega…
Vorrei sapere perché a un certo punto i libri hanno smesso di interessarli…

Davanti alla Sala dei cinquecento, domenica pomeriggio, c’era una ressa enorme. Si riusciva ad attraversare con fatica. Alle quattordici iniziava infatti un incontro con Marco Travaglio e Michele Santoro. Ora, senza togliere nulla ai due personaggi, mi sono chiesta se la stessa folla ci sarebbe stata se Travaglio e Santoro fossero stati solo due giornalisti della carta stampata, solo due scrittori. Mi sono risposta di no: perchè, secondo me, una gran parte della gente che se ne stava lì, ammassata come sardine, c’era perché Travaglio e Santoro sono anche personaggi televisivi. Chissà in quanti hanno letto i libri di Travaglio?, mi sono chiesta.
Già, la televisione…Come sabato…Quando è terminata Fahrenheit è arrivato alla spazio Rai, il conduttore di Mi Manda Rai3, che non ricordo come si chiama e mi è pure antipatico (ma questo non c’entra…). Ed ecco che qualche donzella si è voluta far fotografare con lui…Certo, lui va in televisione, lo conoscono tutti…Commento un po’ maligno: almeno fosse bello…

E a proposito di spazio Rai. Per tutti i sacrosanti cinque giorni, lo stand che era posizionato lì a pochi metri, ha trasmesso tutti i video di Beppe Grillo, tenendo il volume al massimo e mettendo a dura prova la pazienza e l’udito di Marino Sinibaldi, dei suoi ospiti, di tutti i suoi collaboratori e del pubblico
che assisteva alla trasmissione. Non ho capito il perché, non ho capito che ci …azzeccano le urla di Grillo con i libri. E poi, come ha detto Marino, perché urla tanto, Grillo? Non potrebbe dire le stesse cose risparmiando un po’ di decibel?

E che ci azzeccano pure le automobili, con i libri…Sì, perché in Fiera c’era pure uno stand che esponeva auto. Non chiedetemi quali, che mica lo so. So solo che erano molto lucide, colorate e avevano un’arietta arrogante.

E ora racconto una cosa che mi ha disgustata.
Ci doveva essere un unico evento a pagamento, nell’ambito della Fiera del libro, questo: Col ferro e col fuoco. In memoria delle vittime della TyssenKrupp (sul testo del reportage di Ezio Mauro).
Il ricavato (15 euro a biglietto) sarebbe stato devoluto ai famigliari delle vittime di quel tremendo incidente sul lavoro. Bene: dato che a un certo punto l’organizzazione si è resa conto che di biglietti ne erano stati venduti davvero pochi, ha deciso di rendere libero l’ingresso, per non avere (giustamente) la sala semivuota. All’inizio dello spettacolo Ernesto Ferrero ha spiegato, con molta delicatezza, quello che era successo, dicendo anche che chi aveva acquistato il biglietto poteva alla fine dello spettacolo chiederne il rimborso, ma anche, ha aggiunto, chi era entrato gratuitamente se lo riteneva opportuno poteva pagare. Ecco, io credo che il comportamento della gente sia stato disgustoso. Di quelli che non avrebbero mai assistito allo spettacolo dovendo pagare, e che poi,  quando l’ingresso è diventato libero, hanno deciso di parteciparvi. E di quelli che avendo pagato hanno chiesto il rimborso. E non mi dite che è perché la gente non ha soldi, o come ha dovuto dire un imbarazzato Ferrero, che capiva tutto benissimo, perché già costa il biglietto della Fiera e costano i parcheggi…Quindici euro è praticamente il prezzo di una pizza e di una birra, e credo che la maggioranza dei visitatori della Fiera si possano permettere una pizza e una birra, se devo giudicare dai bar e posti ristoro che erano sempre superaffollati. E’ che siamo fatti così: se una cosa possiamo averla gratis, perché pagare?  A prescindere dalle finalità.
Mi sono  sentita imbarazzata io, che il biglietto lo avevo nella borsa, nei confronti dei  famigliari delle vittime, seduti nelle prime file della sala. Cosa avranno pensato? E non tanto per quei soldi che venivano a mancare, ma per aver capito che, alla fine, di loro e dei loro morti, una volta che la notizia dell’incidente è diventata vecchia, alla gente non gliene frega niente.  Vergogna vergogna vergogna.

Ecco che ripensando a quell’episodio mi è montata ancora la rabbia. Meglio che vada a dormire. Lo slogan di quest'anno affermava: ci salverà la bellezza. Mah....
A domani con la seconda parte di Cose di Fiera.
E ora

Il grande Coltrane

che lui sì che ci azzecca, con la Fiera.

Con un click

Terremoto






Sisma Cina:
l bilancio ufficiale parla di 32 mila morti e 30 mila dispersi.







 birmania

Ciclone in Birmania:
 Secondo le organizzazioni internazionali, le vittime sarebbero almeno 100 mila; e tra uno e due milioni i birmani che avrebbero subito danni gravi dal ciclone Nargis e che hanno bisogno d'assistenza.




                                                                                 


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India-Jaipur: attentati causano almeno 80 morti








Forse davanti a queste tragedie ogni cosa passa in secondo piano.
E mi chiedo se sia giusto segnalare altre cose, seppur importanti
Va beh…Proseguo…

I Resistenti
i Resistenti

Il pensiero che Alexis De Tocqueville espresse nel 1840
attualissima riflessione a quasi due secoli di distanza: ce lo riporta Cristina Bove.

8x1000
Avevo già segnalato questo invito. Da Antonella potete leggerne i dettagli.


Emarginazione
 Strada, patria sinta. Cento anni di storia nel racconto di un saltimbanco sinto: ne parla Sabrina Campolongo in Declinato al femminile, di questo libro. Un libro dal quale potremmo imparare qualcosa che, proprio in questi giorni, sembra essere sempre più necessario sapere.


Siamo tutti Marco Travaglio
Su Micromega

Scuola violenta
Ho scoperto da poco questo blog. Visitatelo anche voi…


Franca Rame
Tutti da leggere gli ultimi post di Franca.



Il papa fa la festa alla 194
Su Il Ghibellino


Il papa finanzia le guerre ussignur ...
Da Morgan


Cari amici Poeti
Dante

Due dolorose, struggenti, bellissime poesie di Cristina Bove:
Quasi buttata
Addio


Le belle signore della notte
viste da Giorgio Medda


Semplice nero
Glo D'alessandro con una ottima poesia.

Currenti calamo
Un libro: un immagine una poesia di Giovanni Pascoli e anche un bellissimo video

Fratello
Molto bella questa poesia di Piera


Indegni eredi
Sempre più bravo il nostro Patrizius, poeta da NON perdere...



Patrizia Garofalo
Sta...Rannicchiata sul divano nel salotto di Armonia delle Parole



 
Qui c'entro io:
copertina-dardo-gagliardo
Nel nuovo numero di Atreinsieme una mia poesia

Historica Il foglio letterario
E' uscito  in pdf la rivista Carmina diretta da Fabrizio Manini: a me sembra una rivista molto bella, con contenuti densi, e non effimeri come succede per altre riviste letterarie o pseudo tali. Fra l’altro (ma non è questo particolare che ne fa una buona rivista) ospita anche tre mie poesie.


Scrittori e scritture
scritture
In Letteratitudine: Dacia Maraini e Il treno dell'ultima notte
Con commenti molto interessanti e domande rivolte all’Autrice che, con una gentilezza davvero squisita sta rispondendo ad uno a uno ai suoi interlocutori. Un grande rispetto verso i suoi lettori, mi sembra…

Il segreto tra di noi
Claudio Arzani recensisce il romanzo di Giovanni Farinetti

Machines:
Nella Casa dei Sognatori si parla di laboratori di Scrittura creativa, e d'altro ancora



Ritratti di famiglia
Sabrina Campolongo ne ha dipinto uno particolarmente doloroso


Altre Luci
luci su
Otto maggio:
Una toccante e sincera riflessione di Renzo Montagnoli

Viaggiamo con:
Stefania Lusetti
e
Stefano Mina


E se si riaprissero le porte...
Ma quali porte? Cliccate e lo scoprirete...

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giovedì, 08 maggio 2008

Post dedicato

papaveri

Credo di aver già pubblicato qui questa mia poesia. Che non è particolarmente bella (in realtà sono fermamente convinta che nessuna delle mie poesie lo sia), ma è fra quelle che amo di più, perchè è nata dopo un periodo molto buio, e sarebbe stato ancora più buio se non avessi avuto vicino amici carissimi che, come fiammelle, mi hanno rischiarato (e riscaldato) la strada.
Altre luci le ho incontrate in seguito, sia nel mondo reale, quotidiano, sia nel mondo, altrettanto reale, di internet. E tutte continuano a brillare e a rassicurarmi con il loro chiarore lungo la strada che mi resta da percorrere. E’ per loro, per queste luci, che ho scritto, diverso tempo fa, questa poesia, con riconoscenza e affetto profondo.
Permettetemi quindi  di riproporla ora  per dedicarla a una di quelle luci,  a un caro amico che oggi compie gli anni. Un amico non solo mio ma anche di molti che passano da queste parti…


Felice compleanno, Renzo! 


I Regali Preziosi

Erano schegge dell’anima implosa
che presero ad azzannare  la mia gola
saccheggiando il respiro
e non vedevo più nulla,
se non degli infiniti pozzi scivolosi.
Ma allora, proprio allora, come manna,
vennero a me improvvisi
i Regali Preziosi,                                                   fiorellini_bianchi
avvolti in colorate auree  di luce.
In una sera di musica fiammante
con pizziche  e tarante danzate da una piazza,
è stato in quella sera- era  un settembre lieve-
davanti alla propizia chiesa del Soccorso
che ho ripreso a guardar limpidamente
la vita, e me, e quello che c’è intorno.
E allora, proprio allora, come fonte feconda,
ho ritrovato volti e voci e luci
che mi han guidato fuori dal pantano:
i Regali Preziosi
che ho scartato tremante,
e stretto al cuore che riprendeva i battiti,
piano, per non frantumarsi,
tanto fragile era.

E ora, che regolare è il cuore
ed esteso è il respiro,
mi accade a volte di trovare un amico,
un volto nuovo.
Un Regalo Prezioso
che armonioso s’aggiunge a tutti quelli
che già mi hanno salvato.



(Pavia/ Milano Centrale, 23/ 24 marzo  2006 )

E sempre per te, Renzo,
            
Flowers and music


Ah, dimenticavo! Sono in partenza per Torino! Anzi, in questo momento sono proprio sul treno....Rientrerò martedì prossimo...Ciao!!!!
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mercoledì, 07 maggio 2008

Chiaro /scuri nella rete

La tragedia birmana
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Tutto blog

Il Manifesto
(purtroppo il numero dei morti è ancora aumentato)



Scritture e scrittori


scritture

Barbara Provenzi
Consiglio di lettura

Cristina Bove e le sue poesie:
QUI
e
QUI


Donna contro donna
Un libro, ma anche una domanda cui dovremmo cercare di dare risposta.



La strada di Cormac McCarthy
La recensione dei Baustelle. Dove? Da Gian Paolo Serino.


Giorgio Medda: Intendevo amore



Il sorriso di Katia Ciarrocchi
Lo vediamo attraverso l'Armonia delle parole


Letteratura e obesità
Intorno al nuovo romanzo di Francesca Mazzucato


I vecchi
da Ora Sesta



Roberto Tossani in:
Quattro flessioni riflesse in una pozza d'aria


Altre luci
luci su


La ricerca dell'infelicità
Da leggere, da stampare, da rileggere, da conservare questo bel post di Laura Costantini


Neri assassini? Ma no, son ragazzi....


Nexus dice:
Prendiamoci per mano


TristanTzara e i sogni dei cercopitechi


Assunta Altieri
La televisione pubblica di S.B.


A Bologna il Festival Internazionale di cinema e cibo


Le belle notizie finiscono nel silenzio


Micromega:
Un ottoXmille democratico (e io sono d'accordo)



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martedì, 06 maggio 2008

Ma che società siamo?

fioridimaggio

Forse sarà stupido sentirsi così depressi per un fatto di cronaca.
Forse.
Eppure è così che mi sento oggi: depressa.
Perché mi chiedo, ancora una volta, che società siamo.
Forse mi sento depressa perché la risposta la conosco: siamo una società gravemente malata e nessun medico (forse) è in grado di curarci.
Forse mi sento depressa perché vedo una gioventù che non ha futuro.
Gioventù bruciata, mi viene alla mente.
Giovani bruciati dalla mancanza di sogni che noi non abbiamo saputo fabbricare per loro.
Giovani bruciati dal seme della violenza che noi abbiamo piantato nei loro cuori.
E’ fatto di terra fertile, il cuore dei ragazzi. E’ spugna, è carta assorbente.
E’ uno specchio che riflette ciò che vede e se ne impossessa.
Poi lo estroflette, lo fa fa esplodere e tutto intorno va in mille pezzi.

Per la mia depressione di oggi
 ringrazio vivamente:

gli esimi futuri ministri che dicono di avere i fucili già caldi.

gli esimi sindaci  del nord-est che per avere città sicure, eleganti, senza macchia, fanno di tutta l’erba un fascio, gridando all’untore contro extracomunitari, omosessuali, barboni, mendicanti.

l’esimio sindaco di Verona che ha, nel suo consiglio comunale un ex skin ora Fiamma Tricolore (proprio a lui, questo sindaco, nel 2006 affidò la direzione dell’istituto veronese per la Storia della Resistenza!!!).

l’esimio presidente della Camera che, come mi ha segnalato un amico (non ho voglia di guardare la Tv) ha dichiarato: quel gruppo neonazista va preso, messo in galera e rieducato, nessuna solidarietà. Ma rispetto a questo episodio sono molto più gravi le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del Libro di Torino. Grazie anche a lei, neo eletto presidente. Lo vada a dire di persona ai genitori del ragazzo ucciso, e li guardi negli occhi, mentre glielo dice.

gli esimi dieci genitori dei cinque bravi ragazzi che hanno massacrato un  ragazzo fino a portarlo alla morte.
Soprattutto loro ringrazio.
Per aver insegnato ai loro figli che essere veri uomini significa sopraffare,
picchiare, calciare, uccidere. Perché è  senza dubbio questo che gli hanno insegnato. Forse non così, non come regola, ma con il loro esempio, gli atteggiamenti, i discorsi fatti o non fatti intorno al tavolo da pranzo, davanti a uno schermo televisivo, i commenti fatti cadere passando accanto a qualcuno che non rappresentava il loro stile di vita.
Nessuna pietà, per questi genitori. Che soffrano, che paghino pure loro per il crimine commesso dai loro figli.

Ringrazio infine i bravi cinque ragazzi, che seppur giovani, l’età della ragione avrebbero dovuto averla già raggiunta.
Ma l’ho già scritto: il cuore dei ragazzi è carta assorbente, e assorbe come niente ciò gli vive intorno.  Mafia, camorra al Sud (non tutti, certo). Razzismo e nazismo al nord (non tutti, lo so).
Ecco perché credo che i miei ironici, caustici ringraziamenti siano d’obbligo.

Tutta la mia pietà per gli altri genitori, i genitori di quel ragazzo che proprio  poche ore fa se ne è andato per sempre.
E per lui, per lui che non potrà più gioire per la luce di un tramonto,  per un bacio della sua ragazza, per lui è tutto il mio pianto.

Niente musica, questa sera.

 
postato da: Soriana alle ore 01:06 | link | commenti (24)
categorie: cronache infernali
domenica, 04 maggio 2008

Tanto per non dimenticar